sabato 23 giugno 2018

In occasione del mese dell'orgoglio gay, Sky vi consiglia una serie di film, documentari a tema: da non perdere per celebrare.

 

In occasione dei festeggiamenti del mese dell'orgoglio LGBT "gay pride "marcia" (o manifestazione") "dell'orgoglio gay, lesbiche, bisex e transgender". Sky ci regala un viaggio alla scoperta di un movimento che ha lottato, e continua a farlo, per i propri diritti, tentando di abbattere pregiudizi e diffidenza. 



Da giovedì 21 giugno, in prima e seconda serata, Sky , ci propone una serie di film, documentari a tema: ecco i titoli in visione sul satellite di Sky.



Su Sky Arte HD, I due episodi che compongono la pellicola Gay Revolution ‒ Il secolo arcobaleno faranno luce sulle origini della cultura gay, ritrovandola nella musica, nella letteratura e nei film. Una cultura che, prima della rivoluzione sessuale e dei moti di Stonewall del 1969.


Su LaF (Sky 135)Chiara Francini Attrice e scrittrice. Chi in qualità di conduttrice per il programma Love me gender. Celebra insomma il mese dell’orgoglio arcobaleno con dodici storie in quattro episodi sull’identità (e la fluidità) di genere. Racconta di coppie nate dopo un cambio di sesso, di famiglie allargate, di persone intersex e focolai domestici poligenitoriali o dove i ruoli di mamma o papà non sono poi così netti come la tradizione insegna.




GENERATIONS – UNA FAMIGLIA QUASI PERFETTA, con Naomi Watts, Susan Sarandon ed Elle Fanning; venerdì 22 la toccante produzione HBO premiata con l’Emmy 2014 sul drammatico stigma dell’HIV per la comunità gay negli anni 80 THE NORMAL HEART, con Mark Ruffalo, Julia Roberts e Matt Bomer, vincitore del Golden Globe 2015; sabato 23 il capolavoro di Pedro Almodóvar sulla scoperta della transessualità TUTTO SU MIA MADRE, vincitore del Oscar® e Golden Globe per il Miglior film straniero e della Palma d'oro per la regia a Cannes; domenica 24 il primo titolo della storia del cinema a tematica LGBT a vincere l’Oscar® come Miglior film MOONLIGHT – TRE STORIE DI UNA VITA. Infine, ogni giorno in seconda serata, è prevista WHEN WE RISE, la miniserie in 4 parti ideata dal premio Oscar® Dustin Lance Black sulla storia del movimento LGBT dagli anni 70 fino ai giorni nostri.





Giugno è il mese in cui i membri della comunità LGBT






Camminano per il mondo a testa alta, sventolando bandiere arcobaleno. Perché essere visibili significa esistere e le sfilate a questo servono: dare visibilità a chi, durante gli altri 11 mesi dell’anno, viene (ancora) discriminato per la propria identità di genere e il proprio orientamento sessuale; a chi, in passato, ha dovuto lottare con la forza contro abusi, violenze e brutalità inflitte da una società che ha fatto dell’eterosessualità una regola e dei generi uomo/donna le uniche identità possibili (e dell’omosessualità un “disturbo mentale”).

Giugno è stato scelto come di Pride Parade, per commemorare i Moti di Stonewall, una serie di scontri violenti iniziati nelle prime ore del 28 giugno 1969 quando la polizia ha fatto l’ennesima irruzione di routine nello Stonewall Inn, locale gay nel Greenwich Village di New York. Quella mattina qualcosa è cambiato e i membri della comunità gay hanno deciso di reagire e contrastare gli attacchi.

L’evento viene simbolicamente considerato la nascita del movimento di liberazione omosessuale contemporaneo: gli scontri sono durati 6 giorni e hanno coinvolto migliaia di persone, diventando un simbolo di resistenza alla discriminazione sociale e politica e di solidarietà tra gruppi della comunità LGBT+. C’è anche un volto associato ai moti di Stonewall ed è quello di Sylvia Rivera, attivista transessuale che si vuole abbia cominciato la protesta gettando la prima bottiglia contro un agente.

