venerdì 30 marzo 2012

ANCHORAGE, Alaska - Gli oppositori dei diritti GLBT pubblicizzano un cartoon offensivo contro le transessuali.

In Anchorage, Alaska, si stanno preparando per votare un emendamento per una ordinanza comunale. Se approvata estenderebbe tutele giuridiche contro le discriminazione alle persone gay e transgender. Gli elettori devono ancora dire la loro, ma le polemiche sono già iniziate.

I sostenitori dell' ordinanza proposta di estendere la protezione giuridica contro la discriminazione alle persone gay e transgender in Anchorage chiedono a un gruppo di opposizione di ritirare una campagna pubblicitaria che dice che tutti sarebbero costretti ad assumere travestiti o verrebbero incarcerati. Dicono che l'annuncio è offensivo e fuorviante. Questa campagna che viene pubblicizzata nell' intento di non far passare la proposition 5.

Nella loro pubblicità video, una persona trans chiede lavoro in un asilo nido vieni raffigurata come un uomo che indossa un abito corto rosa, tacchi alti e rossetto. Il narratore dell'annuncio avverte che, se la prop. 5 Passa, poi "sarà illegale per Carol rifiutare di dare un lavoro a un travestito che vuole lavorare con bambini piccoli.


Nel secondo video, un altro annuncio che dichiara che una palestra locale, avrebbe dovuto "aprire lo spogliatoio delle donne a tutti coloro che affermano una identità femminile". Nella rappresentazione quella persona viene mostrata come un uomo peloso stempiato, con una coda di cavallo nel togliersi il costume da bagno nello spogliatoio, mentre le donne nelle vicinanze urlano e si coprono in evidente stato di shock.


Entrambi video, fatti sotto forma di cartoni animati, raffigurano i beneficiari della nuova proposta di legge come dei uomini corpulenti che si nascondono dietro abiti femminili. Questa campagna è stata creata e prodotta e in gran parte finanziata da contributi ( "proteggere i vostri diritti"), da un gruppo Battista Anchorage tempio, gestito dal'attivista anti-gay locale Jerry Prevo.

Si tratta di una vecchia storia dove gli avversari contro la protezione dei diritti civili per le persone transgender. Usano le armi e fanno "affermazioni false sugli effetti giuridici della Proposition 5. Che sarà votata Martedì, 3 aprile.

Inoltre, "le versioni televisive di questi cartoni animati sono altamente offensive e cerca di disumanizzare e svilire le persone transgender e i loro amici, parenti e vicini di casa."

Jeffrey Mittman, direttore esecutivo della ACLU dell'Alaska, ha detto che la definizione di "orientamento sessuale" è stato necessario a causa dei tentativi degli avversari di affermare che sarebbe vietata la discriminazione alla pedofilia, necrofilia, e altri disturbi sessuali. Ma "l'identità di genere", ha detto, è qualcosa che i giudici sono "ben consapevoli" di cosa sia. "Sanno che non è una persona che si sveglia e dice: 'Oggi mi sento come un ragazzo' o 'Oggi mi sento come una ragazza'", ha detto Mittman.

Shannon Minter, direttore legale del Centro nazionale per i diritti delle lesbiche, è d'accordo.
"Il termine 'transgender' comunemente accettata ha un significato ben compreso", ha detto Minter. "Non c'è necessità di definire un termine comunemente inteso nello statuto, così come lo statuto non definisce 'omosessualità', 'eterosessualità, bisessualità'.' Coloro che si oppongono allo statuto lo fanno perché si oppongono alla parità di diritti per le persone LGBT. Le loro affermazioni sono solo un pretesto per pregiudizio. Questo è cristallino dalla loro argomentazione, che sfrutta gli stereotipi più odiosi e offensivi, che le persone gay e transgender costituiscono un pericolo per i bambini. "

Florence Queer Festival: 30 minuti per raccontare il mondo Gay Lesbo Transgender

Parte la decima edizione di VideoQueer, il concorso nazionale di cortometraggi dedicati all'universo gay, lesbico, bisex e transgender, organizzato dal Florence Queer Festival (www.florencequeerfestival.it). Il concorso, gratuito e aperto a tutti, presenta una novità in vista della decima edizione: la durata massima dei cortometraggi partecipanti aumenta da 3 a 30 minuti (inclusi titoli di coda).
C’è tempo fino al 15 luglio 2012 per inviare le opere.

