lunedì 28 giugno 2010

Pisa, Sindaco indossa fascia arcobaleno e issa bandiera gay

Si è svolta questa mattina a Pisa la presentazione della campagna contro l'omofobia regalata al Comune dal portale Gay.it, il principale quotidiano rivolto al pubblico omosessuale, che proprio in quella città ha la sua sede.

Alla conferenza stampa erano presenti oltre al Sindaco Marco Filippeschi, anche Marilù Chiofalo, Assessore alle Pari Opportunità, Titina Maccioni, presidente del Consiglio Comunale, Alessio De Giorgi, presidente del portale Gay.it, Regina Satariano, leader del movimento transessuale, Marco Michelucci, presidente di Arcigay Pisa, Cinzia Bucchioni, presidentessa di Arcilesbica Pisa, Marco Buzzetti, presidente di Agedo Toscana.

Nel giorno dell'orgoglio gay, che si celebra in tutto il mondo ogni 28 giugno, il Sindaco Filippeschi ha indossato una fascia arcobaleno - simbolo proprio dell'orgoglio gay in tutto il mondo - al posto di quella tricolore e ha ricordato i moti di Stonewall, quando i clienti di un bar gay di New York si ribellarono all'ennesimo raid ingiustificato delle forze dell'ordine, e ha spiegato come «il diverso orientamento sessuale è un dono e non uno stigma». "Omofobia vituperio delle genti" è lo slogan scelto per i manifesti e le cartoline che saranno distribuite in tutto il territorio pisano. Parafrasando la terzina dell'Inferno in cui Dante aveva definito la città di Pisa come "vituperio", il Sindaco ha ricordato come proprio la città da lui amministrata sia da sempre la sede ideale per la rivendicazione dei diritti lgbt: da città dove si svolse il primo Gay Pride italiano nel 1979 al primo Comune ad aver adottato nel 1999 il registro delle Unioni Civili. «In questa città - ha detto Filippeschi - abbiamo aperto strade che poi sono state di esempio per molti altri Comuni».

«Non è un caso che sia proprio Pisa il primo Comune ad adottare una simile iniziativa - ha dichiarato Alessio De Giorgi -. Qua c'è una tradizione consolidata in cui i diritti lgbt vengono tutelati con atti simbolici ma che poi si traducono in gesti concreti, silenziosi e meno mediatici».

Il Sindaco si è poi diretto al vicino Ponte di Mezzo issando, primo caso in Italia, la bandiera arcobaleno sul pennone della città tra una folla di gay e lesbiche, turisti e semplici curiosi.

«L'accoglienza affettuosa del sindaco di Napoli allo scorso Pride, un altro sindaco, quello di Pisa, fa un gesto dal forte valore simbolico: issare sul pennone la bandiera rainbow simbolo della rivendicazione dei diritti e della dignità delle persone gay, lesbiche e trans». Lo ha detto Vladimir Luxuria in una nota. «Questo significa che ad occuparsi delle nostre questioni deve essere tutta la città, solo quando le nostre rivendicazioni non saranno più appannaggio del nostro movimento ma se ne faranno carico tutte le istituzioni vorrà dire che si riuscirà finalmente ad ottenere qualcosa di concreto».

Ivan Scalfarotto, Vice Presidente del PD ha affermato che «Il Sindaco di Napoli in prima fila al Gay Pride di Napoli e il Sindaco di Pisa che issa la bandiera gay sul pennone del Ponte di mezzo sono il segno che le cose stanno rapidamente cambiando, nel Partito Democratico e in Italia in generale». «Come democratico e come cittadino voglio esprimere la mia piu' sincera gratitudine a Rosa Russo Jervolino e a Marco Filippeschi per aver dato un segno di presenza così forte a nome della parte migliore del nostro Paese - ha concluso - e averci per un giorno fatto sentire a pieno titolo cittadini europei».

Il presidente di Arcigay Paolo Patanè afferma che «I sindaci con la fascia arcobaleno sono la realizzazione che la rappresentanza istituzionale, al di là del credo politico, riguarda tutti i cittadini compresi omosessuali, lesbiche e transessuali e sono una risposta chiara e netta alla violenza omofoba, alla discriminazione e alla negazione pervicace del Parlamento di diritti alla comunità omosessuale italiana. Speriamo che altri Municipi realizzino iniziative come quella di Filippeschi di oggi: i sindaci con fascia arcobaleno ci avvicinano all’Europa».


fonte:http://www.gay.it/channel/attualita/30078/Pisa-Sindaco-indossa-fascia-arcobaleno-e-issa-bandiera-gay.html

Il GayPride bacia Napoli, avanti con i diritti

I napoletani partecipano alla manifestazione. Contestata Paola Concia per la continua sponsorizzazione verso Casa Pound

Almeno diecimila persone alla parata del gaypride e trentamila al concerto finale in piazza Plebiscito. Dietro lo striscione “Alla luce del sole” hanno sfilato gay, lesbiche, transessuali e anche alcuni gruppi cattolici e cristiani d'Italia. «La Napoli che oggi sta sfilando è quella della Resistenza, delle Quattro Giornate della solidarietà e dell'allegria - ha detto il sindaco Iervolino -. Napoli deve essere così, altrimenti non sarebbe la nostra città. È una gioia per tutti e soprattutto per i manifestanti che portano nel corteo valori semplici ma essenziali: rispetto dei diritti». Contestata la parlamentare del Pd Paola Concia, rea di sponsorizzare Casa Pound in una città che ha respinto l'insediarsi dei neofascisti. Molti i napoletani che hanno partecipato alla parate. Le transessuali le più festeggiate.

Le transessuali prima di tutto
Napoli partecipa diversamente rispetto altre città ad un evento del genere. Molti i caroselli che si sono formati sui balconi degli appartamenti che affacciavano sul percorso della sfilata. Molta la gente scesa in strada per salutare il passaggio dei carri. Bambini, uomini e donne impegnati a fotografarsi con chi ha legittimato alla luce del sole la propria sessualità. Le più gettonate le transessuali, spesso strattonate per una foto da conservare con un “oggetto del desiderio” occulto. Le ragazze si sono prestate fino allo sfinimento per le numerose messe in posa con padri di famiglia, venditori ambulanti, giovani ragazzi. Una strana fenomenologia le vuole avanguardia di una contemporanea evangelizzazione di tolleranza e diritti. Sono state desiderate alla luce del sole, con le donne scese dai vicoli hanno confabulato di cose che solo le donne sanno.

Paola Concia contestata
Dal corteo qualche slogan contro Paola Concia. La deputata del Pd è rea di sponsorizzare Casa Pound in numerose iniziative. In una città che ha respinto gli xenofobi del terzo millennio Paola Concia è poco gradita. «Ha incontrato a Roma quelli di Casa Pound, difendendo i loro diritti - afferma uno dei ragazzi - ma non ha voluto parlare con noi». «E dire - aggiunge Marzio, 29 anni - che dice di essere vicina alla nostra realtà». «Quelli di Casa Pound non ci riconoscono - conclude Antonella, 36 anni - Non può esserci dialogo tra chi parla con loro e noi».


La Iervolino e Lupo Alberto
Il sindaco di Napoli ha fortemente sostenuto il gaypride. Il supporto dato dall'amministrazione comunale alla manifestazione è stato notevole. Alla Iervolino provocatoriamente abbiamo chiesto se dopo tanti anni si fosse conciliata con Lupo Albeto, il fumetto anti aids al quale vietò la distribuzione quando era ministro dell'Istruzione nel governo Amato. «Era una operazione editoriale speculativa- ha ricordato oggi la Iervolino – mi battevo affinché ci fosse una completa informazione sull'educazione sessuale». Da allora, siamo cresciuti tutti un po'.

