venerdì 31 ottobre 2008

Anno zero 30 Ottobre 2008

http://www.sabinaguzzanti.it/

Per tutti coloro che ieri sera non abbiano avuto modo di vedere gli interventi di Sabina e per coloro che invece volessero commentarli li riproponiamo qui. Buon Divertimento.

PRIMO INTERVENTO

SECONDO INTERVENTO

TERZO INTERVENTO

California: anche Ugly Betty contro la Preposition 8



L'elenco delle celebrità che si stanno schierando contro la Preposition 8 che vuole vietare per legge le nozze gay in California si allunga ogni giorno di più. E ognuno lo fa con il mezzo che più gli si addice. Dopo le esose donazioni di Brad Pitt, Steven Spielberg, Apple e Google, ecco il video di tutta la famiglia Suarez della famosa e gay friendly Ugly Betty, uno dei telefilm più amati dal pubblico gay di tutto il mondo. Eccolo nella versione spagnola

mercoledì 29 ottobre 2008

L' arroganza del governo Il decreto Gelmini è legge

Giovedì 30 lo sciopero generale


corteo universitari contro la Gelmini a Palermo, foto Ansa

Il Senato approva, in via definitiva, la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola con 162 a favore, 134 controri e tre astenuti. Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non è stato modificato dai senatori e ora è legge.

Intanto gli studenti continuano a protestare e si sono fatti trovare al loro posto a scandire gli slogan che hanno percorso le maggiori piazze della Penisola dall'inizio della protesta. Si tratta di circa 1.500 ragazze e ragazzi in larga parte delle scuole superiori. Con loro, in prima fila, gli insegnanti dei Cobas con uno striscione che reca la scritta «Gelmini Vattene» e «Il popolo della scuola pubblica» con il messaggio «Non distruggete la scuola».

Ancora un giorno davanti al Senato per urlare che quel decreto non deve passare: l'ennesimo sit-in sotto palazzo Madama.

È il giorno clou, a Roma dopo i temporali della notte anche la pioggia sembra dare tregua e gli studenti si preparano a tornare in quel collo di bottiglia tra Piazza Navona e Corso Rinascimento, chiusi dietro le transenne e la polizia in assetto anti-sommossa.

Qualcuno (una trentina) ha già preso posto dalle 9 dietro gli striscioni lasciati lì da martedì: gridano e aspettano i rinforzi. Sostegni bipartisan, come è ormai consuetudine contro il ministro Gelmini: «Per le vie della capitale ci saranno singoli cortei di studenti provenienti da diverse scuole e universitari sparsi, tutti diretti al Senato: i primi saranno a palazzo Madama verso le 10.30, gli altri verso le 12», spiega Roberto Iovino (Uds) e anche Francesco Polacchi (Blocco studentesco) dà appuntamento «alle 10 davanti al Senato».

Sul da farsi entrambi concordano: «Dopo il voto vediamo, dipende dalla giornata. Certo saremo migliaia». E comunque andrà «domani c'è lo sciopero».

È stato in ogni caso annullato il corteo previsto per il pomeriggio con partenza alle 14 da Piazza della Repubblica, mentre in questo momento si sta muovendo un corteo non autorizzato di studenti partito da Porta San Paolo e diretto a Trastevere che ora si trova in via Marmorata.

Intanto, sul fronte universitario nazionale ad Ancona l'Assemblea No 133, in cui il Gulliver-Udu Ancona è promotore della protesta, continua la pacifica occupazione della Facoltà di Ingegneria; a Brescia è previsto un sit-in con volantinaggio in piazza San Faustino da parte del "Comitato universitaglia: 133 passi indietro nessuno avanti"; a Cagliari nella Facoltà di Lettere a Piazza del Carmine alle ore 10 ci sarà il laboratorio di approfondimento "Il futuro dell'università italiana: istituzioni pubbliche o fondazioni private?"; a Lecce assemblee studentesche nelle facoltà di Lettere e di Economia; a Pavia lezioni in piazza (corso di Geometria 1 per Matematica e Fisica e lezione divulgativa di Fisica); a Padova fiaccolata di protesta contro la legge 133 organizzata e promossa dall'associazione Studenti Per sfilerà per le vie della città; a Macerata gli studenti, che hanno ieri occupato il rettorato improvvisando un corteo nella città, oggi improvviseranno nuove forme di

Protesta; ad Urbino assemblea d'ateneo alle 15; a Chieti-Pescara, infine, il movimento studentesco ha organizzato un'assemblea a Pescara e delle lezioni all'aperto a Chieti.

«Questo decreto è solo una parte di una riforma molto più ampia». Così il senatore leghista Federico Bricolo (Lega Nord) nella sua dichiarazione di voto oggi al Senato sul dl Gelmini che riforma la scuola.«Non è soffiando sul fuoco della protesta che si riforma la scuola - avverte Bricolo - sulla scuola la sinistra ha sparso solo critiche e falsità, nessuna proposta costruttiva. Su questo tema ci saremmo aspettati un'opposizione più matura. Ma così non è e quindi andremo a fare questa riforma da soli. Voi ieri avete protestato qui in Senato. Oggi vi diciamo che la ricreazione è finita e oggi approveremo il decreto». E infatti, alla faccia della democrazia.

su www.unita.it
Pubblicato il: 29.10.08
Modificato il: 29.10.08 alle ore 13.05

Ricercatori australiani: "Scoperto il gene transex" di Gay.it


Questa è una di quelle notizie destinate ascatenare polemiche e a riaccendere il vecchio dibattito sul fatto che il proprio orientamento sessuale si scelga o sia, in qualche modo, imposto dalla natura. Secondo i ricercatori del Prince's Henry Institute of Medical Research del Monash Medical Center sostengono di avere scoperto quale differenza genetica sta alla base del transessualismo. Non una scelta, quindi, stando allo studio australiano, ma una questione di geni. Per la precisione la scoperta si basa sulla presenza, in 112 uomini transessuali, di una versione più lunga del normale di un recettore androgeno. "E questa caratteristica - rivelano su Biological Psychiatry - determina un segnale più debole dell'ormone maschile, il testosterone". In ogni caso, aggiungono gli scienziati, "ci sono altri interruttori genetici sospettati di avere un ruolo nel transessualismo da uomo a donna".

Al di là di tutto, il risultato di questa ricerca pone l'accento su presunte cause biologiche e non psicosociali, di scelte personali o quant'altro. "Il recettore del testosterone meno efficiente - ipotizza la ricercatrice australiana Lauren Hare - potrebbe influire nello sviluppo cerebrale sin dal feto". E se così fosse, aggiunge Vincent Harley, "lo stigma sociale che addita l'identità transessuale come una scelta di vita verrebbe meno, lasciando il campo a una spiegazione biologica". Come se scegliere di vivere la propria vita in maniera più consona ai propri desideri fosse condannabile più che ritrovarsi a farlo per "cause di forza maggiore".
In ogni caso, la sperimentazione continuerà su un campione più ampio di persone, sebbene questo sia già il più vasto studio condotto in questo campo, in termini di persone coinvolte ed esaminate.


Festival Internazione del Film di Roma 2008 > L'occhio sul mondo

Roma 2008 - O signo da cidade - L'occhio sul mondo
mardi 28 octobre 2008 di Chiara Piccolantonio
(O Signo da Cidade) ; Regia : Carlos Alberto Riccelli ; sceneggiatura : Bruna Lombardi ; fotografia : Marcelo Trotta ; montaggio : Marcio Hashimoto Soares ; musica : Sérgio Bártolo, Zé Godoy ; interpreti : Bruna Lombardi (Teca), Juca de Oliveira (Aníbal), Eva Wilma (Adélia), Malvino Salvador (Gil), Graziela Moretto (Mônica), Denise Fraga (Lydia), Sidney Santiago (Josialdo) ; produzione : Pulsar Cinema Production, Globo Filmes, Coração da Selva ; origine : Brasile, 2007 ; durata : 95’