Il vincitore riceverà un premio di 1.000 euro e i corti selezionati saranno inseriti nel programma del Festival che si terrà a Firenze dal 25 al 31 ottobre 2012. Un’occasione per portare sul grande schermo brevi storie tra quotidianità e voglia di affermazione, desideri e fantasie, stimolando il confronto interculturale e punti di vista differenti.

Il Florence Queer Festival è organizzato dall’associazione Ireos in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Firenze, Arcilesbica Firenze, Eventi srl, inserito nella 50 giorni di cinema internazionale a Firenze e sostenuto dalla Regione Toscana, attraverso la Mediateca Regionale Toscana Film Commission. La direzione artistica è affidata a Bruno Casini e Roberta Vannucci.

BANDO:

L’iscrizione al concorso è GRATUITA.

Possono partecipare esclusivamente cortometraggi realizzati dopo il 1° gennaio 2009.

Le opere inviate, pena l’esclusione dovranno:
avere una durata massima di 30 minuti (inclusi i titoli di coda);
non costituire messaggi pubblicitari;
essere in lingua italiana o essere sottotitolate in lingua italiana.

Le opere inviate per la selezione dovranno essere in formato DVD, accompagnate dalla scheda d’iscrizione opportunamente compilata e scaricabile dal sito www.florencequeerfestival.it, corredata dalla biofilmografia del regista e da foto di scena.

Premio 1.000 €

Le opere dovranno essere inviate al seguente indirizzo, entro e non oltre 15 luglio 2012:
Silvia Minelli
c/o Via Bonifacio Lupi 5ar
50129 Firenze

oppure potranno essere consegnate alla Libreria FNAC c/o il Centro Commerciale dei Gigli (Firenze) dove sarà attivo uno sportello dedicato.

Transessuale nuovo presidente Arcigay di Cuneo

E' sarta e lavora a Mondovì

Di : LORENZO BORATTO
foto di Sergio Lanteri

“Diffidavo dell’associazionismo. Ho conosciuto il circolo Arcigay di Cuneo dopo uno spiacevole episodio di mobbing, che mi ha ferita, mentre iniziavo il mio periodo di transizione di sesso, alle Molinette di Torino”. Leda Artemisia Morena, 32 anni, vive a Mondovì ed è una sarta: è stata eletta nuovo presidente del circolo Arcigay di Cuneo.

Sostituisce Emanuele Sigismondi, 24 anni, che ha guidato l’associazione di lesbiche e gay e transessuali dalla fondazione, nel 2008. Gli iscritti nella Granda sono oltre 700. In Municipio a Cuneo si è svolta l’assemblea provinciale del sodalizio. Erano presenti anche gli assessori del Comune di Cuneo Patrizia Manassero e Elisa Borello, la sindacalista Cgil Sophia Livingstone e il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Franca Giordano.

Quali sono le iniziative del circolo provinciale Arcigay?
“Dibattiti, incontri periodici nella sede di via Amedeo Rossi a Cuneo, banchetti. L’ultima iniziativa a livello nazionale sono i gruppi di auto-mutuo-aiuto “Amleto”. A Cuneo sono ogni due settimane: sono una “facilitatrice”, ossia chi, attraverso il dialogo, cerca di aiutare i componenti del gruppo”.
Perché il nome “Figli della Luna” del circolo di Cuneo?
“Il nome è stato scelto nel 2008: una citazione del Simposio di Platone, ma anche un rimando a Fabrizio de Andrè di cui sono una grande fan”.

Perché è importante un’associazione faccia sentire la voce di lesbiche, gay, bisessuali e transgender?
“Fare comunanza significa non sentirsi soli nella quotidianità, nel lavoro, negli affetti. Diventi un po’ una famiglia, si lanciano messaggi, si spiega che “siamo qui e siamo come voi”. L’Arcigay è nata per abbattere stereotipi e pregiudizi”.

Un giudizio sulla situazione in provincia?
“Alcuni iscritti ancora non spiegano le loro scelte e orientamenti sessuali in famiglia o hanno difficoltà a parlane sul lavoro. Per l’omosessualità sono stati fatti passi da gigante, per il transessuale ci sono timori assurdi (come far evitare ai transessuali il contatto con il pubblico) o vige ancora lo stereotipo della prostituzione. Ma nella provincia puoi farti conoscere, mentre nelle città grandi c’è il rischio di restare soli. Mi piace la città dove vivo, serve lanciare questi messaggi anche in realtà più piccole. E poi nell’associazione ho anche conosciuto il mio attuale compagno”.