Di (alessandro di rienzo)
2010-06-27 10:03:19

venerdì 25 giugno 2010

La nuova campagna di Gay Help Line "Coming out contro l'omofobia"


Manifesti e spot incentrati su incomunicabilità e rapporti familiari per lanciare il numero verde gratuito 800.713.713. Disponibile da oggi per offrire supporto alle persone lesbiche, gay e trans

di RITA CELI


Un ragazzo a tavola con i genitori consuma il pasto in profondo silenzio. Dai suoi occhi traspare una richiesta di aiuto, gli sguardi della madre e del padre si incrociano ma l'incomprensione prevale su tutto e la sua bocca rimane chiusa. Poi interviene una voce fuori campo: "Sei gay? Se non riesci a parlarne con loro, parlane con noi. Gay Help Line ti dà ascolto". Sintetico e diretto, ecco lo spot della nuova campagna di comunicazione di Gay Help Line per lanciare il numero verde gratuito 800.713.713 da fisso e mobile che offre supporto e servizi alle persone lesbiche, gay e trans. Iniziativa importante soprattutto nella Capitale, purtroppo funestata da troppi episodi di violenza nei confronti dei gay e dove si moltiplicano gli allarmi, l'ultimo quello lanciato da Vladimir Luxuria. Il progetto promosso dal Comune di Roma, realizzato con il sostegno della Provincia di Roma e della Regione Lazio, si avvale del supporto della Saatchi & Saatchi, che ha dato un importante contributo nella realizzazione e produzione, oltre allo spot prevede una serie di manifesti che a migliaia saranno affissi nella Capitale e sugli Autobus dell'Atac dove sono riportate le foto di quattro testimonial: due ragazzi gay, una ragazza lesbica e una madre.



"Quest'anno - afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma e responsabile di Gay Help Line - la campagna di comunicazione è dedicata al tema dell'incomunicabilità e della visibilità a partire dalle relazioni in famiglia delle persone lesbiche, gay e trans: molte persone, infatti, non riescono a vivere serenamente perché non hanno fatto coming out in famiglia, a scuola, con gli amici o al lavoro. Vogliamo dir loro che essere visibili è un'opportunità e un'occasione di crescita per se stessi e nella società. E che Gay Help Line, con i suoi servizi, può essere un punto di riferimento importante".

"Con i propri familiari - aggiunge Rosaria Iardino, presidente di Nps, associazione partner del progetto - c'è una forte necessità di comunicare ma, spesso, non se ne hanno reciprocamente gli strumenti. Per questo è importante affrontare il tema del dialogo tra genitori e figli". "Sono moltissimi i genitori - aggiunge Eugenia Milozzi, presidente di ArciLesbica Roma, altra associazione coinvolta nel progetto - che contattano Gay Help Line, alcuni dei quali fanno poi volontariato con le nostre organizzazioni e si impegnano in prima persona".

Oltre alle affissioni, la nuova campagna di comunicazione di Gay Help Line prevede anche uno spot radio che sarà diffuso sul circuito radio del Comune di Roma e uno spot video realizzato da Sebastian Maolucci e Alessandro Guida che sarà diffuso attraverso il circuito video delle metropolitane e autobus di Roma, ma anche, spiega in una nota Arcigay Roma, attraverso modalità di diffusione virale online, sfruttando tutte le opportunità che le nuove tecnologie e i social network offrono.

La campagna sarà inoltre diffusa gratuitamente da alcune emittenti locali che hanno già dato la loro disponibilità ma non basta. "Chiediamo alle tv - aggiunge Marrazzo - di sostenere questa iniziativa mettendo in onda il video come iniziativa contro l'omofobia: si tratterebbe di un'importante comunicazione sociale in un momento in cui si sono verificati moltissimi episodi di violenza e intolleranza". (22 giugno 2010)

fonte:http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/06/22/news/campagna_gay_help_line-5058120/

IRAQ; caccia alle streghe contro i gay

I media del Regno Unito, dicono che i politici sono rimasti troppo insensibili sulla situazione delle persone lgbt in Iraq.

LONDRA, 22 GIUGNO 2010 C è una crescente preoccupazione che il governo iracheno stia intensificando una caccia alle streghe contro i gay e e lesbiche del paese dopo un raid della polizia in una casa di Karbala.

La settimana scorsa , dodici agenti di polizia hanno fatto irruzione in una casa , e hanno picchiato con molta violenza e poi , e gli hanno bendati gli occhi di sei occupanti e portati via in tre furgoni.

Secondo una fonte che ha assistito al raid , La polizia ha anche sequestrato materiale informatico prima di bruciare la casa, il gruppo di Londra ha detto in un comunicato.

Secondo i rapporti che sono arrivati a Londra , uno degli arrestati è stato trasportato in ospedale. Tuttavia, non si sa nulla su la sorte delle altre cinque persone, che sono due uomini gay una lesbica e due persone transgender.

Si teme possano essere state portati a Baghdad , dove è riportato che , molti gay sono stati torturati e giustiziati negli ultimi due anni.

Nessuna delle potenze che occupano in questo momento il paese hanno adottato alcuna azione per queste atrocità.

Le persone LGBT irachene parlano che sia gli inglesi che gli Stati Uniti in particolare, non hanno criticato il governo iracheno per queste atrocità.

"Oltre 720 persone LGBT sono scomparsi o sono stati assassinati , molti dei quali sono stati torturati a morte.

Un piccolo numero di persone della comunità lgbt iracheni vivono in case che sono finanziate da un istituto creato della comunità gay iracheni. Nel clima attuale , queste case sono a rischio e anche quelli che li si rifugia.

La casa che hanno perquisito la settimana scorsa era stata istituita nel gennaio di quest'anno.

Con gli arresti e il sequestro dei computer della ultima settimana, gli attivisti temono che il governo intensificherà la caccia alla popolazione LGBT del paese.

"I media del Regno Unito, dicono che i politici sono rimasti troppo insensibili sulla situazione delle persone glbt in Iraq! ha detto ... mentre il silenzio continua, cosi nostri fratelli e sorelle vengono uccisi in silenzio.

Attualmente il Regno Unito deporta molti iracheni , alcuni che hanno lasciato il paese per paura delle loro vite dopo minacce di morte da gangster e milizie religiose.


Il governo sottovaluta il pericolo incontrato dai rifugiati iracheni. "Mr. Ali sottolinea. " Il raid della scorsa settimana dimostra, che per le persone LGBT in particolare , in Iraq è una zona a rischio.

Sail Hili, i media occidentali non segnalano il livello di violenza continuo che c'è a Bagdad. bombardamenti e omicidi continuano ad accadere quasi ogni giorno - è per questo che le Nazioni Unite hanno detto che è pericoloso deportare i rifugiati in quella città. La mancanza di comunicazione significa che il ministero degli Interni pensano di poter farla franca con questa azione disumana ".

Amnesty International ha detto in aprile che esistono prove che i membri delle forze di sicurezza e altre autorità sono stati incoraggianti a attaccare persone sospettate di essere gay.

Il rapporto ha aggiunto che gli assassini di uomini gay potrebbero trovare protezione sotto la legge, in quanto offre pene clementi per chi commette reati come il " motivo d'onore ".

Il governo del Regno Unito ha promesso la scorsa settimana che avrebbe fermato la deportazione di richiedenti asilo che hanno dovuto lasciare i loro paesi per orientamento sessuale o identità di genere li dove sono a rischio comprovato di carcere, tortura o esecuzione.

L'impegno è nel documento emesso dal ministro Teresa che è anche ministro per le Donne e uguaglianze.

Video: la complicità del governo iracheno nel pogrom anti-gay

gay e transgender in Iraq.

Testimonianza fuori dall'Iraq mostra come le forze di polizia e ministero dell'Interno stanno terrorizzando le persone LGBT .



fonte:http://iraqilgbt.org.uk/

martedì 22 giugno 2010

Polizia brasiliana, é caccia al gay

Scritto da Francesco Giappichini

Una ricerca sulla violenza contro gli omosessuali, realizzato dal Comune di Campinas nello Stato di San Paolo, mostra che in quella cittá la Polizia militare e le Guardie municipali figurano tra i principali aggressori della comunitá lgttb, formata da lesbiche, travestiti, transessuali e bisessuali. Secondo il documento, dal titolo Mapa da violência e discriminação lgttb, tra gennaio 2005 e il maggio scorso si sono verificate 290 aggressioni ai danni di omosessuali, di cui 51 commesse da membri forze dell’ordine.

