sabato 30 luglio 2011

Processo lungo per Ruby e Mills, immunità per omofobi e Casta

Cara Europa, mentre il nostro ex sindaco Chiamparino chiede l’arresto per deputati e senatori se l’autorità giudiziaria lo ritenga indispensabile (superando così l’ultimo residuo dell’immunità parlamentare), il ministro previtiano della giustizia Nitto Palma inizia il suo mandato sostenendo la richiesta di Berlusconi di mettere il voto di fiducia sull’approvazione del processo lungo: cioè sulla possibilità per gli imputati eccellenti e ricchissimi come lui, che possono pagare eserciti di avvocati e scovare in ogni angolo del mondo testimoni a discarico, di allungare talmente i tempi del processo da far prescrivere i reati e uscire indenni dai delitti di cui sono imputati.
Nel processo Ruby, come ha detto Casson, Berlusconi può chiamare a testimoni tutte le p. di Milano. Intanto, l’Italia cattolica, che tace di fronte a questo scempio classista della giustizia, plaude alla scellerata eccezione di costituzionalità sollevata da Buttiglione più Udc- Pdl-Lega e cani sciolti contro la legge Soro-Concia, che voleva introdurre l’aggravante dell’omofobia nei delitti contro la persona, se la persona è sessualmente “diversa”. In meno di una settimana, dunque, e nel silenzio delle alte istituzioni e della cultura, l’Italia offre all’Europa e al mondo civilizzato questo barbaro ritorno all’assolutismo, cioè a codificare l’immunità per i ricchi e la ferocia per i deboli. E poi si lamentano quando qualcuno evoca la Bastiglia o Piazzale Loreto.
EDMONDO TESTA, MILANO

br>Caro Testa, tutto vero quel che lei scrive, ma non coinvolgerei Alte istituzioni e cultura nel silenzio dei vigliacchi. Il maggior quotidiano ha ospitato in prima pagina un duro articolo di Michele Ainis, professore di diritto costituzionale, che cominciava così: «Curioso: questo governo si è diviso su tutto, perfino sulle celebrazioni dell’unità d’Italia, ma ieri ha celebrato l’unità al suo interno in nome della purezza sessuale. Sicché, dopo un dibattito parlamentare in cui ne abbiamo sentite di tutti i colori (esempio: “Gay e pedofili per me pari sono”), dopo un appello inascoltato di Napolitano (il 17 maggio), la legge sull’omofobia va k.o. Doppiamente curioso: questa ritrovata unità sessual-politica, scocca all’insegna della Costituzione» (si riferisce alla pregiudiziale di costituzionalità di Buttiglione, che lei ricordava). Un filtro di costituzionalità «di cui sarebbe bene sbarazzarsi» – dice Ainis – tanto più che il giudizio finale spetta alla Corte.
In parlamento, invece, il filtro è sempre calcolo politico, si vota non per il contenuto della pregiudiziale ma in omaggio al fondamentalismo e agli ayatollah che pullulano da noi come nei paesi islamici e sono razzisti nei confronti degli omosessuali e indulgenti nei confronti dei pedofili, specie se di chiesa.
Sentimenti che si è cercato di nascondere dietro il principio del maggior favore che l’aggravante avrebbe stabilito in favore delle vittime omosessuali di violenza. Quasi non fosse stato necessario votare negli anni Cinquanta leggi a vantaggio degli ebrei come contraltare alle leggi razziali del fascismo (e all’antisemitismo perdurante nel paese).
Quasi che non sia stato necessario correggere la Costituzione per inserirvi norme di maggior difesa delle donne e affermare in modo eclatante le pari opportunità. Si tratta di un “diritto di favore” che non crea nuovi discrimini ma cura ferite e ripristina l’eguaglianza reale, oltre quella formale dichiarata nei testi.
Piuttosto vorrei sapere come votò sull’emendamento Buttiglione il neoministro della giustizia Nitto Palma; e se tra un voto gradito alla Curia ma non all’Unione europea, e una fiducia per approvare d’urgenza la legge sul processo lungo di Berlusconi, e una prossima pugnalata definitiva al testamento biologico, anche il ministro della giustizia, come quello del tesoro e come il presidente del consiglio non si troverà nella condizione di non potersi presentare ai suoi colleghi europei. Per vergogna.
E da chi sarà rappresentata questa Italia, dai nani e ballerine che sbavano in tv?
Di Federico Orlando

Fonte:http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/128407/processo_lungo_per_ruby_e_mills_immunita_per_omofobi_e_casta

La mappa delle destre xenofobe in Europa

Per xenofobia si intende una paura del diverso che sfocia spesso nel razzismo e nella discriminazione. Ma quali sono i partiti apertamente xenofobi in Europa? Sono tanti: in Inghilterra il BNP, British National Party ha mandato all’Europarlamento nel 2009 Nick Griffin e Andrew Brons, forte del 6,2% di voti conquistati. Ma sempre in UK ci sono anche UKIP ed EDL, il primo, United Kingdom Independence Party è più euroscettico e si rifà a un populismo di estrema destra, mentre la English Defence League è più orientata alla “difesa” del Regno Unito dalla “minaccia” islam.

In Francia non è una novità il FN, Front National, nazionalista: destra sociale xenofoba, nata nel lontano 1972. Ha avuto un leader-simbolo molto noto anche in Italia, Jean Marie Le Pen. Dal gennaio scorso la linea di potere è passata da lui alla figlia, Marine Le Pen, attuale segretario del FN. In Spagna la Falange Española y de las J.O.N.S. esiste dagli anni trenta del secolo scorso - anche se fu sciolta nel 1977 - di ispirazione neofascista, insieme al Movimiento Social Republicano, neo-franchista, sempre di estrema destra.

In Germania c’è il NPD, Nationaldemokratische Partei Deutschlands, ovvero Partito Nazionaldemocratico Tedesco, antieuro, anti tutto - immigrati, islam, resto del mondo… - non di recentissima fondazione - risale agli anni sessanta del secolo scorso - in deciso declino. E in Italia? Nella mappa pubblicata da l’Espresso ci sono tre forze politiche: una minuscola, la Gioventù Hitleriana dell’Alto Adige, che nel 2009 fu decimata da molti arresti, apertamente razzista e di ispirazione nazista. Poi c’è Forza Nuova. E poi sempre nella mappa pubblicata sul settimanale, la Lega Nord.

Fonte:http://www.polisblog.it/post/10925/la-mappa-delle-destre-xenofobe-in-europa

giovedì 28 luglio 2011

LEGGE OMOTRANSFOBIA: NON E' CAMBIATO NIENTE



pubblicata da Mirella Izzo il giorno mercoledì 27 luglio 2011 alle ore 20.04

E' davvero triste vedere lo spettacolo di un intero movimento LGBT impegnarsi in una battaglia persa per una leggina che ben poco avrebbe inciso nella vita reale e quotidiana del 99% delle persone gay, lesbiche, trans.

Certo vi era un valore simbolico ma neppure questo valore simbolico è passato.

E poi non ci si batte con tanta foga per un valore simbolico dimenticando le vere esigenze di un popolo (LGBT).

Ci sarebbero leggi per cui varrebbe la pena PERDERE in parlamento. Si perché è evidente che si perderebbe qualsiasi proposta di legge migliorativa dei diritti delle persone LGBTI (I è per intersessuati, di cui non frega un caxxo a nessun leader del movimento, talvolta anche trans) perderebbe in questo parlamento.

Bisogna dire che perderebbe anche in parlamenti paragonabili a quello di Prodi con gente come Dini o Mastella (domani potrebbero essere sostituiti da Casini).

Queste sono leggi che potrebbero passare in caso di un vero miracolo italiano. Cioè elezioni che diano la maggioranza dei voti a rifondaioli, radicali, un PD epurato dalle intrusioni vaticane, SEL, Futuro e Libertà, Italia dei Valori e - FORSE - quella cosa strana che si chiama... come si chiama più la propaggine politica di Rutelli? Ah si... API... "con API si vola" diceva una antica pubblicità di benzine.. per un voto trasversale vincente. Divago e questa volta non voglio farlo.

Quanta impotenza può avere accumulato una dirigenza LGBT in tanti anni dove non è riuscita a migliorare del 5% la vita di gay, lesbiche, trans, attraverso un atto politico, per arrivare a considerare questa leggina come fosse lo spartiacque tra la cittadinanza piena e la cittadinanza di serie B?

