sabato 29 giugno 2013

Margherita Hack



"La spiritualità, per una come me che non crede a Dio, all’anima, all’aldilà, sta nella capacità di amare e comprendere gli altri − uomini e animali − “di non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.


- Margherita Hack, 12 giugno 1922 – 29 giugno 2013

venerdì 21 giugno 2013

MILANO PRIDE 2013



MILANO PRIDE 2013


Il Comitato Milano Pride composto dalle associazioni del COORDINAMENTO ARCOBALENO di Milano propone quest’anno una modalità di manifestazione che tenga conto dell’evoluzione del pride negli ultimi anni, partendo dall’esperienza positiva di Bologna del 2012.
L’intenzione è quella di realizzare un PRIDE che sia coinvolgente e al contempo economicamente ed ecologicamente sostenibile.


Per questa ragione si è pensato ad un PRIDE senza carri, ad eccezione di quello del coordinamento che aprirà la parata e fungerà da palco per i saluti finali. Un PRIDE in cui la musica ed il divertimento saranno garantiti anche da gruppi musicali ed artisti di strada. La parata prenderà avvio dalla Piazza della Stazione centrale e, proseguendo per le vie Vitruvio, Settembrini e Doria, sbucherà in corso Buenos Aires.
Il tratto finale del percorso verrà chiuso al traffico. La parata, in questo modo, si trasformerà in una festa di strada animata dall’allestimento di alcuni palchi con impianto audio autonomo, a disposizione di associazioni e/o realtà commerciali interessate al noleggio.
Una festa di comunità, di visibilità, di partecipazione e condivisione per tutti!


La MILANO PRIDE WEEK, con sette giorni di eventi (24-30 Giugno) e la PARATA del PRIDE il 29 Giugno non sono una manifestazione di quartiere. “Occupando” pacificamente Corso Buenos Aires e la zona di Porta Venezia- che racchiudono in sé i caratteri della grande arteria commerciale e del melting pot di culture, etnie e minoranze- vogliamo lanciare a Milano un auspicio:
MILANO FA COMING OUT, Milano si dichiara friendly, una città aperta dove, l’integrazione è un valore da sostenere e non una necessità da subire.



Vivi il Milano Pride!

Partecipa ai numerosi eventi della Pride Week! 

Fonte;http://www.milanopride.it/#!pride2013/cxgc

Chiude Exodus, la più antica fautrice delle terapie riparative

Il 19 giugno 2013, dopo anni di non proprio onorato servizio, chiude i battenti, per delibera unanime del suo Consiglio di amministrazione, la Exodus International, potente organizzazione americana di ispirazione cristiana dedita alla cura delle persone omosessuali.

Le cure che l’associazione proponeva sono ben note, e in linguaggio medico si chiamano teorie riparative. Si sostiene che dall’omosessualità si possa uscire, o che comunque essa possa essere in qualche modo curata o rimediata, attraverso un percorso religioso di riflessione, preghiera e in ultima analisi conversione. Ci si concentra sulle parole dell’Antico Testamento, del Levitico per la precisione, che sanzionano – tra l’altro con la pena di morte, a voler ben vedere – il fatto di un uomo che “giace” con un altro uomo. Forse non c’è altro precetto biblico che abbia cagionato tanta sofferenza e discriminazione lungo i secoli.

Il Presidente di Exodus Alan Chambers si è ufficialmente scusato con l’intera Comunità LGBT per l’infinità di “storie di vergogna, violenze sessuali e false speranze” vissute da coloro che, spesso convinti dalle loro famiglie, sono entrati in Exodus, per poi uscirne, spiega Chamber, “solo con un trauma in più”. Lo stesso Chambers oggi si dichiara omosessuale e si accetta così com’è. “Mi dispiace”, dice Chambers, “che molti abbiano interpretato quello che è un rifiuto religioso da parte di cristiani come se venisse da Dio”. Chambers conclude il suo messaggio giurando di dedicare la sua vita “alla pace e al bene comune”.

La vicenda porta a riflettere non tanto sull’autenticità del messaggio biblico, sulla quale molti cristiani (o sedicenti tali) non sono disposti a discutere, quanto piuttosto sulla sua compatibilità con l’amore verso il prossimo. Lo scontro, è il caso di dirlo, è “biblico”. La dottrina rigida e brutale contro l’amore concreto e solidale. La parola fredda e priva di sentimento contro il sentimento vero dell’amore reciproco. La verità, spesso imposta, contro la persona. La tradizione contro la concretezza.