AMERICA LATINA, L’ONU CONDANNA L’AUMENTO DEGLI OMICIDI DI TRANSESSUALI

di Luca Pistone. Scritto il 29 mar 2012 alle 6:59.

Nell’ultimo anno in America Latina si è registrato un aumento del numero ditransessuali e travestiti assassinati, violentati o scomparsi, informa UNAIDS(Joint United Nations Programme on HIV and AIDS).

L’ufficio regionale per l’America Latina dell’UNAIDS, con sede a Panama, “condanna con fermezza i casi di omicidio, sparizione e violazione dei diritti umani” che vedono coinvolti transessuali e travestiti nella regione.

Secondo UNAIDS, negli ultimi mesi la regione ha assistito ad “un forte aumento degli attacchi” contro transessuali e travestiti, in particolare in Messico, Guatemala, Honduras e Colombia.

Dall'inizio del 2012, nei 4 paesi citati si è registrato un totale di 31 omicidi: 6 in Messico, 14 in Honduras, 3 in Colombia, 8 in Guatemala. In quest’ultimo paese è stata inoltre denunciata la scomparsa di un travestito.“Il numero dei morti e delle sparizioni potrebbe essere molto più alto. I dati a nostra disposizione sono spesso incompleti”, segnala UNAIDS. “Tra i morti, anche difensori dei diritti di gay, lesbiche e transessuali”.“Tutte le forme di discriminazione, compresa la transfobia, ostacolano l’accesso ai programmi di prevenzione e trattamento dell’HIV”, spiega César Núñez, direttore regionale di UNAIDS per l’America Latina.

UNAIDS invita i governi latinoamericani a “fare quanto possibile, in forma urgente ed immediata, per indagare sulle morti” e applicare “sanzioni appropriate”, ricordando che i diritti umani delle persone sono inalienabili, “senza distinzione alcuna”.

giovedì 29 marzo 2012

E' morto Daniel, gay torturato da un gruppo di neonazisti in Cile


Chile : E’ morto in ospedale Daniel Zamudio, un 24enne cileno picchiato selvaggiamente da un gruppo di neonazisti a Santiago il 3 marzo scorso. Daniel, dichiaratamente omosessuale, era in coma cerebrale da 25 giorni ed è morto martedì 27, riporta il Buenos Aires Herald.

Un'aggressione senza precedenti, Il ragazzo è stato rapito e torturato per oltre sei ore. Si è visto staccare un orecchio e bruciare una gamba. Poi è stato picchiato a calci e pugni e sfregiato su tutto il corpo con pezzi di vetro che tracciavano delle svastiche.

Daniel viene aggredito, pestato, torturato per ore e massacrato da quattro fanatici neonazisti per la più deplorevole delle motivazioni: Daniel è gay.

Le mie più sentite condoglianze alla famiglia di Daniel…Sono molto triste, scioccata e arrabbiata.

Shortbus- Gli incontri radiofonici dal mondo lgbtq


–ETOILE DE COMBAT



Barbara X intervista Vanessa Mazza una brasiliana a Milano.
Shortbus-Gli altri incontri radiofonici dal mondo LGBT » SHORTBUS – Puntata n°23 del 28 Marzo 2012shortbus.radiondadurto.org
“Diarionudo –mi fermo a guardare le luci”


Fonte:https://www.facebook.com/groups/shortbus/319004644831284/?notif_t=group_activity

mercoledì 21 marzo 2012

Il Predicatore Americano Scott Lively, citato in giudizio per crimini contro l'umanità.

IL PASTORE OMOFOBO –E presidente di “Abiding Truth Ministries”, organizzazione cristiana conservatrice, è accusato di «aver condotto, insieme con gli ugandesi, una campagna di un decennio per perseguitare le persone sulla base del loro orientamento sessuale». In particolare il ministro evangelico era in visita in Uganda nel 2009 quando fu messa ai voti la famigerata proposta di legge che proponeva la pena di morte per i gay in determinate circostanze (per esempio in caso di trasmissione dell’Aids al partner).

