mercoledì 31 luglio 2013

Storia di Andrea, “la trans di Termini” massacrata alla stazione

 

La mattina del 29 luglio il suo corpo pieno di lividi e ferite è stato trovato abbandonato al binario 10. Andrea aveva solo 28 anni. Sei giorni prima di morire ci aveva raccontato le sue paure e le sue speranze. Nonostante tutto

Chissà a cosa pensava Andrea ogni notte prima di addormentarsi sopra il suo cartone davanti alla stazione Termini di Roma. Forse pensava alla famiglia in Colombia, a sua madre e a suo padre lasciati quattro anni fa per trovare fortuna in Italia. Forse avrebbe voluto chiamarli, dirgli che la vita non era esattamente come aveva sognato da bambino, quando era ancora un maschio, raccontargli delle botte prese, del braccio rimasto paralizzato, della gamba che si muove a fatica. O forse semplicemente sprofondava subito nel sonno. Era troppo stanca e delusa per pensare.

Certo, non immaginava di morire da sola, ammazzata a bastonate e forse a coltellate nella stazione che era diventata la sua casa. Andrea aveva solo 28 anni. La mattina del 29 luglio il suo corpo pieno di lividi e ferite è stato trovato abbandonato al binario 10.

Tra i viaggiatori che ogni giorno correvano a prendere il treno alla stazione pochi facevano caso a lei. Per tutti era la trans di Termini, quella che passava le sue giornate lungo i binari o davanti all’ingresso della stazione a raccogliere le cicche nei portacenere per racimolare un po’ di tabacco. Un’altra disperata senza nome e senza storia che andava a riempire le file del popolo dei senzatetto della stazione.

Non parlava con chiunque Andrea, non dava confidenza facilmente. La maggior parte del tempo se ne stava seduta a fissare il vuoto. Oppure si trascinava, un passo alla volta, stando attenta a non perdere l’equilibrio, verso la pensilina dell’autobus 714 che l’avrebbe portata alla mensa della Caritas di Colle Oppio a consumare il primo pasto della giornata.

Quando capiva di potersi fidare, però, cambiava espressione, il suo volto bruciato dal sole che dimostrava più anni di quelli che aveva, si illuminava. Così, sei giorni prima di morire ci ha raccontato la sua storia: “La mia casa è Termini, dormo qui da quattro anni. La notte ho paura che qualcuno mi metta le mani addosso”, ci aveva confidato. Andrea era stata aggredita più volte, le avevano rubato il cellulare e il passaporto. “A Ostia un ragazzo mi ha picchiata. Sono stata sette mesi in coma”. Sul suo corpo era rimasto indelebile il ricordo di tutte le botte e i soprusi subiti.

Avrebbe voluto trovare un lavoro ma sapeva che senza documenti, con un braccio paralizzato e una gamba fuori uso, nessuno l’avrebbe mai assunta. Forse è stata proprio la disperazione a spingerla in qualche giro poco raccomandabile di droga o di prostituzione, come ipotizza la polizia. Forse ha chiesto aiuto alle persone sbagliate.

Mentre sorrideva davanti alla telecamera e domandava ridendo se in video veniva bene, Andrea non pensava alla morte. Non pensava di morire pochi giorni dopo con addosso la sua gonna rosa e le sue scarpe da ginnastica. Lei pensava al futuro perché nonostante tutto non aveva perso la speranza. “Vorrei incontrare un ragazzo con tanti soldi che mi faccia lasciare la strada perché è troppa brutta”, ci aveva detto. A ricordare il suo sorriso triste, la sua storia, la sua vita, oggi ci sono solo due o tre senzatetto della stazione, i suoi compagni di viaggio e nessun altro. (Maria Gabriella Lanza)




Fonte:http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/442853/Storia-di-Andrea-la-trans-di-Termini-massacrata-alla-stazione-VIDEO

Barbie Breakout :La drag queen che si cuce la bocca per protesta contro le leggi anti omosessuali di Putin



La drag queen che si cuce la bocca per protesta
Barbie Breakout esprime in un video tutta la sua sofferenza per le discriminazioni della comunità Lgbt subite in Russia ed il silenzio dei governi