Non c’è possibilità di compromesso tra queste due visioni del mondo se non ammettendo che ogni cristiano ha un fratello e una sorella omosessuali e che l’omosessualità è una caratteristica personale che ha una sua dignità nel disegno di Dio esattamente al pari dell’eterosessualità.

Non c’è niente da curare, niente per cui pregare. L’unica cosa per cui pregare, piuttosto, è che ogni cristiano realizzi, nel profondo della propria coscienza, che è suo dovere non disprezzare, discriminare, rifiutare, ma accettare ed amare.

Certo, alcuni cristiani abituati alla cruda propaganda della Chiesa e di una certa politica, risponderanno che tutto ciò è difficile, o quantomeno più facile a dirsi che a farsi. Quel che è certo è che se esiste un Dio e se vi sarà un giudizio universale, tutti noi verremo giudicati non certo in base al modo con cui, in vita, avremo disprezzato, discriminato o rifiutato.

Fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/20/omosessualita-chiude-exodus-leader-delle-teorie-riparative/632333/

mercoledì 19 giugno 2013

Brasil: Il mondo è affascinato da " IL RISVEGLIO DEL GIGANTE!"



Uno dei migliori testi sul momento che sta vivendo il Brasile. Di Juan Arias, per il quotidiano spagnolo El País:

sta causando stupore, all'interno e all'esterno del paese, questa crisi nata improvvisamente in Brasile a causa di proteste sociali, prima nelle aree ricche di San Paolo e Rio, e ora si estende su tutto il paese e includi i brasiliani che vivono nel exterior.

Fino adesso ci sono più domande che risposte, per capire cosa sta succedendo. C'è solo un certo consenso sul fatto che il Brasile, invidiato ormai a livello internazionale, vive una sorta di schizofrenia o di paradosso che deve ancora essere analizzato e explicado.

Iniziamo con alcune di queste domande:

Perché solo ora emerge questo movimento sociale come ad altri che sono già stati e continua accadere in altri paesi del mondo, quando per dieci anni, il Brasile ha vissuto come se anestetizzato dal suo successo, applaudito e condiviso a livello globale? Il Brasile sta peggio di dieci anni fa? No, esta meglio. Almeno è più ricco, ha meno poveri e si moltiplicano i milionari. E 'più democratico e meno desigual.

Como si giustifica allora che la presidente Dilma Rousseff con l'approvazione popolare di un 75% - un record che ha superato il popolare Lula da Silva - possa essere fischiata ripetutamente in una apertura della Confederations Cup in Brasilia per quasi 80.000 mil spettatori borghesi che potevano darsi il luso di permettersi di acquistare un biglieto che potrebbe costare fino a $ 400?

Perché andare a protestare contro l'aumento dei prezzi dei trasporti pubblici giovani che normalmente non utilizzano questi mezzi, perché hanno già l'auto, cosa impensabile dieci anni fa?

Perchè protestano gli studenti provenienti da famiglie che fino a poco tempo fa non si sarebbe mai sognato di vedere i loro figli fare un passo in università?

Perché applaudono i manifestanti della clase C, provenienti da povertà e che per la prima volta nella sua vita hanno potuto comprare un frigorifero, una lavatrice, un televisore e anche una moto o una macchina usata?

Perché il Brasile, sempre fiero del suo calcio, ora sembra essere contro il Mondiale, arrivando a offuscar l'apertura della Confederations Cup con una manifestazione che ha provocato lesioni, arresti e paura tra la folla che è andava allo stadio?.

Perché si verificano proteste, inclusa violenta, in un paese invidiato anche da Europa e Stati Uniti per il suo tasso di disoccupazione quasi pari a zero?

Perché si protesta nelle favele, quartieri poveri dove i suoi abitanti avevano raddoppiato il suo reddito e riacquistato la pace che una volta è stato rubato dal traffico di droga?

Perché improvvisamente sono sul sentiero di guerra Indiani che hanno già un 13% del territorio nazionale e che hanno sempre appoggio Suprema alle loro rendificazione?

Saràno cosi ingrati i brasiliani?

