lunedì 26 novembre 2007

GF SPAGNA: IL CONCORRENTE ITALIANO E LA SEXY TRANS


23/11/2007) Il bel Piero si è trasferito a Barcellona, ha partecipato al GF spagnolo e ha intrecciato una liason con la bella 18enne Amor. Per poi scoprire che si trattava di una transessuale
'El concursante más sexy de Gran Hermano': Piero Righetto, 27 anni, vicentino doc, è tra i concorrenti della nona edizione del Grande Fratello Spagnolo. O meglio, era: due settimane fa è stato espulso dalla casa-bunker iberica. Ma poco importa, in Spagna ormai è già Piero-mania.


Il bel Piero, figlio di un commercialista veneto, ha lasciato Vicenza un anno e mezzo fa per trasferirsi a Barcellona. Mai avrebbe immaginato che nel giro di pochi mesi sarebbe diventato un vero e proprio vip. Partecipa per gioco ai casting del Gran Hermano, e viene preso. L'accento italiano, il fisico scolpito dallo sport e la passione per le belle ragazze hanno immediatamente catalizzato le attenzioni del pubblico su Piero.
Ma il motivo per cui il riccioluto ventisettenne si è trovato sulla bocca di tutti è stata la sua infuocata liason con Amor, altra concorrente del GH. Uno dei tanti amori scoppiati nella casa, forse un po' più spinto (i due avrebbero consumato un rapporto orale sotto le coperte), se non fosse che..

Se non fosse che la bellissima diciottenne è una transessuale. Gli unici in tutta la Spagna a non saperlo erano i concorrenti, compreso Piero. Che ha appreso la notizia solo una volta fuori dalla casa, in diretta tv con milioni di spettatori in ascolto. Il vicentino dice di non essersi accorto di nulla: «Giuro che non mi sono accorto che si trattava di un maschio – spiega Piero – altrimenti non so come avrei reagito. Me l'ha rivelato la conduttrice del programma, in diretta tv. Telecinco continua a mandare in onda la mia faccia allibita e il mio "Noooo", che è diventato una specie di tormentone. Ad ogni modo non serbo rancore: quando sono entrato nella casa ho deciso di lasciarmi andare e così ho fatto ».


Intanto Piero si gode la popolarità regalatagli dal Grande Hermano, e spera di riuscire a sfondare nel mondo dello spettacolo: «Da quando sono uscito dalla casa – spiega al telefono – passo da un'intervista all'altra. Servizi fotografici, autografi... Me la sto spassando, insomma. Finché il successo dura voglio viverlo. Il futuro non so come sarà. D'altro canto, entrare nel mondo dello spettacolo non è semplice per chi, come me, non ha esperienza. Se non riuscirò a ritagliarmi uno spazio tutto mio non importa: potrò sempre ritornare in Italia e ricominciare a fare il commercialista ».


AMOR






venerdì 23 novembre 2007

AFGHANISTAN, I Sono ragazzi giovanissimi che vengono utilizzati come "giocattoli" sessuali dai capi mujahidin


PUL-E-KHUMRI (Afghanistan). Sono conosciuti come "bacha bereeshe", ragazzi senza barba, giovani che si vestono da donna e ballano alle feste nel nord dell'Afghanistan. E' una pratica ormai antica che ha trasformato alcuni di questi ragazzini in schiavi sessuali di ricchi e potenti padroni, spesso ex signori della guerra, che li costringono a vestirsi da donna, li coprono di regali e ne fanno le loro "amanti".

La polizia afghana sta facendo il possibile per combattere questo fenomeno che ha provocato l'ira dei religiosi islamici, arrivati a proporre di lapidare questi schiavisti per sodomia, vergogna delle leggi islamiche. In una società in cui i due sessi sono tenuti severamente separati, è normale per gli uomini danzare per altri uomini ai matrimoni; ma nel nord del Paese la situazione è degenerata, con gli ex signori della guerra e i capi mujahidin che organizzano delle vere e proprie gare tra i propri danzatori.

«Ogni ragazzo cerca di essere il migliore. Indossano vestiti femminili, hanno dei campanelli ai piedi e seni artificiali», afferma Mohammad Yawar, un ex combattente mujahidin contro i Talebani, residente a Pul-e-Khumri. Questa usanza, chiamata "bacha bazi", letteralmente "gioco dei ragazzi", a volte purtroppo non si limita solo al ballo; «mi piace tantissimo abbracciare un ragazzino. Il suo odore mi uccide», continua Yawar. Quest'uomo d'affari trentottenne racconta di aver reclutato un giovane quindicenne tre anni fa per farsi aiutare con il proprio lavoro. «E' con me da almeno tre anni, da quando ne aveva quindici. Cercava un lavoro e io gli ho dato un posto dove stare - racconta Yawar mostrando la foto del ragazzo - Non ho una moglie, e lui per me è come se lo fosse. Lo faccio vestire da donna e dormire accanto a me. Mi diverto con lui e per me è tutto», continua baciando la fotografia.

Avere il ragazzo più bello e più bravo nel ballo è un segno di prestigio. «Tutti cercano di avere il ragazzo migliore, il più bello - afferma un ex comandante mujahidin che non vuole essere nominato - Ogni tanto ci raduniamo e facciamo ballare i nostri ragazzi, quello che vince è il ragazzo migliore». Questo signore dà una festa alla settimana a Pul-e-Khumri e dintorni. «Avere un ragazzo è diventata un'usanza per noi. Chiunque voglia apparire, si procura un ragazzino - dice Enayatullah, un proprietario terriero quarantaduenne della provincia di Baghlan - Vent'anni fa ero sposato, ma mia moglie mi ha lasciato a causa del mio ragazzo. Giocavo con lui ogni notte ed ero spesso fuori casa, alla fine mia moglie ha deciso di lasciarmi. Sono contento della mia decisione, adesso dormo e gioco ogni notte con il mio giovane ragazzo».

Questi uomini coprono di regali e di soldi i loro "giocattoli" umani. «Avevo solo quattordici anni quando un ex comandante Uzbeko mi costrinse a fare sesso con lui - racconta Shir Mohammad - In seguito, ho abbandonato la mia famiglia e sono diventato il suo segretario. Sto con lui da dieci anni, adesso sono cresciuto, ma lui continua ad amarmi e a dormire con me».