Un anno dopo, il 28 giugno 1970, il primo gay pride ha sfilato per le strade di New York, dal Greenwich Village a Central Park, nella giornata che è passata alla storia come il Christopher Street Gay Liberation Day (dal nome della via dov’era ubicato lo Stonewall Inn).
“Migliaia di Omosessuali Tengono una Manifestazione di Protesta a Central Park”titolava la prima pagina del The New York Times.




Da allora le sfilate celebrano l’orgoglio omosessuale popolando i centri delle maggiori città del mondo. In Italia le sfilate dell’orgoglio sono già cominciate e qui trovate tutte le date. Qui invece ci sono le date di tutti i pride del mondo, tra cui quelli di Madrid e Barcellona, i pride più grandi di Europa che durano diversi giorni e uniscono milioni di persone, e quello di San Paolo del Brasile, il più grande del mondo, che si è tenuto sabato 3 giugno .



Fonte:https://www.tpi.it/2018/06/21/gay-pride-2018-date/

http://arte.sky.it

https://it.wikipedia.org/wiki/Gay_pride

venerdì 22 giugno 2018

È in arrivo la Milano Pride Week 2018 ed eccoci puntuali a segnalarvi tutti gli eventi e gli appuntamenti della settimana più LGBT+ friendly dell’anno.

10 giorni e 60 eventi organizzati da oltre 40 associazioni attive sul territorio e brand nazionali e internazionali. Questi i numeri di Milano Pride 2018, la manifestazione dell’orgoglio gay, lesbico, bisessuale, transessuale, asessuale e intersessuale promossa dal Cig Arcigay Milano e dal Coordinamento Arcobaleno che riunisce gruppi e associazioni LGBT+ e non solo.
Milano Pride Week 2018: il programma

Il programma della Pride Week è ufficialmente partito con il Festival Mix Milano 2018, la rassegna di Cinema Gaylesbico e Queer Culture che propone, da giovedì 21 a domenica 24 giugno, quattro giorni di proiezioni e incontri presso il Teatro Strehler e il Teatro Studio Melato.

Sabato 23 giugno al teatro Elfo Puccini: la compagnia La Dual Band va in scena con l’istrionico Let’s talk about sex, un pastiche che racconta in prosa e in musical dell’attrazione e dell’erotismo partendo dal brodo primordiale, passando poi per i grandi classici letterari, per la storia della musica e per i mutamenti del costume nel corso dei secoli. Lo stesso giorno, l'Elfo Puccini ospita anche P.A.R.T.Y., il progetto fotografico itinerante che racconta il mondo artistico della nightlife QLGBT: il fotografo Nils Rossi svela i volti di performer, ballerini, dj che si sono esibiti durante l'ultima stagione di q|LAB.

Lunedì 25 giugno, tutti al Cinema Arcobaleno con Filippo Timi, presente alla proiezione del film Favola insieme al regista Sebastiano Mauri: Favola è una commedia dissacrante sul tema dell’identità che racconta sogni e dolori di una donna americana, borghese e transessuale che cerca di evadere da un’America-confetto in stile anni ’50, una gabbia troppo piccola per contenere il suo segreto.


Mercoledì 27 giugno il programma della Pride Week prosegue in Microsoft House per il talk Storie di genere, di identità, di transizione, di vita, in cui i rappresentanti di diverse aziende espongono le iniziative virtuose prese sui temi dell’identità di genere. A seguire, aperitivo e proiezione gratuita del film The Danish Girl ispirato alla vita del poeta danese Lili Elbe, la prima persona a essere identificata come transessuale e a essersi sottoposta a un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale.

L’edizione 2018 della Pride Week di Milano dà spazio anche ai libri. La Libreria Antigone, specializzata in studi di genere, femminismi, arte e cultura queer, in occasione di Milano Pride 2018 ha messo a punto un programma di incontri e presentazioni di libri: da Massimo Prearo, autore di La crociata antigender, ospite di Antigone martedì 26 giugno, alla trans genovese Rossella Bianchi che presenta L’amico degli ultimi: Don Gallo visto dalle Princesas mercoledì 27; fino al dialogo, giovedì 28 giugno, tra lo scrittore e saggista Crocifisso Dentello e il Premio Strega Walter Siti, a partire dal libro Bruciare tutto.