Ago e filo per cucirsi la bocca, sangue che solca il viso dopo questa dimostrazione di rabbia e vergogna per quanto succede in Russia. E’ il video di Barbie Breakout, una drag queen di Berlino che esprime in questo modo la sua indignazione e rabbia contro le leggi anti omosessuali di Putin, ed il silenzio dei governi occidentali che non le contrastano.
CUCIRSI LA BOCCA - La drag queen berlinese Barbie Breakout ha scelto Youtube per esprimere in modo plastico la sua rabbia contro la normativa che vieta la propaganda omosessuale in Russia. Nel filmato, che sta spopolando in Germania, si vede la drag queen prendere ago e filo, e poi iniziare a cucirsi la bocca, in modo ripetuto, fino a farla sanguinare. Il video si chiama “Apri la bocca”, ed è presente sul canale Youtube di Barbie Breakout in tre lingue, inglese, rumeno e spagnolo. All’inizio la drag queen si cuce la bocca in completo silenzio, poi verso la fine del video si sente una voce in sottofondo, che nelle tre lingue sopracitate racconta la violenza omofoba che caratterizza la legislazione russa sui gay, così come la vera e propria caccia all’uomo subita dalla comunità Lgbt nel paese governato da Putin. Barbie Brekaout, rimarca Express, ha dichiarato in un’intervista di aver pensato a questo video per esprimere tutta la sua disperazione per quanto avviene in Russia, e per il complice silenzio dei governi occidentali che non hanno fatto nulla per contrastare la repressione di Putin.


NORMATIVA ANTI GAY - La protesta di Barbie Breakout si riferisce alla normativa sulla propaganda gay, recentemente promulgata dal presidente Vladimir Puti, che ha spinto la Duma ad approvarla in tempi rapidi. Prima introdotta in alcune grandi città russe come San Pietroburgo, la legge vieta la propaganda di relazioni sessuali non tradizionali davanti a minori, punendo questo tipo di attività con differente sanzioni a differenze degli incarichi ricoperti. La norma punisce anche gli stranieri, e recentemente alcuni cineasti olandesi sono stati arrestati per aver filmato degli omosessuali. L’omofobia è molto diffusa in Russia, e Putin ha deciso di recuperare consensi dopo le controversie legate al suo ritorno al Cremlino al posto di Medvedev, retrocesso a primo ministro.

Fonte:https://www.facebook.com/photo.php?fbid=541917302523301&set=pb.167889403259428.-2207520000.1375273410.&type=3&theater

venerdì 26 luglio 2013

Imbavagliati e incatenati fuori dalla Camera contro la legge antiomofobia. Sono i cattolici.

Loro manifestato fuori dal Parlamento contro la legge antiomofobia e per poter continuare ad esprimere opinioni contro gay e lesbiche e transessuale. protestano per dire no alla legge.  In realtà, la legge non punisce in nessun modo chi esprime una opinione ma semplicemente punisce chi si macchia di violenze. Per combattere i tanti crimini di odio, verso le persone GAY,LESBICHE,TRANS.

Per voi la Preghiera della Pace di San Francesco - Versione Trevo-sa, molto adatta a questa piazza .:



Signore! Fa di me un strumento di omicidio.



Dove c'è amore, che io porti odio.



Dove c'è il perdono, che io porte l'offesa.




Dove c'è unità, che io porti la discordia.

 


Dove c'è fede, che io porti il dubbio.




Dove c'è verità, che io porte l'errore.



Dove c'è la speranza, che io porte la disperazione.

 

Dove c'è gioia, che io porti tristezza.

 

Dove c'è la luce, che io porte le tenebre.



 

'La mia posizione è di pieno ripudio al sessismo, al razzismo e l'omofobia e trans-fobia.