Le strade di San Paolo, le sue spiagge, la ricchezza e l’immensa povertà : ecco i luoghi di O Signo da Cidade, ecco l’opera di Carlos Alberto Riccelli.
Continua la rassegna Occhio sul mondo/Focus 2008, e continua, dopo la proiezione di ieri di Meu nome nao é Johnny, l’indagine dei registi brasiliani sulle cause del malessere sociale delle nuove generazioni. Una cartomante, esperta in astri, una trasmissione radiofonica, O signo da cidade, condotta dall’astrologa stessa, un vicino attraente, un padre sprovveduto, una madre lesbica, un viados, e tanti, troppi ragazzi da sostenere, cercando di convincerli che in fondo, c’è sempre qualcosa per cui valga la pena vivere.
Tutti i personaggi che animano il film ruotano attorno alla figura di Teresa (Bruna Lombardi, figlia del regista italiano Lombardi), cercando un appiglio, una sicurezza che possa confortarli in una realtà che oscura ogni sogno, che non dà certezze, né la possibilità economica di sopravvivere. Ciò che il regista prova a mettere in nuce sono le cause che hanno determinato questo malessere, le due realtà brasiliane, la ricca borghesia e le favelas, chi è riuscito ad adeguarsi alla società del consumo e chi no.
Teresa senza volerlo rimane inghiottita nel vortice delle problematiche di chi cerca il suo aiuto, divenendo lentamente una sorta di assistente sociale che cerca di curare, dopo il suicidio di un suo assistito, il malessere, trasformatosi in vera e propria psicosi, dei suoi clienti.
C’è sempre un segno, sembra volere alludere proprio il titolo del film, che ci fa capire che in realtà v’è spesso un buon motivo per vivere o per reagire, che sia una pioggia esplosa all’improvviso per spegnere un fuoco, o che sia un semplice incontro su di un ponte.
Molte sequenze commuovono lo spettatore, molte altre stupiscono per violenza e crudeltà, altre ancora sorprendono per ironia e immediatezza, Carlos Alberto Riccelli, insomma, cerca di costruire un racconto ricco di variopinti ritratti.
Bisogna credere per forza negli astri e sperare che la luna ruoti nel verso corretto o si può reagire e prendere di petto la vita : questo è l’interrogativo che pone il regista al pubblico, questo è l’interrogativo che pone ai personaggi stessi all’interno dell’opera. Ed ognuno trae le proprie conclusioni : chi crede che non ci si possa ancorare ad altro, se non alla speranza, chi invece crede che ovvie soluzioni possano essere trovate, cadendo e rialzandosi di volta in volta. Eppure la mano del destino sembra esserci sempre : c’è chi uccide per errore l’unica persona che è riuscito ed ha voluto salvare la vita della propria figlia, chi volendo spronare un ragazzo lo induce al suicidio. Poche comunque le storie con risvolti negativi, molte invece con finali positivi : la riconciliazione in punto di morte con un padre mai conosciuto, l’incontro e l’amore tra due solitudini, l’abbandono di un neonato che diviene il figlio e l’orgoglio di un viado e un omosessuale, l’amore tra la cartomante e il vicino in crisi coniugale.
Frammenti di vite, luci, colori, suoni, musiche, odori, spaccati della città di San Paolo, lunghi piani sequenza atti a documentare la realtà di una città molto contraddittoria, voci radiofoniche calde, urla di disperazione, urla di dolore : questo è quello che ci propone Carlos Alberto Riccelli, questo è quello che rende il film arguto e degno di nota.

martedì 28 ottobre 2008

CIGNI LESBO, MASCHI «DRAG QUEEN»: MOSTRA DI ANIMALI GAY CON POLEMICHE


Due femmine di cigno: come le coppie eterosessuali, restano insieme per tutta la vita

GENOVA — I fenicotteri super- papà (coppie formate da due maschi che allevano un maggior numero di piccoli), le scimmie bonobo che risolvono ogni conflitto con incontri sessuali etero, omo, o di gruppo, le balene gay e le drag queen ovvero maschi di varie specie definiti «opportunisti» perché si presentano e si comportano vistosamente come femmine per evitare combattimenti. In una parola l'omosessualità fra gli animali. Al museo di Storia Naturale Doria di Genova la mostra «Against Nature?» iniziata un po' in sordina, come anticipo del Festival della Scienza, sta ora avendo grande successo. In particolare nella comunità gay.



Su altri fronti, invece, la mostra che è nel catalogo del Festival per scolaresche al di sopra dei 9 anni, suscita perplessità: «Non do alcun giudizio di valore sull'omosessualità ma come mamma — dice Anna Maria Panfili, avvocato, presidente ligure del Forum delle famiglie — i miei bambini non ce li porterei». Don Marino Bruno, docente in un liceo genovese, dà fiducia agli organizzatori del Festival: «Sono persone competenti e se giudicano la mostra visitabile dalle scolaresche presumo sia così. In ogni caso il tabù provoca ignoranza ed è bene che dell'omosessualità si parli apertamente. Molto dipenderà da come gli insegnanti sapranno condurre la visita». La mostra, inedita in Italia — proviene da Oslo — illustra comportamenti omosessuali in 1.500 specie animali, dagli invertebrati ai mammiferi.



Su Internet viaggia un appello dell'Arcigay di Genova: «Invitiamo tutti i comitati gay e tutte le associazioni Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, ndr) a visitarla. È un'occasione divertente di imparare e di vedere qualcosa che in Italia con difficoltà viene esposto». L'Arcigay si offre quindi «di accompagnare chiunque ci contatti» per visite guidate. La risposta è stata entusiasta. Visitatori sono arrivati anche da Londra. Franco Grillini, presidente onorario Arcigay ne è rimasto affascinato: «Altro che gay contro natura! Rispetto a ciò che riescono a fare certi animali noi siamo educande». Al museo non prevedevano questo tam-tam ma ne sono ben felici: «Oslo — spiega il curatore Giuliano Doria — aveva posto al Festival della Scienza, come condizione per prestarla, che la mostra fosse allestita in un museo di Storia Naturale e noi ci siamo offerti. E' il nostro contributo al tema della "diversità" scelto dal Festival quest'anno».



Quanto alla visita delle scolaresche Vittorio Bo, responsabile del Festival è deciso: «Nessuno scandalo. L'approccio all'argomento è scientifico. Non c'è nulla di osceno o di offensivo». Il visitatore viene accolto all'ingresso del Museo da due esemplari di cigno imbalsamati: sono due femmine. I cigni formano nella vita una sola fedelissima coppia e questo vale per coppie etero e omo. Passando dai pinguini reali (un maschio su cinque preferisce lo stesso sesso) ai giochi erotici dei trichechi (usano le pinne), i comportamenti sessuali vengono spiegati dagli etologi anche per la loro utilità: nei gruppi di scimpanzé o di lupi l'accoppiamento fra maschi diminuisce l'aggressività. Su tutto una citazione di Magnus Enquist, etologo dell'Università di Oslo: «Ci sono cose che vanno contro natura molto più dell'omosessualità — cose che soltanto gli umani riescono a fare — come avere una religione o dormire in pigiama».

Erika Dellacasa

Omosessualità e terapie riparative: vecchi discorsi e nuove querele

polemicaSi riaccende la polemica tra Tonino Cantelmi, fondatore e presidente dell’Associazione Psichiatri e Psicologi Cattolici, e Davide Varì, giornalista di “Liberazione”.
Autore di un’inchiesta in cui si fingeva «omosessuale in cerca di cura», per conoscere il circuito italiano dei terapeuti riparativi dell’orientamento sessuale, ovvero coloro che perseguono lo scopo di ricondurre le persone omosessuali all’orientamento eterosessuale.


Nell’inchiesta pubblicata da “Liberazione” Cantelmi avrebbe confessato: «siamo un gruppo di psicologi che cercano di aiutare persone in difficoltà. La nostra è una terapia riparativa», ma dopo la pubblicazione di tale inchiesta, Cantelmi denuncia Davide Varì e smentisce quanto riportato dal giornalista.

Dopo la lettura del libro “Omosessualità e Vangelo” (Gabrielli editori), appena pubblicato, Cantelmi ha inviato una lettera aperta a Franco Barbero e a Pasquale Quaranta (rispettivamente autore e curatore dell’opera), e alla casa editrice, ritenendo che è stata lesa «gravemente» la sua immagine professionale poichè: «Vengo indicato come promotore di “terapie devastanti” sulla base di un articolo giornalistico. Purtroppo ciò lede gravemente la mia immagine professionale».

La precisazione di Cantelmi fa riferimento al libro “Omosessualità e Vangelo” in cui Franco Barbero, a pagina 28, scrive: «Gli autori di riferimento di queste devastanti teorie sono soprattutto due, Joseph Nicolosi, uno psicologo che opera in California, dove ha fondato con altri il NARTH, e Gerard van den Aardweg, uno psicologo olandese che lavora negli Stati Uniti e fa parte del NARTH.
In Italia il grande propugnatore di queste terapie è il diacono e professor Tonino Cantelmi, fondatore e presidente dell’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici e docente di psicologia all’Università Gregoriana».

Nella stessa precisazione, Cantelmi dice di aver querelato Davide Varì per la «penosa inchiesta». Ma, per la prima volta, Davide Varì replica pubblicamente alle accuse di Cantelmi e chiarisce che la querela non riguarda l’attribuzione a Cantelmi della pratica delle terapie riparative, ma l’averlo definito un “guru dei guaritori di gay” e aver qualificato il suo studio “un porto di mare”. Stanco infine di ricevere «accuse e menzogne», il giornalista Davide Varì annuncia un’azione legale nei confronti di Tonino Cantelmi.

Una polemica che ci fa capire, ancora una volta, come oggi in Italia parlare di fede, omosessualità e cura delle persone omosessuali sia sempre più fonte di contrasti e discussioni.

Per leggere le lettere di Tonino Cantelmi e Davide Varì basta cliccare su www.p40.it/cantelmi-terapie-riparative

Per approfondire

Gli psicologi americani si pronunciano contro le terapie per “guarire i gay”

L’Associazione degli Psicologi Americani (APA) e l’omosessualità

Apple, Google, Levi's e democratici per il diritto ai matrimoni omosex

di GIORGIO CAPPOZZO


Apple, Google, Levi's e democratici per il diritto ai matrimoni omosex
COSA avreste pensato se, durante il dibattito su Pacs e dintorni, aprendo il giornale aveste letto che la Telecom finanziava la battaglia a favore della libera scelta? Incredibile. Infatti. Eppure a una manciata di ore di volo da qui, alla vigilia delle elezioni più attese, Google, Apple, Levi's e altri colossi dispensano fior di quattrini per affermare il diritto degli omosessuali a sposarsi.

Lo spunto l'ha fornito il governo della California (uno Stato non proprio marginale) con "Proposition 8", un referendum che il prossimo 4 novembre tenterà di bandire una volta per tutte il matrimonio tra persone dello stesso sesso, legale dallo scorso maggio grazie a una sentenza favorevole della Corte suprema. La sfida democratica si chiama dunque "No on 8", e pesa non poco sugli esiti del braccio di ferro tra Obama e McCain.