In particolare, sono stati accertati 4 omicidi e 129 casi d’ingiuria e diffamazione – i reati piú ricorrenti – e risulta che le principali vittime (145 casi) sono i gay. Sono stati poi accertati 65 episodi di violenza fisica e, pur in misura minore, alcuni casi di divieto illegittimo di entrare in locali e di minacce. Risulta inoltre – secondo lo studio elaborato dal Serviço de proteção social especial à população lgbt (lésbicas, gays, bissexuais, travestis e transexuais) del Comune di Campinas – che 44 aggressioni fisiche o verbali sono state commesse in strada, e 23 dai capipattuglia.

Rilevante é inoltre il numero dei casi di violenza privata o intimidazione, commessi da commercianti o pubblici funzionari. Secondo Valdirene dos Santos, coordinatrice della ricerca, «i casi sono molto piú numerosi di quelli registrati, poiché molti, ancora, hanno paura di deunciare».


fonte:http://musibrasil.net/2010/06/polizia-e-caccia-al-gay/

Usa: stessi diritti per lavoratori etero e gay sui congedi parentali



Il Dipartimento del Lavoro americano intende emanare questa settimana regolamenti che obblighino le imprese ad attuare parità di trattamento per i dipendenti omosessuali nell’ambito della legge che permette di usufruire di permessi non retribuiti per occuparsi della salute dei neonati o delle persone care.

Secondo quanto riportato da due funzionari del DOL, il Segretario del Lavoro Hilda Solis prevede di annunciare già domani che il governo ha richiesto ai datori di lavoro di estendere l’opzione che è già disponibile da quasi due decenni per i dipendenti eterosessuali. Nessuno era autorizzato a parlarne prima dell’annuncio.

UNA PROVOCAZIONE PER I GOP - La mossa, che arriva a meno di cinque mesi prima delle elezioni congressuali di novembre, sembra fatta apposta per provocare conservatori e repubblicani che già erano contrari agli sforzi compiuti dall’amministrazione Obama tesi ad abrogare il divieto per gay e lesbiche di servire le forze armate senza dover nascondere le proprie inclinazioni sessuali. Sicuramente è una apertura che può essere molto apprezzata tra i democratici fedeli e le organizzazioni sindacali.La Family and Medical Leave Act consente ai lavoratori di richiedere fino a 12 settimane di congedo non pagato ogni anno, per prendersi cura dei propri cari e di se stessi. La legge del 1993 , che permette anche ai dipendenti di prendere un congedo per le adozioni,è stata però sempre applicata alle coppie eterosessuali. “Il Dipartimento del Lavoro intende ora estendere tali diritti sulla base di una nuova interpretazione della legge”, hanno detto i funzionari . Non è in programma però di chiedere al Congresso di cambiare la legge, il che significa che i futuri presidenti potrebbero ribaltare la decisione.

IL PASSO LENTO DI OBAMA SUI DIRITTI - Il Presidente Barack Obama e la sua amministrazione hanno lentamente implementato politiche di sostegno per gay e lesbiche che hanno sostenuto la sua candidatura, ma hanno criticato quello che considerano il suo passo lento nel portare a compimento i cambiamenti che aveva promesso in campagna elettorale. Obama stesso incontrerà a giorni gli attivisti gay alla Casa Bianca ed è la seconda volta che tale meeting si terrà presso il palazzo dell’esecutivo. C’è da dire che gli attivisti LGBT sono abbastanza delusi dall’approccio di Obama alle politiche gay. La Casa Bianca ha appoggiato con riluttanza un compromesso sul “don’t ask don’t tell” e passi avanti verso una completa abrogazione è ancora difficile immaginarli.

CHI VA PIANO…- All’inizio di questo mese, Obama ha ordinato alle agenzie governative di estendere i servizi di assistenza all’infanzia e quelli dei congedi parentali.La disposizione del Presidente per i dipendenti federali, però, copre solo le prestazioni che possono essere estese in base al diritto vigente, senza l’azione del Congresso. Per una gamma completa di assistenza sanitaria e altri benefici, serve comunque l’azione legislativa. L’anno scorso, Obama ha concesso fra i dipendenti federali, ai partner dello stesso sesso, una prima serie di vantaggi, tra cui il diritto di visita e cura dei parenti e i servizi di custodia dei bambini il diritto ai sussidi, più flessibilità per l’uso dei permessi parentali per assistere il partner e i propri figli , indennità di trasferimento; e ha fornito ai partner lo stesso status di membri della famiglia al momento della nomina federale, nonché l’accesso al credito e altre condizioni quando queste già vengono fornite ai lavoratori federali.

fonte:http://www.giornalettismo.com/archives/69023/usa-stessi-diritti-lavoratori/

Elementi di critica TRANS

Porpora Marcasciano e Giorgio Cuccio, curatori del libro ne parlano con Renato Busarello, Valérie Taccarello e Nicole de Leo

a cura di L. Arietti, C. Ballarin, G.Cuccio, P. Marcasciano




Questo volume raccoglie interventi e riflessioni sull’esperienza trans – intesa in senso individuale e collettivo – da parte dei soggetti protagonisti in occasione del primo seminario residenziale transessuale/transgender svoltosi in un agriturismo della campagna toscana, nella primavera del 2008.
Un dibattito all’interno della variegata ed eterogenea scena trans sulle questioni che rimandano al significato della propria esperienza e alla possibilità/capacità di costruire una soggettività critica, nel tentativo di arrivare a posizioni condivise su storia, genere, sesso, patologia, autodeterminazione, senso e significato delle parole.
Un tentativo di recuperare la nostra storia attraverso la memoria, l’autonarrazione e la cosiddetta “storia dal basso” per dare un senso nostro alla nostra esperienza, approfondendo questioni problematiche o problematizzanti – anche con l’aiuto di testimoni privilegiati, scelti in base al loro rapporto con la scena transessuale/transgender, alla loro conoscenza e al contributo che ad essa hanno

fonte:http://www.modoinfoshop.com/dettaglioevento.asp?id=759#

venerdì 18 giugno 2010

Addio a José Saramago poeta, visionario ed "eretico"



Se n'è andato ad 87 anni il primo e unico Premio Nobel per la Letteratura in lingua portoghese. José Saramago è morto oggi, poco dopo le 13, nella sua casa di Tiàs, a Lanzarote (una delle Isole Canarie), dove risiedeva dal 1991 insieme alla moglie, Pilar del Rio, e alla fedelissima segreteria Pepa. Nato il 16 novembre del 1922 ad Azinhaga, un piccolo villaggio a nord di Lisbona, ottenne il Nobel per la letteratura nel 1998 dopo una esistenza segnata a lungo dalla provvisorietà e dalla povertà. La sua famiglia di braccianti agricoli si trasferì nella capitale dove suo padre ottenne un posto come agente di polizia ma per le difficoltà economiche e la morte improvvisa del fratello maggiore Saramago dovette lasciare gli studi e cercare lavoro prima come fabbro e poi come meccanico. Riuscì a pubblicare il primo racconto, "Terra del Peccato" nel 1947. Lo scarso successo però lo costrinse a fare altri lavori (impiegato in una agenzia di assicurazioni, tecnico amministrativo in una casa editrice), finché non divenne giornalista al "Diario de Lisboa". Dopo alcuni libri di poesia raggiunge una certa notorietà a metà degli anni Settanta, quando la "Rivoluzione dei garofani" portò via la dittatura militare, con la pubblicazione del "Manuale di pittura e calligrafia", cui seguiranno due dei suoi romanzi più famosi: "Una terra chiamata Alentejo" nel 1980 e "Memoriale del convento" nel 1982. Due anni dopo la consacrazione con "L'anno della morte di Ricardo Reis" e, più tardi, con un la "Storia dell'assedio di Lisbona" che esce nel 1989.