Vanessa Mazza

Russia: Torturati da gruppi neonazisti. L'orrore arriva dalla Russia

Come temuto, la crociata del Presidente Putin contro i gay sta avendo drammatiche conseguenze in Russia. L’ultranazionalista russo ed ex skinhead, Maxim Martstinkevich, ha messo in piedi una campagna di violenze contro i ragazzi gay. Attraverso annunci pubblicati sul popolare siti  … Leggi tutto

Adescati online e invitati a casa per poi subire le peggiori atrocità. Un'associazione neonazista stana i gay in tutte le città della Russia e diffonde i video delle torture.
Appartenenti a gruppi neonazisti russi vanno a caccia di gay sui social network per picchiarli, deriderli e distribuire le immagini e i video sui loro siti di riferimento. È l'ultima follia venuta a galla grazie all'associazione Spectrum Human Rights Alliance, che si occupa di diritti umani e che ha scoperto le violenze sul sito di annunci VK.com.

Il leader ultranazionalista Maxim Martsinkevich, conosciuto col nick "Tesak", ha messo in piedi il progetto "Occupy Pedophilyaj" per scoprire i pedofili che si nascondono dietro gli annunci personali pubblicati su questo famoso sito russo. In realtà Martsinkevich e i suoi amici, tramite una rete di 500 gruppi di militanti diffusi in tutte le città russe, adescano giovani adolescenti che rispondono ad annunci di persone dello stesso sesso. I ragazzi vengono invitati a casa e da lì ha inizio l'orrore. Gli scherni e le derisioni sono solo l'inizio delle torture e le violenze vengono rigorosamente registrate in video a testimonianza di questa follia spacciata per lotta al crimine. Per stanare le giovani vittime a scuola, in famiglia e con gli amici, le registrazioni vengono diffuse liberamente online.

Ad aggiungere orrore al tutto è che le torture avvengono sempre alla luce del sole e spesso in luoghi pubblici, senza che nessuno dei passanti faccia qualcosa per salvare i giovani gay. Anzi, è capitato - racconta l'associazione - che qualcuno si fermasse ad aiutare gli aguzzini nelle loro percosse. Nemmeno la polizia fa qualcosa contro l'organizzazione mentre il sito VK.com si limita a chiudere ogni tanto il gruppo di qualche milizia che immancabilmente viene riaperto il giorno dopo.

Il video che segue mostra un ragazzo moscovita che viene fermato, denigrato, torturato e bagnato con l'urina. Tutto accade in pieno giorno.
 
 

 Non c’è un limite alla feccia umana.


Fonte:http://www.thegailygrind.com/2013/07/25/russian-neo-nazi-groups-tricking-and-torturing-gay-male-teenagers-the-blood-is-on-putin-hands/
 

martedì 23 luglio 2013

Legge contro l’Omofobia: eran 400 emendamenti, erano forti e sono morti


Basta fare un salto sul blog di Ivan Scalfarotto, deputato Pd primo firmatario della Legge contro l’Omofobia, per rendersi conto dell’ostruzionismo che la Reazione, (in onore a Peppone e Don Camillo, sembra di stare ancora lì), ha messo in piedi per una legge semplice e laica, che mira a impedire che milioni di cittadini itaiani continuino ad essere impunemente offesi, discriminati, pestati, vilipesi, odiati su commissione.

La riunione del 22 luglio in Commissione Giustizia è stata lunghissima, poi è avvenuto un piccolo miracolo: la proposta di legge entrata in commissione targata PD, Sel, M5S, Scelta Civica ne è uscita targata PD-Pdl. Con un accordo al ribasso per evitare che la discussione in aula prevista per il 26 luglio slittasse ad autunno inoltrato con nuove riunioni di capigruppo… Siamo un paese complicato. Cosa dice il nuovo testo?

Innanzi tutto che c’è una magagna, quella che riguarda le lesioni personali, il tentato omicidio, l’ingiuria, i reati previsti dalla Legge Mancino che prevedono un’aggravante per finalità discriminatorie, che non sono entrati nel nuovo testo, perché per poter discutere la legge il 26 luglio si è dovuto pagare un prezzo. In qualche modo la proposta di legge c’è, si chiamerà “Norme urgenti in materia di discriminazione etnica, razziale, religiosa o fondata sull’omofobia o transfobia” e prevede che diventino reati l’istigazione a commettere o la commissione di atti di discriminazione fondati sull’omofobia o transfobia, l’istigazione a commettere o la commissione di atti di violenza fondati sull’omofobia o transfobia e vieterà ogni organizzazione che abbia tra i propri scopi l’istigazione alla discriminazione o alla violenza fondate sull’omofobia o transfobia, con la novità della pena accessoria di prestare un’attività non retribuita a favore della collettività.
C’è chi è furioso, a ragione, ma per l’Italia è una rivoluzione. Certo ci sono dei dubbi: si è aspettata questa legge per 20 anni, arriva monca e nemmeno si è sicuri del risultato.