Ha un valore simbolico. Si è vero. Ma si va a perdere per proporre una legge per le aggravanti per i reati omotransfobici? Ho persino qualche dubbio che abbiano senso le aggravanti che non siano oggettivamente evidenti all'interno di ogni singolo processo... Faccio un esempio. Dove vale di più l'aggravante: dieci uomini armati che assalgono un etero disarmato per le sue idee politiche mentre porta i bambini all'asilo o un manipolo di skin-without-head che offende e tira uova a una coppia di gay con lo spray di peperoncino in tasca?

Sia chiaro, non dimentico la raffica di omicidi perpetrata contro gay e trans in questo periodo, specie a Roma. Io non posso dimenticarlo perché per 10 anni ho comunicato al sito internazionale del Transgender Day of Remembrance le vittime di omicidio transfobico avvenuto sul territorio italiano, nella solitudine più assoluta (nel senso che nessun* mi aiutava). Ma se siamo agli omicidi, al bullismo, alle offese gratuite, vuol dire che qualcosa di molto grande sta cambiando in peggio in Italia. Basta guardare i feminicidi (io preferisco chiamarli donnicidi), le violenze sessuali su persone con problemi di handicap mentale, gli orrori concessi dallo Stato a private aziende a gestire Lager per anziani malati (in genere di demenza senile), le carceri.. non riesco a nominare tutto. Non si può analizzare l'omotransfobia come un fenomeno a se stante.

E allora, dato che si perde, perché non perdere con dignità presentando VERE LEGGI che dimostrino in che paese viviamo.

Dove sono finite le battaglie per:

  • Il matrimonio anche omosessuale;
  • Il cambio di documenti alle persone trans senza pretendere in cambio, per obbligo, pezzi di carne sana chirurgicamente tagliata e modificata;
  • UNA LEGGE ANTIDISCRIMINAZIONE SUL LAVORO CHIARA ED EFFICACE CHE RECEPISCA LE VARIE DIRETTIVE EUROPEE PER TRANS E OMOSESSUALI (sono direttive diverse ma altrettanto chiare)
  • "porre fine all'abominio commesso sui bambini nati intersessuati che vengono sottoposti alla "cosiddetta normalizzazione" (assegnazione arbitraria ad un sesso o all'altro attraverso intervento di rettifica genitale durante l'infanzia, ovvero ben prima che si sviluppi, in un soggetto inter-sesso, la sua natura più maschile, più femminile o - perché no? - NEUTRA)

A dire il vero, sull'ultimo punto sbaglio a dire "dove è finita questa battaglia" perché non è mai iniziata e compare nei programmi dei Pride (non tutti) da Genova in poi dove io stessa proposi l'immissione di questa proposta che è la più importante dal punto di vista etico. Programmi di Pride che, è noto, sono carta straccia in quanto non indirizzati a nessuno in particolare (quindi nessuno deve rispondere alle istanze) e mancanti totalmente di ogni forma di "lotta" nel caso in cui le piattaforme fossero ignorate.

Tutta ARIA FRITTA. Questo è il movimento LGBT in Italia oggi, senza eccezione alcuna. Non faccio neppure l'eccezione di Crisalide Pangender perché non fa parte del movimento LGBT pur nella disposizione di collaborarvi qualora nascesse qualche iniziativa seria. Non la farei comunque vista la scarsa adesione ad un progetto, ad una visione delle problematiche di genere e orientamento sessuale che vada oltre le microidentità difese a spada tratta dei gay macho, dei gay effemminati, delle lesbiche butch, delle lesbiche femme, delle trans, dei trans, delle e dei trans nascoste/i o visbili, operate/i o non operate/i (e operate dove, quanto, con che riuscita...) ed altri infiniti microclan che, detto tra noi, spesso non si amano gran che l'uno con l'altro. Un'adesione aperta a tutti e chiunque perché una identità di genere e un orientamento sessuale lo abbiamo tutte e tutti. E sono individuali, non inseribili tutti questi "dati" nelle categorie, maschio, femmina, trans o etero/omo e.. toh.. bisessuale (che non è un orientamento a se stante).

Non viene, non sono pronti i tempi. Spero con tutto il cuore di riuscire a pubblicare BENE il Manifesto Pangender e Dintorni perchè aiuti a comprendere più persone e far riferimento a Crisalide o far aderire altre ass.ni alla visione (aperta) prevista nel Manifesto.

Per ora godiamoci questo tentativo di cambiare qualcosa per non cambiare niente... e per di più fallito.

Mirella Izzo

P.S.: so che da molto tempo le leadership LGBT non mi leggono più e sono ben felici d'essersi tolte dalle ovaie/palle una "contestazione radicale" al movimento, ciononostante mi scuso con eventuali lettrici/tori appartenenti al movimento per essersi dovute/i leggere cose già scritte decine di volte nelle liste del "movimento LGBT" prima che ne uscissi

Fonte:http://www.facebook.com/notes/mirella-izzo/legge-omotransfobia-non-e-cambiato-niente/10150262283924293

mercoledì 27 luglio 2011

Niente legge anti-omofobia… Ecco i nomi di chi è contro di noi.



Le parole arrabbiate sono quelle Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, che (come noi) proprio non digerisce la bocciatura della legge anti-omofobia presentata in parlamento. Ma ecco tutti i nomi di chi è contro la nostra minoranza.

La bocciatura della legge contro l’omofobia di oggi e’ un atto vergognoso di questo Parlamento, che pone chi l’ha votata fuori dal dettato Costituzionale. Per la seconda volta i partiti anti-gay affossano un provvedimento utile per contrastare le discriminazioni e si coprono di ridicolo verso l’Europa e il resto dell’Occidente. La comunita’ lesbica, gay e trans rispondera’ non ammainando le bandiere e, in occasione delle prossime elezioni politiche, lavoreremo per un vero e proprio boicottaggio di quei parlamentari che hanno votato a favore delle pregiudiziali di costituzionalita. Il rischio concreto per chi, come noi, opera attivamente contro l’omofobia sui territori e nelle citta’, in particolare nelle grandi aree metropolitane, e’ che questa decisione possa passare nell’opinione pubblica come una resa della politica di fronte a fenomeni violenti e discriminatori come l’omofobia che, invece, hanno bisogno della massima attenzione e di decisioni politiche concrete che non isolino e lascino soli anche i sindaci, gli amministratori locali e le associazioni impegnate sul territorio”.

Parole chiarissime. Se è vero che omosessuali ed eterosessuali sono equiparati e questo decreto discriminerebbe gli etero, perchè non vengono legittimati matrimoni e adozioni gay?

Intanto ecco l’elenco dei 293 deputati che hanno dichiarato di considerare la legge contro l’omofobia incostituzionale, oltre ai 21 astenuti fra cui, il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna.

VOTI FAVOREVOLI ALLE PREGIUDIZIALI DI INCOSTITUZIONALITÀ:

ABELLI (Pdl)
ADORNATO (UDC)
ALESSANDRI (Lega)
ALFANO GIOACCHINO (Pdl)
ALLASIA (Lega)
ANTONIONE (Pdl)
APREA (Pdl)
ARACRI (Pdl)
ARACU (Pdl)
ARMOSINO (Pdl)
ASCIERTO (Pdl)
BACCINI (Pdl)
BALDELLI (Pdl)
BARBIERI (Pdl)
BECCALOSSI (Pdl)
BELCASTRO (Popolo e territorio)
BELLOTTI (Pdl)
BERARDI (Pdl)
BERNARDO (Pdl)
BERNINI (Pdl)
BERRUTI (Pdl)
BERTOLINI (Pdl)
BIANCOFIORE (Pdl)
BIANCONI (Pdl)
BIASOTTI (Pdl)
BIAVA (Pdl)
BINETTI (UDC)
BITONCI (Lega)
BOCCIARDO (Pdl)
BONCIANI (Pdl)
BONINO (Lega)
BONIVER (Pdl)
BOSI (UDC)
BRAGANTINI (Lega)
BRANCHER (Pdl)
BRUNETTA (Pdl)
BRUNO (Pdl)
BUONANNO (Lega)
BUTTIGLIONE (UDC)
CALABRIA (Pdl)
CALDERISI (Pdl)
CALEARO CIMAN (Popolo e territorio)
CALGARO (UDC)
CALLEGARI (Lega)
CAPARINI (Lega)
CAPITANIO SANTOLINI (UDC)
CARRA ENZO (UDC)
CASINI (UDC)
CASSINELLI (Pdl)
CASTELLANI (Pdl)
CASTIELLO (Pdl)
CATANOSO (Pdl)
CATONE (Popolo e territorio)
CAVALLOTTO (Lega Nord)
CECCACCI RUBINO (Pdl)
CENTEMERO (Pdl)
CERONI (Pdl)
CESA (UDC)
CESARIO (Popolo e territorio)
CESARO (Pdl)
CHIAPPORI (Lega Nord)
CICCANTI (UDC)
CICCHITTO (Pdl)
CICCIOLI (Pdl)
CIRIELLI (Pdl)
COLUCCI (Pdl)
COMAROLI (Lega)
COMMERCIO (MISTO)
COMPAGNON (UDC)
CONSIGLIO (Lega)
CONTE GIANFRANCO (Pdl)
CONTENTO (Pdl)
CORSARO (Pdl)
COSENTINO (Pdl)
COSENZA (Pdl)
COSTA (Pdl)
CRISTALDI (Pdl)
CROSETTO (Pdl)
CROSIO (Lega Nord)
DAL LAGO (Lega)
D’AMICO (Lega)
D’ANNA (Popolo e territorio)
DE ANGELIS (Pdl)
DE CAMILLIS (Pdl)
DE CORATO (Pdl)
DELFINO (UDC)
DELL’ELCE (Pdl)
DEL TENNO (Pdl)
DE NICHILO RIZZOLI (Pdl)
DE POLI (UDC)
DESIDERATI (Lega)
DI CAGNO ABBRESCIA (Pdl)
DI CATERINA (Pdl)
DI CENTA (Pdl)
DIMA (Pdl)
DIONISI (UDC)
D’IPPOLITO VITALE (Pdl)
DISTASO (Pdl)
DI VIRGILIO (Pdl)
DI VIZIA (Lega)
DOZZO (Lega)
DUSSIN GUIDO (Lega)
DUSSIN LUCIANO (Lega)
FAENZI (Pdl)
FARINA RENATO (Pdl)
FAVA (Lega)
FEDRIGA (Lega)
FOGLIATO (Lega)
FOLLEGOT (Lega)
FONTANA GREGORIO (Pdl)
FONTANA VINCENZO ANTO. (Pdl)
FORCOLIN (Lega)
FORMICHELLA (Pdl)
FOTI TOMMASO (Pdl)
FRASSINETTI (Pdl)
FRATTINI (Pdl)
FUCCI (Pdl)
FUGATTI (Lega)
GALATI (Pdl)
GALLETTI (UDC)
GARAGNANI (Pdl)
GAROFALO (Pdl)
GERMANA’ (Pdl)
GHIGLIA (Pdl)
GIACOMONI (Pdl)
GIAMMANCO (Pdl)
GIANNI (Popolo e territorio)
GIBIINO (Pdl)
GIDONI (Lega)
GIORGETTI GIANCARLO (Lega)
GIRLANDA (Pdl)
GIRO (Pdl)
GOISIS (Lega)
GOTTARDO (Pdl)
GRIMOLDI (Lega)
HOLZMANN (Pdl)
IANNACCONE
IANNARILLI (Pdl)
IAPICCA (Pdl)
ISIDORI (Lega)
LABOCCETTA (Pdl)
LAFFRANCO (Pdl)
LAINATI (Pdl)
LA LOGGIA (Pdl)
LANDOLFI (Pdl)
LANZARIN (Lega)
LAZZARI (Pdl)
LEHNER (Popolo e territorio)
LEONE (Pdl)
LIBE’ (UDC)
LISI (Pdl)
LO MONTE (MISTO)
LORENZIN (Pdl)
LUNARDI (Pdl)
LUPI (Pdl)
LUSETTI (UDC)
LUSSANA (Lega)
MAGGIONI (Lega)
MALGIERI (Pdl)
MANCUSO (Pdl)
MANTOVANO (Pdl)
MARINELLO (Pdl)
MARINI GIULIO (Pdl)
MARMO (Popolo e territorio)
MARSILIO (Pdl)
MARTINELLI (Pdl)
MARTINI (Lega)
MARTINO ANTONIO (Pdl)
MAZZOCCHI (Pdl)
MAZZONI (Pdl)
MAZZUCA (Pdl)
MELONI (Pdl)
MENIA (FLI)
MEREU (UDC)
MERLO RICARDO ANTONIO (UDC)
MIGLIORI (Pdl)
MILANESE (Pdl)
MILO (Popolo e territorio)
MINARDO (Pdl)
MINASSO (Pdl)
MISITI (MISTO)
MISTRELLO DESTRO (Pdl)
MISURACA (Pdl)
MOFFA (Popolo e territorio)
MOLES (Pdl)
MOLGORA (Lega)
MOLTENI LAURA (Lega)
MOLTENI NICOLA (Lega)
MONDELLO (UDC)
MONTAGNOLI (Lega)
MOSELLA (MISTO)
MOTTOLA (Popolo e territorio)
MUNERATO (Lega)
MURGIA (Pdl)
MUSSOLINI (Pdl)
NAPOLI OSVALDO (Pdl)
NARO (UDC)
NASTRI (Pdl)
NEGRO (Lega)
NICOLUCCI (Pdl)
NIZZI (Pdl)
NOLA (Popolo e territorio)
OCCHIUTO (UDC)
ORSINI (Popolo e territorio)
PAGANO (Pdl)
PALMIERI (Pdl)
PALUMBO (Pdl)
PANIZ (Pdl)
PAOLINI (Lega)
PARISI MASSIMO (Pdl)
PAROLI (Pdl)
PASTORE (Lega)
PECORELLA (Pdl)
PELINO (Pdl)
PEPE ANTONIO (Pdl)
PEPE MARIO (MISTO)
PESCANTE (Pdl)
PETRENGA (Pdl)
PEZZOTTA (UDC)
PIANETTA (Pdl)
PILI (Pdl)
PINI (Lega)
PIONATI (Popolo e territorio)
PISO (Pdl)
PITTELLI (Pdl)
PIZZOLANTE (Pdl)
POLI (UDC)
POLIDORI (Popolo e territorio)
POLLEDRI (Lega)
PORCU (Pdl)
PORFIDIA (Popolo e territorio)
PROIETTI COSIMI (FLI)
PUGLIESE (Pdl)
RAINIERI (Lega)
RAMPELLI (Pdl)
RAO (UDC)
RAVETTO (Pdl)
RAZZI (Popolo e territorio)
REGUZZONI (Lega)
REPETTI (Pdl)
RIVOLTA (Lega)
ROCCELLA (Pdl)
ROMELE (Pdl)
RONDINI (Lega)
ROSSI LUCIANO (Pdl)
ROSSI MARIAROSARIA (Pdl)
ROSSO (Pdl)
RUGGERI (UDC)
RUVOLO (Popolo e territorio)
SALTAMARTINI (Pdl)
SAMMARCO (Pdl)
SANTELLI (Pdl)
SARDELLI (Popolo e territorio)
SAVINO (Pdl)
SCALERA (Pdl)
SCANDEREBECH (UDC)
SCAPAGNINI (Pdl)
SCELLI (Pdl)
SILIQUINI (Popolo e territorio)
SIMEONI (Pdl)
SIMONETTI (Lega)
SISTO (Pdl)
SOGLIA (Popolo e territorio)
SPECIALE (Pdl)
STAGNO D’ALCONTRES (Pdl)
STANCA (Pdl)
STASI (Popolo e territorio)
STRADELLA (Pdl)
STUCCHI (Lega)
TADDEI (Popolo e territorio)
TASSONE (UDC)
TESTA NUNZIO FRANCESCO (UDC)
TESTONI (Pdl)
TOCCAFONDI (Pdl)
TOGNI (Lega)
TORAZZI (Lega)
TORRISI (Pdl)
TORTOLI (Pdl)
TOTO (FLI)
TRAVERSA (Pdl)
VALDUCCI (Pdl)
VALENTINI (Pdl)
VANALLI (Lega)
VELLA (Pdl)
VENTUCCI (Pdl)
VERDINI (Pdl)
VESSA (Pdl)
VIGNALI (Pdl)
VITO (Pdl)
VOLONTE’ (UDC)
ZACCHERA (Pdl)
ZINZI (UDC)

DEPUTATI ASTENUTI SULLE PREGIUDIZIALI DI INCOSTITUZIONALITÀ:

ABRIGNANI (Pdl)
BARANI (Pdl)
BERGAMINI (Pdl)
CARFAGNA (Pdl)
CARLUCCI (Pdl)
CAZZOLA (Pdl)
CICU (Pdl)
DE GIROLAMO (Pdl)
DE LUCA (Pdl)
FALLICA (Pdl)
FORMISANO ANNA TERESA (UDC)
GAVA (Pdl)
GOLFO (Pdl)
NIRENSTEIN (Pdl)
PISACANE (Popolo e territorio)
ROMANI (Pdl)
RUSSO PAOLO (Pdl)
SCAJOLA (Pdl)
SCANDROGLIO (Pdl)
TERRANOVA (Pdl)
URSO (MISTO)

Importante anche la dichiarazione di Adriano Bartolucci Proietti (GAYCS): “GAYCS – dipartimento LGBT di AICS – alla luce di quanto accaduto durante l’Assemblea di Montecitorio per l’approvazione della legge contro l’omofobia, esprime forte sdegno e incredulità alla lettura dei risultati delle votazioni alla Camera. Incostituzionale per i 293 “si” che hanno votato a favore dei pregiudiziali della norma; la proposta di legge contro ogni discriminazione subisce un ulteriore, incivile colpo basso. Indubbiamente questo è un gigantesco passo indietro che relega l’Italia all’ultimo posto in Europa per quanto riguarda i diritti civili. Nonostante l’esponenziale aumento di episodi violenti e attacchi premeditati contro la comunità LGBT, la Camera ha perso un’occasione clamorosa di imporre un argine a questa deriva sociale e culturale. Un faticoso dialogo tra Istituzione e Associazioni che, nonostante i buoni propositi e le tante parole di interesse da parte del Governo, non trova poi sbocchi concreti”.

GAYCS, in prima linea nella lotta alla discriminazione sessuale e di genere, conferma il disagio nell’apprendere che la politica italiana è ancora immobile su vecchi retaggi culturali e stenta ad imporsi come massima espressione di socialità e convivenza nella realtà Europea.

Fonte:http://www.tuttouomini.it/niente-legge-anti-omofobia-boicottiamo-le-prossime-elezioni/22394/

Addio Giò Stajano, prima trans dichiarata d'Italia



Giò Stajano è morta oggi a Lecce all’età di 79 anni. Era ricoverata da tempo in una casa di riposo. Icona trans della Dolce vita, prese parte al capolavoro felliniano (fu tagliata al montaggio per dissapori col regista ma le sue scene sono state reintegrate nell’edizione in dvd) e pare che ispirò la celebre scena del bagno di Anita Ekberg nella fontana di Trevi anticipandola dal vivo in quella di Piazza di Spagna. Attrice, giornalista e scrittrice, divenne la trans più famosa d’Italia dopo la pubblicazione, nel 1959, del libro autobiografico "Roma Capovolta", sequestrato perché contrario alla morale pubblica, come i successivi "Meglio l’uovo oggi" e "Roma erotica". Nata nella salentina Sannicola, all’anagrafe si chiamava Gioacchino Stajano Starace ed era il nipote di un gerarca fascista collaboratore di Mussolini.

Gay.it - Addio Giò Stajano, prima trans dichiarata d'Italia Dopo il cambio di sesso negli anni ’80, a Casablanca, adottò il nome di Maria Gioacchina e si ritirò in un convento piemontese.
Una delle sue ultime apparizioni pubbliche risale al 2009, quando presentò al Festival Glbt torinese "Da Sodoma a Hollywood" l’autobiografia "Pubblici scandali e private virtù" scritta insieme a Willy Vaira.
"Da anni non stava tanto bene e ultimamente non si curava molto - ci spiega Giovanni Minerba, direttore del Togay -. L’avevamo già aiutata tre anni fa portandola d’emergenza dal medico. Io avevo realizzato vent’anni fa con Ottavio Mai il documentario "Il fico del regime". Parte del film l’avevamo girato in casa sua e nella villa di famiglia e del nonno gerarca. Giò Stajano rappresentava un momento importante del movimento gay, quando ancora il movimento gay non esisteva: con il suo essere presente, senza nascondersi, col suo lavoro di giornalismo su "Men" ha aperto la realtà omosessuale a tanti gay.

Gay.it - Addio Giò Stajano, prima trans dichiarata d'Italia Si definiva ‘la mamma del movimento gay’ mentre Angelo Pezzana, polemico perché Giò non aveva mai fatto attivismo, diceva che piuttosto ‘era la pronipote’. Una delle sue massime era “quanto la società ti condanna, basta solo un po' di coraggio per essere favolose”. Aveva il coraggio di andare a toccare le gerarchie romane senza esclusione. Era anche pittrice: negli anni '60 fece una mostra il cui catalogo aveva la prefazione firmata Federico Fellini. Anche al cinema aveva lavorato con Fellini, Freda, Tognazzi: non era certo l’ultima arrivata".


di Roberto Schinardi
Fonte:http://www.gay.it/channel/attualita/32185/Addio-Gio-Stajano-prima-trans-dichiarata-d-Italia.html

Torna il Gender DocuFilm Fest




Si terrà dal 25 al 27 agosto la seconda edizione del Gender DocuFilm Fest, il festival interamente dedicato ai documentari sulle diverse identità di genere diretto dal critico cinematografico Giona A. Nazzaro, anche quest'anno posizionato all’interno del Gay Village di Roma, presso il Parco del Ninfeo.

Saranno sette le opere selezionate in concorso, in anteprima europea e italiana, che affronteranno il tema dei ruoli sessuali in chiave culturale. La vetrina internazionale della seconda edizione del Gender DocuFilm Fest racconta la più stringente attualità, proponendosi come contenitore d’idee e come luogo di confronto sulle prospettive e innumerevoli problematiche concernenti l’identità di genere.
Il Festival offre un panorama ad ampio raggio sul genere cinematografico del documentario per una nuova prospettiva sull'identità di genere, mostrandone le diverse sfaccettature e la sua sempre rinnovata capacità di raccontare la realtà dei vari angoli del mondo, proponendo immagini di popoli e paesi, ritratti di uomini e donne lontane, storie di passioni di persone comuni.

“Il festival ha selezionato – ha detto Nazzaro – sette anteprime nazionali ed europee su storie di vita che indagano gli aspetti emotivi, sociali, culturali e dedicate ai complessi significati della sessualità e dell'identità di genere”. “Il documentario informa – spiega Nazzaro - senza piegarsi alla logica del format televisivo, raccontando tutte le sfumature con libertà di espressione”.

Per informazioni e per il calendario dettagliato delle proiezioni basta visitare il sito www.genderdocufilmfest.org

"Angeli nel braccio della morte"firmato da Alessandro Golinelli.

Confesisone Reporter puntata andata in onda il 19 luglio 2011 in seconda serata su Italia 1 si intitola "Angeli nel braccio della morte" ed è firmato da Alessandro Golinelli. Lo scrittore ha raccolto una testimonianza importante e allo stesso tempo terribile sulle torture e sulle condanne a morte di ragazzi, giovanissimi in Iran e in Afghanistan.

La death list, l’elenco della morte strozza il cuore, a piccoli nodi vigliacchi. Ayaz Marhoni, 17 anni, giustiziato il 19 giugno 2005; Mahrud Ascar, 16 anni giustiziato il 19 luglio 2005; Delara Darabi (bellissima nel suo velo), 17 anni, giustiziata l’1 maggio 2005...La denuncia di più di 143 ragazzi - molti minorenni - torturati e impiccati dai regimi islamici per “reati” legati al sesso nasce dalla fatalità. Navigando sul web Golinelli scopre il caso Ebrahim Hamidi giovane iraniano oggi 21 anni “contemned to stoning”, condannato alla lapidazione per ben tre volte. Denunciato perchè durante una rissa avrebbe tentato di violentare il rivale. Ebrahim, tra l’altro non è neanche gay; e l’unica prova dell’accusa sarebbe il fatto che l’accusatore aveva “i calzoni slacciati 20 centimetri sotto la cintura”. Non ci sono commenti. Il racconto scorre sgranato, incalzante su testimonianze di Amnesty International, lapidazioni autentiche estratte da Youtube e scene d’odio cocente, urticanti alla vista.In studio Stella Pende rafforza l’appello a non dimenticare Ebrahim Hamidi e tutti gli adolescenti omosessuali condannati a morte per aver cercato la libertà di essere se stessi.