Ahmad Jawad, 17 anni, negli ultimi due anni è stato con un ricco proprietario terriero. «Ci sono abituato. Amo il mio signore. Mi piace tanto ballare ed atteggiarmi come una donna e giocare con il mio padrone». Se gli si chiede cosa farà da grande, risponde: «Quando sarò cresciuto, diventerò anche io un padrone e avrò i miei ragazzi».

Ma Shir Mohammad con i suoi ventiquattro anni, è troppo vecchio per essere un ballerino. «Sono cresciuto ora e non ho più il fascino dei primi anni. Allora ho chiesto al mio padrone il permesso di sposare sua figlia e lui ha acconsentito».

Molti abitanti del posto hanno chiesto che si ponga fine a questo fenomeno, ma non credono che sarà facile perchè molti di questi uomini sono dei ricchi ex comandanti ben armati. Jahan Shah, residente a Pul-e-Khumri, afferma che il governo e gli organi preposti alla sicurezza dovrebbero agire con decisione contro questi atti immorali e anti-islamici. «Se non si fa qualcosa in fretta, diventerà un'abitudine e centinaia di ragazzi verranno coinvolti».

La polizia dell'Afghanistan settentrionale afferma che è stato fatto il possibile per arrestare gli uomini coinvolti. «E' triste dover dire che questa pratica che include il far ballare i ragazzi, abusarne sessualmente e a volte venderli, va avanti da anni», dice il generale Asadollah Amarkhil, capo della sicurezza della provincia di Kunduz. «Abbiamo fatto tutto quello che potevamo limitatamente ai nostri mezzi per fermare questo fenomeno». Amarkhil afferma che la povertà, ampiamente diffusa dopo quasi trent'anni di guerra, rende i ragazzi accondiscendenti. «Abbiamo preso provvedimenti severi per salvare le vite dei ragazzi e punire i loro sfruttatori. Stiamo facendo delle indagini per scoprire dove si riuniscono questi uomini con i loro ragazzi, arrivare sul posto e arrestarli».

Hafizullah Khaliqyar afferma che coloro che saranno dichiarati colpevoli verranno imprigionati per almeno 15 anni. «Abbiamo 25 casi colpevoli di questi atti immorali; sono stati processati e ora stiamo facendo del nostro meglio per affrontare il problema». Gli studiosi islamici consigliano pene severe. «Coloro che fanno cose simili, sono dei veri e propri diavoli - afferma Mewlawi Mohammad Sadiq Sadiqyar, studioso e capo preghiera nella città più importante del nord, Mazar-i-Sharif - Secondo la legge islamica, coloro che sono avvezzi a tali pratiche dovrebbero essere lapidati a morte».

Alcuni di questi uomini dichiarano di non essere interessati alle donne. «Sappiamo che è immorale e anti-islamico, ma come facciamo a smettere? Non ci piacciono le donne, vogliamo i ragazzi», afferma Chaman Gul, 35 anni, della provincia di Takhar.

SI CHIUDE UN ANNO POVERO DI DIRITTI, LA POLEMICA DI BABILONIA


21/11/2007) Esce il numero di Dicembre dello storico magazine italiano. Mario Cirrito e Daniele Scalise fanno il punto della situazione sul 2007.

SAN FRANCISCO: NIENTE PIU`SESSO SULLA CARTA D`IDENTITA`


(22/11/2007) Sul documento d`identità solo nome, cognome, data di nascita e fotografia. Per rendere finalmente la questione sesso un non-problema.

Uomo o donna, a San Francisco non fa più differenza. E' stata infatti approvata ieri in Comune la legge per cui sulle nuove carte di identità, e su tutti i documenti di riconoscimento, verranno eliminate le voci relative al sesso del possessore. Il provvedimento, volto a fronteggiare la discriminazione sessuale verso le persone transgenere, consentirà di rendere noti come dati solo nome, data di nascita e fotografia. Aspettando ansiosamente il momento in cui, per non discriminare sull'età, si eliminerà anche la voce data di nascita (o almeno l'anno) non possiamo che accogliere con piacere la notizia. In realtò la legge non rappresenta una vera e propria novità: la stessa regola è stata adottata già da qualche mese a New Haven, nel Connecticut. A partire da luglio sono state rilasciate 4.650 carte d'identità asessuate agli abitanti della città. "La carta - spiega Kristina Wertz, responsabile del centro legale per transgender di San Francisco - finalmente rende la questione del sesso un non-problema".

Nel frattempo evitate di dare la notizia ad Elisabetta Gardini

mercoledì 21 novembre 2007

20 NOVEMBRE: GIORNO DELLA MEMORIA TRANSGENDER


20/11/2007) L`Italia al primo posto nel mondo per numero di vittime transessuali. Noi vogliamo ricordarle con un`iniziativa di integrazione della Caritas di Catania: per un futuro all`insegna del rispetto.

Oggi si celebra nel mondo e in Italia il 'Giorno della memoria transgender': per ricordare le vittime transessuali e transgender che sono state assassinate nel mondo per odio o pregiudizio transfobico. Solo nel 2007 gli omicidi di persone transessuali sono state 17 nel mondo e 4 nella sola Italia. Il nostro paese si colloca al primo posto per numero di vittime se si considera il rapporto tra omicidi e popolazione.


Vogliamo però, in un giorno di dolore e ricordo, segnalare un'iniziativa che lascia una porta aperta alla speranza.
La Caritas di Catania, di cui è responsabile padre Valerio Di Trapani, in collaborazione con la cooperativa sociale Linus, ha promosso un progetto di formazione finanziato con i fondi dell'assessorato regionale alla famiglia (314.774 euro) che prevede un corso per 45 trans che si prostituivano nel quartiere di San Berillo. Al termine di questo percorso formativo le partecipanti avranno acquisito le conoscenze atte a trovare lavoro come badanti o assistenti in case di riposo.

Nella speranza che si possa un giorno parlare solo di integrazione e rispetto.

lunedì 19 novembre 2007

mi tremano ancora le dita mentre scrivo.