Un gruppo per i diritti della comunità LGBT ugandese ha citato in giudizio il pastore americano Scott Lively (nella foto) alla corte del Massachusetts, con l'accusa di aver dato inizio una campagna di persecuzione di gay e lesbiche del paese. sarebbe responsabile di aver favorito una delle legislazioni anti-gay più dure al mondo: quella ugandese

Secondo il gruppo dal 2002, il pastore è stato collegato a leader politici e religiosi in Uganda per evidenziare ciò che egli chiama la "agenda gay" che avrebbe cercato di trasformare i bambini in omosessuali e per finire con la cultura africana.

Questa azione si tradurrebbe nella persecuzione, rapimenti, torture e gli omicidi di persone LGBT del paese. Nel 2009, uno dei leader politici associato a Lively proposi la pena di morte per i gay in Uganda, la legge è stata colpita dopo le minacce di sanzioni da molti Paesi, tuttavia la leggi e tornata all'ordine del giorno il mese scorso. ( Vuoi sapere di più, leggi QUI).

Il caso contro il predicatore si basa su una legge statunitense che consente agli stranieri di citare in giudizio le persone degli Stati Uniti se queste hanno violato il diritto internazionale.

Il Pastor Scott Lively è uno dei fondamentalisti religiosi più fervoroso negli Stati Uniti. L'autore del libro, La svastica rosa che caratterizza il movimento nazista come un movimento gay, e opera crociata contro gli omosessuali in Africa.

In sua difesa, il predicatore ha detto al New York Times che non fa nulla, che predicare il Vangelo e dare la sua opinione sui punti di vista sull'omosessualità.



Vi consiglio di leggere anche questo http://www.fanpage.it/voci-dall-africa-rispondono-a-kony-2012/

Fonte: The New York Times
,
Scott Livelly fa un discorso molto simile alcuni fondamentalisti Italiani, no?
l'amore " Cristiano" che ha la importanti missione assassina, di perseguitare e Uccidere le persone LGBT.

Questa notizia serve a renderci consapevoli che ancora oggi queste religione vanno nel mondo a portare morte e omofobia.

Giornata Mondiale contro il Razzismo 21 marzo


La Giornata Mondiale contro il Razzismo scelta nella data del 21 marzo, è in realtà l’ anniversario della strage di Sharpeville, dove il 21 marzo 1960 la polizia sudafricana sparò sui manifestanti uccidendo 69 cittadini neri in protesta contro il regime dell'apartheid.

Non esistono le razze, il cervello degli uomini è lo stesso. Esistono i razzisti. Bisogna vincerli con le armi della sapienza.

Rita Levi-Montalcini, su L’Unità, 2008

venerdì 16 marzo 2012

La libertà di privare gli altri della libertà


Di: Riccardo Paternò.
La libertà di privare gli altri della libertà

Quando l’altro giorno il segretario Pdl se n’è uscito con quelle frasi sui gay mi sono detto: ecco, ci risiamo, si ricomincia. Non mi ha sorpreso più di tanto perché da uno così, portavoce fedele e interprete dei voleri del capo, capace di annullarsi come uomo pur di compiacerlo, mi aspetto, anzi, che vada oltre. Ho solo provato un po’ di noia. E non mi ha stupito neanche la non reazione del centrosinistra, fatto salva una frase svicolante di Bersani sull’essere già entrati in campagna elettorale e una precisazione di Bindi del giorno dopo sul non avere mai chiesto i matrimoni tra gay. Non mi ha stupito ma mi ha causato un po’ di nausea.

La frase in prima pagina sul giornale diceva: “se la sinistra vince, nozze gay e coppie di fatto”. Sarebbe potuta essere un’affermazione chiara (qualcosa di chiaro finalmente!) su una parte di programma politico (finalmente un programma politico!). Qualcosa di immediato e concreto, come qualche decennio fa, da noi o in altre parti del mondo, si fosse annunciato: “anche le donne/i negri potranno votare”, oppure “tutti i cittadini saranno considerati uguali”. Un’affermazione robusta, che in poche parole trasmette il cammino dell’uomo a migliorarsi. Invece no, davanti a quella frase c’era il nome del segretario pdl che immediatamente ne trasformava il senso in una minaccia, uno spauracchio per intimorire le anime pavide e arretrate che ormai siamo diventati. E devo dire che ha avuto pieno successo se i più atterriti si sono dimostrati i rappresentanti della fazione opposta e non gli abitanti della “bible belt” nostrana, trasversale a tutti gli schieramenti, la cui maggioranza però non ci penserebbe neanche più a queste cose se non fossero alimentate da confronti antichi tra politici antichi.