Ateo e comunista (si iscrisse al Pcp clandestino durante la dittatura di Salazar), ruppe con il governo del suo paese nel 1991 quando pubblicò "Il Vangelo secondo Gesù", un romanzo eterodosso sul Messia che scatenò una gran polemica. Il Portogallo rifiutò di presentare il libro in un premio letterario europeo e Saramago, infuriato, lasciò Lisbona per trasferirsi, ed autoesiliarsi, con la sua seconda moglie (e traduttrice), Pilar, alle Canarie. Il primo ministro di allora è il presidente portoghese di oggi: il conservatore Anibal Cavaco Silva.

Ma eretico e scomodo, Saramago, lo è stato sempre, in tutte le sue riflessioni ed in tutti i suoi romanzi tanto da diventare un punto di riferimento per la sinistra radicale in tutto il mondo. E' stato accusato di antisemitismo per le sue posizioni a favore dei palestinesi in Medio Oriente e, l'anno scorso con la sua ultima opera, "Caino", è tornato a scontrarsi con la Chiesa cattolica portoghese. Dello stesso periodo la battaglia con la sua casa editrice italiana, Einaudi, che rifiutò di pubblicare un libro, "Il Quaderno" tratto soprattutto dal suo blog, perché molto critico con Berlusconi. Nel 2004, dopo la primavera "negra" di Cuba, ruppe anche con Fidel Castro ma in seguito ci ripensò.

La politica è stata l'altra sua grande passione dopo la scrittura. In una intervista, concessa a Francesc Relea de El Pais l'anno scorso, Saramago ammise che forse il partito nel quale militava dagli anni Sessanta, (l'ultima formazione comunista europea che conserva "l'iconografia dei bolscevichi", bandiera rossa e falce e martello), era "ancorato nel passato". Ma aggiunse: "Abbiamo una eredità dalla quale non riesco a liberarmi. Ed è possibile che questa eredità storica non abbia molto a che fare con la realtà di oggi. Ma perché la realtà di oggi avrebbe ragione? I sentimenti sono importanti. Non riuscirei a riconoscermi in nessun altro partito che non fosse quello comunista portoghese: ci resto per rispetto di me stesso".

Con "Cecità", del 1995, il racconto di una epidemia che fa diventare ciechi tutti gli abitanti di una città, che è considerato il suo capolavoro, si apre la sua ultima tappa di scrittore. E' quella più critica sulla società di massa, la globalizzazione, il consumo e lo stesso funzionamento del sistema democratico europeo. Nel suo ultimo blog, pubblicato stamattina, Saramago scrive: "Penso che la società di oggi abbia bisogno di filosofia. Filosofia come spazio, luogo, metodo di riflessione, che può anche non avere un obiettivo concreto, come la scienza, che avanza per raggiungere nuovi obiettivi. Ci manca riflessione, abbiamo bisogno del lavoro di pensare, e mi sembra che, senza idee, non andiamo da nessuna parte"

. (18 giugno 2010) fonte :http://www.repubblica.it/persone/2010/06/18/news/saramago_morto-4949072/

"Penso che sia una grave perdita per la cultura portoghese", ha detto ai giornalisti il primo ministro José Socrates. "Le sue opere hanno reso orgoglioso il Portogallo, la sua morte renderà più povera la nostra cultura".

Saramago, che fu al centro di controversie durante tutta la sua carriera, provocò l'irritazione della Chiesa cattolica lo scorso anno quando al lancio del suo ultimo libro, Caino, disse che la Bibbia era un "manuale di cattive morali" e un "catalogo del peggio della natura umana".

"Caino", una rivisitazione ironica del Vecchio Testamento, è stato molto criticato dalla Chiesa cattolica.

Saramago era andato in esilio volontario nel 1992 dopo che il governo portoghese aveva escluso il suo libro "Il Vangelo secondo Gesù" dalla lista delle segnalazioni per un premio letterario. Da allora aveva vissuto a Lanzarote.

Il libro che ritrae Gesù come figlio di Giuseppe e non di Dio, era stato attaccato dal Vaticano e Saramago aveva accusato il governo portoghese di censura.




-- Sul sito www.reuters.it

le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

fonte:http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE65H0CR20100618

giovedì 17 giugno 2010

COMUNICATO STAMPA DELLA WORLD PROFESSIONAL ASSOCIATION FOR TRANSGENDER HEALTH (ex Harry Benjamin Foundation) 16 giugno 2010

NON PIU' INTERVENTI CHIRURGICI PER I DOCUMENTI, DICE LA WPATH


Il Consiglio di Amministrazione del World Professional Association for Transgender Health (WPATH), nell'interesse della salute e del benessere delle persone transessuali e transgender in tutto il mondo, in data 16 giugno 2010, ha emesso la seguente dichiarazione di riconoscimento di identità:
Nessuna persona dovrebbe essere sottoposta ad intervento chirurgico o accettare la sterilizzazione come condizione necessaria al riconoscimento di identità.

Se deve essere richiesto un marcatore del sesso per i documenti d'identità, questi potrebbe essere il riconoscimento del genere vissuto dalla persona, indipendentemente dalla capacità riproduttiva.
Il Consiglio di Amministrazione WPATH esorta i Governi e altri autorevoli organismi ad agire per eliminare ogni requisito che preveda interventi chirurgici al fine di ottenere il riconoscimento di identità.
Questa dichiarazione è stata pubblicata sul sito web WPATH


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UN DOVEROSO COMMENTO
Prima di ogni altra cosa è bene chiarire cosa sia questa sigla quasi impronunciabile in Italiano: WPATH. Sta per, tradotto, Associazione Professionale Mondiale per la Salute delle persone Transgender. E' erede diretta dell'altrettanto impronunciabile Associazione HBGIDA (Harry Benjamin Gender Identity Disorder Association) che nacque insieme al Dott. Harry Benjamin, che fu il primo studioso al mondo a trattare in modo moderno "il Fenomeno Transessuale". Ed è proprio con questo titolo che pubblicò un libro che per trent'anni almeno è stato testo universitario in tutto il mondo.

La WPATH è quindi l'Associazione che da sempre determina gli "Standard di Diagnosi e Cura" del cosiddetto Disturbo dell'Identità di Genere (nome attualmente in vigore per descrivere le condizioni transgender/transessuali in termini psichiatrici) per tutto il mondo.
Dentro il DSM, che è il Manuale Psichiatrico usato in tutto il mondo e di cui è attesa, per il 2012 la V edizione, la condizione "trans" è quindi descritta come "Disturbo dell'Identità di Genere". Il cambio del nome, voluto dalla WPATH è stato proprio l'abbandono di questo termine nella sigla della propria Associazione e l'adozione del termine internazionale e d'uso comune Transgender.
I membri del WPATH sono contemporaneamente i più importanti responsabili del Panel di lavoro dedicato alla condizione trans anche per il DSM e, anticipando di qualche anno "la bibbia" della psichiatria mondiale, hanno eliminato nel nome della loro associazione il termine "Disturbo".
Salvo colpi di scena dell'ultimo momento, anche il DSM V Edizione abolirà il termine "Disturbo" e introdurrà, per descrivere le condizioni trans, il termine Incongruenza di Genere (vedi anche questo nostro post precedente).
Quel che però sembra far convergere tutte le Istituzioni Professionali che si occupano di "trans", dai Principi di Yogiakarta, al DSM ed ora, in modo esplicito, dal WPATH, è un principio fondamentale per i Nuovi Diritti Umani:

NESSUNO STATO DOVREBBE PIUì' PRETENDERE
INTERVENTI CHIRURGICI (AI GENITALI)
IN CAMBIO DI DOCUMENTI DI RICONOSCIMENTO DI IDENTITA'.