Non è da me far girare una mail a tutta la mia rubrica, ma stavolta è diverso. Il video del link mostra quello che tutti sapevamo ma che non abbiamo mai voluto immaginare. Se volete vederlo, siate pronti a stopparlo se siete deboli di cuore o troppo sensibili. Io non l'ho finito di guardare, e mi tremano ancora le dita mentre scrivo.


Bisogna fermarli!Tutto Questo deve finire, per favore non restare fermo come
se
non avessi visto niente. In coscienza puoi davvero permettere che continuino
senza fare niente?
Per cercare di impedire che si ripeta anche una sola volta questa
mostruosità stiamo raccogliendo un minimo di 500 firme ma più saranno e
meglio sarà.
Il filmato è veramente duro.Io nn riesco a guardarlo tutto..
Ti prego dammi una mano..



QUANDO LA LISTA AVRA' 500 FIRME PER FAVORE INVIALA A : _PETA2@peta.org_

Grazie di cuore
vaneesa mazza

giovedì 15 novembre 2007

Miss International Queen 2007



Thailandia proprio nei giorni scorsi. Stiamo parlando di Miss International Queen 2007, la manifestazione di bellezza che premia ogni anno le più belle trans provenienti da tutto il mondo. Come tutte le altre Miss hanno sfilato, con splendidi abiti e con costumi da bagno.


La vincitrice del concorso Miss International Queen 2007 la potete vedere nell’immagine qui sopra. Miss Trans si chiama Tanyarat ed è riuscita a sbaragliare la concorrenza con il suo fascino orientaleggiante. La premiazione è avvenuta in uno splendido resort di Pattaya. Le partecipanti hanno sfoggiato splendidi abiti, ma anche acconciature e trucchi davvero particolari, come l’applicazione di farfalle sulla punta dell’occhio o trucchi davvero coloratissimi.

Qui sotto il video di Tanyarat e della sua esibizione



Miss Trans 2007 finaliste

Tanyarat Jirapatpakon, Aleika Barros, Chanel Madrigal
(Thailand) ( Brasil) (Philippines)



La brasiliana Aleika Barros 02

martedì 13 novembre 2007

ARCIGAY ALL`ATTACCO DI DARIA BIGNARDI


12/11/2007) L`associazione LGBT furibonda per la presenza di Forza Nuova a `Le invasioni barbariche`, definita oltraggiosa. Chiesta una puntata riparatrice con ebrei, immigrati e omosessuali. La Bignardi tace sul suo blog
ARCIGAY: OLTRAGGIOSO SPOT PER FORZA NUOVA DALLA BIGNARDI CHIEDIAMO TRASMISSIONE RIPARATRICE

Abbiamo assisto allibiti alla puntata di venerdì sera delle "Invasioni Barbariche" condotta da Daria Bignardi. Nel corso della trasmissione si è parlato del fenomeno dei gruppi dell'estrema destra e lo si è fatto avendo in studio solo il segretario nazionale di Forza Nuova Roberto Belfiore e un ex militante d'estrema destra.

Si è trattato per noi di un fatto gravissimo vista la pericolosità di quel movimento politico per le sue tesi neo fasciste. In studio nessuna possibilità di contraddittorio che ponesse in luce le storture di un sistema politico italiano che consente a dei partiti come FN di esistere nonostante lo vieti la Costituzione. Ci chiediamo come sia possibile che in un paese democratico, nato dalla Resistenza, si possa dare una così importante possibilità di propaganda a gruppi di cui da tempo molte associazioni e gruppi, compresa Arcigay, chiedono la messa fuori legge.

Per sottolineare la faziosità della trasmissione rileviamo che diverse sono state le interviste raccolte in sedi di gruppi di skinhead e di Forza Nuova dove si negava l'Olocausto, si sostenevano le idee del fascismo, la simpatia per il nazismo, l'odio verso gli immigrati e la difesa della famiglia cattolica. Tutto condito con una facciata di rispettabilità favorita da un atteggiamento mite della conduttrice mentre scorrevano immagini di gagliardetti neri con i teschi, effige del duce e così via.

Chiediamo agli autori della trasmissione e a Daria Bignardi una puntata riparatrice dove tutte quelle minoranze (ebrei, immigrati e omosessuali) prese di mira negli ultimi anni dai gruppi d'estrema destra italiani, possano prendere parola. Sono di dominio pubblico i fatti di cronaca di inaudita violenza e barbaria di cui queste minoranze sono state fatte oggetto e ci stupisce che a esse non venga mai data voce.

Naturalmente ci aspettiamo, vista come è stata costruita la trasmissione di ieri sera, che non vi siano i soliti sacerdoti o appartenenti alla destra a fare da contraddittorio.

Aurelio Mancuso
presidente nazionale Arcigay

GLI AFFARI DI "FAMIGLIA" NON VI RIGUARDANO


(13/11/2007) Il rapporto biennale del Cisf si chiede perchè etichettare con il nome di "famiglia" stili di vita diversi: le coppie omosessuali danno vita a relazioni "radicalmente differenti" dagli etero e non creano valore aggiunto alla società.
Mettiamoci d'accordo. In questi giorni sono state presentate due ricerche, una è il rapporto dell'Istat sulla vita quotidiana nel 2006, l'altra il decimo 'Rapporto sulla famiglia in Italia'del Cisf, il Centro studi internazionale sulla famiglia delle edizioni San Paolo.

Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica, a dispetto del non-dibattito sulle unioni civili (a parte quando se ne occupano quei comunisti della Treccani, ovviamente), il numero delle libere unioni in Italia è aumentato dalle 564 mila del 2003 alle 637 mila del 2006. Il numero delle famiglie con figli è diminuito e il numero di componenti per ciascuno dei 23 milioni di nuclei familiari è infatti di 2,5. Una famiglia che muta, si evolve, si adatta ai tempi che corrono.