Si dirà: è colpa della Chiesa, siamo il paese del Vaticano. D’accordo, questo è vero, ma non basta. Io dico che ci siamo abituati all’idea che alcuni di noi abbiano meno diritti – e che alcuni anche abbiano meno doveri – e che questo non ci indispone, non ci tocca. Non ci ferisce sapere che persone uguali siano trattate diversamente. Ma perché? Perché dovrei avere più diritti io di un mio simile? O perché al mio prossimo dovrebbe essere permesso ciò che a me è negato? Che avranno fatto mai questi gay, queste donne, questi negri per meritarsi una condizione perenne di inferiorità civile?

Io non sono pro gay o sostenitore di questa o quella minoranza. Anzi, direi abbastanza menefreghista. Sono conservatore nell’anima e anche un po’ omofobo, mi sa. Ma non mi va giù che nella stessa società, a parità di doveri, alcuni siano penalizzati rispetto ad altri. Non sono neanche cattolico ma tratto il prossimo mio come me stesso e non capisco perché chi professa quella religione decida a seconda dei casi di eccepire a quella massima di civile convivenza. O come se lo giustifichi. Il fatto è che ci siamo abituati alle fanfaronate della destra e ai silenzi e ai distinguo della sinistra ma più ancora ci siamo abituati a che alcuni abbiano meno libertà di altri e ciò ci sembra del tutto normale. Semplicemente.

mercoledì 14 marzo 2012

Usa, in aumento minori transgender


Trattamenti per cambiamento di sesso sempre piu' diffusi tra i bambini

Chicago – Secondo uno studio pubblicato sulla rivista medica Pediatrics, negli Stati Uniti risulta in aumento il numero di ragazzi e bambini a cui viene garantito il supporto medico per trattamenti di cambiamento di sesso. Un dato di circa quattro volte superiore rispetto agli anni '90. In conseguenza del fenomeno, cliniche per la gestione del genere sessuale come quella aperta a Boston nel 2007, oggi contano circa 19 pazienti all'anno, molti di più rispetto ai 4 curati per problemi di genere nella struttura a fine anni '90. Tra il 1998 e il 2010, i casi di minori sottoposti a queste cure sono stati 97 casi, tra cui un bambino di appena quattro anni. Il monitoraggio e l’aiuto psicologico fornito ai bambini e alle loro famiglie prosegue fino alla pubertà, bloccata con iniezioni mensili - dal costo di circa mille dollari – qualora la convinzione di voler cambiare sesso rimanga.

Non mancano dibattiti etici e preoccupazioni riguardo alle sostanze con cui i piccoli pazienti vengono trattati. Ma come avviene il riconoscimento dei potenziali transgender? Nella rivista Pediatrics è esposto il caso di una bambina di Los Angeles di 8 anni che a soli 18 mesi avrebbe detto: "Io sono un maschio", rimanendo di questa opinione finché la famiglia non ha superato lo shock e ha cominciato a rivolgersi alla figlia come a un bambino maschio. Ora i genitori sono in attesa dei primi segni della pubertà per iniziare le cure per il cambiamento di sesso. L’autore di uno dei tre rapporti pubblicati nella rivista specialistica, il medico Norman Spack, direttore appunto della clinica di Boston, raccomanda di rivolgersi ai pediatri: "Se si aprono le porte saranno questi i bambini che entreranno. Sono là fuori". L'esperto riferisce che il cambio di ruoli di genere e i giochi che comprendono l'interpretazione del sesso opposto sono molto comuni tra i bambini, ma questi pazienti, sicuri di essere nati nel corpo sbagliato, sono diversi, presentando caratteristiche nel loro cervello più simili al sesso opposto. I minori in questa condizione sarebbero uno ogni 10mila negli Stati Uniti.

Questioni etiche a parte, altri esperti ritengono molto più dannoso il rifiuto delle cure, che in casi estremi potrebbe sfociare nell’automutilazione, nella depressione e in tentativi di suicidio derivanti da stress per abusi verbali e fisici. Ai minori cui fosse consentito di cambiare sesso si eviterebbero questi problemi. Ci sarebbe però anche un altro rischio: quello che alcuni bambini siano semplicemente omosessuali ma costretti dai genitori ad affrontare il cambiamento di sesso perché lo preferiscono rispetto ad avere un figlio gay. "È molto dannoso - spiega Margaret Moon, membro della commissione di bioetica dell'American academy of pediatrics - subire trattamenti irreversibili troppo presto". Dunque le motivazioni dei genitori dei bambini sottoposti a queste cure devono essere esaminate con molta attenzione.