Sedotti dalla doppia possibilità di portare avanti i propri ideali e di sfruttare gratuitamente le prime pagine dei giornali di mezzo mondo, i giovani guru fondatori di Google, Larry Page e Sergej Brin, non ci hanno pensato due volte: 140mila dollari a titolo personale all'indirizzo di Equality California, l'organizzazione che guida la battaglia, e un post senza equivoci pubblicato sul blog ufficiale della società: "[...] Noi ci auguriamo che gli elettori della California votino contro la Prop 8, in quanto nessuno deve essere privato del suo diritto fondamentale di sposare la persona che ama, quale sia il suo orientamento sessuale". Un'attitudine liberale suffragata dalla community Gayglers (gay+googlers), directory di Google dedicata ai lavoratori omosessuali.

A seguire, la Apple dello slogan "Think different!" ha contribuito con un assegno di 100mila dollari e alcune righe pubblicate nelle Hot News: "Riteniamo che questa sia una questione di diritti civili piuttosto che solo una questione politica e ci schieriamo pubblicamente contro la Prop 8". L'impresa di Cupertino rivendica il profilo aziendale, sottolineando come sia stata tra le prime aziende californiane a riconoscere ai propri dipendenti omosessuali pari opportunità.

Con un magro contributo di 25mila dollari, si è conquistata un posto al sole anche la Levi's Strauss, eletta dal periodico PlanetOut come uno dei marchi più apprezzati dalla comunità gay, a pari merito con la stessa Apple. E non mancano, nella lista della campagna "No on 8", tra le più costose della storia americana (41 milioni di dollari già versati), contributi eccellenti: Brad Pitt, Gorge Lucas e l'attore T. R. Knight. Centomila dollari ciascuno. La stessa somma versata dal Partito democratico.

Barack Obama, consapevole che le battaglie civili sono terreni minati - in particolar modo quelle che hanno a che fare con sesso e procreazione - , ha mandato avanti il suo vice. Joe Biden, ospite del programma televisivo Ellen, condotto da Ellen DeGeneres, lesbica dichiarata e sposa recente dell'attrice Portia De Rossi, si è congratulato con lei per poi aggiungere: "Se vivessi in California voterei chiaramente contro la Prop 8".

Vip, colossi aziendali, politici. Il fronte conservatore a favore della "Proposition 8" (Yes on 8, sostenuto dall'associazione ProjectMarriage.com), non nasconde la sua preoccupazione. "La nostra campagna - ha detto il portavoce Chip White - vede la partecipazione di semplici cittadini da ogni angolo della California. Certo è che il potere economico dei nostri avversari rischia di travolgerci". Da qui la chiamata alla militanza del popolo tradizionalista contro "quei perversi" di Hollywood, l'acquisto di spazi televisivi per 12,5 milioni di dollari e la richiesta di contributi ad altri Stati (lo Utah si è dimostrato il più solidale).

Il dibattito attraversa forum e blog specializzati, anche in Italia. Su pandemia.info, per esempio, si discute sull'opportunità o meno che aziende quotate in Borsa entrino a gamba tesa nelle questioni politiche, e se proprio in quanto società private non approfittino di tali occasioni per svolgere mere operazioni di marketing. Qualcuno accenna all'attrazione esercitata dal consumatore omosessuale o single, il cui reddito non è "distratto" da coniugi e figli, altri tengono di poco conto gli eventuali secondi fini, considerando prioritaria la battaglia civile. Tuttavia sembra che la notizia, pur appassionando, non sorprenda il lettore italiano. Che sarebbe invece spiazzato se, aprendo il giornale, leggesse che la Telecom...

(28 ottobre 2008

sabato 25 ottobre 2008

* GENOVA Le «lucciole» scendono in piazza contro il Comune


Un gruppo di lucciole ha manifestato sabato 25 ottobre in piazza Campetto, nel centro storico di Genova. Le donne, con ombrellini rossi e mascherine, hanno diffuso volantini contro il provvedimento del Comune di Genova che intende vietare l'affitto dei bassi con uso abitativo. Alla manifestazione ha preso parte anche Pia Covre, leader storica del movimento e presidente del comitato diritti civili delle prostitute

Questa notte torna l'ora legale


ZOOM

Questa notte torna l'ora legalem

Alle 3.00 di questa notte lancette indietro di un'ora

Le lancette dell'orologio vanno un'ora indietro: questa notte alle 3 finisce il periodo di ora legale, e l'orologio torna indietro di un'ora. Grandi risparmi in denaro, ma anche grande stress. Sono numerose le persone che non riescono ad abituarsi ai continui cambi di ora.

Da qualche giorno è online il sito della Rete Lenford.




L’Avvocatura per i diritti LGBT è stata fondata su inziativa di tre avvocati Saveria Ricci, Francesco Bilotta e Antonio Rotelli, per rispondere al bisogno di informazione e di diffusione della cultura e del rispetto dei diritti delle persone omosessuali nel nostro Paese.

Promuove la costituzione di una Rete di avvocati su tutto il territorio nazionale che si occupano della tutela giudiziaria delle persone omosessuali.
La rete è stata chiamata Rete Lenford per ricordare il barbaro omicidio di un avvocato jamaicano impegnato nel rispetto e nella lotta per i diritti delle persone sieropositive. Per i membri dell’Avvocatura per i diritti LGBT, Lenford rappresenta un esempio da proporre ai colleghi avvocati che hanno deciso di assolvere,anche nel campo della tutela dei diritti delle persone omosessuali, la loro funzione sociale di sostegno e tutela alle persone discriminate.

L’obiettivo dell’Avvocatura per i diritti LGBT è quello di mettere in contatto professionisti che operano su tutto il territorio nazionale in modo che possano scambiarsi informazioni, individuare colleghi che possano seguire da vicino fatti che si svolgano a molta distanza, creare momenti di confronto e di crescita culturale.

www.retelenford.i

Cossiga: "Massacrare i manifestanti senza pietà!"



Da un'intervista rilasciata al Quotidiaqno Nazionale,
22 ottobre 2008
(audio: Cruciani, La Zanzara, Radio24)

''Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell'Interno.
In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perche' pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito..."

''Lasciar fare gli universitari.
Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita', infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta''

''Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra' sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri''

''Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pieta' e mandarli tutti in ospedale"

"Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta', ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano''.

''Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si'.

Francesco Cossiga

venerdì 24 ottobre 2008

Brasile, sì all'adozione per una coppia di gay

pubblicato da aelred in: Famiglie Mondo

Carlos Henrique e il suo compagno sono la prima coppia gay brasiliana ad aver ottenuto il diritto di adottare bambini: nel loro caso si tratta di due sorelline di 5 e 7 anni, che si trovavano all’orfanotrofio di Recife, sottratte alla patria potestà dei genitori a causa dei maltrattamenti subiti.

Per la prima volta un giudice, Elio Braz, ha ritenuto che due uomini sono in grado di garantire alle bambine un ambiente familiare sereno, dal momento che “costituiscono una famiglia affettiva capace di cure, attenzioni, sostentamento ed educazione”. I due uomini vivono insieme da 13 anni.

La lotta di Sandra Alvino, esponente storica del movimento trans italiano

pubblicato: lunedì 20 ottobre 2008 da Robo in: Attraversamenti di genere Omofobia Mondo

Sandra Alvino con il maritoSandra Alvino (in foto con il marito) è la presidente dell’Associazione Italiana Transessuali e non ce la fa più ad essere discriminata. Ha sessantaré anni e da venticinque è sposata. Per questo rinuncia al suo sogno di essere - e sentirsi - donna. Nata uomo, Sandra Alvino è diventata donna. Ma ora dichiara:

“Poiché non sono mai stata considerata donna, né dalle istituzioni pubbliche, né dalla Chiesa, rigetto il documento che all’anagrafe mi definisce tale e voglio che mi si chiami Sandro. Il documento anagrafico non mi è servito che a subire un grave danno psicologico. Non desidero più essere derisa e umiliata, essere considerata un soggetto pericoloso e non poter avere nemmeno la patente di guida”.

E, amareggiata, conclude: “Meglio allora tornare Sandro”

Prostituzione di strada, il grande bluff della giunta Alemanno


COMUNICATO STAMPA


Prostituzione di strada, il grande bluff della giunta Alemanno

Dopo l’aggressione di 2 transessuali, De Pierro denuncia l’inefficacia del provvedimento

Roma, 23 ottobre 2008 – “Quella sicurezza che è stata sbandierata dal sindaco Alemanno non sempre poi ha riscontro nei fatti concreti” dice Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, riferendosi all’aggressione subita da due transessuali ieri notte in via dei Campi Sportivi, all’altezza di Ponte Flaminio. “Le cronache sono costellate – aggiunge – di violenze che sono in forte incremento. Si scopre, ancora una volta, la tendenza propagandistica e demagogica dell’attuale amministrazione capitolina. Infatti la tanto ostentata azione nei confronti della prostituzione di strada che noi combattiamo da anni non sembra tramutarsi in fatti concreti”.

Poi rivolgendosi all’inefficacia e alla sterilità del provvedimento varato dalla giunta Alemanno sul tanto discusso quanto pubblicizzato tema della prostituzione, il presidente dell’Italia dei Diritti dichiara: “Il fatto che due transessuali siano stati aggrediti e colpiti con armi da fuoco, indica , in ogni caso, che continuano regolarmente a vendere il proprio corpo, in barba ad un’ordinanza che si sta rivelando un bluff di rara inefficacia”.