Ma veniamo al Cisf. Il titolo del rapporto, curato dal professore di Sociologia della famiglia dell'Università di Bologna Pierpaolo Donati, è 'Ri-conoscere la famiglia: quale valore aggiunto per la persona e la società?'. La tesi di fondo sono in realtà 9 tesi di fondo: ossia 9 contributi esterni di studiosi che si interrogano su cosa sia, da dove venga e dove stia andando l'istituzione familiare.
Partendo dai presupposti che la rappresentazione della famiglia odierna è falsata e che la maggioranza della popolazione vive in una famiglia normo-costituita, il rapporto si chiede tra l'altro perchè etichettare come "famiglia" stili di vita diversi: "che senso ha rivendicare il riconoscimento dell'essere famiglia per una mera situazione di fatto o per un puro desiderio privato? Perché mai chiedere di essere riconosciuti come famiglia se si sostiene che si vive più felici senza sposarsi, senza fare differenze di gender, senza volere figli, o avendoli senza legami solidi e duraturi con il partner?". Che è un po' come chiedere ad uno al quale è vietato nuotare: scusa, ma perchè vuoi proprio nuotare se non lo hai mai fatto e non ti è permesso farlo?

Dicevamo, perchè accanirsi tanto? Perchè le coppie omosessuali chiedono di essere riconosciute come famiglie se, come dice il rapporto Cisf, danno vita a relazioni "radicalmente differenti" da quelle delle coppie eterosessuali? Qualche esempio: la durata di una coppia omosessuale è "una piccolissima frazione rispetto a quella delle coppie etero sposate"; chi vive in coppie omosessuali ha "un numero di partner enormemente superiore a quello delle coppie sposate, anche se una piccola percentuale è monogama (almeno per un certo periodo)"; l'impegno nella relazione è di durata breve o comunque limitata; le coppie omosessuali hanno "indici di morbilità dovuti al tipo di relazioni vissute che sono decisamente superiori a quelli delle altre coppie"(n.d.r. dicesi morbilità la frequenza di una malattia in una popolazione); "la probabilità delle violenze intime nelle coppie omosessuali è decisamente superiore a quella che si registra nelle coppie eterosessuali" e , dulcis in fundo, "i bambini cresciuti da un padre e una madre in famiglie tradizionali presentano livelli più elevati di felicità, salute, e successo rispetto ai bambini allevati da coppie omosessuali". Io ho sentito dire che alcuni bambini cresciuti da etero riescono anche a volare.
Un'intera tesi del rapporto, curata dagli economisti Luigino Bruni e Luca Stanca, è dedicata proprio allo studio del tasso di felicità in famiglia e i risultati delle indagini su 138 mila persone provenienti da 75 nazioni mostrano come il livello di benessere dell'individuo aumenti nell'ambito familiare. Ovviamente essere sposati rende più felici che essere conviventi, che però è sempre meglio dell'essere single. Sposati con figli poi è il top della felicità. Ma persino essere vedovi è meglio che essere single.

In conclusione, tanto per non usare inutili eufemismi, "solo la famiglia come relazione di piena reciprocità tra i sessi e le generazioni crea quel valore aggiunto che le altre forme non creano, anzi consumano". E, ovviamente, rende felici.


alessia.gargiulo@gay.tv

LICENZIATA PERCHE` LESBICA DALLA GOODYEAR

(12/11/2007) Melissa Sheffield era stata vittima di mobbing per il suo orientamento sessuale: il giudice le ha dato ragione e le ha concesso un risarcimento record.


WASHINGTON - Una donna dello Stato di Washington ha ottenuto 4,4 milioni di dollari come risarcimento in una causa per discriminazione contro la compagnia che l'aveva assunta,la Goodyear Tire & Rubber. Melissa Sheffield aveva denunciato di essere vittima di mobbing da quando i suoi superiori avevano scoperto il suo orientamento sessuale. Il giudice, esaminati i fatti, ha condannato la compagnia a pagare 318mila dollari in stipendi arretrati, 40mila in benefici perduti e 4 milioni in stress emozionale.

Melissa aveva cominciato a lavorare per la Goodyear nel 94 e nel 99 era diventata store manager. Alla fine del 2002 la Sheffield aveva presenziato con la sua compagna ad una cena aziendale dove era presente Waide Adams, futuro capo di Samantha. Una volta passato di grado, Adams, l'aveva messa alle dipendenze di un service manager, Dave Johnson, noto per la sua omofobia e Johnson aveva prontamente informato i dipendenti del fatto che la Sheffield era lesbica e portava un'arma da fuoco al lavoro (cosa proibita dalle regole Goodyear).
Dopo le proteste della Sheffield per la presenza dell'arma, Johnson l'aveva minacciato davanti a tutti di "puntarle l'arma addosso e pisciare su di lei".
Ulteriori lamentele non avevano fatto altro che far ergere nei confronti di Samantha il classico muro di gomma. In seguito ad indagini interne, Johnson fu trasferito e la Sheffield declassata per aver baciato la compagna in negozio: il suo stipendio passò da 55mila euro l'anno a 13 dollari l'ora, con una nuova mansione di magazziniera che non poteva eseguire soffrendo la Sheffield di ernia. Successivamente fu licenziata.
La Goodyear ha detto di accettare il verdetto del giudice.

Giorgio Lazzarini
redazione@gay.tv

venerdì 9 novembre 2007

la nuova lobby ai vertici dell`industria cinematografica. Tutte donne e tutte lesbiche

THE HoLLywood WORD
07/11/2007) La chiamano `Rubyfruit Mafia`: la nuova lobby ai vertici dell`industria cinematografica. Tutte donne e tutte lesbiche. Senza quote rosa, l`onda del cambiamento che sta contribuendo a sdoganare la cultura GLBT è tutta al femminile.
Sono donne, sono potenti, sono ai vertici dell'industria cinematografica più influente del mondo. E sono lesbiche. Oltreoceano la chiamano la 'Rubyfruit Mafia', la Mafia dei fruttirubini, liberamente ispirato alla 'Rubyfruit Jungle' di Rita Mae Brown. Una vera e propria corporazione di produttrici, sceneggiatrici, responsabili di strategie marketing che detta legge tra le colline di Hollywood. Personaggi pubblici che scelgono di vivere a volto scoperto la loro omosessualità, rivendicando apertamente il loro diritto ad amare. Una rivoluzione che forse ci metterà decenni a varcare i confini del dorato mondo hollywoodiano. Un fulgido quanto raro esempio di donne che fanno rete, che sanno emergere da sole senza bisogno di quote rosa di alcun tipo, che stanno contribuendo a creare e veicolare contenuti se non di rottura, quantomeno di sdoganamento della cultura omosessuale.