Poi ci sono gli antefatti: le Destre integraliste, nascoste dietro varie sigle, che si sono scatenate. Paola Binetti che è riuscita dove non era riuscita fino ad ora dicendo che se si approva la legge “nessun giocatore di calcio potrà essere espulso da una squadra perché gay” cavalcando con intelligenza la fobia del maschio calciatore di essere violentato sotto la doccia: si chiama panico da saponetta. Jung ci ha scritto sopra due tomi da duemila pagine l’uno. Poco noti.
Ci sono gli integralisti simpatizzanti dei francesi del contre mariage pour tous che hanno lanciato una campagna di preghiera alla Vergine perché impedisca l’approvazione della legge.
Tante tra le tante xxxdaggini che sono state dette da vent’anni a questa parte e che continuano a venire ripetute, in un Paese – il nostro – dove la verità è quella che si grida più forte, in una inciviltà dell’ascolto pari soltanto ai decibel che sprigiona certa ignoranza.

In realtà, la legge non impedisce “la libertà di espressione” come il Pdl stava gridando da giorni (ne avevano inventato un’altra, la “moratoria sui temi etici”, considerando i diritti LGTB un tema etico, quando non lo sono, e commettendo un clamoroso autogol: “etico” è un termine così ampio applicabile ad una gamma tanto vasta di italiche questioni – etica finanziaria, etica morale, etica del rispetto, etica della giustizia, etica della politica, tra le altre – da far venir voglia di rispondere loro che la “moratoria sui temi etici” è in vigore da almeno vent’anni e chiudere lí la storia).
Tra i vari ostacoli sul cammino delle Legge quattrocento (400!) emendamenti da discutersi in un giorno. Se si fosse trattato di una finanziaria avrebbero gridato all’ostruzionismo. In questo caso nessuno ha detto niente.

Sta qui, in queste piccole, impercettibile sfumature nel comportamento dei media, nelle assurde idee preconcette sulle persone omosessuali, sulla presunta perdita della libertà d’espressione (ma che persona è quella che ritiene “libertà d’espressione” l’offendere e discriminare un altro essere umano?), sulla perdita del “privilegio” della “normalità” a causa dell’allargamento dei diritti a tutta la società, il vero cancro della società contemporanea.
Una larga parte della popolazione aspetta l’approvazione della Legge, un 60% di Italiani favorevoli alla sua approvazione e contrari alle discriminazioni. Noi, abituati ad essere pragmatici, non ci aspettiamo nulla. Ci aspettiamo cataclismi politici a sinistra se la legge non dovesse passare.

C’aspettavamo – e avevamo ragione – un tentativo di compromesso al ribasso tra i due partiti della Grosse Koalition teso a vanificare gli effetti della legge (“Abbiamo limitato i danni”, diranno quelli del Pdl al loro elettorato). Ci aspettavamo che venisse ignorata la soluzione tanto semplice della maggioranza trasversale (che esiste e che avrebbe, ed ha, i numeri per approvare la Legge) in nome della sopravvivenza del Governo.
Scriveva Victor Hugo nel suo capolavoro I Miserabili: “Che un gatto possa mutarsi in leone (…) non lo credono possibile, tuttavia ció accade, e questo è il miracolo del popolo…”, a dimostrazione che le genti vivono e muoiono, l’essere umano rimane.
GAIAITALIA.COM

C’è poco altro da dire, hanno già detto tutto quelli di Gaiaitalia.com, con cui è sempre un piacere lavorare, discutere, collaborare. A proposito, questo sito web ha appena lanciato i suoi ebook. Il primo, Storie, 5 racconti di Bo Summer’s e Soufiane El Khayat, è scaricabile gratuitamente dal sito ebooks.gaiaitalia.com (che cerca anche autori che vogliano pubblicare: info@gaiaitalia.com).
Aggiungo una cosa sola: se in Italia vince chi urla di più, facciamoci sentire. Tutti, qualsiasi sia il nostro orientamento sessuale, sono in gioco diritti fondamentali dell’umanità. Se volete, fatelo anche da questo blog, dai suoi commenti e dai suoi soliti riferimenti: l’account Twitter DiariodiAdamo, l’hashtag #maipiùomofobia, il mio Facebook, la mia email mgamba@condenast.it.