Inutile aggiungere che la legge italiana (164/82) nell'attuale intepretazione giuridprudenziale, invece, chiede, anzi pretende, da tutte e tutti coloro che sentano il bisogno della transizione di genere, l'intervento chirurgico sui genitali (organicamente sani) per offrire in cambio nuovi documenti, adeguati al Genere (sesso) vissuto.
Auspichiamo che questa affermazione che si aggiunge ad altre precedenti e che attende le delibere del DSM V per il 2012 e che vede analogo orientamento anche in ambito giuridico internazionale ed europeo, possa convincere anche l'Italia ad una revisione della legge 164/82 (o ad una sua completa riscrittura) che chiarisca, una volta per tutte, l'illeicità del chiedere "un pezzo di carne" da parte di uno Stato, in cambio di un "pezzo di carta".
Crisalide PanGender si attiverà il più presto possibile per diffondere questa notizia e farla comprendere alla politica ed alla giurisprudenza italiana costruendo un documento che metta insieme questi orientamenti giurisprudenziali, medici, politici internazionali al fine di tentare un'accelerazione di una revisione legislativa per le persone transgender italiane che preveda gli interventi chirurgici come opzionali e non obbligatori.
fote: Mirella Izzo

Torna il 24° Festival Mix Milano. Cinema gaylesbico & Queer Culture

Una settimana di cinema gaylesbico, e non solo, arriva a Milano con la 24esima edizione del Festival Mix Milano. Ci saranno moltissime proposte e anteprime di film inediti, che verranno proiettati per poter approfondire trasversalmente i temi legati alla queer culture e all'identità in generale.
Organizzato dal Comitato provinciale CIG arcigay Milano, l'evento si svolgerà dal 22 al 29 giugno al Piccolo Teatro Strehler, unendo alle proiezioni anche una serie di eventi speciali fra cui incontri con i registi, presentazioni di libri e musica elettronica.

Ad aprire questa manifestazione ci sarà l'anteprima italiana di 'Plein Sud', road movie reduce dalla Berlinale 2010, diretto da Sebastien Lifshitz, il quale sarà presente alla proiezione il 22 giugno alle 20.40.
Fra le altre anteprime da non perdere, spicca quella di 'Howl' (25 giugno alle 20.40), film di Rob Epstein e Jeffrey Friedman. Chiude il Festival 'J'ai tué ma méré', l'opera prima di Xavier Dolan, autore franco-canadese appena 21enne, premiato lo scorso anno a Cannes.
Nel corso della manifestazione verranno incoronate 'Queens' Lella Costa e La Pina e si rifletterà sul ruolo della censura di ieri e di oggi con le proiezioni UnCut di 'Ultimo tango a Parigi' o le 20 giornate di Sodomà.

Storia

Oltre lo schermo

Il Festival Mix di cinema gaylesbico e queer culture è nato nel lontano 1985 come rassegna di Film gay organizzato dal Centro di Iniziativa Gay, Arci Gay, l’Altro Martedì, Babilonia e A.S.A.

Nel corso degli anni ha saputo rinnovarsi non solo nel nome, ma anche nei contenuti e nella location, passando dal Cinema Paris, prima storica sede, al Cinema Pasquirolo, per poi approdare al Teatro Manzoni e giungere quest’anno – per la quinta volta – al Teatro Strehler, Piccolo Teatro di Milano.

Il Festival Mix, attraverso le storie che racconta e le vite che fa incrociare, seduti in platea o grazie agli scambi d’opinioni tra uno spettacolo e l’altro, è lo specchio dei nostri tempi. Perché questa rassegna ha saputo ripresentarsi ogni anno come un puntuale interprete dei nostri desideri, delle nostre passioni, dei nostri tormenti e talvolta dei nostri dilemmi. Assieme ai piccoli e grandi cambiamenti di cui siamo stati partecipi e/o testimoni sia nella comunità lgbt come nella società, il Festival Mix è una ricorrenza felice, un compagno di viaggio sempre se stesso ma sempre nuovo.

Il C.I.G Centro di Iniziativa Gay, Comitato provinciale Arcigay di Milano Onlus crede fortemente in questo appuntamento che è ormai segnato in modo indelebile nella nostra agenda, come speriamo lo sia in quella dei circa 12mila spettatori di ogni edizione.

Per realizzare il Festival Mix mettiamo in campo ogni anno le risorse ed energie di cui siamo capaci, guidati dal sapiente lavoro di coordinamento e progettazione di Giampaolo Marzi, speranzosi di offrire un avvenimento culturale unico nel suo genere.

Siamo fiduciosi che in queste giornate, ciò che ci spinge ad appassionarci o indignarci davanti allo schermo, ridere o piangere per una storia, ci permetterà di comprendere, conoscere e ‘riconoscerci’ arricchendo così le nostre vite per accompagnarci così in un’avventura continua oltre lo schermo.

Buone visioni

Marco Mori

Presidente

C.I.G. Centro di Iniziativa Gay Comitato Provinciale Arcigay di Milano

Festival Mix Milano

Presso Piccolo Teatro StrehlerL.go Greppi, 1, Milano
Dal 22/06/2010 al 29/06/2010

fonte:http://www.cinemagaylesbico.com/2010/

MEU AMIGO CLAUDIA _24 festival mix di Milano



Venerdì 25/06

ore 21:00

Dácio Pinheiro / Brasile, 2009 / 86’

Documentario / Scatola Magica (Teatro Strehler)



La fantastica storia di Claudia Wonder, transessuale Brasiliana icona degli anni ’80, performer e artista, attore di cinema e teatro, cantante, attivista, sovversiva rappresentante dei diritti di transessuali e omosessuali. Attraverso cultura pop, comportamenti sociali, politica, diversità sessuale, uno sguardo inedito sulla San Paolo degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. E su una celebrità che non ha mai perso la voglia di riscatto e la passione per le battaglie. Sempre con un sorriso sulle labbra.

Meu Amigo Claudia - Trailer from Dacio Pinheiro on Vimeo.



Festival Mix Milano

Presso Piccolo Teatro StrehlerL.go Greppi, 1, Milano
Dal 22/06/2010 al 29/06/2010

festivalmix@libero.it


Per la stampa:

francescagerosa@hotmail.com


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fonte:http://www.cinemagaylesbico.com/2010/meu-amigo-claudia

mercoledì 16 giugno 2010

Talent show francese: un finale con bacio gay.

A ‘Nouvelle Star’ Ramon e Francois si baciano davanti a tutti.
I talent show, come i reality, sono programmi televisivi in cui può succedere veramente di tutto. I concorrenti hanno lo scopo di dimostrare il loro talento, e per questo si impegnano e lottano duramente. Nel contempo, però, spesso accade che tra coloro che partecipano ad un talent si instaurino rapporti molto forti, che possono sfociare in amicizia o, addirittura, in amore.

recentemente nel talent francese ‘Nouvelle Star’, che va in onda sul canale ‘Métropol 6’, seguitissimo oltralpe, in cui però si è verificata una piccola ‘variazione sul tema’.
Ramon e Francois, appunto due concorrenti di ‘Nouvelle Star’, si esibiscono in coppia cantando il brano ‘Vous permettez monsieur’, portato al successo da Salvatore Adamo nel 1964, quando alla fine della loro performance fanno un ‘casquet’ e stupiscono tutti scambiandosi un appassionato bacio sulle labbra. Dura pochi attimi, ma è più che sufficiente perchè i due concorrenti raggiungano lo scopo che si sono prefissi: rendere pubblico il loro amore, nato dietro le quinte del talent show e per nulla ostacolato dal fatto che i due ragazzi nel gioco sono avversari e lottano l’uno contro l’altro.
Il primo bacio gay nella storia dei talent, Ramon e Francois fanno il bis durante le eliminazioni, ma poi sono costretti a separarsi, poiché Ramon viene eliminato dalla gara. Intanto, però, la passione si è accesa, e i due ragazzi garantiscono che il loro amore continuerà anche a telecamere spente.