Le risposte a tutte queste domande che si fanno oggi in tanti, a partire dai politici, una sorta di perplessità e stupore, potrebbe essere riassunto in maniera molto simples.

Em In primo luogo, si può dire che, paradossalmente, è colpa di coloro che hanno dato ai poveri un minimo di dignità: un reddito non miserabile, la possibilità di avere un conto in banca e l'accesso al credito al fine di acquisire quello che è sempre stato un sogno per loro (gli elettrodomestici, una bicicletta o una macchina).

Forse il paradosso è dovuto a questo: dopo aver messo i figli dei poveri a scuola, i cui genitori e nonni non hanno potuto frequentar, permettendo ai giovani, tutti bianchi, afro descendenti, indigeni, poveri o no, frequentare l'università: Nel dare a tutti sanita gratuita, di aver liberato i brasiliani il complesso di inferiorità; di aver raggiunto tutto ciò che ha trasformato il Brasile in soli 20 anni in un paese di primo mondo.

I poveri che sono arrivati alla nuova classe media hanno capito questo salto di qualità nella sfera del consumo e ora vogliono di più. Vogliono, per esempio, un servizio pubblico di primo mondo che oggi non esisti, vogliono una scuola con una formazione di qualità, che non esiste, vogliono una università che non è politicizzata,ideologizzata burocratica. La vogliano moderna, viva, per preparare i loro figli per il futuri lavoro.

Vogliono ospedale con dignità, senza mesi di attesa, senza code disumane, dove vengono trattati come persone. Non voglio che 25 neonati non moiano in 15 giorni in un ospedale a Belém do Pará.

E soprattutto vogliano quello che ancora sentono che manca politicamente: una democrazia più matura, dove la polizia non segua atuando come all'epoca della dittatura; vogliono partiti che non siano, secondo lo stesso Lula, 'un business' per arricchire se stessi, vogliono una democrazia in cui ci sia un'opposizione in grado di vigilar il poder.

Vogiono politici con minore onere della corruzione, vogliono meno gasti nelle opere che considerano inutile, quando ancora oggi otto milioni di famiglie non anno alloggi; vogliono una giustizia con meno impunità; vogliono una società meno abissale nelle loro differenze sociali. Vuoi vedere in galera i politici corruptos.

Vogliano l'impossibile? No. A differenza dei movimenti di 1968, che volevano cambiare il mondo, i brasiliani, insoddisfatti dei risultati attuali, vogliono servizi pubblici come quelli del primo mondo. Vogliano un Brasile migliore. Solo questo.

Vogliano solo quello che gli hanno insegnato a desiderare, solo ciò che vogliono essere più felice o meno infelice di quanto non fossero in passado.

Escutei alcune persone dicendo: 'Che cosa vogliono di più queste persone?' La questione mi ricorda alcune famiglie che, secondo loro, dopo che hanno dato tutto ai loro figli, che, alla fine, si sono ribellati los stesso.

I genitori si dimenticano che a questo " tutto" e mancato qualcosa che è essenziale per un giovane: attenzione, preoccupazione per quello che vogliono è non così spesso per quello che viene offerto a lui. Hanno bisogno di essere seguiti , vogliono imparare a essere se stessi, essere protagonisti.

I giovane brasiliani, che è cresciuto ed è diventato consapevole non solo di quello che già hanno, ma anche quello che possono raggiungere, manca giustamente che permettono loro di essere protagonisti della loro storia, ancora di più ora che hanno dimostrato di essere estremamente criativi.

Che proseguono avanti, anzi senza violenza, perché la violenza ha lasciato questo meraviglioso paese che ha sempre preferito la pace alla guerra. E non fatevi convincere da politici opportunisti, che approfitteranno della protesta per svuotare la legittimità del suo conteúdo.

Em un manifesto di ieri, si legge: 'Paese muto, è un paese che non cambia.' e i oltre diretto alla polizia: 'Non sparate contro i miei sogni.' Qualcuno può negare un giovani il diritto di sognare?


Fonte:http://blogjornalsinaculo.blogspot.it/2013/06/o-mundo-se-encantou-com-o-despertar-do.html

Il giganti si e svegliato.