Di Matteo Gamba. 
Fonte:http://diariodiadamo.vanityfair.it/

Non tutti sono eterosessuali - La percezione delle persone LGBTQI



Un'istantanea sulla percezione degli orientamenti non eterosessuali in Italia nel 2013.Gli studenti della Toscana e le loro opinioni.

mercoledì 17 luglio 2013

Zeus salvi la regina: Regno Unito, la regina Elisabetta autorizza i matrimoni gay

Regno Unito: Un'altra vittoria importante per la comunità glbt -che ha festeggiato con abbracci e baci davanti alla Camera dei Comuni britannico - Inghilterra e Galles sono il 15 e 16 paese in tutto il mondo a permettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso . La Camera dei Comuni ha approvato ieri il testo definitivo del disegno di legge che si trascinava da quasi un anno nelle mani dei deputati.

Mancava solo la firma della regina Elisabetta , dopo che sono stati superati tutti i passaggi parlamentari. E il consenso è arrivato.

Secondo il presidente della Camera dei Comuni, John Bercow, la regina ha firmato l’autorizzazione. “Devo notificare alla Camera che, conforme alla Normativa reale del 1967, sua Maestà ha firmato la legge del matrimonio tra persone dello stesso sesso)”, ha detto. Un lungo applauso dei deputato ha seguito l’annuncio.

La legge ha avuto l’appoggio sia del Labour che dei Liberaldemocratici ma nel corso del dibattito era diventata più che visibile la spaccatura all’interno dei Tories di David Cameron.

“Alcune persone sono gay, fatevene una ragione”.

venerdì 5 luglio 2013

Costa Rica approva il matrimonio gay 'per errore'

Che ci crediate o no. Il Parlamento del Costa Rica ha votato all'unanimità Lunedi scorso 1 luglio la nuova normativa che in pratica permette il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma senza sapere cosa stavano facendo.

 Tutti i 45 deputati hanno votato a favore della modifica della legge generale dei giovani, che modifica il codice del diritto di famiglia e riconosce i matrimoni 'senza discriminazioni contrarie alla dignità umana.' Molti legislatori dicono che non sapevano quello che stavano aprovando.

Un ultra conservatore vice Manrique Oviedo ha chiesto alla presidente Laura Chinchilla di porre il veto alla legge approvata per evitare che per un 'incidente' sia responsabile per la legalizzazione del matrimonio gay nel paese.

Il presidente, tuttavia, ha avvertito che non vieterà la nuova legge perché ritiene che l'attuale formulazione non consenta il matrimonio egualitario. Gli avvocati in Costa Rica, tuttavia ritengono che qualsiasi giudice può interpretare in modo diverso. Chinchilla già favorevole ai diritti LGBT e delle unione stabile tra persone dello stesso sesso, ma non al matrimonio.

In America Latina nel suo complesso, cinque paesi hanno già riconosciuto le unioni civili omosessuali, Argentina e Uruguay hanno l'uguaglianza del matrimonio pieno, mentre il Brasile, la Colombia, e Ecuador riconoscono le unioni omosessuali.

Fonte:http://www.lgbtqnation.com/2013/07/costa-rica-lawmakers-mistakenly-vote-to-legalize-same-sex-unions/

giovedì 4 luglio 2013

In edicola il nuovo numero di MicroMega: Ateo è bello! - Almanacco di libero pensiero

Esce giovedì 27 giugno in edicola e su iPad il nuovo numero di MicroMega, dedicato al tema dell'ateismo e intitolato “Ateo è bello! – Almanacco di libero pensiero”. Accompagna il volume monografico il fascicolo della tavola rotonda fra Paolo Flores d'Arcais, Maurizio Landini, Marco Revelli, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky su “Il futuro dell'Altrapolitica”.