Addetta Stampa

Barbara Del Fallo

Capo Ufficio Stampa

Valentina Lombardi

Via Virginia Agnelli, 89 – 00151 Roma

Tel. 06-97606564; cell. 347-7463784

e-mail: italiadeidiritti@yahoo.it

sito web www.italymedia.it/italiadeidiritti

Jörg Haider era GAY


Poteva l'esponente di DESTRA più estremo e famoso d'Europa essere OMOSESSUALE?
Si, poteva... anzi, lo ERA!
A pochi giorni dall'incidente stradale che l'ha privato della vita, ecco che arrivano scottanti verità sulla vita NASCOSTA di Jörg Haider.
Sposato, con figli e con il famoso VIZIETTO!
A dirlo il suo più STRETTO collaboratore, Stefan Pet, 27enne, che ieri ha ammesso come Haider fosse l'UOMO DELLA SUA VITA! Un velo di ipocrisia tolto con forza dalle MASCHERE della destra austriaca, messa in ginocchio da una scottante verità, che in Austra in realtà TUTTI SAPEVANO... anche qui, nella DESTRA PIU' ESTREMA, ci sono omosessuali.
Evitando il dibattito di COME si possa essere omosessuali e appartenere ad un partito politico che TUTTO farebbe per EMARGINARTI DAL MONDO ( concetto che non capirò MAI! Può un GAY votare Fiamma Tricolore? No, NON PUO'!! ), voi che dite... avremo MAI un OUTING simile in Italia?

La campagna per ateismo ha già ricevuto donazioni record

"
LONDRA
In genere pubblicizzano film in uscita o l’ultimo profumo di Armani, ma ora sugli autobus di Londra campeggieranno poster con la scritta: «Dio probabilmente non esiste, quindi smettila di preoccuparti e goditi la vita». La campagna, naturalmente ad opera di associazioni atee, ha ricevuto offerte record per un totale di 113mila dollari, superando di ben sette volte gli obiettivi prefissati.

Tra i donatori vip c’è il professore di biologia della Oxford University Richard Dawkins che ha donato novemila dollari. La British Humanist Association, che gestisce i fondi, ha spiegato che l’iniziativa - che dovrebbe durare per tutto il mese di gennaio - ha ricevuto un tale successo che potrebbe estendersi anche a Manchester e Edimburgo. A capo della campagna è la sceneggiatrice inglese Ariane Sherine, che ha spiegato di aver pensato all’iniziativa dopo aver visitato un sito cristiano in cui si spiegava che i non credenti finiranno all’inferno.

«Ho pensato che sarebbe stato positivo presentare un messaggio incoraggiante, per gli atei questa è l’unica vita che abbiamo e dovremmo godercela non vivere del terrore». La campagna è anche una risposta a quello che gli atei definisco un trattamento preferenziale dato alla religione nella società britannica

giovedì 23 ottobre 2008

Gay Pride, "il cardinal Bagnasco non ci riceve"

Grillini: "Vorrei spiegargli le nostre ragioni"
di Donatella Alfonso
Il pride di Genova? «Vorrei che dalla Liguria partisse un´occasione per una discussione vera sui diritti individuali, e che questa marea che caratterizzerà le vie di Genova sia l´elemento che porti ad una nuova mobilitazione» dice Franco Grillini, già parlamentare Ds, storico fondatore e ora presidente onorario di Arcigay. Le polemiche con il mondo cattolico per la sfilata del Pride e la processione del Corpus Domini? "Dico la verità, avremmo fatto veramente a meno di trent´anni di scontro frontale che noi non abbiamo cercato, e il cui inizio è la pastorale di Joseph Ratzinger del 1986... Io mi auguro di poter fare due chiacchiere con Bagnasco, non si capisce perché parli con tutti e non con noi: il dialogo noi lo abbiamo sempre cercato, è un atto costitutivo del movimento omosessuale. Peraltro Bagnasco è stato molto moderato rispetto alle azioni scomposte di una parte del mondo politico...".

Parte dai "25 anni di rivoluzione gentile", come recita il sottotitolo del suo Ecce Omo (scritto con Laura Maragnani) e nella saletta affollata del Fnac Franco Grillini, accompagnato dal presidente nazionale di Arcigay, il genovese Riccardo Gottardi, fa il punto di quanta strada abbia fatto il movimento dei diritti civili, strettamente legato a quello dei diritti omosessuali, ma quanto ora rischi d´una battuta d´arresto. E dà in pratica il via alle manifestazioni che porteranno agli eventi del Gay Pride di giugno, forse il 13, forse un´altra data. «Con questo governo il dialogo è impossibile - chiarisce Grillini - tranne qualche dichiarazione sul rifiuto dell´omofobia, non c´è nulla. Non parliamo delle prese di posizione del ministro Carfagna sul Pride; e per quanto riguarda le unioni di fatto, c´è solo la proposta Brunetta-Rotondi che peraltro esclude gli omosessuali dalla definizione di famiglia E allora spero che non venga nemmeno approvata». ma i progressisti, insiste Grilli, hanno comunque il dovere di darsi da fare, di «anche se con poche illusioni» e proprio il Prode, in particolare quello di Genova, «può avere una risonanza enorme, e soprattutto non limitarsi alla sfilata finale, troppo spesso indicata come folcloristica perché si preferisce fotografare venti viados invece che migliaia di persone qualsiasi».
Il Pride porta bene, insiste Grillini, e ricorda l´elezione di Nichi Vendola a presidente della Puglia dopo l´evento più difficile, contestato e di successo degli ultimi anni. faremo la nostra parte, assicurano i rappresentanti della politica locale; da Cristina Morelli, che dei Verdi è responsabile nazionale dei diritti civili e che ricorda come la regione stia lavorando ad una legge contro l´omofobia, mentre in Comune resta la proposta dei Pacs in stile Padova, all´assessore regionale alla Cultura Fabio Morchio, che conferma come l´appoggio ci sarà, anche se i soldi, quelli non potranno essere molti. Ci saremo e proprio la Genova dei diritti saprà trovare un´eco, conferma Marina Dondero, vicepresidente e assessore alle pari opportunità della Provincia.

Nando dalla Chiesa, consulente di Marta Vincenzi per i diritti e la promozione della città, ricorda che la sindaco si è detta "lusingata" della scelta, e che l´intenzione è quella, davvero, «di confrontarsi non solo su manifestazione e corteo, ma su occasioni per ragionare in modo aperto e responsabile su tutto ciò che il movimento ha da esprimere».
(22 ottobre 2008)

mercoledì 22 ottobre 2008

Viaggio nel mondo trans

Sono i più diversi tra i diversi. A molti suscitano disagio. Ad altri desiderio. Ad alcuni violenza: gli omicidi di transessuali quest’anno sono raddoppiati. Ma chi sono veramente? Siamo andati a vedere come vivono, tra paura, emarginazione e speranza

Rosella Simone

01/09/2008

Monique, in via Novara, dove è stata uccisa una trans il 29 luglio.