Ilene Chaiken (1), ideatrice del serial 'The L World'; ha 50 anni ed è madre di due bambini. Nina Jacobson (2), 42 anni ex presidente di Buena Vista Motion Pictures Group, oggi socia di Steven Spielberg; Forbes l'ha inserita tra le 100 donne più potenti del mondo. Dana Rudolph (3), fondatrice ed editrice di Mombian. Carolyn Strauss (4), capo della programmazione del canale satellitare HBO e artefice di successi come 'I Soprano' e 'Six Feet Under'. Carla Hacken (5), executive della società di produzione Fox 2000.



Christine Vachon (6), cofondatrice della Killer Films, ora hit-maker di successi indipendenti. Chynthia Wornham (7), principale sponsor del Sundance Film Festival. Per creare il personaggio di Jennifer Beals in 'The L World' la musa ispiratrice è dichiaratmente stata la partner della Wornham, Ann Philbin (8), direttore dell'Hammer Museum di Los Angeles. Ellen DeGeneres (9), conduttrice di un popolarissimo show tv, quest'anno ha presentato gli Oscar; la sua fidanzata, Portia de Rossi (10), fa l'attrice.

Cynthia Nixon (11), l'avvocato dai capelli rossi di 'Sex and The City', divide casa con la sua compagna Christine Marinoni (12). Angela Robinson (13), regista, oggi è tra i produttori di 'The L World'. Rosie O'Donnell (14) ha condotto per anni un famosissimo show televisivo, ma oggi ha deciso di dedicarsi alla sua famiglia allargata, composta da tre figli adottati, dalla compagna Kelli Carpenter (15), e dal figlio di quest'ultima.


Hillary Rosen (16), amministratore delegato della Recording Industry Association of America, fautrice della chiusura di Napster, si è recentemente separata da Elizabeth Birch (17), ex direttrice di Human Rights Campaign. La quale, attualmente, è fidanzata con l'attrice Lily Tomlin (18). Un amore da favola anche quello tra Melissa Etheridge (19), premio Oscar per la colonna sonora di 'Una Scomoda Verità, e Tammy Lynn Michaels (20), attrice

Linda Villarosa (21), ex editrice del 'New York Times'. Kara Wisher (22), giornalista del 'Wall Street Journal', e la sua compagna Megan Smith (23), executive di Google. Cheryl Jacques (24), ex senatrice del Massachusetts. Mary Cheney (25), amministratrice di Aol e figlia del vice presidente degli Stati Uniti.

nadir@gay.tv

15ENNE STUPRATO A DUBAI: ACCUSATO DI OMOSESSUALITA


08/11/2007) I 3 violentatori, di cui uno sieropositivo, rischiano la condanna a morte ma, essendo l`omosessualità vietata negli Emirati Arabi, anche la giovane vittima è sotto processo.
DUBAI - Un ragazzo svizzero-francese di 15 anni ha testimoniato in tribunale di essere stato violentato da tre uomini a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Il giovane è stato prelevato dal gruppo all'uscita di un centro commerciale e violentato ripetutamente sui sedili di un auto. Gli stupratori rischiano la condanna a morte, ma dal momento che nel sistema penale arabo l'omosessualità è vietata, il fatto di aver praticato atti omosessuali ha portato la vittima ad essere indagata al pari dei violentatori. Tra l'altro uno dei tre violentatori è sieropositivo e, in ospedale per i controlli, la vittima è stata anche insultata da un medico perchè omosessuale. In Francia la madre del ragazzo, Veronique Tobert, giornalista, sta conducendo una battaglia attraverso il sito internet www.boycottdubai.com dove è possibile anche dimostrare la propria solidarietà alla vittima.

domenica 4 novembre 2007

Rula Jebreal e l'immigrazione;nterviste del blog beppegrillo.it


La sua analisi è semplice e di buon senso. In Italia i partiti mettono sempre i loro interessi e, alcuni, anche le loro ideologie al primo posto. Poi vengono i cittadini. Se c'è un problema che si arrangino. Se la situazione sfugge di mano si fa un decreto legge che lascia le cose come prima. Questa classe politica ha fatto il suo tempo. Speriamo che se ne vada in fretta prima che l'Italia si disintegri.
Un ufficiale dei Carabinieri ci spiega come i politici gestiscono la nostra sicurezza. Si pone alcune domande, vorrei il vostro aiuto per le risposte. Trovate i nomi dei responsabili per:
- i negoziati di allargamento comunitario alla Romania senza porre condizioni
- lo stato di degrado della stazione ferroviaria di Tor di Quinto a Roma
- l'esplosivo accampamento di rom in quella zona priva di ogni servizio e le centinaia di altri nelle stesse condizioni in tutta Italia, dalle rive del Tevere alla periferia di Milano.