Manganelli: «Un ufficio centrale per minoranze a rischio discriminazione»

PADOVA - «Sono lieto di poter annunciare qui a Padova che ho firmato a Roma un provvedimento per la costituzione di un ufficio centrale dedicato alle minoranze che dipenderà dalla struttura della polizia criminale». Lo ha detto il capo della polizia Antonio Manganelli intervenendo all’inaugurazione di alcuni nuovi uffici della Questura di Padova. «Questo nuovo ufficio centrale sarà un osservatorio sulle minoranze come quella degli omosessuali, la minoranza ebraica e quante sono a rischio di discriminazione: gli esponenti di queste minoranze avranno ascolto a disposizione spazi ed interlocutori per un diretto dialogo con le forze di polizia. A questo scopo - ha proseguito - è stato formato del personale

qualificato per il dialogo, la risoluzione dei problemi e l’intervento rapido. Ringrazio gli uomini della questura di Padova ed il questore per la rapida individuazione e denuncia dell’autore dell’aggressione ai danni di una coppia di gay avvenuta in pieno centro a Padova la settimana scorsa».

Soddisfatto il responsabile nazionale per i diritti civili di Sinistra Ecologia e Libertà, Alessandro Zan, anche assessore comunale a Padova. «Le dichiarazioni del capo della polizia Manganelli - afferma Zan- sulla vicenda dei due ragazzi gay aggrediti a Padova rappresentano una conquista importante per il nostro Paese. La polizia con questa azione si fa carico di un problema diventato ormai un’emergenza in Italia». «Il Parlamento e il Governo, invece - prosegue l'assessore -, dimostrano una completa arretratezza rispetto alle azioni di contrasto all’omofobia e per questo chiediamo subito che il Parlamento estenda la legge Mancino ai reati d’odio motivati dall’orientamento sessuale e riconosca e tuteli al più presto le coppie di fatto, comprese quelle omosessuali».

Sulla stessa linea di Zan anche Aurelio Mancuso, esponente del movimento lgbt ( Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender). «E' un’ottima notizia, - spiega Mancuso - che finalmente riconosce l’esistenza di un problema da parte degli organi statali preposti alla prevenzione e alla lotta contro ogni forma di violenza legata al sesso, appartenenza religiosa, orientamento e identità sessuali». «Nei decenni scorsi - continua - sono state molte le occasioni di collaborazioni tra le associazioni lgbt e la Polizia, che hanno portato a positivi risultati. Al Capo della polizia, oltre ad esprimere gratitudine per aver voluto far seguire all’incontro avuto recentemente con i presidenti di Arcigay Paolo Patan‚ e di GayLib Enrico Oliari delle azioni concrete, suggerisco di valutare la possibilità di mettere in campo, oltre al sito internet previsto, un vademecum informativo della polizia ideato in collaborazione con le associazioni, che potrebbe essere così distribuito in tutti i luoghi di aggregazione e d’incontro, nelle scuole, nelle strutture pubbliche». Si tratterebbe - conclude Mancuso- di uno strumento davvero utile che aiuterebbe molte persone a sapersi orientare sul come comportarsi e agire. La prima ed efficace prevenzione alla violenza è quella di agire sulla solitudine e la paura, sentimenti ormai troppo diffusi dentro la comunità lgbt italiana». (Ansa)
15 giugno 2010(ultima modifica: 16 giugno 2010)


fonte:http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/15-giugno-2010/inaugurato-questura-nuovo-ufficio-dedicato-minoranze--1703204400584.shtml

martedì 15 giugno 2010

Gay pride 2010 nel Mondo

Con l'espressione inglese Gay pride (letteralmente: "orgoglio gay") si indicano in Italia due concetti distinti:

L'orgoglio di essere quel che si è, da parte delle persone omosessuali. La resa del termine inglese pride ha creato in italiano numerosi equivoci attraverso la traduzione più usata, "orgoglio" (che in italiano è anche sinonimo di "superbia"), mentre la traduzione più corretta sarebbe semmai "fierezza", cioè il concetto opposto alla vergogna, vista come la condizione in cui vive la maggior parte delle persone omosessuali.
L'"orgoglio gay" si basa su tre assunti:

  1. che le persone dovrebbero essere fiere di ciò che sono,
  2. che la diversità sessuale è un dono e non una vergogna,
  3. che l'orientamento sessuale e l'identità di genere sono innati o comunque non possono essere alterati intenzionalmente.


Pride di Milano del 12.6.2010




per voi un aggiornamento delle manifestazione nel mondo.

GAY PRIDE WORLDWIDE! (Video Montage)



Maspalomas Gaypride 2010



Gay pride 2010 Strasbourg





Gay Pride: vietato a Mosca per il quinto anno consecutivo

“Questo è il quinto divieto. – ricorda l’attivista omosessuale - Il sindaco di Mosca - che ha usato spesso definizioni molto offensive nei confronti della comunità gay - ha preso decisioni simili nel 2006, 2007, 2008 e 2009. Ogni volta i partecipanti sono stati picchiati e arrestati“, e di questo vi avevamo raccontato già lo scorso anno, quando la repressione fu durissima e vergognosa.

In Russia l’omosessualità è stata depenalizzata nel 1993, ma da allora vi è ancora una fortissima ostilità nei confronti della comunità gay, che continua a battersi coraggiosamente.



Gay Pride 2010 Phuket, Thailand



Athens Pride 2010



MIAMI GAY PRIDE 2010



Pride gay Bruxelles 2010




Cape Town Gay Pride 2010

South Africa



GAY PRIDE LYON 2010 - FLASH MOB CONTRE L'HOMOPHOBIE




Duhovy PRIDE GAY PRIDE v Bratislave - 22.5.2010Slovacchia

Peter Weisenbacher, uno degli organizzatori del primo Gay Pride della storia slovacca
fra mille violenze e problemi ha precisato che, contrariamente a quanto comunicato dalla stampa internazionale, la marcia pacifica delle checche convenute a Bratislava, non è stata cancellata ma solo posposta e rediretta.

Brasile 14ª PARADA GAY SP - GAY PRIDE 2010



Las Vegas PRIDE Parade 2010



GayFest Pride 2010 @ Bucharest, Romania



Baltic Pride 2010 Vilnius Lithuania Slideshow



Tel Aviv Gay / Pride Parade 2010 - P.1 - מצעד הגאווה בתל אביב 2010



PARADA GAY PRIDE 2010 (Cabo Rojo, PR)



Boston Gay Pride 2010




L’Islanda approva all’unanimità il matrimonio civile gay




L’Althingi, il parlamento della piccola isola posta nell’estremo nord del continente europeo, ha approvato, senza voti contrari e con 24 astenuti, i matrimoni civili tra persone dello stesso sesso. Grazie a questo provvedimento si è avuta l’equiparazione tra i diritti matrimoniali delle coppie etero e quelle omosessuali: in Islanda ci si potrà sposare, cosi come prevedono due incisi testuali e precisi introdotti nel decreto appena approvato, “fra uomini e donne”, “fra donne e donne” e “fra uomini e uomini”. Con questa nuova legge, a cui manca solo la firma del Presidente della Repubblica, vengono abolite le unioni civili, già in vigore nel paese, e il matrimonio diventa l’unica opportunità per qualsiasi coppia di amanti islandesi di regolarizzare l’unione davanti la legge.

“Il matrimonio omosessuale non è stata una grande questione politica, qui, non ci sono stati particolari controversie”, spiega un politologo dell’Università di Reykjavik all’agenzia Reuters.