Credits: Olycom

Siamo andati in via Novara, periferia ovest di Milano. Volevamo capire come era potuto accadere che una persona fosse stata massacrata di botte, stuprata e gettata via come un kleenex usato. Un nastro di asfalto, alti lampioni solitari, ai lati un verde cespuglioso e fitto, zanzare accanite, marciapiedi e transessuali. È lì che, la notte del 29 luglio, due ragazzi, un marocchino minorenne e un italiano di 20 anni, vanno. Hanno pippato, si sentono dei duri e cercano qualcuno da umiliare. Samantha ha 26 anni, è alta 1,70, è una transessuale, come tutte le altre che punteggiano quelle luci di periferia. «Cosa vuoi, 30 euro? E chi ce l’ha! Però guarda, sono bello!» e si tira giù i calzoni. Quando Samantha dice no, perdono la testa. È possibile capire come un desiderio si trasforma in odio? Monique si vende un centinaio di metri più in là da dove i due balordi hanno caricato Samantha. Ha occhi da cerbiatto, un seno da sbalordire Fellini, decima misura. «Sì, conoscevo Samantha. Era gentile, delicata. Sì, ho paura ma cosa posso fare? Se non avessi avuto bisogno, Dio lo sa, che non stavo qui! Di giorno faccio la parrucchiera, vado in casa. Ma i soldi non bastano mai, voglio comprare un appartamento a mia madre, far studiare mia figlia». Anche Jenny, 36 anni, pelle diafana e occhiali, la conosceva: «Cerchiamo di controllarci a vicenda, di stare più attente adesso». Come spiega tanta violenza? «Siamo diversi, donne imprigionate in un corpo sbagliato» dice e sorride dolcemente come se con questo dovessimo capire. Perché anche il nostro sguardo è invadente, indaga, con una curiosità maliziosa, per carpire quel tratto che la tradirà maschio: la bocca, il seno, le mani e, soprattutto, se è operata. «No. Sono orgogliosa di essere trans, una diversa». È l’ambiguità che ci attrae e ci respinge, che ci sollecita un disagio che potrebbe tracimare nel fastidio? Perché sono troppo? Troppo alte, troppo appariscenti, troppo sessualmente vistose, donne paradossali? O perché sono belle, provocanti e mettono in scena una libertà sessuale che abbraccia l’impossibile e che aggancia il desiderio come carta moschicida? Anche Antonia Monopoli, attivista dell’associazione transessuale La Fenice, che ci ha accompagnati in questa incursione nella notte, è una trans. Non ha niente di vistoso se non se stessa. 36 anni, un metro e ottanta, esile come un scultura di Giacometti, capelli rossi, occhi verdi e voce roca. Controlla con cura gesti, intonazioni della voce, persino i sospiri. Veste jeans severi e una maglietta che sottolinea appena piccoli seni. Non c’è niente di volgare in lei, ma non passa inosservata. «Oggi i pregiudizi nei confronti di noi trans sono più camuffati, ma serpeggiano dappertutto. Lo capisco quando cammino per la strada e incontro lo sguardo della gente. Occhi nei quali leggo diffidenza e morbosa curiosità. Spesso la mancanza di rispetto. Ho dovuto imparare, con fatica, a non farmi ferire da quegli sguardi». Con pazienza corregge il nostro incepparsi sul femminile, sopporta il nostro scrutarla, quasi volessimo farle una radiografia. Anche Priscilla non è operata, perché ci vogliono soldi e lei deve ancora pagare i 10.000 euro all’“amica” che le ha ceduto il posto sul marciapiede. «Un cliente» dice «chiede tre cose: Sei dotata? Sei attiva? Quanto costi?». E allora forse non sono loro a mascherarsi, ma loro a smascherare noi cosiddetti “normali”. O almeno quella parte di noi che ci sconcerta: quell’uomo che si nasconde in ogni donna, quella donna che si nasconde in ogni uomo. Un transessuale può risvegliare in alcuni il desiderio, mai ammesso, di una esperienza omosessuale. E quel desiderio inaccettabile si può trasformare in paura, fobia e violenza. «L’Italia insieme agli Usa è il Paese dove si segnalano più omicidi di persone trans: 8 nel 2007; quest’anno, e siamo solo ad agosto, il numero è raddoppiato» sottolinea Porpora Marcasciano, sociologa e attivista militante del movimento GLBTQ (Gay, Lesbiche, Bisessuali, Transgender, Queer), autrice, tra l’altro, di Favolose narranti. Secondo volume di storie di transessuali per il Manifesto libri. Come spiega questo sovrappiù di violenza? «Io lavoro con le reti europee su progetti che riguardano la prostituzione e ho potuto constatare che da noi negli ultimi anni, invece che sul dialogo, si è puntato sulle prediche dai pulpiti e sulla caccia al diverso, scegliendo di lasciar andare nel degrado alcune aree delle periferie delle città per poi orchestrare campagne contro le “categorie pericolose”, come le prostitute. E i transessuali». Donne non donne che ci fanno smarrire i sensi, e allora può accadere che si condanni e basta. Tracciando una equazione pericolosa: transessuali uguale prostituzione, promiscuità sessuale, droga, emarginazione. Antonia, paziente, racconta: «Da bambina sognavo il principe azzurro e un mondo delicato; non sapevo di essere “sbagliata”. Su consiglio del medico di base, a sette anni mia madre mi ha portato al Centro psichiatrico di Bisceglie, che allora si chiamava manicomio, dove le avevano suggerito elettrochoc o lobotomia. Che cosa ero, non lo sapevamo né lei né io. Sapevo solo che c’era quella parte fisica di me che non mi apparteneva. Anche da prostituta mi feriva il fatto che i clienti volessero la mia parte maschile. Poi, sei anni fa, ho trovato la forza per cambiare. E anche, finalmente, un lavoro: faccio la cartomante astrologa in un call center».
Marcella Di Folco, presidente del MIT (Movimento Identità Transessuale), ha 65 anni e ha vissuto tutte le stazioni del calvario trans: il tentativo disperante di credersi omosessuale, pagare gli uomini per essere amata, trovare il coraggio e i soldi per affrontare l’operazione e la strada per sentirsi, finalmente, desiderata. «Siamo in 20.000 in Italia e solo il 20 per cento va sulla strada, le altre cercano la normalità. Cercare lavoro per una trans vuol dire misurarsi con una catena di no, con percentuali di disoccupazione sino all’80 per cento». Solo lo spettacolo e la moda le contempla come sono, più spesso spariscono dietro i microfoni dei call center, lavoratore atipico, due volte invisibile. Oppure fanno le cassiere nei supermercati, commesse nelle boutique, parrucchiere, impiegate. Con un pensiero fisso: l’operazione che le transiterà anche nel corpo nel femminile e darà loro il diritto di avere un documento con un nome da donna. «Non operata. Rinata» ci ha detto Cristiana, maliziosa diva della notte.
Dal 1982, in Italia, esiste la legge 164 che riconosce, dopo un iter medico psicologico che può durare alcuni anni, il diritto al cambio di genere sui documenti di identità, a condizione che la persona accetti di sottoporsi a una operazione di demolizione e ricostruzione degli organi sessuali; nei due sensi MTF, maschio che diventa femmina, e FTM, femmina che diventa maschio. Niente operazione, niente nuova identità, all’anagrafe resti un maschio. Trovare un lavoro così “dimezzata” è difficile. La prostituzione, allora, diventa un destino.
«Vivo in famiglia, non bevo, non tiro cocaina, non mi prostituisco, lavoro in ufficio come consulente del lavoro e il giorno della tesi ho voluto le mie amiche trans. Quando ti sei accorta? mi chiedono in molti. Non mi sono accorta, io ero. Ma mi mancava un modello di riferimento. Perché o sei maschio o sei femmina, oppure non sei. E allora soccombi o conosci la rabbia e la fai tua, la fai diventare strumento politico e così impari a essere» spiega Monica Romano, occhi pervinca, capelli platino, jeans e maglietta. È la presidente dell’associazione La Fenice, si è laureata in Scienze politiche l’anno scorso con una tesi sulla transessualità come oggetto di discriminazione, uscita ad aprile per Costa&Nolan intitolata Diurna. «Vorrei dire alla gente una sola cosa» conclude Antonia: «Il rispetto degli altri non c’entra con il genere sessuale, è un diritto di tutti gli esseri umani, qualsiasi cosa scelgano di essere».


http://www.donnamoderna.com/il_sesso/Eros-psiche/pagina_articolo/ilsesso/viaggio-nel-mondo-trans.html

La transessualità come oggetto di discriminazione


Autore: Monica Romano

Titolo: Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione

Prefazione: Diana Nardacchione

Postfazione: Helena Velena

Pagine: 160

Collana: Nuovi ritmi

Chi sono le persone transessuali? Quale significato e valenza dobbiamo attribuire al termine "transgender"?

Il libro di Monica Romano dà una risposta ampia ed esaustiva a questi quesiti da sempre circondati da un alone di ignoranza e pregiudizio, fornendo un punto di vista "insider" sulla tematica: quello di una persona trans.

Si analizza in particolar modo la situazione italiana, rivelando le dinamiche di discriminazione, delegittimazione ed oppressione esercitate nei confronti delle persone trans in ambito sociale e culturale, sulla base di una concezione binaria dei generi, elevata a dogma dal "benpensante" mondo contemporaneo occidentale.

"Diurna" è il primo saggio italiano che approfondisce la problematica della discriminazione nel mondo del lavoro delle persone trans attraverso interviste, testimonianze dirette e racconti di vita.

Non manca infine un approfondimento della letteratura storico-antropologica su transessualità ed identità transgender, testimone della presenza delle stesse in epoche e luoghi diversi dalla società occidentale contemporanea.

"Ho trascorso buona parte dell’infanzia e dell’adolescenza a pormi domande. Quando sei bambino non hai bisogno di definirti, semplicemente “sei”. E non cogli l’imbarazzo delle persone che hai attorno.

Poi arriva il giorno in cui qualcuno cerca di convicerti che qualcosa in te non va. Che non puoi muoverti in quel modo, parlare come parli, giocare a quei giochi.

La mia identità di genere era visibile e percepita dagli altri. Gestualità, voce, sguardo, mi rivelavano.

Crescendo, realizzi che ci sono i ragazzi, le ragazze, e tu.

Quando vedi i tuoi compagni ridere e scherzare non con te, ma di te, vivendo quotidianamente il dileggio, gli insulti, le botte, inizi a porti domande.

Nelle risposte può stare il senso di una vita"

Stragi naziste: la Cassazione condanna la Germania a risarcire

Soldati nazisti
La Germania dovrà risarcire nove familiari delle vittime della strage consumatasi il 29 giugno 1944 a Civitella (Arezzo) sull’appennino tosco-emiliano. Lo ha stabilito la Cassazione respingendo il ricorso con il quale la Germania contestava di poter essere chiamata a risarcire danni a suo avviso già “coperti” dal trattato del 1947 e dagli accordi di Bonn del 1961.

È la prima volta che la Cassazione sancisce il diritto ad essere risarcite - nell’ambito di un procedimento penale - per le vittime delle stragi naziste. Finora c’erano state solo delle sentenze nelle cause civili per risarcimento danni chiesto dai cosiddetti “schiavi di Hitler”. Nessun altro paese al mondo - ha rilevato l’avvocato della Germania, Augusto Dossena - ha mai intentato cause di risarcimento nei confronti della Germania applicando la clausola dell’immunità, che infatti il legale aveva chiesto anche in questo caso. Ma la sua istanza è stata respinta.

Nella sua requisitoria il sostituto procuratore militare Roberto Rosin, davanti alla Prima sezione penale della Cassazione, aveva sostenuto che la Germania è tenuta a risarcire i danni morali patiti dai familiari delle vittime civili uccise, in azioni di rappresaglia, dai militari tedeschi in Italia durante la Seconda guerra mondiale perché gli accordi economici, risarcitori, firmati dall’Italia e dalla Germania nel 1947 e poi nel 1971 comprendono solo i danni per la deportazione degli ebrei.