"Caro Beppe,
l'episodio della Signora Giovanna Reggiani stuprata e massacrata a Roma suscita orrore e sdegno. Il sangue, il dolore, la paura degli italiani ricadano sulla coscienza di governanti, politici e alti funzionari che hanno gestito in questi ultimi dieci il “sistema sicurezza”. Hanno disperso con arrogante approssimazione i valori professionali, democratici e civili della legge 121/81 nata dal coinvolgimento nei tremendi anni dell’aggressione terroristica di tutte le forze sociali, politiche, sindacali, senza distinzione di ideologia. I nuovi ministri dell’Interno e Capo della Polizia stanno evidenziando la carenza di personale e di fondi in cui operano le Forze dell’ordine. Ma il problema non è di oggi. A nessuno poteva sfuggire la problematica “globalizzazione” con gli inevitabili riflessi sociali anche criminogeni per il nostro Paese.
Perché allora e da chi in questi anni é stato indebolito con una gestione più attenta a cordate, ambizioni, malintesa competizione tra le forze di polizia, proprio il “settore della sicurezza” con provvedimenti contraddittori ignorati dall’opinione pubblica?
Un esempio: un recente decreto legislativo ha messo in “pensione anticipata obbligatoria” (si badi bene, non a domanda) centinaia di funzionari di polizia con un prezioso bagaglio di esperienze nella lotta a terrorismo, criminalità diffusa e organizzata a livello nazionale e internazionale, emigrazione clandestina, droga, riciclaggio.. Non solo ma ne ha ridotto strutturalmente l’organico per il futuro. Ciò in assurda controtendenza con quanto avviene nel mondo del lavoro e mentre tanto si discute di “scalone” per aumentare l’età pensionabile! Paradossalmente oggi si chiedono più tutori dell’ordine; ovviamente da formare! Inoltre il “sistema sicurezza” ha dovuto rinunciare a migliaia di poliziotti e carabinieri “ausiliari”.
Le “volanti” sono diminuite dovunque (a Roma addirittura dimezzate), la manutenzione dei mezzi è ardua, la benzina scarseggia, diversi commissariati (si pensi a quello di S.Antimo dove un tabaccaio è stato recentemente ucciso ) e stazioni dei carabinieri sono stati chiusi o rischiano di esserlo. Comunque tutti funzionano con organico e orari ridotti, ed è miracolo vedere i decantati “poliziotti di quartiere”.
Il cosiddetto pacchetto sicurezza è un lento ripensamento importante ma rischia di essere solo un alibi di facciata; in queste condizioni persino un aggravamento della macchina operativa se non se non si interviene a livello globale, a 360 gradi, sul delicato e complesso circuito “controllo del territorio-applicazione della legge- certezza del della pena- giustizia- vivibilità sociale”.
In questo quadro occorre individuare con serietà e coraggio le cause e responsabilità a tutti i livelli di tanta approssimazione nel curare il “bene-sicurezza” come servizio di democrazia effettiva:
- chi ha seguito i negoziati di allargamento comunitario alla Romania senza porre condizioni?
- chi doveva curare la vivibilità della fatiscente e buia stazione ferroviaria di Tor di Quinto a Roma?
- chi doveva controllare lo squallido ed esplosivo accampamento di rom in quella zona priva di ogni servizio?
I proclami tardivi, le risposte retoriche, le alzate di spalle, gli scaricabarile non bastano più.
Per quel che riguarda la Polizia l’opinione pubblica sappia del sottile processo di controriforma che ha svilito la riforma democratica voluta dalla legge 121/81. In queste condizioni è ancora più grande il ringraziamento verso tutti i “tutori dell’ordine”, a qualsiasi corpo appartengano, per il quotidiano difficile impegno svolto nell’interesse delle Istituzioni democratiche e della collettività." Ennio Di Francesco, già ufficiale dei carabinieri e dirigente della Polizia di Stato; promotore del movimento democratico di polizia; in “pensione anticipata d’ufficio”

venerdì 2 novembre 2007

SORELLE MARINETTI, LE SUFFRAGETTE DELLA MUSICA ITALIANA

31/10/2007) Un viaggio nel mondo del trio canterino delle Sorelle Marinetti, partendo dalla `Sagra della Salsiccia` per arrivare a Gennaro Cosmo Parlato. Sempre, e rigorosamente, en travesti.

Sono cresciute ascoltando il Trio Lescano e il Quartetto Cetra. Oggi i loro miti musicali entrano a far parte del loro primo disco, in uscita a gennaio. Un viaggio all'indietro nel tempo nel mondo delle Sorelle Marinetti, partendo dalla 'Sagra della Salsiccia' in Brianza per arrivare a Gennaro Cosmo Parlato. Sempre, e rigorosamente, en travesti.

La loro biografia ufficiale le descrive come 'figlie improbabili della fulgida epopea dell’Eiar', e prosegue dicendo che 'le tre sorelle canterine sono cresciute ascoltando – con un’ostinazione che rasentava l’autismo – i grandi nomi della canzone degli anni ’30'. Le Sorelle Marinetti, la nuova scoperta di Giorgio Bozzo (si dice che le abbia scovate nel corso di un ruspante concercerto per voci nuove), la musica e il bel canto ce l'hanno nel sangue. Cantano praticamente da sempre: hanno iniziato da ragazzine, davanti allo specchio con una spazzola a fare da microfono, sono poi diventate le coriste di Gennaro Cosmo Parlato. E oggi si preparano per il loro primo disco, in uscita a gennaio. Nel frattempo, da Chiambretti a Costanzo, sono richiestissime anche in tv. Intervista a Scintilla, Turbina e Mercuria, le Sorelle Marinetti.

Primo progetto discografico per le Sorelle Marinetti. Emozionate?
Siamo molto contente, stiamo lavorando al nostro disco in uscita all'inizio del 2008. Proviamo tanto, perchè per un trio la cosa più difficile è riuscire a cantare in maniera armonizzata. Fortunatamente le cose stanno andando splendidamente. Ci troviamo molto bene anche con la nostra jazz band, diretta dal maestro Schmitz e composta da Luca Cacucciolo al pianoforte, Riccardo Tosi alla batteria, Paolo Dassi al contrabbasso, Raffaele Brancati al clarinetto e al sax, Riccardo Gibertini alla tromba e Alberto Bollettieri al trombone.

Scintilla, Turbina e Mercuria, cognome Marinetti: passione per il futurismo?
Sì e vero, ci rifacciamo al futurismo, e a quel periodo storico. I nostri nomi descrivono le nostre personalità: Turbina, la più grande, è il motore del gruppo, talvolta anche il trattore; Scintilla, la più giovane, è la peperina del trio, mentre Mercuria è la sorella più equilibrata, sognatrice e anche un po' oca.

Con dei caratteri così diversi, è difficile andare d'accordo?
Bisogna tenere le fila, far quadrare tutto. Turbina, da brava sorella maggiore, deve darsi un gran da fare per mantenere le redini. Dal punto di vista vocale, invece, tra di noi c'è ormai una fusione perfetta.

Domanda tanto scontata quanto imprescindibile: i vostri modelli di riferimento?
Ci riferiamo principalmente al panorama musicale degli anni '30 e '40: il Trio Lescano, il Quartetto Cetra, le Andrews Sisters, Silvana Fioresi. Ma ci teniamo a specificare che noi, a differenza delle nostre colleghe, non siamo mai state iscritte al partito fascista.


La leggenda vuole che Giorgio Bozzo vi abbia scovato in un 'ruspante concerto per voci nuove': confermate?
E' tutto vero: si trattava della 'Sagra della Salsiccia', in Brianza. Giorgio Bozzo si trovava lì in vacanza e ci ha notate durante una nostra performance. Siamo venute a Milano, ci ha dato una bella ripulita, ed eccoci qua.