Quanto agli interventi chirurgici legati al cambiamento di sesso, che comprendono rimozione o creazione del pene, possono essere realizzati su pazienti di almeno 18 anni. Nella clinica di Spack sono state eseguite rimozioni del seno a ragazze di 16 anni, ma simili operazioni potrebbero essere evitate fermando in tempo la pubertà. Lo studio pubblicato dalla rivista Pediatrics ha appunto lo scopo di convincere altri specialisti a garantire i trattamenti per il cambiamento di sesso ai minori. "Sarebbe bellissimo che questi pazienti uscissero dal mondo della sanità mentale ed entrassero invece nel mondo delle cure mediche", spiega il medico Jo Olson, direttore della clinica transgender all'ospedale infantile di Los Angeles.

E. C.

Rae Spoon, musicista transgender,


Rae Spoon, musicista transgender, e Chelsea McMullan, regista canadese, hanno realizzato il video "Blue Ocean", tratto dall'album "I Can't Keep All Of Our Secrets". Ecco le per voi il video.

Mexico:In memoria di Agnes Torres

Dopo la sua misteriosa scomparsa venerdì scorso, il corpo della trans e attivista Agnes Torres è stato trovato in un fosso fuori Puebla ( Mexico) il giorno seguente. Secondo le autorità locali Agnes è stata trovata nuda, con segni di bruciature in tutto il suo corpo, suggerendo che sia stata torturata.


28 anni, psicologa attivista dei diritti umani aveva guidato la marcia per l'accettazione delle persone trans nel suo paese natale. La notizia della morte di Agnese Torres si e 'diffusa rapidamente tra gli attivisti LGBT in Messico: Questo Martedì, molti amici, parenti e sostenitori dei valori difesi da Agnes Torres ci sono riunite in un omaggio a Puebla alla attivista messicana che ha combattuto contro il pregiudizio e la discriminazione in un posto segnato da fervore religioso e l'omofobia.


Nella vita è stata fraintesa, anche nel corso di Sociologia presso la Universidad Veracruzana. I colleghi hanno avuto difficoltà guardando Agnes quando il suo nome è stato registrato nel corso come Abraham Hernández Torres. L'attivista è stata doppiamente vittima di indifferenza: soffriva con gli omofobie e le misoginie.

Con Agnes Torres muore, anche, un sogno di uguaglianza. "Il mio sogno è di vivere in una miglior cultura, dove l'ospitalità e il rispetto sono valori fondamentali", ha scritto l'attivista, nella sua pagina personale su Facebook. "Ogni mattina quando mi sveglio faccio molto di più che scrivere perchè il mio sogno diventi una realtà," può essere visualizzato anche lo stesso messaggio su quel social network.

La morte di Agnes Torres a causato "grande indignazione" tra la comunità lesbica, gay e transgender (LGBT). La Association completa di Puebla (ACVP) ha "fermamente condannato e ripudiato l'omicidio brutale" e ha chiesto che venga indagato "come se fosse stata uccisa la donna, la madre o la figlia di un governatore.

Tale associazione ha lanciato un appello al governatore Rafael Moreno Valle, al Congresso dello Stato e al Procuratore di Giustizia la tipizzazione dei crimini di odio, che sono costati la vita a 640 persone, tra gay, lesbiche e transessuali, tra il 1995 e il 2009. "Tutto quello che abbiamo ricevuto è disprezzo, le omissioni e gli atti di aggressione da parte di varie autorità e dei politici", si lamenta il ACPV.

Secondo il sito web della CNN in Messico, quel paese del America centrale e al secondo posto, accanto al Brasile, tra i paese dove maggior parte dei crimini sono contro le persone LGBT, anche se non esistono dati ufficiali.

La morte di Agnese segna il sesto atto di violenza contro la comunità LGBT in Puebla solo da gennaio. Gli attivisti sperano che finalmente venga sensibilizzata le autorità per risolvere gli altri crimini irrisolti. Anche se molti politici locali dal PRD e Nueva Alianza chiedano una approfondita indagine, l'omofobia è ancora prevalente tra i politicanti messicani.

martedì 13 marzo 2012

India: Eroina transessuale in.Bollywood

A proposito di Kalki Subramaniam, lei è la fondatrice della 'Fondazione Sahodari' un'organizzazione che lavora per l'empowerment sociale, economica e politica delle persone transessuali in India. Una attivista per i diritti transgender, una attrice e una donna transessuale, Kalki è laureata con due Master - prima in Giornalismo e Comunicazione di massa e secondo in Relazioni Internazionali. Come una persona transgender, è cresciuta con lo stigma e insultata nelle scuole e nelle università dove ha proseguito i suoi studi, una persona forte.