Questa la posizione dell’accusa nell’udienza sulla strage del 29 giugno del ‘44 a Civitella, Cornia e San Pancrazio (Arezzo) nella quale con un colpo alla nuca furono uccise, dai nazisti, 203 persone, tra le quali anziani, donne e bambini. Le donne furono anche violentate e di alcuni cadaveri fu fatto scempio.

La condanna rappresenta un caso unico, che potrebbe aprire la strada a molte richieste di risarcimento per episodi simili. È arrivata nell’ambito del processo penale a carico dell’ex sergente Max Josef Milde (88 anni) condannato all’ergastolo in via definitiva.

In particolare il Pg Rosin ha chiesto la conferma del verdetto emesso dalla Corte militare d’appello di Roma il 18 settembre 2007, che convalidava la condanna all’ergastolo per Milde e quella in solido dell’imputato e della Repubblica federale tedesca a risarcire i familiari di 9 vittime della strage di Civitella con una cifra complessivamente pari a circa 800 mila euro.

In alcuni passaggi della sua requisitoria, Rosin ha sottolineato che “gli accordi intercorsi fra l’Italia e la Germania riguardano solo i risarcimenti per la deportazione degli ebrei e non c’è nessun altro accordo sugli altri danni morali che sono rimasti impregiudicati”. In proposito, Rosin ha aggiunto che “non so se questo sia successo per una scelta volutamente astensionista di Italia e Germania oppure perché i due Stati contraenti ben sapevano che non si può negoziare sui diritti inalienabili, come quello del diritto al risarcimento per i crimini contro l’umanità”.

Rosin ha anche insistito affinché siano i giudici italiani, nei processi per le stragi naziste ancora in corso, a concedere e liquidare i risarcimenti “perché, in Germania, i crimini commessi dagli ex nazisti, come è avvenuto recentemente nel caso di alcuni ufficiali responsabili della strage di Cefalonia, sono considerati alla stregua di delitti comuni e vengono dichiarati prescritti”. Inoltre Rosin non ha mancato di rilevare che “la controversia sui risarcimenti alle vittime dei crimini di guerra commessi dagli ex nazisti, tocca aspetti politici dei rapporti tra Italia e Germania”.

UNGHERIA, CAMPI DI RIEDUCAZIONE PER OMOSESSUALI


Campi di rieducazione per omosessuali. I gay, secondo la Chiesa calvinista ungherese, avranno la possibilità di correggere le loro “innaturali” propensioni sessuali grazie alla forza della preghiera e all’esempio di Cristo. La controversa inziativa è ispirata ad alcuni progetti organizzati della setta puritana americana ‘[1] Exodus‘, il cui obiettivo dichiarato è quello di incentivare i singoli Stati dell’Unione ad adottare politiche discriminatorie nei confronti degli omosessuali, abolire le leggi che pongono divieti al possesso di armi da fuoco e, per ultimo, favorire l’immigrazione di massa dei fedeli verso la Carolina del sud, patria dei padri pellegrini e della secessione schiavista. I campi ungheresi, in questo caso, saranno composti, scrive il quotidiano Nepszabadsag, da cinque persone guidate da un pastore. Il quale “confidando nell’amore di Gesù” pregherà affinché i gay si liberino dal loro vizio. La chiesa cattolica, maggioritaria in Ungheria, considera innaturale l’omosessualità ma non ritiene, secondo Nepszabadsag, che i gay debbano frequentare particolari corsi di rieucazione.



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LA SOLIDARIETà è PREZIOSA


di Nicoletta Poidimani

Questa mattina presso il Tribunale di Milano, Preziosa - la trans brasiliana che nel luglio scorso venne violentemente picchiata nel Cpt milanese di via Corelli - verrà finalmente sentita come "persona informata sui fatti". In seguito a quel pestaggio e all'omissione di soccorso da parte del personale della Croce Rossa, Preziosa trovò il coraggio di denunciare l'accaduto, pur sapendo il rischio di ritorsioni a cui andava incontro.

Per sostenerla, il Comitato antirazzista milanese si troverà sotto il tribunale con lo slogan "la tua solidarietà è preziosa" e nel comunicato ricorda che "si arriva a questa data senza aver ottenuto alcuna garanzia in merito alla sua tutela: ancora manca il permesso di soggiorno per motivi di giustizia". In effetti, per tutti questi mesi Preziosa ha continuato a vivere in condizioni di clandestinità, col rischio che, se fosse stata fermata di nuovo, sarebbe stata espulsa immediatamente, quindi non avrebbe potuto presenziare al processo e probabilmente la sua denuncia si sarebbe risolta in un nulla di fatto.

Intanto, dopo le rivolte estive finite con risultati nulli dal punto di vista dei diritti umani, nel Cpt di via Corelli le migranti e i migranti rinchiusi si trovano ad affrontare una nuova fase. Se la scorsa estate i problemi erano legati alle pessime condizioni igieniche e alimentari nonché alla scarsa quantità di acqua potabile fornita dalla direzione, ora le difficoltà sono legate anche al sopraggiungere dei primi freddi: chi è sprovvisto di abiti adatti alla stagione non può neppure uscire all'aria. Intanto il problema del sovraffollamento permane, nonostante pare vi sia un'accelerazione delle pratiche di espulsione per i lavoratori e le lavoratrici che hanno una vertenza in corso col datore di lavoro, così che tali vertenze non vengono mai portate a termine.

Tutti questi fattori rendono evidente come il sistema concentrazionario dei Cpt (oggi Cie- Centri di identificazione e di espulsione) non sia un mondo a sé ma, invece, abbia una relazione stretta col sistema di sfruttamento della manodopera migrante.

Il Mit - Movimento identità transessuale - in un comunicato di sostegno, denuncia quel "filo spinato messo intorno ai percorsi di fuga dalla miseria, di emancipazione da chiusure politiche-culturali" che "ha rinchiuso Preziosa nei lager di stato". E sottolinea come ciò riguardi l'orgoglio e la dignità di tutte le persone transessuali, indipendentemente dalla cittadinanza, anche se è in base a logiche ingiuste ed escludenti che Preziosa - "persona in transito non solo verso un genere e un sesso più suoi ma soprattutto verso un paese più giusto e accogliente" - viene considerata irregolare e quindi clandestina.

Oggi, dunque, mentre nell'edificio-simbolo dell'architettura fascista si giocherà il diritto di una trans migrante di far luce sulle violenze subite e di rimanere in Italia, si esprimerà solidarietà alle lotte delle/i migranti contro l'orrore dei Cpt.

ROMA. CAMPAGNA DI MANIFESTI DELLA GAY HELP LINE


Roma, 21 ott. - E' partita la nuova campagna di comunicazione di Gay Help Line 800.713.713, il numero verde contro l'omofobia gestito da Arcigay Roma, Nps-Network persone Sieropositive, Cgil Roma e Lazio - Ufficio Nuovi Diritti, Arcilesbica Roma, con il supporto e il patrocinio del Comune di Roma, della Provincia di Roma e della Regione Lazio.

La campagna, che rientra nel progetto 'Contact Center Antiomofobia' del Comune di Roma, prevede l'affissione di migliaia di manifesti in citta' e la comunicazione negli autobus.

Si tratta di un progetto di comunicazione tematica rivolta alle donne lesbiche e alle persone omosessuali e disabili.

"E' una campagna comunicativa a target specifico- afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma e responsabile di Gay Help Line- abbiamo voluto rivolgerci a due soggetti cui, purtroppo troppo spesso non si dedica la dovuta attenzione, come le donne lesbiche ed i Gay disabili. Questi ultimi, a volte, sono addirittura considerati invisibili. Con questa campagna vogliamo informare che esiste un servizio ad hoc, che fornisce non solo ascolto telefonico, ma anche il supporto di esperti legali, medici e psicologi".

Marrazzo, quindi, aggiunge che "in alcuni casi siamo intervenuti nei centri di assistenza per i disabili, dove l'utente veniva isolato a causa del proprio orientamento sessuale, e questo rendeva difficile l'assistenza. In questo momento particolare, in cui stiamo assistendo all'aumento dei casi di omofobia e transfobia, la campagna puo' servire e puo' dare risposte a chi ha bisogno di sostegno o a chi e' discriminato e non sa come reagire".



giovedì 16 ottobre 2008

Spagna, il calendario gay contro l'Aids





Le immagini del calendario gay realizzato in Spagna. Il ricavato della vendita sarà destinato alle associazioni per la ricerca contro le malattie come l'Aids

Gelmini più Lega: classi di concentramento per bambini stranieri

Gelmini più Lega: classi di concentramento per bambini stranieri

16 10 2008

GuantanamoContinua la lunga marcia democratica del Governo Berlusconi IV. Con 256 voti favorevoli, 246 contari è passata alla camera una mozione della Lega che crea nelle scuole elementari classi separate per bambini stranieri. Divertente l’uso delle parole in questo caso. La Lega voleva chiamarle Classi Ponte (non si sa verso cosa, forse ponte verso l’espulsione). Ma poi è intervenuto Italo Bocchino (PdL) con un nome ancora più paraculo e schifoso: Classi di Inserimento. In pratica, in nome dell’inserimento dei bambini stranieri nella vita sociale del nostro paese, li si divide dai bambini “nazionali”. Classi di concentramento sarebbe stato più onesto, dal momento che è esattamente questo che vogliono fare. Un altro passettino verso il fascismo. Olé!