Il volume sull'ateismo – dedicato a Paolo Di Modica, amico di MicroMega, musicista affetto da Sla e ateo consapevole recentemente scomparso dopo aver rifiutato l'accanimento terapeutico – contiene innanzitutto un inedito del filosofo statunitense Daniel Dennett, fra i più autorevoli esponenti del new atheism, sul tema “Ateismo ed evoluzione (perché non abbiamo più bisogno di Dio)”.
Il numero, che si apre con il contributo di Paolo Flores d'Arcais intitolato “Le ragioni dell'ateismo e l'ateismo della ragione”, ospita anche una corposa sezione (“Il mio ateismo”) in cui diverse personalità del mondo della cultura, della musica e dello spettacolo spiegano ai lettori di MicroMega come e perché sono arrivati a definirsi atei. Hanno inviato un contributo sul proprio percorso di non credenti: Simona Argentieri, Carlo Bernardini, Edoardo Boncinelli, Ascanio Celestini, Ivano Fossati, Giulio Giorello, Valerio Magrelli, Laura Morante, Piergiorgio Odifreddi, Gloria Origgi, Moni Ovadia, Boris Pahor, Valeria Parrella, Pierfranco Pellizzetti e Nicola Piovani.
Il blocco più “militante” del numero è poi dedicato al variegato mondo dell'attivismo ateo. In tutto il mondo, le associazioni e le pubblicazioni degli atei e razionalisti sono in effetti in forte crescita numerica, e Lucio Bondì si occupa di passarle meticolosamente in rassegna, continente per continente, paese per paese.
La realtà italiana viene inoltre più specificamente illustrata da Raffaele Carcano, presidente dell'Uaar, e da Adele Orioli, mentre completano il volume il saggio di Giorgio Vallortigara e Vittorio Girotto sul tema “Perché crediamo? Le basi biologiche del sovrannaturale”, la sezione filosofica sul pensiero ateo comprendente gli interventi di Carlo Augusto Viano, Edoardo Lombardi Vallauri, Olga Lizzini e Samuela Pagani (quest'ultime con un interessante saggio sull'ateismo nel pensiero islamico), lo “scherzo” di Alessandro Robecchi e la testimonianza “Il conforto dell'ateismo”, uno scritto che il già citato Paolo Di Modica stava preparando per questo stesso numero, poi rimasto interrotto a causa della scomparsa dell'autore.
Allegato al numero monografico sull'ateismo, il fascicolo sul “Futuro dell'Altrapolitica” ospita la tavola rotonda fra Paolo Flores d'Arcais, Maurizio Landini, Marco Revelli, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky. Al centro del confronto l'interrogativo, non più aggirabile né rinviabile secondo il direttore di MicroMega, riguardante il quando e il come far nascere un nuovo soggetto politico che raccolga il voto degli elettori democratici, decisi a combattere tanto il berlusconismo quanto l'inciucismo del Pd e l'autoreferenzialità della Casta. Un soggetto “giustizia e libertà”, per la nascita del quale sarebbe fondamentale il contributo, oltre che delle migliori energie della società civile organizzata, della Fiom, dei delusi del Pd e di un Movimento 5 Stelle depurato dalle sue logiche padronali.

IL SOMMARIO

LA LINEA GENERALE
Paolo Flores d’Arcais – Le ragioni dell’ateismo e l’ateismo della ragione Le due affermazioni ‘Dio esiste’ e ‘Dio non esiste’ non si collocano sullo stesso piano. L’onere della prova spetta infatti alla prima ma non alla seconda, che non afferma nulla più di quanto risulta provato dai dati di cui disponiamo. Dio è, in effetti, un’entità non necessaria per la spiegazione dei fenomeni, come tale destinata a cadere sotto il vaglio razionale e impietoso del ‘rasoio di Occam’. Dopo Darwin, l’ateismo è l’orizzonte ineludibile della filosofia.