Lei ha ferocemente dato inizio a campagne per l'equità sociale, politica ed economica dei diritti delle persone transgender e intersessuali. Attraverso la fondazione Sahodari, lavora con la comunità transgender su varie questioni, ad esempio, attraverso la creazione di programmi di empowerment come la formazione all'imprenditorialità in grado di modificare positivamente le scelte di sussistenza dei poveri e delle persone intersessuali transgenderand e bambini - una vita lontano da accattonaggio, una vita con dignità.


Con il pubblico, lei sostiene una battaglia contro la discriminazione e l'odio e per l'inclusione delle persone transgender e intersessuali a tutti i livelli. Ha insegnato in numerosi seminari, college e università in India e negli Stati Uniti.

Dal punto di vista professionale, Kalki è anche la direttrice della rivista Tamil per le donne transgender chiamato 'Thirunangai'. Lavora come specialista indipendente per i Media. Sviluppa progetti su web ed è una sceneggiatrice per documentari e film di animazione. Attualmente sta lavorando a due suoi libri, un romanzo e una autobiografia.

Il 21 febbraio 2009, a Kalki è stata assegnato il 'Lifetime Achievement Award' dal Lioness Club di Chennai, in segno di apprezzamento per i diritti delle persone transgender. E 'stata anche scelta dalla rivista' Ananda Vikatan 'Tamil come la' Top Ten Nambikkaikal '(Giovani speranze) per l'anno 2009. Lei è una tra le tre donne di successo Indiane elencate come Successi Transessuali i Successi delle donne transessuali.
Nel mese di ottobre 2010, Ms.Kalki è stata invitata dal governo degli Stati Uniti d'America per 16 giorni di attivismo per i diritti umani e programma di sensibilizzazione attraverso IVLP a Washington DC, New York e Salt lake City. Lei è la prima transessuale straniera ad essere invitata dal governo degli Stati Uniti.


Kalki ha firmato per un ruolo da protagonista in un film, nel mese di ottobre dopo essere tornata dagli Stati Uniti. Il suo debutto in Tamil film accade con ' Narthak i ', un film insolito che racconta il viaggio nella vita di una donna transessuale - la sua ricerca della felicità, l'amore e trovando la sua identità. Divenne la prima stella transessuale al mondo a fare un ruolo da protagonista in un film importante.

Ora si sta preparando per fare il suo debutto in Bollywood. Kalki sarà la prima eroina del cinema in Malayalam cinema indiano. lei dice che adesso evidenzierà la causa transgender attraverso il film. Le riprese del film inizieranno il mese prossimo.



In Thailandia le prime hostess transessuali

BANGKOK - Le quattro hostess transessuali della compagnia thailandese PC Air. Hanno debuttato con successo la prima compagnia aerea al mondo con hostess del "transessuali". Da inizio anno a bordo degli aerei c'è stata una autentica rivoluzione che ha aperto le porte dei cieli a una minoranza che nel Paese asiatico è molto importante.

I requisiti richiesti agli assistenti di volo trans sono gli stessi chiesti alle donne: la femminilità, un aspetto attraente e la conoscenza dell'inglese. Cade dunque l'ultimo tabù in un paese come la Thailandia estremamente tollerante nei confronti dei diversi orientamenti sessuali. La compagnia spera che questa "politica di uguaglianza" segni l'inizio di un nuovo trend per promuovere pari opportunità per la comunità trans di tutto il mondo. Al momento la PC Air effettua voli solo in Asia, ma spera di allargare presto il suo mercato sfruttando anche la pubblicità fatta dalle proprie hostess.

sabato 10 marzo 2012

Ciao Bruna... Bruna è una Donna Transessuale, l’ennesima vittima, assassinata per Transfobia.

pubblicata da Sportello Trans ALA Milano Onlus


Questo Lunedì 12 Marzo 2012, alle ore 14,30, nella chiesa della Parrocchia di San Francesco di Novara (Via Lualdi 19) saranno celebrati i funerali di Bruna, assassinata nella notte del 27 Febbraio 2012 in Via del Gazurlo, Novara.