Il Brasile dopo molto tempo scendi nelle strade per manifestare non solo per i 0,20 centesimi, che la stampa mondiale continuano a vomitare. Ma sopratutto perchè Siamo stanchi dell’impunità, della corruzione, della mancanza di salute, di istruzione, contro la violenza, la corruzione e di questa classe politica che non rappresenta più nessuno, per un Paese meno diseguale. A tutti quelle che non vedono l’ora di andare li in Brasile a seguir la coppa di 2014 … Noi brasiliani stiamo cagando per questo cazzo!! di calcio, ok. Trovo straordinario tutto questo che sta succedendo, sembra quasi un sogno. Il giganti si e svegliato.









Sai qual è la soluzione per curare gay?

Sai qual è la soluzione per curare gay? una sanità pubblica con livelli di qualità !QUESTO guarisce gay, guarisce heterosexual, guarisce transessuale,guarisce i neri , bianchi. Guarisce tutti.

Questa è l'eredità dell'amministrazione Dilma (PT) per i diritti umani in brasile.

Eco un'altra perla che arriva dal Brasile, la banda di fondamentalista religiosi comandata dal pastor e deputato Marco Feliciano approvano il progetto CHR che promuove la 'cura gay'. Questo è il risultato di un governo che fa accordi con i fondamentalisti religiosi. Questa è l'eredità dell'amministrazione Dilma per i diritti umani.

Sotto la guida del deputato Marco Feliciano (PSC-SP), la Commissione dei Diritti Umani della Camera ha approvato Martedì (18) progetto che permette ai psicologi a promuovere cure al fine di curare l'omosessualità.

La proposta, nota come 'cura gay', deve ancora passare per altre due comitati della Camera: la sicurezza sociale e la Costituzione e la Giustizia. Se approvata da entrambi, si va al plenario della camera.

La proposta adottata oggi annulla anche l'articolo della risoluzione che afferma che 'gli psicologi non si pronunciano né parteciparono con dichiarazioni pubbliche, nei mezzi di comunicazione di massa, al fine di rafforzare i pregiudizi sociali esistenti nei confronti degli omosessuali come portatore di disturbo psichiatrico '.
Il voto è una vittoria per la panchina fondamentalista evangelica, che da anni cercano di approvare leggi di filo omofobi.

Feliciano è fortemente criticato dalle organizzazioni per i diritti umani per le sue dichiarazioni considerate omofobiche e razziste. Mentre era in corso il dibattito, fuori dalla Camera si sono radunate un centinaio di persone che hanno esposto uno striscione dove c'era scritto: "Non si può curare quello che non è una malattia". Il Paese sudamericano sembra schizofrenico su questo argomento: il 14 maggio il Consiglio nazionale di giustizia ha autorizzato, infatti, le unioni tra lo stesso sesso. Nonostante ciò, in Brasile si registra in media l'uccisione di un gay ogni due giorni e gli episodi di omofobia sono molto frequenti.

L'omosessualità non è una malattia mentale

Il Consiglio federale di Psicologia semplicemente segui le regole della OMS - Organizzazione mondiale della sanità - le Nazioni Unite, nel 1974 l’omosessualità venne cancellata dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) pubblicato dall'American Psychiatric Association (APA). Nella prima versione del 1952 risultava condizione psicopatologica tra i “Disturbi sociopatici di Personalità”, nel 1968 rientrò nelle deviazioni sessuali, come la pedofilia, trovando posto tra i “Disturbi Mentali non Psicotici”, nel 1974 venne rimossa ma spuntò l’”omosessualità egodistonica”, ovvero quella condizione in cui una persona omosessuale non accetta il proprio orientamento sessuale e non lo vive con serenità. Anche questa voce sparirà dal Dsm nel 1987 ed effettivamente dal 1990 anche l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) depennerà l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali definendola "una variante naturale del comportamento sessuale umano".

Questa è l'eredità dell'amministrazione Dilma (PT) per i diritti umani.

E per questo e tutte le altri Assurdità, che la gente oggi in Brasile protesta.

http://www1.folha.uol.com.br/poder/2013/06/1296984-dilma-encontrara-com-lula-em-sp-para-discutir-protestos-pelo-pais.shtml

“Senza rosa né celeste". Diario di una madre sulla transessualità della figlia”: di Mariella Fanfarillo, prefato da Cirinnà.

«Ho imparato a mie spese la differenza tra vedere e guardare: ora so che da sempre io vedevo mio figlio ma guardavo mia figlia».  È da...