Cosa troveremo nel vostro primo disco?
Ci saranno molti brani del panorama musicale anni '30 e '40: abbiamo riscoperto e reinterpretato diverse canzoni di quel periodo storico. Potete già ascoltare le nostre versioni di “Tuli Tulipan” e “La gelosia non è più di moda” del Trio Lescano e di “Non sei più la mia bambina” di Delia Lodi sul nostro sito (www.lesorellemarinetti.it). Amiamo cantare queste canzoni, che hanno dei testi molto dolci. Ci saranno anche dei brani solo con pianoforte e voce. Il disco, che uscirà il 14 gennaio, conterrà 14 tracce.. e una sopresa.

Com'è stato accompagnare Gennaro Cosmo Parlato in tour?
Divertente, molto divertente. Ma è una cosa passata. Ora siamo noi le protagoniste dei nostri show, con un palco tutto nostro.

Possiamo considerarvi come una risposta talentuosa alle sorelle Carlucci?
Ci piace definirci le 'suffragette della musica'. Dopo tanta violenza musicale, dopo tanti anni di cose fritte e rifritte, ci piace tornare a dare spazio alla vera canzone italiana. Ma siamo comunque molto moderne, e abbiamo degli ideali: ad esempio, ci battiamo per il voto alle donne.


Cosa dice nonno Marinetti delle vostre velleità artistiche?
Il nostro nonno, Filippo Tommaso Marinetti, ormai se ne è andato da parecchio tempo. Ci ha lasciato però in eredità un cognome importante. Non come quelle squinzie romane - i Centocelle Nightmare, per intenderci - che non sanno che nomi darsi: appena arrivano al successo lo sai come si fanno chiamare? 'Visconti'.

Da ragazze improvvisavate davanti allo specchio, usando le spazzole come microfono. Oggi che siete delle professioniste è cambiato qualcosa?
Eravamo professioniste anche prima, quando ancora non c'era nessun progetto ufficiale. Oggi cambia solo il riconoscimento da parte dell'industria discografica.

Avete mai litigato per lo stesso uomo?
Ma no, gli uomini ci piacciono tutti! Scherzi a parte, fortunatamente abbiamo gusti molto diversi, per cui da brave sorelle non ci rubiamo mai i fidanzati.

Guardando il panorama musicale successivo agli anni 30 e 40, al quale vi rifate, quale canzone vi piacerebbe reinterpretare?
Indubbiamente ci piace guardare alle grandi interpreti del bel canto. In questo senso, Mina può essere considerato un nostro riferimento, ma anche Maria Jottini. Pensando all'estero, Cher è uno dei personaggi che ci piace di più. Preparatevi: nel disco ci sarà una sorpresa dedicata proprio a lei.

Che ne pensate delle vostre cugine d'oltremanica, le Puppini Sisters?
Sì, beh, sono bravine anche loro. Abbiamo recentemente scoperto anche in Francia c'è un trio che sta facendo qualcosa di simile. Ma noi siamo italiane, ed naturalmente abbiamo qualcosa in più rispetto a tutte le altre.

Se doveste adottare una quarta sorella pescando dal mondo dello spettacolo chi scegliereste?
Abbiamo una parente in Argentina, Glenda Marinetti. Ha sposato un facoltoso produttore di carne, ed è andata lì ad allevare manzi. Se proprio dovessimo scegliere una quarta sorella, rimarremmo in famiglia e andremmo a recuperare Glenda in argentina.

Accanto a quale file video vorreste essere collocate nelle future teche Rai?
La risposta è semplice, in mezzo a i nostri miti: tra il Trio Lescano e il Quartetto Cetra.

Per chiudere: volete salutare il pubblico di GAY.tv?
Ci sentiamo molto vicine al pubblico gay, al quale mandiamo un bacio grande. Però c'è una domanda che non ci hai fatto e alla quale invece vogliamo assolutamente rispondere: 'Qual è il vostro sogno nel cassetto?'.

Chiedo venia. Qual è il vostro sogno nel cassetto?
Il nostro sogno nel cassetto è di cantare per il contingente italiano in Afganistan, di esibirci per loro e convincerli a tornare a casa. Ragazzi, venite qui: c'è tanto da fare in Italia!

nadir@gay.tv

Scrivo di sesso ma vado ancora al liceo


(31/10/2007) A 15 anni ha scritto un libro che si intitola `Stranieri` e che parla di droga, omosessualità, sesso. E in copertina ci ha messo nome e cognome.
Il tuo libro si intitola 'Stranieri' e affronta anche il tema del viaggio. Un viaggio non fisico ma che porta il protagonista a scoprire se stesso. Ti è mai capitato di sentirti straniero?
Sì,so che le persone non sono affatto come dicono di essere, che al mondo si è soli davvero e sulla famiglia non si può contare eternamente. Non sono un ragazzo triste, ma mi sento inadeguato nella vita. Sono un cane randagio, sono riservato e schivo. Poi dipende anche dalle persone, c'è con chi familiarizzo subito e mi affeziono terribilmente entrando nella loro quotidianità.

"Ogni esperienza è bella e ha un suo valore; anche la più atroce arricchisce". Questa frase viene pronunciata dal protagonista del tuo libro. Sei tu quella persona?
Sì, voglio dire che dopotutto la vita è bella. Credo che anche l'esperienza più atroce, una volta passata, la si possa definire bella. Ha un suo valore, intendo che è comunque formativa. Anzi tenerla segreta, soffrire senza essere plateali aiuta ad accettare ciò che è successo e addirittura a dimenticare. Confidarsi con gli altri non sempre aiuta, è difficile trovare persone degne di ascolto, chi le trova è fortunato. Io faccio tesoro di ogni esperienza.

Perchè scrivere a quindici anni "un libro che parla di sesso, droga e amori omosessuali"?
E' nato tutto in modo molto naturale, scrivo perchè è terapeutico, quando ho scritto non avevo scelto delle tematiche precise da trattare. Sicuramente è un libro nato dall'esigenza di dire la mia. Ero stanco di sentire parlare gli adulti di adolescenza, anche loro sono stati adolescenti ma in un altro contesto e poi non sopportavo gli stupidi moralismi di chi discuteva di sesso e di morale, di chi definiva ciò che è giusto o sbagliato. Possiamo condannare la droga perchè porta ad un danneggiamento fisico, ma non si possono condannare le scelte dell'individuo che non recano alcun danno.