Il primo racconto e la storia di due donne prive di gambe ma in grado “di volare” sulla loro determinazione. Per vedere il reportage Qui; http://www.video.mediaset.it/video/confessione_reporter/full/236238/angeli-nel-braccio-della-morte.html

Applicata poco e male la Convenzione ONU sulla discriminazione delle donne

(di Simona Lancioni*)

A trent'anni dell’entrata in vigore della Convenzione ONU sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW), è uscito il "Rapporto Ombra" sull'implementazione della stessa nel nostro Paese. Un documento denso di analisi e di proposte, nel quale la specificità femminile è coniugata anche in funzione di altre diversità: immigrate, lesbiche, disabili, donne Rom e Sinte, carcerate, prostitute, tossicodipendenti, anziane ecc. Uno strumento di controinformazione offerto dalla società civile, per dire che in Italia, sino ad oggi, la Convenzione CEDAW è stata applicata poco e male


Il 18 dicembre 1979 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottava la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination Against Women - CEDAW), che entrò in vigore il 3 settembre 1981 e che è stata ratificata da 186 Stati, tra i quali anche l'Italia (Legge 132 del 14 marzo 1985).
Essa si compone di un preambolo e di trenta articoli che individuano ambiti specifici di discriminazione e indicano gli strumenti di rimozione della stessa. Ci si riferisce in particolare alle discriminazioni che limitano la partecipazione della donna alla vita pubblica e lavorativa, nonché ai processi decisionali politici, familiari e personali. La Convenzione mira anche a contrastare la violenza di genere e a superare gli stereotipi che associano agli uomini e alle donne ruoli predefiniti all'interno della famiglia e della società. Gli Stati che l'hanno sottoscritta sono impegnati a presentare, con cadenza quadriennale, una relazione sui risultati raggiunti.

In occasione dei trent'anni dall'entrata in vigore di questo importante accordo internazionale, è stato pubblicato il Rapporto Ombra sull'implementazione della Convenzione in Italia, sottoposto proprio nei giorni scorsi all'esame del Comitato per l'applicazione della CEDAW, a New York, presso le Nazioni Unite. Tale testo è stato elaborato dalla piattaforma italiana "Lavori in corsa: 30 anni CEDAW", mentre la redazione è stata curata da Barbara Spinelli.
Partendo dunque dall'analisi di un rapporto presentato dal Governo Italiano nel 2009, il gruppo di lavoro ne ha redatto un altro, che copre il periodo dal 2005 ad oggi e che, mettendo in rilievo le principali criticità che hanno influito sulla diffusione e l'applicazione della Convenzione in Italia, si propone anche come uno strumento di controinformazione realizzato da oltre cento organizzazioni della società civile.
Uno dei tratti distintivi di questo documento è il fatto che le discriminazioni nei confronti delle donne vengono analizzate anche in relazione ad altre specificità: migranti, Rom e Sinte, disabili, carcerate, prostitute, anziane, lesbiche, transessuali ecc.

In una scheda di sintesi la stessa Spinelli spiega: «Il giudizio complessivo nei confronti dell'attività dei Governi che si sono succeduti in questi anni è critico: poco è stato fatto a livello strutturale per combattere gli stereotipi sessisti e i pregiudizi di genere, che "minano alla base la condizione sociale delle donne, costituiscono un impedimento significativo alla attuazione della Convenzione, e sono all'origine della posizione di svantaggio occupata dalle donne in vari settori, compreso il mercato del lavoro e la vita politica e pubblica" (Raccomandazione n. 25/2005 del Comitato CEDAW all'Italia)» [grassetti nostri, N.d.R.].
Sono tanti gli aspetti presi in esame nel Rapporto Ombra e, per ciascuno di essi sono state state elaborate specifiche Raccomandazioni. Vediamone una sintesi.

Il testo invita a colmare alcune lacune legislative, introducendo una definizione di discriminazione che non prenda in considerazione solo il sesso, ma anche il genere e l'orientamento sessuale. Propone specifiche azioni volte a far conoscere e divulgare la Convenzione e a promuovere una maggiore partecipazione della società civile. Suggerisce alcuni miglioramenti della disciplina antidiscriminatoria, con particolari accorgimenti per le donne migranti. Individua misure volte a superare le attuali criticità nel funzionamento del sistema delle Pari Opportunità e promuove l'istituzione di un organismo indipendente di monitoraggio e tutela dei Diritti Umani. Promuove l'elaborazione di una normativa sugli stereotipi di genere lesivi dei diritti delle donne e delle bambine, che imponga linee guida di genere alle quali i media, le aziende e le agenzie pubblicitarie siano tenute a conformarsi. Raccomanda la raccolta e la diffusione di dati relativi allo sfruttamento sessuale delle donne (tratta e prostituzione), nonché altre misure tese a prevenire e contrastare questo fenomeno.
Azioni specifiche vengono inoltre proposte per quel che concerne: la rappresentanza delle donne nella vita pubblica e politica e negli organismi nazionali e internazionali; la discriminazione delle donne straniere nell'acquisizione della cittadinanza, l'accesso all'istruzione pubblica, gratuita e di qualità per cittadine, straniere, Rom, Sinte e disabili, l'inserimento obbligatorio nei piani di studio dell'educazione alla salute sessuale e riproduttiva; le politiche occupazionali (con specifico riferimento alle esigenze di conciliazione vita/lavoro, agli ammortizzatori sociali, alla parità di retribuzione, alla tutela della salute e della sicurezza delle donne lavoratrici, alla promozione del lavoro delle donne disabili e di quelle private della libertà personale); gli interventi in materia di salute (la promozione della medicina di genere, la prevenzione delle malattie femminili, i percorsi di accompagnamento alla maternità e post-parto, la procreazione assistita, le misure per donne anziane, straniere, tossicodipendenti, in carcere); i diritti economici e sociali (welfare familiare, pensioni, esclusione sociale, povertà, accesso al credito, partecipazione delle donne agli sport); la condizione delle donne che vivono nelle zone rurali (con specifica attenzione allo sfruttamento delle donne migranti nel settore agricolo); l'uguaglianza davanti alla legge; la non discriminazione nel matrimonio e nei rapporti familiari; la violenza di genere (sono considerati anche i casi particolari delle donne migranti, delle donne Rom e Sinte, delle prostitute, delle lesbiche, delle donne disabili, delle carcerate), il femminicidio e i matrimoni forzati.

Nel nostro Paese non c'è ancora una consapevolezza diffusa della disparità sociale, professionale, economica e culturale in cui versano le donne. Fornire dati e formulare proposte può contribuire a crearla e a spostare il fenomeno della discriminazione dei confronti delle donne dal comparto delle opinioni a quello dei fatti tangibili.
La circostanza, poi, che il Rapporto Ombra sia stato elaborato da soggetti, individuali e collettivi, della società civile aiuta a leggere in maniera critica sia l'informazione istituzionale, sia l'operato dei diversi Governi in questo ambito.
Infine, l'aver coniugato la specificità femminile con altre specificità è sicuramente un elemento di grande rilievo culturale.

Note e documentazione (tutte le pagine web indicate sono state visitate il 14 luglio 2011): Il testo del Rapporto Ombra sull'implementazione della Convenzione CEDAW in Italia è disponibile cliccando qui. La scheda di sintesi del Rapporto Ombra redatta da Barbara Spinelli è disponibile cliccando qui. Non c'è una "traduzione ufficiale" della Convenzione CEDAW. In rete se ne trovano varie. Quella pubblicata dall'AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) è disponibile cliccando qui. Ulteriori informazioni d'interesse possono essere reperite nei seguenti siti: Giuristi democratici per la CEDAW (cliccare qui) e Fondazione Pangea (cliccare qui).

*Intervento già apparso, con il titolo Rapporto Ombra sulla discriminazione della donna, nel sito del Gruppo Donne UILDM. Viene qui ripreso, con minimi riadattamenti, per gentile concessione del Coordinamento del Gruppo Donne UILDM.