Sabato 23 giugno, la Libreria dei Ragazzi di Milano invita adulti e bambini a leggere insieme e scoprire tante storie nel laboratorio Famiglie a colori. Alla Libreria Popolare, invece, mercoledì 27 giugno sono ospiti Rita De Santis e Nicla Vassallo, che presentano i loro libri Il nuoro e gli #altri e La donna non esiste. E l'uomo? Sesso, genere e identità. Alla Libreria Claudiana, infine, da segnalare la presentazione del libro Allah Loves Equality: si può essere gay e musulmani?, fissata per giovedì 28 luglio.

Domenica primo luglio, infine, i Gruppi Sportivi di Pride Sport Milano invitano tutti i milanesi sopravvissuti alla parata e alle serate conclusive di Milano Pride al Quanta Club per partecipare a tornei di beach volley, calcetto, tennis e running del Pride Sport Closing Day: un momento di condivisione all’insegna dei valori dello sport come rispetto, lealtà, integrazione, sana competizione e affermazione del merito.
Milano Pride Square 2018

In piazzale Lavater nasce il Rainbow Garden, un grande spazio con giochi e attività per bambini allestito dal pomeriggio di giovedì 28 alla mattina di sabato 30 giugno. Il Rainbow Garden - iniziativa fortemente voluta daMilano Pride e dall’associazione Famiglie Arcobaleno in collaborazione con il Blanco, il Ristorante Olio e la Gelateria Wally - è finalizzata ad educare i bambini alla diversità e alla condivisione, anche grazie alla casa editrice per bambini Stampatello.

Si anima invece con party e animazioni la scalinata di via Vittorio Veneto, che ospita il palco principale della Pride Square. Nelle serate di giovedì 28 e venerdì 29 giugno La Wanda Gastrica presenta rispettivamente le selezioni per il Nord Italia del concorso Il Gay Più Bello d’Italia e quelle regionali di Miss Drag Queen: i vincitori competeranno poi ad agosto per il titolo nazionale a Torre del Lago in Versilia.

Il terzo cuore della Pride Square, largo Bellintani, è invece dedicata a coloro che rendono possibile Milano Pride. Un’opportunità per conoscere le associazioni, le aziende e i gruppi LGBT+ che sono impegnati a diffondere i messaggi e valori del Pride 365 giorni all’anno. Qui giovedì 28 dalle 20.00 Checcoro (il primo coro LGBT+ di Milano) e Good News danno appuntamento per il tradizionale concerto a cappella che spazia dai classici italiani al pop internazionale e pezzi legati alla cultura e alle sfide della comunità arcobaleno. In largo Bellintani anche il Gruppo Salute del Cig Arcigay, Lila Milano Onlus e Asa Onlus Milano, con una postazione dove tutti possonosottoporsi gratuitamente a test Hiv rapidi.
Milano Pride 2018: la parata

Dopo il successo dell’edizione 2017 che ha coinvolto oltre 200.000 persone, la tradizionale parata Milano Pride 2018 va in scena quest'anno sabato 30 giugno, con ritrovo in piazza Duca D’Aosta. Il percorso prevede l'attraversamento di piazza Caiazzo e poi la prosecuzione lungo corso Buenos Aires. Al termine del percorso in Porta Venezia il corteo si trasforma in un party cittadino a cielo aperto. Sul palco principale, a condurre lo spettacolo conclusivo ci sono Drusilla Foer - madrina di Milano Pride 2018 - e lo speaker Fabio Marelli di Discoradio. Qui, momenti di musica e festa sono alternati ai discorsi delle istituzioni e delle associazioni. L’evento si conclude con un flash mob organizzato da Angelo Cruciani.

Milano Pride 2018 ha il patrocinio del Comune di Milano, della Città Metropolitana di Milano e di Arcore, Arluno, Bollate, Busto Garolfo, Corbetta, Cusano Milanino, Inveruno, Melegnano, Paullo, Pregnana Milanese, Rho e San Donato Milanese, dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, del Politecnico di Milano e, per la prima volta, anche della Commissione Europea. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.milanopride.it.

Il programma della Pride Week è ufficialmente partito con il Festival Mix Milano di Cinema Gaylesbico e Queer Culture:da ieri giovedì 21 a domenica 24 giugno. Teatro Strehler e il Teatro Studio Melato.