A PIÙ VOCISimona Argentieri / Carlo Bernardini / Edoardo Boncinelli / Ascanio Celestini / Ivano Fossati / Giulio Giorello / Valerio Magrelli / Laura Morante / Piergiorgio Odifreddi / Gloria Origgi / Moni Ovadia / Boris Pahor / Valeria Parrella / Pierfranco Pellizzetti / Nicola Piovani – Il mio ateismo  Storie familiari diverse, percorsi di vita diversi, professioni diverse. Molto distanti, a volte, i punti di partenza, ma simile, nella sostanza, l’approdo: la consapevolezza di non credere. MicroMega ha chiesto ad alcuni amici le ragioni profonde del loro ateismo. O, in alcuni casi, della loro ‘volontà di ateismo’, che pure deve misurarsi con il peso (e, talvolta, la ricchezza) di contraddizioni, condizionamenti ed eredità passate.

ICEBERG 1 – nella mischiaLucio Bondì – Atlante dell’ateismo in Italia e nel mondoNate per difendere i diritti di chi non crede, affermare il principio della laicità dello Stato e diffondere una visione del mondo razionalista, associazioni, reti e pubblicazioni dell’ateismo militante sono negli ultimi anni in forte crescita numerica. Quella che segue è una rassegna, una sorta di censimento – il più completo che siamo riusciti a realizzare – delle varie realtà dell’attivismo ateo a livello mondiale.

Raffaele Carcano – Le buone ragioni dell’ateismo militanteInsegnamento della religione cattolica a scuola, Otto per mille, mancato riconoscimento delle unioni civili, del testamento biologico e dell’eutanasia, assenza di un conforto laico negli ospedali e nelle carceri, persistenza del reato di vilipendio della religione: sono solo alcune delle discriminazioni cui è esposto l’ateo italiano nell’arco di tutta la sua vita. Una violazione che è anche lesiva del dettato costituzionale, il quale garantisce piena libertà di coscienza a tutti i cittadini.

Adele Orioli – La vita a ostacoli dell’ateo italianoInsegnamento della religione cattolica a scuola, Otto per mille, mancato riconoscimento delle unioni civili, del testamento biologico e dell’eutanasia, assenza di un conforto laico negli ospedali e nelle carceri, persistenza del reato di vilipendio della religione: sono solo alcune delle discriminazioni cui è esposto l’ateo italiano nell’arco di tutta la sua vita. Una violazione che è anche lesiva del dettato costituzionale, il quale garantisce piena libertà di coscienza a tutti i cittadini.

Gérard Biard in conversazione con Gloria Origgi – La satira atea di Charlie Hebdo“Non c’è democrazia possibile senza laicità”. Ad esserne convinto è Gérard Biard, caporedattore di Charlie Hebdo, storico settimanale satirico francese fondato nel 1969 da François Cavanna e Georges Bernier. Che spiega ai lettori di MicroMega perché, nella patria della laïcité, c’è ancora bisogno di un giornale dichiaratamente ateo e anticlericale, senza autocensure

INEDITODaniel C. Dennett – Ateismo ed evoluzione (perché non abbiamo più bisogno di Dio)Per secoli si è pensato che occorresse un’intelligenza per produrre un’intelligenza, una mente per produrre una mente, un progetto per produrre un progetto. Il grande capovolgimento operato da Darwin costringe invece ad abbandonare questa prospettiva, e a cercare la radice del progetto e dello scopo in ‘forze cieche e senza scopo’. Con ciò, il grande naturalista ha, una volta per tutte, posto le basi per relegare in soffitta la ‘prova’ che deduce l’esistenza di Dio dai suoi effetti.

SAGGIOGiorgio Vallortigara e Vittorio Girotto – Perché crediamo? Le basi biologiche del sovrannaturaleIl galateo della non belligeranza fra scienza e fede pretenderebbe dalla prima una ‘neutralità’ circa la questione dell’esistenza di Dio. Ma, su una simile questione, la scienza non può affatto essere neutrale dal momento che, da un lato, offre risposte sempre più convincenti alle domande ultime della fede e, dall’altro, è sempre più in grado di spiegare il sorgere di quest’ultima nella mente dell’essere umano.