Fonte:http://superando.eosservice.com/content/view/7724/112/

Europa: più leggi per proteggere transessuali da discriminazione e odio

Gli Stati europei devono introdurre leggi in grado di proteggere i transessuali dalla discriminazione e dall'odio di cui attualmente sono vittime, introducendo l'identità di genere come fattore nelle leggi anti discriminazione e l'odio tranfobico come aggravante per i reati commessi contro i transessuali. A chiederlo con forza è il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, nel suo ultimo intervento dedicato alle misure che devono essere attuate per garantire a tutti i cittadini dei 47 Stati membri dell'organizzazione paneuropea gli stessi diritti. Secondo Hammarberg sinora i governi hanno fatto troppo poco per salvaguardare i transessuali che sono ancora oggi vittime di gravi discriminazioni in tutti gli ambiti della loro vita quotidiana, sul lavoro, nell'accesso ai servizi sanitari, nelle attività ricreative, e nelle scuole dove il bullismo nei loro confronti è un fatto comune. Hammarberg sottolinea inoltre che uno studio condotto da Transgender Europe ha evidenziato che dal 2008 sono stati denunciati 41 omicidi di transessuali in dieci paesi del Consiglio d'Europa, tra cui l'Italia. Tuttavia nonostante questa stato di fatto, afferma il commissario, solo due paesi, Svezia e Scozia, hanno introdotto l'odio tranfobico come aggravante nel loro codice penale e solo 9 paesi del Consiglio d'Europa, Albania, Croazia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Montenegro, Serbia, Svezia e Regno Unito, hanno incluso esplicitamente l'identità di genere nella loro legislazione contro la discriminazione.

Fonte:http://www.unionesarda.it/Articoli/News/230160

martedì 26 luglio 2011

Omofobia: vittoria della parte più razzista, omofoba ed escludente della politica italiana".

Roma, 25 lug. - Ventidue mesi butatti via: la Camera ha affossato per la seconda volta la legge contro l'omofobia. Con 293 si', 250 no e 21 astenuti, l'Aula ha approvato le pregiudiziali di costituzionalita' presentate da Pdl, Lega e Udc.

"Oggi il Parlamento era chiamato a decidere se stare dalla parte dei violenti o delle vittime e ha scelto, almeno per una sua componente, di stare dalla parte dei violenti", ha commentato Concia gia' rassegnata in partenza.


ARCIGAY. DAL PARLAMENTO VIA LIBERA L’OMOFOBIA. DERIVA PERICOLOSISSIMA
(26/07/2011) -
L’approvazione delle pregiudiziali di costituzionalità e il conseguente affossamento della legge contro l'omofobia è l'ultimo oltraggio che una maggioranza fatta da uomini mediocri e di bassissimo profilo umano, politico e culturale ha voluto consapevolmente rivolgere alle persone lgbt e a tutto il Paese. L'Italia è stata spremuta senza pietà da questi mentecatti senza rispetto per la vita e i diritti della gente. Denunciamo all'Europa e al mondo civile che in Italia esiste un'autentica emergenza democratica e che in questo Paese una legge che tuteli le vittime dell'omofobia è definita dal Parlamento incostituzionale, mentre esponenti di primo piano di questa stessa maggioranza definiscono giuste e condivisibili le idee del mostro Breivik, l'assassino di Utoya. Questo Parlamento ha tradito la civiltà e la giustizia ed ha deciso di sostenere i violenti. Noi lo denunciamo all'opinione pubblica e chiediamo che l'Unione ci aiuti a fronteggiare questa pericolosissima avanzata di omofobia, xenofobia, razzismo che il Parlamento italiano ha deciso di legittimare ancora una volta, dicendoci di fatto che la violenza deve essere sopportata e che la discriminazione è il metro della convivenza nel nostro Paese.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay
Fonte:http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=62182&idsezione=1

sabato 23 luglio 2011

Addio Amy Winehouse

Amy Jade Winehouse nasce il 14 settembre 1983 a Enfield, Middlesex, Inghilterra, in una famiglia ebraica di padre di origine russa, un tassista, e di madre infermiera. Cresce a Southgate, Londra dove frequenta la Ashmole School. All'età di dieci anni fonda un gruppo rap amatoriale chiamato Sweet 'n' Sour, as Sour. Lo descrive come la versione bianca ed ebraica delle Salt-n-Pepa. A dodici anni frequenta la Sylvia Young Theatre School, ma a tredici viene espulsa perché non si applica e a causa di un piercing al naso. In seguito frequenta la BRIT School a Selhurst, Croydon.

Cresce ascoltando diversi tipi di musica (dalle Salt-n-Pepa a Sarah Vaughan) e riceve la sua prima chitarra a tredici anni. Inizia a cantare come professionista all'età di sedici anni, dopo che il suo amico e cantante soul Tyler James manda una sua demo ad un talent scout. Firma per la sua etichetta discografica attuale, la Island/Universal.



Musicalmente parlando per Amy Winehouse il vero debutto sulla scena risale al 2003 con l'album "Frank". Un enorme successo. Tante le influenze jazz e, salvo due cover, pezzi scritti tutti da lei. Il disco vola nelle classifiche inglesi quando nel 2004 viene nominato ai Brit Awards nelle categorie British Female Solo Artist e British Urban Act. E per Amy arrivano due dischi di platino oltre alla soddisfazione di aver venduto in totale 1 milione e mezzo di copie.


Il 27 ottobre 2006 viene pubblicato a livello mondiale l'album Back to Black, che in Inghilterra arriva alla vetta della UK Albums Chart in pochissime settimane. Negli USA l'album raggiunge la posizione numero 7º ed è un debutto molto alto per un disco di una cantante inglese nella Billboard 200.

Il singolo apripista ad aver anticipato l'uscita dell'album è Rehab, pubblicato il 23 ottobre 2006, che diviene un tormentone mondiale. Questa canzone parla del suo rifiuto di disintossicarsi dall'alcol e dalla droga. Il secondo singolo ad essere estratto dall'album è You Know I'm No Good, uscito l'8 gennaio 2007, che non raggiungerà mai la prima posizione della classifica pur ricevendo un giudizio favorevole dalla critica. Il terzo singolo è la title track dell'album che si intitola Back to Black e che viene pubblicato il 30 aprile 2007 riscuotendo il successo di Rehab, tanto da portare la Winehouse alla vittoria della categoria Artist Choice presente negli MTV Europe Music Awards 2007, tenuti a Monaco di Baviera il 1º novembre 2007. Il quarto singolo ad essere stato pubblicato, il 13 agosto 2007, è Tears Dry On Their Own che viene trasmesso con regolarità nelle radio ma senza diventare un tormentone come Rehab o Back to Black. Il quinto singolo pubblicato il 10 dicembre 2007 è Love Is a Losing Game. Il 10 febbraio 2008 vince cinque Grammy Award: tre per la canzone Rehab nelle categorie "Record of the Year", "Song of the Year" e "Best Female Pop Vocal Performance", uno nella categoria "Best New Artist" e uno per l'album Back to Black nella categoria "Best Pop Vocal Album".

La cantante si aggiudica così tre dei quattro premi più importanti e si allinea alle altre 4 cantanti che abbiano ottenuto un numero così elevato di riconoscimenti in un solo anno: Lauryn Hill, Alicia Keys, Norah Jones e Beyoncé.

Nel novembre 2010 la cantante ha annunciato un suo ritorno sulle scene musicali e sui palchi dei concerti nel 2011, che si sarebbero tenuti in Brasile.


Il 23 luglio 2011 Sky News ha rivelato che la cantante è stata trovata morta alle 16.30 nella sua casa di Camden Square, nel nord di Londra, in circostanze ancora da chiarire (le ipotesi riguardano soprattutto un'overdose di alcol, droga o entrambi, uniti in un cocktail)


Chi ha amato la voce e la musica di Amy Winehouse troverà la sua piccolissima consolazione nel sapere che da oggi anche l'interprete di Back To Black entra a far parte della mitica cerchia dei rocker morti a questa età, che annovera tra i suoi membri alcuni dei più straordinari e affascinanti artisti che si ricordino.
Il 3 luglio 1969, venne trovato affogato nella piscina della sua villa nell'Essex, in Inghilterra, Brian Jones, fondatore dei Rolling Stones. Tre anni dopo, lo stesso giorno, alla stessa età, morì Jim Morrison. Tra l'una e l'altra morte ce ne furono altre due eccellenti, tra settembre e ottobre 1970: Jimi Hendrix, da molti considerato il più grande chitarrista di tutti i tempi, morì soffocato dal vomito dopo aver ingerito una quantità massiccia di sonniferi. Una dose di eroina fu fatale per Janis Joplin, morta in un motel a Hollywood, Los Angeles. A distanza di molti anni, ma sempre nella fatale circostanza dei 27, è stata la volta di Kurt Cobain. Era il 1994 e il leader dei Nirvana si tolse la vita con un colpo di fucile nella sua casa di Seattle.(http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/07/23/foto/la_maledizione_del_27_prima_di_amy_molti_dei_grandi-19529783/1/) )

"Riposa Amy,riposa. Ora sei libera''.Ti ricorderemo attraverso la tua musica.