Nella foto, la seconda B, Classe di Inserimento, Guantanamo

fonte: Alessandro Robecchi"

16 OTTOBRE - GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE

Ferma la violenza ora!

Cari activisti e sostenitori,
oggi sono gia' 923 milioni le persone che soffrono la fame nel mondo e le stime della Banca Mondiale dicono che manca davvero poco per superare la fatidica soglia del miliardo di affamati...

Il 16 ottobre si celebra la Giornata Mondiale dell'Alimentazione. In questa importante occasione ActionAid rinnova la sua richiesta alla Fao, alle altre istituzioni internazionali, ai governi e alle multinazionali, di rispettare il diritto di ogni essere umano a un'alimentazione adeguata.

Nonostante la crisi e le speculazioni finanziarie, i cambiamenti climatici, l'aumento del costo del petrolio e della domanda di biocarburanti ActionAid e' convinta che si possa ancora raggiungere l'obiettivo sottoscritto nel 2000 da 189 Capi di Stato: dimezzare il numero delle persone affamate entro il 2015.

Servono infinitamente meno dei 700 miliardi di dollari appena stanziati dal Congresso Americano per sconfiggere la fame. Basterebbero 60 milioni di dollari l'anno come stima il Direttore della FAO Diouf.
La fame e' quindi il risultato di una mancanza di fondi o di volonta' politica?

Noi un'idea ce l'abbiamo. Se anche tu pensi di averla sei in buona compagnia, migliaia di persone hanno gia' deciso di sostenere la campagna HungerFREE, per un mondo libero dalla fame.
E' questo il momento di prendere una posizione chiara: vai sul sito www.hungerfree.it e mettici la faccia! Manca solo la tua.

Lo staff di Campagne
Per maggiori informazioni:

web
www.actionaid.it
www.hungerfree.it
www.nopovertynoaids.it

e-mail
attivismo@actionaid.org

telefono
02 74 2001

mercoledì 15 ottobre 2008

Isola: "'Gay', non 'Frocio'". Luxuria dà lezioni di rispetto

Gay.it - Isola: Sbarca sull'Isola dei Famosi un argomento spinoso e troppo spesso sottovalutato dal mondo eterosessuale: la leggerezza delle parole con cui vengono definiti omosessualità e omosessuali. È Rossano Rubicondi, ultimo arrivato e marito della miliardaria americana Ivana Trump, a scatenare la bufera. Parlando del suo matrimonio, definisce il coreografo che gli ha insegnato un balletto da fare per l'occasione un "faggot", letteralmente "frocio".

Gay.it - Isola: Ma Vladimir Luxuria non ci sta e sottolinea come sia offensivo il termine per i gay che, appunto, si chiamano gay, e non froci, «io mica ti chiamo "mantenuto"», ha aggiunto rivolgendosi a Rubicondi. Luxuria ha anche ricordato un triste fatto di cronaca: «Un ragazzo di 16 anni si è suicidato a Torino perchè i compagni di scuola lo definivano frocio. Non accetto quel termine». Il dibattito si sposta in studio: Mara Venier, ospite fisso, fa notare che «Vladimir ha ragione, sono convinta che Rossano non volesse offendere nessuno, però di una cosa sono certa: frocio non se deve dì! E finalmente si può parlare di un argomento del genere in prima serata Rai». Come darle torto

Gay.it - Isola: Il diverbio sull'importanza delle parole tra Vladimir e Rossano risale ai giorni scorsi ma Simona Ventura lo aveva annunciato prima dell'inizio della nuova edizione dell'Isola: con Vlamdimir si parlerà anche di discriminazione. Così, mantenendo la promessa, in prima serata la conduttrice ha riproposto il filmato.

Gay.it - Isola: Negli Stati Uniti è partita di recente una campagna di sensibilizzazione rivolta proprio agli eterosessuali che li invita a calibrare meglio i termini usati nei confronti di gay e lesbiche.

Giù per la tana del coniglio

Il visionario Justin Monroe ha di recente pubblicato un libro ispirato ad Alice nel paese delle meraviglie. E che meraviglie quelle immortalate nei suoi scatti. Guarda il mondo fantastico di Monroe.





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http://www.justinmonroe.com/

lunedì 13 ottobre 2008

COMUNICATO STAMPA DIRITTO AL LAVORO E DIRITTO ALLA DIGNITA’ DELLE PERSONE TRANSESSUALI ANZIANE SOLIDARIETA’ A SANDRA ALVINO, PRESIDENTE A.I.T. FIREN

Abbiamo letto il comunicato stampa di Sandra Alvino, presidente dell’Associazione Italiana Transessuali di Firenze, riguardante l’atto di protesta e disubbidienza civile che verrà messo in atto lunedì 13 ottobre a Firenze. Comunicato che riportiamo di seguito:

Dichiaro la mia volontà di fare una campagna di sensibilizzazione contro tutti i sindaci-sceriffo che puniscono l'accattonaggio, e programmano pene e provvedimenti contro chiunque cerchi di risolvere il proprio disagio economico in modo pacifico, limitandosi a chiedere solo la solidarietà del prossimo. Recentemente ho dovuto rinunciare, malgrado la mia invalidità al 100% e il disagio quotidiano per i miei malanni, derivati da una vita di soprusi e discriminazione per la mia identità di genere, al mio assegno di accompagnamento. Con mio marito adesso dobbiamo vivere con 600 euro al mese; chiedo quindi il diritto di sopravvivere con le elemosine del mio prossimo, sperando che almeno da loro arrivi quella solidarietà che le istituzioni mi negano. Altrimenti con mio marito e con le persone che vivono in condizioni ancora peggiori delle nostre, decideremo di lasciarci morire di fame. Pubblicamente. Forse allora scoprirete l'indifferenza che c'è nel vostro cuore, e nelle vostre decisioni.

Lunedì 13 ottobre, alle 11:30, con i cartelli di protesta in mano e l'insulina per per il mio diabete in borsa, sarò davanti alla Regione di Firenze, in via Cavour, per manifestare contro i sindaci-sceriffo e la loro insensibilità.

Esprimiamo la nostra totale solidarietà a Sandra Alvino che, con il suo gesto, afferma ed evidenzia un gravissimo stato di emergenza delle persone transessuali e transgender in Italia. Un’emergenza che punta diritta alla ormai sempre più difficile autosussistenza.

Le giovani transessuali e transgender non trovano lavoro per colpa di una legge che – solo a particolari condizioni – modifica lo status di genere e viola la privacy dell’identità delle persone e crea i presupposti per essere rifiutate aprioristicamente dalle Aziende per il diritto costituzionale al lavoro. Se si vuole lottare contro la prostituzione, almeno per quella transessuale, la soluzione non è difficile da trovare: offrire pari opportunità reali per lavorare.

Nel caso di Sandra, invece, si tratta di riconoscere che lo Stato si è macchiato di comportamenti gravemente lesivi della Dichiarazione Universale per i Diritti Umani, verso le transessuali vissute negli anni precedenti al 1982 (entrata in vigore della l. 164/82). Per costoro, fra cui Sandra, il solo fatto di essere “trans” costituiva ragione per provvedimenti quali: manicomio, carcere, fogli di via, confino. Un comportamento indecente, inumano, oggi non riservato neppure agli animali.

Sandra, come altre, ha pagato caramente questa indegna violenza in quegli anni e lo Stato dovrebbe riconoscere a queste persone un risarcimento morale e sostanziale per il trattamento ricevuto (oltre che tante scuse).

Le poche transessuali – oggi anziane –sopravvissute a tante umiliazioni, hanno subito gravi danni morali, psicologici e fisici, per la vita cui sono state costrette "per legge". Riconoscere questa condizione, almeno con l’invalidità e l’indennità di “accompagnamento”, è il minimo che uno Stato civile, dovrebbe mettere in atto, senza fiatare, in attesa di un vero risarcimento “ad hoc”, specifico per quelle persone.

Un riconoscimento che peraltro è nelle rivendicazioni del prossimo Pride di Genova 2009.

Genova – Roma 12 ottobre 2008

Mirella Izzo Francesca Busdraghi

presidente nazionale AzioneTrans segretaria nazionale AzioneTrans

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A Torino per confrontarsi su strategie innovative per combattere l’omofobia

IglyoDal dal 12 al 19 Ottobre 2008 Torino ospita la Conferenza Internazionale giovanile “Building and implementing effective strategies in combating homophobia” promossa dall’IGLYO, organizzazione internazionale che raduna i giovani e gli studenti lesbiche / gay / bisessuali / transgender (LGBT) di oltre quaranta paesi.
La conferenza, realizzata con il patrocinio della Regione Piemonte e il contributo dell'Assesorato Pari Opportunità, vedrà l'intervento di Claire Anderson (Direttivo IGLYO) Riccardo Gottardi (Segretario Nazionale Arcigay) Marta Levi (Assessore alle politiche giovanili – Comune di Torino) Stephen Whittle (Presidente Transgender Europe) Lisette Kampus (Direttivo ILGA-Europe).

La conferenza vedrà la partecipazione di partecipanti provenienti da oltre 30 paesi, dal Messico all’Armenia, dalla Russia alla Spagna. L’evento che avrà luogo a Torino nel 2008 è svolto in collaborazione e con il sostegno della Rete Giovani di ARCIGAY, Associazione Lesbica e Gay Italiana.
Il tema della conferenza sarà "Lo sviluppo di strategie innovative per combattere l'omofobia".