ICEBERG 2 – pensiero ateoCarlo Augusto Viano – L’ateismo nella storia della filosofiaNella storia del pensiero, l’ateismo ‘esplicito’ è una conquista relativamente recente, connessa all’emergere della nuova scienza della natura fra Sei e Settecento. Conseguenza filosofica fondamentale di quest’ultima fu in effetti la scissione fra divinità e ordine naturale, che non era riuscita alla tradizione filosofica precedente, e che avrebbe finito per relegare nei secoli successivi l’idea di Dio al campo prevalentemente morale, privandola di ogni valore conoscitivo.

Edoardo Lombardi Vallauri – Atei e credenti di fronte alla morteIn punto di morte, gli atei avrebbero la conversione facile, e l’idea che la fede consenta di convivere meglio con il pensiero della propria fine è molto diffusa. Eppure, a un’analisi attenta, essa risulta tutt’altro che fondata. Di fatto, il ‘credere’ del cristiano in una vita eterna dopo la morte non solo non lo mette al riparo dalla paura di quest’ultima ma, a ben guardare, finisce per rendere la morte ‘cristiana’ ancora più minacciosa di quella ‘atea’.

Olga Lizzini e Samuela Pagani – L’ateismo nel mondo islamicoDai pensatori ‘eternalisti’ dell’islam classico – sostenitori di una visione materialista secondo la quale “il mondo stesso è il fondamento ultimo dei fenomeni che eternamente lo costituiscono” – fino al contemporaneo Ibn Warra¯q, autore di Perché non sono musulmano: in questa dettagliata rassegna dell’‘ateismo’ nel mondo musulmano l’itinerario di un concetto eternamente ‘dissimulato’, eppure costantemente presente nella lunga storia della civiltà islamica.

SCHERZOAlessandro Robecchi – Fatti e misfatti di un self made GodDi sicuro c’è una cosa: Dio deve avere un ottimo ufficio marketing. Con tutte quelle faccende di antichi egizi, deserti da attraversare, cavallette, acque da dividere, a un certo punto il rischio era che si perdesse il lato umano della questione. Insomma, il prodotto perdeva appeal. Ma ecco la trovata geniale: il figlio segreto, un classico nella trama dei più appassionanti feuilleton di tutti i tempi.

MEMORIAPaolo Di Modica - La consolazione dell’ateismo Maggio 2007: Paolo Di Modica, musicista di talento che ha da poco superato la quarantina, riceve da un medico una diagnosi terribile: è affetto da sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Improvvisamente crollano tutti i progetti professionali ed esistenziali che Paolo e sua moglie Maria stanno portando avanti con entusiasmo. Eppure, in quella circostanza a dir poco drammatica, lungi dal trovare conforto nella fede e nella credenza in una vita dopo la morte, Paolo si immerge nella lettura di un famoso libro di Piergiorgio Odifreddi e prende
piena consapevolezza del proprio ateismo…

Nel fascicolo allegato:

Paolo Flores d’Arcais / Maurizio Landini / Marco Revelli / Stefano Rodotà / Gustavo Zagrebelsky – Il futuro dell’altra politicaAlle elezioni politiche dello scorso febbraio una netta maggioranza degli italiani ha espresso un voto contro Berlusconi e per il ‘cambiamento’. Ma questa delega è stata completamente tradita dalla forze presenti in parlamento. L’esplosione dell’astensionismo alle ultime comunali è una conseguenza diretta di una delusione e di uno scontento sempre più diffusi, ai quali nemmeno il Movimento 5 Stelle sembra più capace di dare voce. Com’è possibile uscire dalla palude? Di fronte all’attuale crisi della rappresentanza, potrebbe risultare utile una forza organizzata della ‘società civile’?

(26 giugno 2013)

Fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/micromega-52013-%E2%80%9Cateo-e-bello-almanacco-di-libero-pensiero%E2%80%9D-da-giovedi-27-giugno-in-edicola-e-su-ipad/ 

“Senza rosa né celeste". Diario di una madre sulla transessualità della figlia”: di Mariella Fanfarillo, prefato da Cirinnà.

«Ho imparato a mie spese la differenza tra vedere e guardare: ora so che da sempre io vedevo mio figlio ma guardavo mia figlia».  È da...