Ad organizzare e a sostenerne i costi dei funerali sono stati l’associazione“Liberazione e speranza onlus” di Novara, unitamente alle amiche della vittima.

Dando notizia di questo ennesimo assassinio avvenuto in città, il Procuratore della Repubblica Francesco Saluzzo la scorsa settimana ha usato parole molto forti, che dovrebbero farci riflettere: “violenza gratuita e brutale”, “una vera e propria esecuzione”, “un fatto gravissimo che testimonia il valore basso o nullo che certi individui attribuiscono alla vita umana”.

Bruna era nata a Sao Mateus (nello stato dell'Espírito Santo) in Brasile, l’8 luglio 1981. A Novara da oltre dieci anni, non dava fastidio a nessuno. Di carattere dolce ed espansivo, sapeva farsi benvolere da tutti, astenendosi dall’ostentare con modalità provocatorie la propria diversità Convinta precocemente, permanentemente e irreversibilmente di essere Donna nonostante il corpo maschile, ha sempre sostenuto di avere “una mente giusta” in un corpo sbagliato, vivendo una lacerante scissione tra corpo e mente, tra un corpo vissuto come gabbia e una psiche come larva incapace di dispiegarsi in farfalla.

Bruna, più di ogni altra persona, aveva bisogno di essere aiutata a conoscersi, accettarsi e amarsi. Aveva bisogno di essere ascoltata, compresa, accolta nella sua unicità e diversità. Ogni persona è un essere unico e irripetibile, è un mistero da conoscere e da rispettare. Ogni persona ha bisogno di uno sguardo che la valorizzi, di occhi che l’apprezzino.

Bruna, a Novara, ha trovato per lo più disprezzo, emarginazione e commiserazione. Forse anche a causa di tanti stereotipi che fanno fatica ad essere debellati ed alimentano gravi forme di discriminazione nei confronti delle persone transessuali.

Per questi ed altri motivi, crediamo che tutte le persone responsabili e di buona volontà dovrebbero, quanto meno, presenziare ai funerali. E’ un modo per chiedere perdono a Bruna, per non essere stati all’altezza di far prevalere nei suoi confronti il volto di una città accogliente e rispettosa di tutte le diversità.

A presiedere l’eucarestia nella chiesa di San Francesco, lunedì pomeriggio, don Dino Campiotti, Direttore della Caritas Diocesana, coadiuvato da don Mario Bandera, Direttore del Centro Missionario della Diocesi di Novara, e da altri presbiteri, amici della gente povera, emarginata e disprezzata.

Liberazione e speranza-Onlus Novara con la collaborazionedello Sportello Trans A.L.A. Milano OnlusVi invitano con preghiera di diffusione e di presenziare.

giovedì 8 marzo 2012

grazie a tutte le donne che combattono per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne


Auguri e grazie! a tutte le donne, che nel mondo hanno dato la loro vita per la libertà delle altre, e che continuano a combattere e a morire ogni giorno. Siete fonte di ispirazione per me. La lotta per sconfiggere secoli di odio e di schiavitù e disprezzo maschile, radicata nella maggior parte degli uomini, non è ancora "vinta".

E tantissimi auguri a tutte le mie AMICHE DONNEEEEEEEE TRANS...GRAZIE!!!

giovedì 1 marzo 2012

Ali e corazza di Daniele Trovato


Angela Greganti è una transessuale elegante e di fascino. Una sera, partecipando a una festa che raduna il jet-set televisivo e istituzionale, assiste alla violenza compiuta da un importante uomo politico ai danni di una ragazza.

L'impulsiva reazione di Angela, con le inevitabili conseguenze, porta a una fuga che si trasforma anche in un viaggio interiore. Un ritratto, impietosamente realistico, della società contemporanea, in cui si mescolano "alto e basso bordo", per scoprirsi fra loro non molto diversi e niente affatto distanti.


E una protagonista ritratta con forza e sensibilità, nella quale il lettore finirà per trovare inevitabilmente una forse inaspettata immedesimazione.

“Senza rosa né celeste". Diario di una madre sulla transessualità della figlia”: di Mariella Fanfarillo, prefato da Cirinnà.

«Ho imparato a mie spese la differenza tra vedere e guardare: ora so che da sempre io vedevo mio figlio ma guardavo mia figlia».  È da...