IGLYO da venticinque anni si impegna a combattere la discriminazione e la persecuzione dei giovani sulla base del loro orientamento sessuale; ha di recente presentato al Parlamento Europeo un'indagine che rivela come due ragazzi omosessuali su tre (61.2 per cento) subiscano discriminazioni a scuola, uno su due (51.2 per cento) in famiglia, uno su tre (29.8 per cento) nel gruppo dei pari.

IGLYO per sostenere la crescita libera e l’autodeterminazione dei giovani l’emancipazione dei giovani LGBT, la collaborazione tra le associazioni LGBT e i fornitori di servizi sul territorio organizza ogni anno una Conferenza Internazionale dal valore formativo, sotto la supervisione della Commissione Europea e del Dipartimento per le politiche giovanili e le attività sportive del Consiglio d’Europa.
Questa Conferenza vuole segnare un passo avanti verso la costruzione di sinergie tra le politiche delle istituzioni, i servizi sociali e il lavoro delle organizzazioni lesbiche / gay / bisessuali / transgender.

La conferenza di apertura è in programma lunedì 13 OTTOBRE 2008 – ore 9.30 Presso la Casa della Mobilità Giovanile e dell’intercultura Open011 – Sala Polivalente Corso Venezia 11 – 10147 TORINO

Per ulteriori informazioni
http://www.iglyo.com

12 OTTOBRE 1998: 10 ANNI FA MORIVA MATTHEW SHEPARD

Matthew Shepard aveva 20 anni nel 1998, era uno studente dell'Università del Wyoming e viveva nella città di Laramie. La notte tra il 6 e il 7 ottobre chiese un passaggio in un bar ad Aaron James McKinney e Russell Arthur Henderson. I due lo derubarono, lo picchiarono, lo legarono ad una staccionata e lo lasciarono lì a morire. Diciotto ore dopo un ciclista di passaggio lo trovò, vivo ed in stato di incoscienza. Le sue lesioni furono giudicate troppo gravi per essere operate: aveva una frattura profonda alla nuca e un'altra dozzina sparse sul resto del corpo, il cervello aveva perso la capacità di regolare il battito cardiaco e la temperatura corporea. Morirà 5 giorni dopo, alle 12.53 del 12 ottobre di 10 anni fa.
Aaron James McKinney e Russell Arthur Henderson sostennero al processo di essere divenuti temporaneamente incapaci di intendere e di volere a causa delle avances che Matthew aveva loro rivolto. Poi che la loro unica intenzione era stata quella di rapinarlo. Gli avvocati della famiglia Shepard dimostrarono che Matthew fu ucciso solo a causa del suo orientamento sessuale. I due assassini furono condannati a due ergastoli a testa senza possibilità di essere rilasciati anticipatamente per buona condotta.
I genitori di Matthew, Judy e Dennis Shepard, lottano attivamente per i diritti LGBT attraverso la Matthew Shepard Foundation. Matthew è divenuto simbolo della lotta alla discriminazione e all'omofobia.


Pubblichiamo un estratto dal discorso che Dennis Shepard pronunciò durante il processo agli assassini di suo figlio e dalla lettera aperta che Judy Shepard ha pubblicato sul sito della Matthew Shepard Foundation in occasione del decennale del barbaro omicidio.



Mio figlio, Matthew non aveva l’aria del vincente.
Era anche piuttosto piccolo per la sua età […] Però, nel corso della sua vita troppo breve, ha dimostrato di esserlo, un vincente […] Il 12 ottobre 1998, mio figlio, e il mio eroe, è morto […] Vorrei dire qualcosa su Matt e sull’impatto che ha avuto la sua morte. Matt è divenuto un simbolo, alcuni dicono un martire, il “ragazzo della porta accanto” contro i crimini motivati dall’odio. Mi sta bene. Matt sarebbe contento se la sua morte fosse di aiuto ad altri […] Il dono di Matt erano le persone. Amava essere tra la gente, aiutare le persone e renderle felici. La speranza in un mondo migliore, senza l’ingiuria e la discriminazione nei confronti della diversità, era la sua molla. Per tutta la sua vita ha provato la fitta della discriminazione […] Amavo mio figlio ed ero orgoglioso di lui. Non era il mio figlio omosessuale. Ogni volta che aveva dei problemi, ne parlavamo insieme. Per esempio, non sapeva se rivelarmi la sua omosessualità. Aveva paura che l’avrei respinto e così si prese del tempo prima di dirmelo. Ma durante quel tempo, sua madre e suo fratello me l’avevano già detto. Un giorno, mi disse che aveva qualcosa da rivelarmi. Vedevo che era nervoso, così gli chiesi se tutto andasse bene. Matt respirò profondamente e mi disse di essere gay. Poi aspettò la mia reazione. Ancora ricordo il suo stupore quando gli dissi: “Davvero? Ok, ma qual è il punto della conversazione?”. Da allora ogni cosa andò a posto. Tornammo ad essere un padre e un figlio che si vogliono bene e rispettano le reciproche convinzioni […] Quando prendeva posizione lo faceva in base a ciò di cui era davvero convinto. Successe così quando accettò serenamente che gli altri sapessero che era gay. Non lo pubblicizzò, ma non tornò indietro dal suo proposito. Per questo sarò sempre orgoglioso di lui. Mi ha mostrato di essere molto più coraggioso di molta gente, me compreso. Matt era consapevole che vi erano dei pericoli a dichiararsi gay, ma lo ha accettato e ha semplicemente continuato a vivere la sua vita […] Come posso esprimere il sentimento di perdita che provo ogni volta che penso a Matt? Come posso descrivere la voragine nel mio cuore e nella mente quando penso ai problemi che Matt ha affrontato nel suo cammino e che ha superato? Nessuno può capire il sentimento di orgoglio e soddisfazione che provavo ogni volta che riusciva a superare un ostacolo. Nessuno, me compreso, conoscerà mai la frustrazione e la sofferenza che alcuni gli hanno inferto a causa della sua diversità […] Matt è deceduto ufficialmente alle 12.53 di lunedì 12 ottobre 1998 in un ospedale di Fort Collins, in Colorado. In realtà è morto nei sobborghi di Laramie, legato a un recinto contro il quale il mercoledì precedente lei lo aveva picchiato. Lei, signor McKinney, e il suo amico, signor Henderson, avete assassinato mio figlio. Al termine dell’aggressione, il suo corpo ha provato a sopravvivere […] Lei ha aperto gli occhi alle persone, signor McKinney. Lei ha permesso al mondo intero di comprendere che come vive una persona non è una giustificazione per la discriminazione, l’intolleranza, la persecuzione, la violenza. Non siamo negli anni ’20, ’20, ’40 della Germania nazista. Mio figlio è morto a causa della sua ignoranza e della sua intolleranza. Non posso farlo tornare indietro. Ma posso fare del mio meglio affinché questo non accada a un’altra persona o un’altra famiglia, mai più. Come ho detto, mio figlio è diventato un simbolo, un simbolo contro l’odio e la gente come lei; un simbolo del rispetto dell’individualità, della diversità, della tolleranza. Mio figlio mi manca, ma sono fiero di dire che mio figlio rappresenta tutto questo.

Dennis Shepard



10 ANNI DI CAMBIAMENTI - NESSUN PROGRESSO


E' difficile credere che sono passati già 10 anni dalla morte di Matthew. Così tante cose sono cambiate eppure tutto rimane com'è. Voglio ringraziare tutti coloro che in questi anni hanno sostenuto me, la mia famiglia e la fondazione che porta il nome di mio figlio.
Il nostro lavoro è lontano dall'essere finito. Non solo quello della fondazione ma quello di tutti noi a livello personale.
Dobbiamo continuare a parlare con i nostri amici, colleghi e familiari. Finchè non saremo onesti su chi noi siamo e non saremo capaci di dividerlo con chi ci ama, non sapranno come aiutarci. Abbiamo bisogno di loro, delle persone che ci amano, in questa lotta per ottenere l'eguaglianza e realizzare i nostri pieni diritti civili.
Grandi passi sono stati fatti in questi anni per cambiare l'atteggiamento della gente verso di noi e eliminare l'ignoranza persino in questo bellissimo stato del Wyoming. Almeno, lo pensavo finchè non ho letto i commenti di alcuni lettori a un articolo che parlava della decennale della morte di mio figlio nel quotidiano locale.
Credo che chi abbia scritto lo faccia perchè in disaccordo con l'articolo mentre chi è d'accordo semplicemente tace. Ma questo mi fa capire quale livello di ignoranza ci sia in giro e quanto lavoro ci sia da fare. La credenza che ciò che è capitato a Matt non fosse un crimine di odio e che "persone speciali non devo avere diritti speciali" va oltre la mia comprensione. Il livello di odio è impressionante. E l'unico modo per combattere l'odio, che spesso finisce in violenza fisica eè quello di combattere l'ignoranza che lo genera.
E tutti noi sappiamo quanto importante sia che in queste elezioni, non solo presidenziali ma anche locali, si scelgano persone che combattono l'odio e l'ignoranza. Per favore, andate a votare e incoraggiate tutti coloro che conoscete a farlo. L'apatia non è più un'opzione . Dobbiamo mostrare di appoggiare coloro che ci appoggiano per non tornare indietro. Tutti noi speriamo che i prossimi 10 anni siano i nostri.

Judy Shepard

La staccionata alla quale Matthew fu legato e lasciato a morire.
E' stata rimossa dal proprietario del terreno

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