14 settembre 1983 a 23 luglio 2011

SE FOSSI DONNA...

pubblicata da Daniela D'Ortenzi il giorno venerdì 22 luglio 2011 alle ore 17.16

Un fatto odioso accaduto di recente ad una cara amica mi ha riportato alla mente a quanto fossi sciocca e giovane un tempo!

Quante volte mi son sentita dire dagli uomini" ah se fossi donna,ti sposerei!"

Addirittura un ex- moroso mi disse che se fossi stata donna avrebbe fatto di tutto per mettermi incinta e così incastrarmi per costringermi a sposarlo!? No dico vi rendete conto? Lì per lì ner rimasi addirittura lusingata, pensate voi che scema!?

O quando poi ti senti dire che "se avessi la vagina saresti davvero, davvero perfetta!". Ok io nn sarò perfetta forse, ma tu sei un emerito demente, e secondo me anche con qualche problemino da risolvere...

Trovo che questo attegiamento sia una totale mancanza di rispetto oltre che di delicatezza! Cosa significa che "sarei perfetta" ?! Io sono questa, dovrei già essere perfetta per come sono, no!? E se decidi di relazionarti a me, per attrazione fisica o sintonia di pensiero, i ma e i però nn dovrebbero farla da padrone.

Un tempo si che ero davvero giovane, poichè ci soffrivo come un cane; oggi a sentire che accade nuovamente e non solo a me, tutto qusto mi fa sorridere. Certo è un sorriso amaro, imbastito di rabbia forse, frustrazione a volte, ma forse con una consapevolezza maggiore di quel che sono e di quel che veramente voglio.

Fonte:http://www.facebook.com/notes/daniela-dortenzi/se-fossi-donna/224118384290062

venerdì 22 luglio 2011

Oh come sono romantica io!!!



Oh come sono romantica io... bello e simpatico questo video di un matrimonio gay.

Una clip musicale non ufficiale The Edge of Glory, di Lady Gaga, è stata pubblicata Venerdì ( 15) ed è talmente bella che ho deciso condividerla con voi. La clip mostra una scena di un matrimonio gay, la sua preparazione per la celebrazione, attraverso i ricordi della bella coppia.

Guarda qui sotto.


Buon fine settimana a tutti bacio.
Vanessa Mazza

Milano: assessore propone quote trans

Mentre la Giunta comunale di Milano approva le quote rosa, il consigliere radicale Marco Cappato spinge per le quote transessuali.

La giunta del comune di Milano ha appena approvato le quote rosa per tutte le società e gli enti amministrati dal Comune. D’ora in poi, è stato deciso, il 50% delle poltrone dei vari consigli d'amministrazione delle società comunali dovranno essere occupate da rappresentanti femminili. Secondo il capogruppo del Partito democratico Carmela Rozza l'approvazione di questa norma: "Rappresenta un segnale importante per tutte le donne di questo paese, un paese che si trova ancora in una posizione di assoluta arretrattezza per quanto riguarda uguaglianza e pari opportunità".
Il consigliere comunale del Partito Radicale Marco Cappato ha colto l'occasione per cercare di attirare l'attenzione su un'altra problematica grave. Per lanciare una sfida ai colleghi, Cappato ha provocatoriamente votato contro l’ordinanza in questione e proposto invece le "quote trans". Per il consigliere radicale il tema dell’integrazione delle persone transessuali e transgender è fondamentale e si chiede: "In che quota finirebbero le transessuali?". Una chiara provocazione, ma importante per rilanciare nel dibattito politico una questione centrale per il mondo lgbt. Le persone transessuali sono vittime ancora oggi di fortissime discriminazioni nel mondo del lavoro e nella società. Secondo Cappato: "Una presa di posizione del Comune sarebbe certamente un passo importante verso l’integrazione".

La destra all'opposizione ha subito colto la palla al balzo per agitare lo spauracchio gay. Dopo la “Milano invasa dai gay” per tutta la campagna elettorale, dopo le esternazioni dell’assessore della Lega Massimiliano Bastone che trovava “preoccupante” il patrocinio da parte del Comune al Gay Pride, in quest' occasione ha voluto comunicare il proprio “sgomento” - con le parole di un altro assessore leghista, Morelli, che ritiene inutile: “Perdere tempo su questi finti problemi.
Un provoacazione che mostra ancora una volta quanto siamo arretrati in questione di diritti umani e come lo zoccolo omofobo sia sempre più duro, anche in una giunta friendly come quella di Pisapia, che attendiamo al varco. Dopo le promesse elettorali ci aspettiamo tanto e per ora abbiamo visto solo un patrocinio.

Fonte:http://www.gay.tv/articolo/1/15129/Milano--assessore-propone-quote-trans

Brasile: San Paolo, Padre e figlio sono scambiati per coppia gay e aggrediti da un gruppo omofobo.




Un semplice gesto di affetto tra padre e figlio causa un pestaggio senza motivazione,
I due erano abbracciati quando sono stati circondati da sette uomini nelle prime ore del Venerdì (15) al Salone Industriale Agricola (EAPIC).

"Ci hanno chiesto se eravamo gay. Ho detto di no. Ho detto che, come possiamo essere gay se siamo padre e figlio. Però i ragazzi erano arrabbiati, no, sono gay si sono gay ", ha detto il autonomo di 42 anni, abitanti della cita di Vargem Grande do Sul.

Sono stati avvicinati con violenza, ricevendo calci e pugni. Il figlio ha riportato ferite minori e il padre è stato picchiato a sangue. "Quando ho cominciato a svegliarmi, ho sentito che urlavano, che avevo perso l' orecchio, dicevano che ho perso l' orecchio.

Una signora che lavorava nella tenda in cui l'aggressione ha avuto luogo ha testimoniato per la Polizia Civile. Ha parlato della violenza che a visto Venerdì. "Erano sopra di lui. Era loro intenzione quella di uccidere. Io non so cosa sia successo in quel momento, "ha detto.

Uno degli uomini sospettati di aver picchiato il padre e il figlio a São João da Boa Vista (216 km da San Paolo) per aver pensato che fossero una coppia gay è stato arrestato nel pomeriggio di Martedì (19) e ha confessato il coinvolgimento nel delitto. Dopo essere stato trattenuto per diverse ore alla stazione di polizia, è stato liberato perché il tribunale non ha accettato la richiesta di detenzione temporanea contro di lui.

Un altro sospetto è stato identificato dalla polizia ma non era stato localizzato Martedì. La polizia non ha rilasciato la loro identità ma risponderanno per il reato di aggressione aggravata (quando qualcuno ha intenzione di ferire un'altra persona). La sanzione prevista va da due a otto anni di carcere se condannato.

Il figlio di, 18 anni, aveva lesioni non gravi. E 'tornato a San Paolo, dove vive e studia e ha detto che aveva paura. La sua ragazza, che li ha accompagnati e era in bagno al momento dell'attacco, era indignata per tanta violenza. "E 'stato terribile. Non avrei mai immaginato di vedere una cosa cosi terribile con persone che conosco".

L'omofobia, è l'avversione per gli omosessuali, anche se non elencato come reato nel codice penale brasiliano, ma, oltre alle aggressioni, i giovani possono anche rispondere per discriminazione.

La Polizia Civile ha avviato un'indagine sul caso e dovrebbe ascoltare più testimoni.

Fonte:http://www.youtube.com/watch?v=69yNHKPx-68&feature=related

Ghana, emergenza gay. Autorità ordinano: "arrestarli tutti"

Nel paese africano parte la caccia alle streghe verso i gay. Il governatore della Regione del Ghana Occidentale, Paul Evans Aidoo (in foto), ha infatti ordinato l'arresto immediato di tutti gli omosessuali. L'autorità ha ordinato al Bureau of National Investigations, l'agenzia che si occupa del coordinamento delle forze dell'ordine, che si procedesse ad eseguire subito l'ordine impartito.

La decisione segue mesi di campagne di odio contro la pratica dell'omosessualità nel paese. Proprio ieri, il Christian Council of Ghana ha concluso la campagna d'odio invitando tutti i fedeli a non votare per i politici che credono nei diritti dei gay. "L'omosesualità è un abominio agli occhi di Dio - ha detto il leader della comunità cristiana - e inoltre contribuisce ad aumentare il tasso di malattie sessuali". "Non possiamo permetterci un prezzo così alto e distruggere il nostro futuro in nome dei diritti umani", è stata la conclusione del suo ragionamento.
Questa nuova ondata omofoba in Ghana complica ancora di più la difficile vita delle persone omosessuali in quella terra: in Ghana, infatti, le relazioni omosessuali maschili sono illegali e possono essere punite con il carcere, sebbene esista una certa tolleranza nelle città più grandi, come Accra o Kumasi.