Un passo in avanti per i diritti lgbt in Europa, ma soprattutto una vittoria personale per il Primo Ministro socialdemocratico Johanna Sigurdardortir (in foto), l’unico capo di governo al mondo apertamente omosessuale: già sposata, poi separatasi dal marito, ha due figli ed è legata da tempo in unione civile con la giornalista e scrittrice Jonina Leosdottir.
In Italia, a parte le solite polemiche inutili, non esiste ad oggi un dibattito vero e serio sulla questione delle unioni civili omosessuali. Proposte su proposte sono sepolte ormai da anni di polvere e di menefreghismo nelle varie Commissioni parlamentari e del Senato. Vogliamo forse vincere il premio come ultimi della classe per i diritti lgbt in Europa?







fonte:http://gaymagazine.it/2010/06/14/lislanda-approva-allunanimita-il-matrimonio-civile-gay/

lunedì 14 giugno 2010

DESOLAZIONE DI UN BAMBINO DISFORICO



Di Daniela Lourdes Falanga

Venerdì 13 marzo 2009 alle ore 18.42

Nella mia camera osservavo con attenzione i giochi che non avrei mai potuto usare. Erano bambole, spesso io stessa consigliavo a mia sorella la scelta nell’acquisto. Potevo solo contemplarle, perché il silenzio del desiderio non richiedeva alcun permesso.
Non mi era concesso scegliere perché tutto ciò che decidevo corrispondeva a desideri lontani dalla mia sessualità. Non mi era permesso dividere il mio tempo con chi condivideva i miei pensieri, perché un bambino è un bambino e una bambina non è un bambino.
Così propesi verso la solitudine e l’immaginario che non mi tradiva, non raccontava di me, che però si impresse per sempre nella mia storia procurandomi dolori insicurezze e amarezze che oggi riesco a controllare, ma che non mi renderanno mai una vita felice.

P.S. E' ciò che si può raccontare per non rischiare di fare vittimismo. La breve realtà romanzata di un bambino e le sue non scelte.


Commenti su facebook:

Sofia Pagano
Sofia Pagano
Mi hai fatto commuovere Daniela.
Mi sono rivista bambina,ho avuto flash di me a quattro anni,ricordi nitidi che mi accompagnano quotidianamente.
La presa di coscienza lenta ma chiara di una disforia che non mi ha mai abbandonata e con la quale faticosamente ma felicemente ho imparato a convivere.
Grazie Daniela!
13 marzo 2009 alle ore 19.08
Laura Meloni
Laura Meloni
Cara amica, non è mai troppo tardi per avere un'infanzia felice. Spero che tu possa viverla in questa tua nuova coraggiosa vita. Ti mando mille baci e mille coccole.
13 marzo 2009 alle ore 19.19
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
Non voglio attirare tristezza, ne fare vittimismo. Leggete solo per sapere un pò di più del vissuto transessuale.
13 marzo 2009 alle ore 20.17
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
Non ho avuto problemi di gender con i giochi di infanzia, i miei giochi erano all'aperto con le mie amiche, tutte bambine.Il vestire l'indossare qualcosa da bambina mi attirava di più ma non potevo farlo ovviamente, a 8 anni la cosa diventò più pressante. La mia solitudine e i veri dolori iniziarono con la pubertà. Io vorrei invece poter vivere la pubertà, l'adolescenza e i miei 20 anni, che non ho mai vissuto.
13 marzo 2009 alle ore 21.03
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
Laura purtroppo ce la siamo presa in quel posto, la parte di vita persa, è perduta per sempre, e questo dopo avermi fatto deprimere mi fà incazzare all'infinito.
13 marzo 2009 alle ore 21.05
Daniela Lourdes Falanga
13 marzo 2009 alle ore 22.55
Darianna Saccomani
Darianna Saccomani
Ho vissuto la mia infanzia tutto sommato felicemente. Certo, l'isolamento è stato il rifugio per non dover fare i conti con i miei desideri, con quello che sentivo facesse parte di me.
La mia infanzia e la mia adolescenza sono state contrassegnate dall'esigenza di corrispondere a quello che gli altri vedevano di me, così piano piano ho costruito la mia maschera.
Nel percorso di transizione ho dovuto comprendere, quindi imparare, a riconciliarmi con la mia storia, con quel vissuto che - mi piace o meno - è il mio vissuto è quello che fa di me la persona che sono.
Sono una transessuale, ed ad oggi, sono proprio contenta di esserlo. Stanca di tante cose, ma piuttosto incavolata per il presente, non tanto per il mio passato.
Quello è comunque passato ed è stato utile, formante e non lo rinnego in nessuna delle sue parti.
Bacio
14 marzo 2009 alle ore 0.28
Raffaele Antonio Vilonna
Raffaele Antonio Vilonna
Mia cara amica, immagino, anche se non posso comprendere mancandomene l'esperienza, la difficoltà che hai vissuto, ma, certo non dimenticata, la cosa non andrebbe superata? Come vivi il tuo presento oggi?
Oppure queste suggestive immagini sono un invito ad impedire che altri bambini vivano la solitudine che hai dovuto attraversare tu, come le tue amiche?
Un caro abbraccio.
14 marzo 2009 alle ore 17.34
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
Ovvio che sono in invito ad impedire. La cosa è talmente profonda è come un abuso sessuale, visto che si l'impedimento a vivere si potrae ben oltre l'adolescenza, ti segna per il resto della tua vita. Certo lo superi con una certa % non al 100 ma sarai una persona pi... Mostra tuttò dura delle altre, nel mio caso anche più aspra, cinica e sadica e che si fida poco degli altri. Per tua informazione qualche giorno fà si è suicidata una giovane donna transessuale, non si è suicidara certo per come si era svegliata quella mattina.
14 marzo 2009 alle ore 19.49
Raffaele Antonio Vilonna
Raffaele Antonio Vilonna
Ovvio che non si sia suicidata perch... Mostra tutto è la mattina si era svegliata con la voglia di farlo nata improvvisamente.
Quel che voglio dire è che la profonda amarezza, l'asprezza e il cinismo purtroppo isolano oltre che dalle inconcepibili discriminazioni, spesso anche dall'integrazione nella normalità. Io considero Daniela una amica, non una amica trans. Una amica estremamente sensibile e capace di riflessioni profonde, non una amica trans estremamente sensibile e capace di riflessioni profonde. Non so se riesco a spiegare quel che voglio dire.
Un abbraccio a Daniela e un saluto a chi partecipa alla discussione.
14 marzo 2009 alle ore 22.22
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
Caro Raffaele, è ciò che spero pensino un giorno delle trans.
15 marzo 2009 alle ore 13.05
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
La discriminazione la transfobia l'omofobia a lei connessa è una questione incolturale, quindi penso che tutti sono colpeveli e nessuno è innocente, in questa umanità. Infatti disprezzo l'umano. Mi vergogno di appartenere al genere umano. Io ho una forte esigernza di isolamento dall'umanità.
15 marzo 2009 alle ore 13.11
Giacomazzo Mugler Anna
Giacomazzo Mugler Anna
Non ho un passato trans,essendo nata donna genetica, ma conosco bene, come tu sai l'ambiente... se posso permettermi carissima Daniela cambierei il nome del tuo gruppo.... in " Una donna per amica, non una trans per amica" alla fine cos'è una trans?? il passato rimane passato, nessuno lo può cambiare,ma il presente.... vivilo, e vivilo da donna quale sei, non ancora e sempre da trans...
un abbraccio...
15 marzo 2009 alle ore 22.41
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
Ho scritto una nota per raccontare parte di una storia. Io vivo la mia vita serenamente, ma abbiate la consapevolezza di accettare le ingiustizie di una vita, del non rispetto, la rabbia di Katia, conseguenza di tutto ciò. Dire -vivi la tua vita da donna quale sei- è come dire il problema non esiste. Abbiate cura di rispettare il male che l'insensibilità procura.
16 marzo 2009 alle ore 3.16
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
E poi Anna, tu che sei meravigliosa, pensi che un operazione ti cambi la vita? Sai, avrei potuto lasciare alle spalle un trascorso non desiderato, ma le sofferenze influiscono, indeboliscono. E ti confido un'altra verità: il mio aspetto mi ha evitato umiliazioni e discriminazioni quasi sempre, ma c'è chi come me non è, e comunque merita rispetto e considerazione. Il trascorso di chiunque accompagna e plasma, felice o infelice che sia.
16 marzo 2009 alle ore 3.30
Raffaele Antonio Vilonna
Raffaele Antonio Vilonna
Sono molto combattuto in quanto faccio fatica ad intervenire in un mondo che non posso conoscere bene, non essendo donna, tuttavia mi chiedo (non in maniera retorica) se sia pi... Mostra tuttoù utile per arrivare a ciò che si augura Daniela, l'atteggiamento di Katia o quello di Anna.
Onestamente credo che ignorare la situazione non possa essere una soluzione, ma anche la corazza di cinismo e lo spettro del passato non aiutano nella piena acquisizione del diritto al pari riconoscimento di ogni identità.
Io so che quando parlo con Daniela mi rivolgo e penso a lei come a una donna che spesso porta in sè tanta tristezza e sempre tanta sensibilità. Sicuramente entrambe eredità del suo trascorso, ma che fanno di lei una donna meravigliosa.
Sogno che un giorno questo mio sentire diventi la normalità. Risposte al momento non ne ho, ma grazie dell'invito a riflettere.
16 marzo 2009 alle ore 7.23
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
Mi spiace, dico mi spiace perch... Mostra tutto è facendo il percorso che ho fatto pensavo di risolvere un problema e finiva li, invece se ne sono aperti altri 100mila, il percorso ha migliorato una questione "la disforia" ma ne ha peggiorate altre ha aperto notevoli contenziosi con e contro la società umana. Il percorso mi ha illuminata a 360° ho iniziato ad analizzare la società partendo dal mio punto di vista poi l'ho fatto da tutti i punti di vista. Il cuore la mia anima vuole vendetta, coscentemente e incoscentemente cè una voce che mi dice qualcuno dovrà pagare, qualcuno deve pagare.
16 marzo 2009 alle ore 8.19
Raffaele Antonio Vilonna
Raffaele Antonio Vilonna
Katia, prendo atto, pur non condividendolo, del tuo punto di vista, ma vorrei solo invitarti a smettere di considerare la società come un organismo monolitico.
16 marzo 2009 alle ore 9.06
Giacomazzo Mugler Anna
Giacomazzo Mugler Anna
Cara Daniela, credo tu abbia frainteso ci... Mostra tutto ò che volevo dire io... ti pare che io non sappia che il problema non esiste, così come non esistono le discriminazioni? Non ignoro assolutamente nulla, nè la sofferenza, nè tutto il passato che alcune persone devono vivere per diventare poi come sentono di essere..tu sai bene primo come sono, secondo il lavoro di volontariato che ho fatto quindi direi che le cose le so bene e vissute da vicino. Non penso nemmeno che un'operazione possa cambiare la vita, ho semplicemente detto che tenendo presente il bagaglio genetico di ognuna, però cerchiamo di andare avanti, di lottare lì dove lo si può fare, ma non di rimanere ancorati ad un passato di sofferenza, ora possiamo anche sorridere.... Il succo del mio discorso era semplicemente non sottolineiamo sempre la difficoltà, e la tristezza di molte situazioni, pur sapendo ed essendo consapevoli che c'è ed esiste, ma cerchiamo di aprirci all'esterno anche con la gioia e l'amore..tutto qui...bacio
16 marzo 2009 alle ore 9.49
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
Raffaele vorrei tanto che fosse solo un punto di vista purtroppo non lo è, è molto più profondo.
17 marzo 2009 alle ore 20.22
Raffaele Antonio Vilonna
Raffaele Antonio Vilonna
Comprendo sia più profondo, ma non ho titolo alcuno per chiamarlo in altro modo. Posso solo, per quanto inutile sia, e magari anche malvisto, darti il mio affetto.
17 marzo 2009 alle ore 20.27
Maria Lia
Maria Lia
dani.....che dire...sei stata grande,poche righe che contengono una vita.brava
11 maggio 2009 alle ore 1.42
Massimo Filipponi Detto Kolkov
Massimo Filipponi Detto Kolkov
Non è una semplice nota.... è una poesia, una vera e propria prosa verso un volto dell'esistenza e della vita...
11 ore fa
Marco Calafiore
Marco Calafiore
Che bellezza nei tuoi occhi di bambina.
3 ore fa
Zoe Monroe
Zoe Monroe
STAVO PER SCRIVERE LA STESSA COSA DI MARCO ;MI ASSOCIO A CIO' CHE HA SCRITTO.
2 ore fa
Carlo Cremona
Carlo Cremona
quegli occhi li conosco, li riconosco e mi ci riconosco.
2 ore fa
Maria Lia
Maria Lia
non tanto i giochi mi facevano soffrire,quanto il fatto dello specchio. Fin dalla primissima infanzia ,ricordo il desiderio irrefrenabile di mettere scarpe,gonnellina di mia sorella. Ma la mia piu' grande angoscia e' stata la puberta',dove l'impossibilita' di vivere esattamente come le mie amiche,mi procurava un dolore indicibile.
circa un'ora fa via Facebook Mobile
Valeria Gambocci
Valeria Gambocci
Una parte della nostra esistenza che molti dimenticano............
circa un'ora fa
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
Si @Maria Lia, è un dolore che nasce e ci accompagna, lede l'anima e il corpo fino alla morte, proprio durante la pubertà, e ridà vita solo ai più forti.
circa un'ora fa
Maria Lia
Maria Lia
per quanto si faccia, il ricordo del passato rimane!
circa un'ora fa via Facebook Mobile
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
Rimane, ci forgia, come ho scritto nella nota.
circa un'ora fa
Maria Lia
Maria Lia
vero, quello che dice Katia l'ho provato anch'io! Con il percorso portato a termine,credevo finesse., ma il problema con "gli altri" non finisce mai. Pero' bisogna anche guardare avanti, altrimenti rimaniamo impantanate nelle sabbie mobili della paranoia e questa e' la mia impressione. Sbaglio???
circa un'ora fa via Facebook Mobile
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
La sofferenza forgia. La mia sofferenza mi ha forgiata come la katana dei samurai, strati su strati. E' dura ora arrivare allo strato più profondo, al primo degli strati, se solo ci provi, ti ha già sezionato affettato.
circa un'ora fa
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
@Maria Lia è proprio così. Questa nota nasce per dare agli altri la possibilità di sapere un pò di più della nostra vita, soprattutto di quella parte che precede la transizione e di cui tutti poco sanno e molti non vogliono sapere. Siamo stati anche noi bambini.
circa un'ora fa
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
Mi ricordo quando a 11 anni volevo le scarpe di corda quelle con i lacci che si allacciano al polpaccio stile greco, alla richiesta, mio papà mi stupii che acconsentisse, l'amara scoperta quando all'upim mi fece vedere che scarpe intendeva lui, l'espadrilas e la risposta che mi diede al mio no io volevo quelle, ovviamente un no non sono da maschio !!!
circa un'ora fa
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
@katia, io per quei no ho pure subito violenza, fino al punto di inventarmi un'altra me nella fantasia e non chiedere più. La solitudine.
circa un'ora fa
Maria Lia
Maria Lia
un'incubo, un ricordo a ferro e fuoco,mio padre che minacciava di tagliarmi i capelli che portavo lunghi.una violenza psicologica che arrivava a quella fisica. Cominciai a 16 anni a prendere contatti con amiche in transizione che mi consigliarono androcur 50 e tace ,ma quando si evidenzio' quel seno che tenevo nascosto mi trovai di fronte una sola scelta,lasciare la famiglia. Io che non conoscevo la vita,le sue brutture mi ritrovai sola una sera a guadagnarmi la vita,la felicita'.ma quante delusioni e brutte avventure.






Daniela Lourdes Falanga
FONTE:http://www.facebook.com/daniela.falanga#!/note.php?note_id=152526760656&id=1575301728&ref=mf

“Senza rosa né celeste". Diario di una madre sulla transessualità della figlia”: di Mariella Fanfarillo, prefato da Cirinnà.

«Ho imparato a mie spese la differenza tra vedere e guardare: ora so che da sempre io vedevo mio figlio ma guardavo mia figlia».  È da...