L'esperienza più estrema che hai fatto?
Ahah in ambito sessuale? Non trovo nulla di estremo nelle mie esperienze, le reputo propedeutiche. Vorrei tanto scoparmi una mia amica insieme a sua madre che è giovanissima, sembrano sorelle. Spero di non avere desideri estremi come fare sesso su un cadavere, una madre la trovo ma un cadavere?



Come vede un ragazzo della tua età i suoi coetanei? Come viene vissuta o percepita l'omosessualità?
Non sono asociale anche se posso sembrarlo, sono un ragazzo che ha il suo gruppo di amici con il quale esce e si comporta come ogni adolescente, ma la maggior parte dei coetanei li vedo distanti. Non sopporto i figli di papà, le persone bigotte e chi accetta i processi di omologazione. Da piccolo la situazione era tragicomica perchè tutti parlavano di videogame, cartoni animati e figurine di calciatori, mentre io giocavo a nascondino, a pallavvolo e ad urinare nelle scale del palazzo. Per quanto riguarda l'omosessualità, guardandomi intorno, noto che è vissuta in silenzio,che si è ipocriti,che c'è chi si convince ad essere ciò che non è invece di essere sereno con se stesso. L'atto sessuale tra due ragazzi che si dichiarano etero è visto come qualcosa di accettabile, quello fra due ragazzi che si dichiarano gay è visto come disturbo.

Sei innamorato?
Innamorato non lo sono mai stato, posso provare un forte sentimento, una forte attrazione ma non chiamo questa amore. Noto molta falsità nel dire ti amo in questa età. Le ochette puttane lo dicono per avere un regalo a San Valentino, i puttanieri lo dicono per avere in cambio pure un "regalo". Non è facile trovare una persona da avere sempre accanto, o scappo io o scappa lei, attualmente però sono molto legato ad una ragazza della mia età, ci stiamo frequentando.

Prima le orge così come l'uso di sostanze stupefacenti sembrano entusiasmare il giovane John ma alla fine il protagonista sembra uscire da un incubo...
L'incubo era pure la paura di non conoscere cosa significassero le visioni che aveva. Le orge e l'uso di sostanze sono un'avventura ma anche un rischio: rimanere perpetuamente in questo stato di baldoria adolescenziale creando delle barriere fra lui e la realtà. L'uso delle droghe è palesemente negativo e distruttivo, ma i giovani non le usano perchè cercano la distruzione, le usano perchè rappresentano una distrazione. John vuole toccare tutto rimanendo immune,la verità che ha sempre tenuto dentro è che in fondo era una persona debole e insicura e credeva che certe esperienze potessero dargli una sicurezza interiore.

Sono le visioni che lo accompagnano per tutto il libro a "salvarlo". E' la sua coscienza a dar vita a quelle situazioni? E possiamo parlare anche di 'fede'?
Non proprio, è qualcuno che si sta servendo di lui per uno scopo. Io credo che se si morisse senza aver portato a termine qualcosa di importante ci porteremmo dietro una sete e una rabbia tale da permetterci di comunicare con il mondo terreno.

Qual è il tuo rapporto con la fede. Il libro sembra contenere una critica alla Chiesa..
Io credo in Dio, in qualcosa che ha creato la terra, l'universo. Non so se è lo stesso Dio che mi presenta la Chiesa, non penso. Il mio Dio non terrorizza, è transigente e non è, come potrebbe sembrare, un Dio costruito a mio piacimento, ha scritto in ognuno un principio per farci muovere intelligentemente nel mondo. Non sono tanto d'accordo con le parole che spesso pronunciano gli ecclesiastici: condannano, giudicano le scelte delle persone, parlano in nome di Dio quando Dio non ha mai parlato, fanno riferimento alla Bibbia, ai Vangeli che sono stati scritti da uomini. La Chiesa vuole sofferenza, condanna ogni forma di piacere, come se la capacità di provare piacere fosse una punizione data da Dio. Non reputo persone di fede chi si piange addosso, chi intende fare del bene soltanto recitando preghiere in un luogo di culto. Ci sono anche dell'eccezzioni, chi ha davvero aiutato il prossimo. Avere fede significa credere in quello si fa.

Frequenti ancora il liceo classico. Che rapporto hai con la scuola? Sei soddisfatto dell'attuale programma scolastico?
Frequento l'ultimo anno, mi trovo bene pur se è un ambiente che non mi piace molto, c'è chi fa il signorotto capitalista e chi il rivoluzionario: atteggiamenti!
Del programma scolastico sono soddisfatto, del sistema della scuola no. Poi per quanto riguarda le ultime riforme proposte da Fioroni non sono totalmente d'accordo. Si parla anche di dare più soldi alla scuola privata. Io sono in una scuola dove mancano le porte nei bagni, i riscaldamenti non vengono accesi, se li accendono è uno spreco di energia perchè non riscaldano minimamente l'ambiente, si deve stare attenti perfino a non graffiarsi con i chiodi arruginiti dei banchi. Spero che in futuro, per gli altri, vi siano scuole più decorose, che la preparazione non sia finalizzata soltanto al voto, che sia una scuola accessibile a tutti, con i testi scolastici dati dallo Stato, attività di recupero pomeridiane, più iniziative e maggior tempo libero da dare agli studenti perchè possano dedicarsi ad altri interessi.

Hai un libro preferito che magari senti il bisogno di rileggere ogni tanto? E quale avresti voluto scrivere tra quelli letti?
Non potrei mai desiderare scrivere qualcosa di qualcun'altro, pure se parliamo di capolavori. Un libro che ho letto due volte è stato "Il libro dell'inquietudine" di Pessoa, solitamente ne voglio leggere così tanti che leggere un libro che conosco lo vedo come un torto.

Sei già al lavoro sul prossimo libro?
Sì, ma è ancora presto per dire cosa sarà.

redazione@gay.tv

“Senza rosa né celeste". Diario di una madre sulla transessualità della figlia”: di Mariella Fanfarillo, prefato da Cirinnà.

«Ho imparato a mie spese la differenza tra vedere e guardare: ora so che da sempre io vedevo mio figlio ma guardavo mia figlia».  È da...