"Il peggior criminale è colui che santifica la loro malvagità. E 'quello che si dice benedetto, perché è protetto sotto il tetto marcio delle religioni".


Fonte:http://www.gay.it/channel/attualita/32155/Ghana-emergenza-gay-Autorita-ordinano-arrestarli-tutti.html

Corte malese respinge la richiesta di modifica di Genere a una Trans

Un tribunale della Malesia ha respinto la richiesta di una donna transessuale che chiedeva che venisse riconosciuta formalmente il suo cambiamento di sesso nel suo certificato di nascita.

Nota come, Aleesha Farhana Abdul Aziz, nata di sesso maschile Mohamad Ashraf Hafiz Abdul Aziz, ha subito il cambiamento chirurgico di genere in Thailandia nel 2008.

Ha chiesto alla Alta Corte di Kuala Terengganu di riconoscere il suo cambiamento di genere formalmente nel suo certificato di nascita. La corte malese ha respinto la domanda per tre motivi: per i cromosoma di Aleesha, l'aspetto dei suoi genitali alla nascita e la mancanza di organi sessuali femminili interni.

Il suo avvocato ha detto.

"Ho paura per lei ... per le difficoltà che dovrà affrontare quotidianamente," l'avvocato Horley Isaacs ha detto . "Che sarà di questa persona adesso? "

'La corte non ha l'autorità di fare qualsiasi dichiarazione in merito al cambiò di sesso,' ha detto il giudice. 'Non c'è alcuna disposizione legale in questo paese che permetta un'applicazione del genere.'

Le transessuali da tempo affrontano il limbo legale nel paese di maggioranza musulmana, dove il cambio di sesso è bandito e le relazioni omosessuali sono considerate criminali. Le persone transessuali musulmane possono anche essere trascinate davanti alle autorità religiose e non solo, c'è anche la polizia.

Secondo l'avvocato di Aleesha solo due persone hanno presentato istanza di un cambiamento di sesso . Nel 2003 l'applicazione nel caso di JG v. Pengarah Jabatan Pendaftaran Negara ha avuto successo.

I tre criteri citati sopra, i fattori cromosomici, e fattori degli organi interni, sono stati descritti anche nei due casi precedenti. Un quarto criterio, il fattore psicologico, è stato dato meno peso, ma è stato considerato nel caso di v. JG caso Pengarah Jabatan Pendaftaran Negara.

Per ulteriori informazioni sulla storia del riconoscimento legale per le persone trans in Malesia, clicca qui.
please click here.
per saperne di più qui.

ACLU Sues Alaska Over Trans Driver’s License Case

U.N. Approves Resolution Against Anti-LGBT Discrimination

Transexual Woman Takes Marriage Fight to European Court of Human Rights


Fonte:http://www.care2.com/causes/malaysian-court-rejects-transexuals-gender-change-request.html

La lotta alle discriminazioni sessuali, tappa obbligata verso l’Europa | euronews, U talk

Questa settimana in Utalk una domanda formulata da Marko, originario della Serbia, attraverso internet:

“Vorrei sapere se la tutela dei diritti di gay e lesbiche puo’ essere una delle condizioni che la Serbia deve rispettare per entrare nell’UE…

Risponde Juris Lavrikovs, responsabile comunicazione dell’Associazione internazionale Gay, Lesbiche, Bisessuali e Trans:

“Beh, in breve la risposta alla domanda di Marko è sì, , la tutela dei diritti delle persone Lesbiche, gay, bisessuali e transessuali e’ uno dei requisiti fondanti per l’accesso nell’Unione europea.

Ma per rispondere in maniera piu’ completa va osservato che l’Unione europea dispone di una serie di criteri di base per tutti i paesi che vogliono aderire, essi sono chiamati “criteri di Copenaghen” e uno di questi criteri è la stabilità delle istituzioni che garantiscono la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e rispetto e, nel caso di specie, la tutela delle minoranze.

Così, ovviamente, le persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Trans non sono direttamente citate come tali nel criterio generale, ma – come abbiamo visto – il rispetto dei diritti umani e delle minoranze e’ menzionato e questo vale non solo per gli orientamenti sessuali delle persone, ma anche per la disabilità, l’appartenenza religiosa o la provenienza etnica.

L’Unione europea sta monitorando ogni singolo paese candidato all’adesione e ogni anno produce i cosiddetti “rapporti di avanzamento” per ciascun paese. La nostra associazione e l’Europa in Serbia hanno lavorato molto duramente per assicurarsi che le questioni delle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans vengano riconosciute e menzionate in questi reports.

E per esempio, il rapporto più recente a partire dal 2011 sulla Serbia ricorda, in particolare, i progressi che sono stati compiuti con riguardo alla libertà di riunione … quando il Governo serbo si è impegnato e ha assicurato che la prima parata dell’orgoglio delle persone Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans avesse luogo con una forte e adeguata protezione della polizia.

La Commissione europea ha inoltre citato e lodato la Serbia per l’introduzione di un’ottima legge anti-discriminazioni. Allo stesso tempo, ha osservato, nel suo rapporto periodico, che la legislazione di per sé non è sufficiente e ha incoraggiato il governo serbo a fare in modo che ci siano programmi educativi da attuare nell’immediato e che siano introdotte concrete misure a beneficio delle vittime di discriminazioni per poter concretamente applicare la legge esistente.

Fonte:http://it.euronews.net/2011/07/22/la-lotta-alle-discriminazioni-sessuali-tappa-obbligata-verso-l-europa/

Lo zoo di 105 di Mazzoli e Tamarreide accusati di omofobia. Mentre Google si schiera con i trans


22 lug 2011 —Di Giovanni Molaschi

Mentre radio e tv con programmi come lo Zoo e Tamarreide faticano ad emanciparsi dai rispettivi luoghi comuni, Internet decide di rispettare tutti i suoi utenti con speciali funzioni su Google+ e Google Chrome con Fox lancia un video contro l'omofobia.

Cambia la squadra ma non il gioco del capitano. Sette mesi dopo la fuga di WNA (acronimo di Wender, Paolo Noise e Fabio Alisei) da 105 Marco Mazzoli, storica voce dell'emittente, dimostra che il suo Zoo può infastidire anche senza i tre professionisti che lo hanno portato al successo. Attraverso Facebook lo speaker ha fatto sapere di essere stato criticato da un'ascoltatrice transessuale: "Vi faccio ridere: Un trans ci ha querelato per le battute di ieri in apertura!! Dicendo che siamo diseducativi!!! Noi???? Il mondo gira al contrario...". Poche ore dopo il messaggio è stato tolto dalla bacheca del sito per contenere i commenti omofobi degli ascoltatori del programma.

Dell'ascoltatrice che minacciava di querelare Mazzoli, precisano da 105, si sono perse le tracce. Sette giorni dopo l'episodio in radio non è arrivata nessuna diffida. La vicenda, di fatto, non è chiusa. In rete c'è chi propone il boicottaggio della trasmissione, che solo su Facebook conta un milione e 400mila fan, e chi dallo Zoo vorrebbe delle scuse ufficiali.

Il controllo dei contenuti trasmessi dai mass media è una questione annosa e mai risolta. Le stesse considerazioni elaborate dopo le battute di Mazzoli sono state fatte per Tamarreide, la docu-soup di Italia 1 ispirato al Jersey Shore di Mtv. Fiammetta Cicogna, conduttrice del programma, ha giustificato il linguaggio omofobo di uno dei concorrenti.

Mentre radio e tv faticano ad emanciparsi dai rispettivi luoghi comuni, internet decide di rispettare tutti i suoi utenti. Google ha deciso di non pubblicare i dati delle persone transessuali che vogliono essere su Google+. I navigatori che si iscriveranno al social network potranno evitare di specificare il proprio genere sessuale o quello in cui si riconoscono. L'azienda, da tempo, unisce la promozione dei nuovi progetti con campagne di sensibilizzazione glbtq. Per promuovere il browser Chrome aveva realizzato insieme a Fox uno spot contro il bullismo omofobico. Il video è stato trasmesso in una delle pause pubblicitarie di Glee, la serie tv gay-friendly per adolescenti.


Fonte:http://www.gqitalia.it/show/lifestyle/2011/7/105-lo-zoo-di-mazzoli-accusato-di-omofobia-google-si-schiera-con-i-trans

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