L'edizione numero 32 per il Festival Mix Milano di Cinema Gaylesbico e Queer Culture: festival che, giunto alla sua 32° edizione. Fondato nel 1986 come rassegna di cinema dal nome “Uno sguardo diverso” da CIG, Altro Martedì, Babilonia e A.S.A. , già dalla sua prima edizione si proponeva quindi come una manifestazione culturale trasversale che, puntando sulla valorizzazione della cinematografia indipendente, da un lato raccoglieva le istanze di rivendicazione e affermazione dell’intera comunità LGBTQI, e dall’altro ne anticipava le tendenze e ne promuoveva il riscatto politico e sociale.



Dal 1986 a oggi, pur non perdendo le sue radici originarie di impegno politico e radicamento territoriale, il Festival si è trasformato, rappresentando simbolicamente l’attraversamento di identità che l’intera comunità LGBTQI ha percorso negli ultimi 30 anni. Mix Milano rappresenta una delle più importanti rassegne di cinema tematico a livello internazionale e che vedrà anche quest’anno la partecipazione di numerosi ospiti nazionali e internazionali.

Manifestazione organizzata dall’Associazione culturale Mix Milano con il patrocinio del Comune di Milano e con il contributo del locale assessorato alla Cultura.

Ideato da Giampaolo Marzi, diretto e prodotto da Debora Guma, Rafael Maniglia e Andrea Ferrari.

L’evento conclusivo, domenica 24 giugno, vedrà invece la partecipazione straordinaria della regista Trudie Styler, moglie di Sting e del giovane attore Alex Lawther (“The End Of The F***ing World”) protagonista di “Freak Show”, oltre all’incursione della controversa star del web Martina Dell’Ombra. Per il secondo anno di fila, inoltre, tutti gli appuntamenti del festival sono ad ingresso gratuito con tessera dell’associazione culturale Mix Milano (la si può avere con una donazione a partire da 10 euro).

Una selezione di 50 titoli suddivisi nelle tradizionali sezioni Lungometraggi, Documentari e Cortometraggi, viene valutata da tre giurie composte da esperti/e e critici/che di cinema chiamati a scegliere le migliori opere cinematografiche a tematica LGBT. Anche il pubblico può esprimere la propria preferenza eleggendo il Miglior Lungometraggio attraverso l’app ufficiale del Festival Mix Milano 2018 per smartphone e tablet. Mentre il magazine online Cultweek assegna una menzione speciale ad uno dei lungometraggi in concorso.

Un ulteriore riconoscimento, quest’anno, è offerto da laF - tv del Gruppo Feltrinelli - che consegna il Premio MIX laFal miglior documentario in concorso (in palio la messa in onda del vincitore sul canale) e propone l’anteprima nazionale in sala dell’ultimo episodio di Love Me Gender (domenica 24, ore 18.00, Teatro Studio Melato). Tra le altre nuove media partnership di questa edizione, anche Sky Arte, che presenta fuori concorso il primo episodio del documentario Gay Revolution – Il secolo arcobaleno, il racconto degli anni nascosti della cultura gay prima della celebre rivolta dello Stonewall (venerdì 22, ore 20.00, Teatro Studio Melato).

mercoledì 20 giugno 2018

LA TRANSESSUALITA' non è più classificata dall'Oms come malattia mentale.


Nel mese dell’orgoglio LGBT, l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, da un motivo in più per festeggiare e toglie la transessualità dalla lista delle malattie mentali.

La decisione dell'Oms è stata accolta con gioia dalle organizzazioni che da tempo si battono per vedere riconosciuti i diritti dei transessuali: è "l'equivalente di aver tolto l'omosessualità dai disordini psichiatrici, è una pietra miliare", ha commentato Sally Goldner dell'australiana TransGender Victoria. Un passo in avanti che aiuterà a combattere lo stigma e la transfobia, ha aggiunto, sottolineando che "non si può più dire che è un disordine mentale: c'è l'Oms che dice di no, che è solo parte della diversità umana e deve essere trattata con rispetto".


La classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi di salute correlati appena presentata dall'Organizzazione mondiale della sanità, andava necessariamente riveduta e corretta e dopo diciotto anni la nuova edizione, l'undicesima, ha visto finalmente la luce. Anche se dopo la presentazione alla prossima Assemblea generale dell'Oms, sarà ufficialmente in vigore "solo" nel 2022, per essere recepita con modalità differenziate dai singoli Stati membri. L'ICD-10, rilasciato nel 1990, fu recepito dalla Tailandia solo nel 1994


La svolta sulle persone transgender. Dopo un lavoro molto complesso, durato oltre dieci anni, l'ICD-11 è un "manuale" decisamente nuovo. Intanto perché è completamente elettronico, e questo ne agevola la consultazione e l'uso. Ma soprattutto perché registra svolte epocali: come lo spostamento dell'incongruenza di genere dai codici relativi ai disturbi mentali a quelli sulle condizioni di salute sessuale. «La logica - spiegano dall'Oms - è che mentre le prove sono ora chiare sul fatto che non si tratta di un disturbo mentale, classificazione che può causare uno stigma enorme per le persone transgender, restano significative esigenze di assistenza sanitaria che possono essere soddisfatte meglio se la condizione è classificata sotto l'Icd». No allo stigma, quindi; sì a una migliore presa in carico. Anche perché proprio per le condizioni di salute mentale «i codici ICD sono particolarmente importanti, «in quanto è uno strumento diagnostico». La transessualità - ha spiegato Lale Lay, coordinatrice del team che gestisce le problematiche di adolescenti e popolazioni a rischio - è stata inserita in un capitolo di nuova creazione, per dare spazio a condizioni legate alla salute sessuale e che non necessariamente hanno a che fare con altre situazioni codificate nell'ICD».



Secondo quanto riportato su tgcom24.mediaset.it, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato:

«L'incongruenza di genere è stata rimossa dalla categoria dei disordini mentali dell'International Classification of Diseases per essere inserita in un nuovo capitolo delle “condizioni di salute sessuale”».

L’Oms ha anche aggiunto:
«è ormai chiaro che non si tratti di una malattia mentale e classificarla come tale può causare un'enorme stigmatizzazione per le trnpersone transgender».

Sono trascorsi quasi trent’anni da quando l’omosessualità è stata rimossa dalla “enciclopedia delle malattie” stilata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Un momento storico, quello del 17 maggio 1990, che ha aperto la strada a un lungo percorso (ancora incompiuto) di conquiste nel campo dei diritti della persona. E che si ripete oggi, con la decisione dell’Oms di rimuovere la transessualità dalla categoria dei disordini mentali dell’International classification of diseases(Icd).

La decisione dell’Oms è stata accolta con favore dalle associazioni Lgbtqi, come Arcigay, che ora chiede una “necessaria revisione dell’attuale normativa italiana, per una semplificazione delle procedure ed il rispetto del principio di autodeterminazione della persona“. Secondo il segretario nazionale di Arcigay Gabriele Piazzoni, inoltre, “da oggi chiunque dovrà adeguarsi alla verità scientifica: la transessualità non è una malattia ma una possibilità, libera e legittima, come abbiamo sempre sostenuto”. A parlare è anche l’attivista Lgbt ed ex parlamentare Vladimir Luxuria: “È un segnale positivo che fa capire che chi è a disagio con il proprio corpo anagrafico e lo modifica per armonizzarlo alla sua mente non è un disturbato ma una persona che ha diritto a pari opportunità affettive e lavorative”.
Il termine ‘transessuale’ fu coniato nella prima volta 1949 dal dottor David Cauldwell, ma è diventato di uso comune soltanto in seguito alla pubblicazione del libro ‘Il fenomeno transessuale’ ( The transsexual phenomenon ) da parte di Harry Benjamin ( sessuologo ed endocrinologo ). Negli anni precedenti alla coniazione e all’avvio degli studi sulla transessualità, essa era considerata una malattia da cui si poteva guarire con un percorso di psicoterapia e tramite un accanimento “terapeutico”: alle persone che presentavano situazioni di disforia ( un alterazione dell’umore in senso depressivo ) nei confronti del proprio sesso, venivano somministrati, in maniera ripetuta, ormoni del proprio sesso genetico. Solo in seguito a numerosi casi di tentativi di suicidio, registrati dopo questi accanimenti “terapeutici”, si cominciò a studiare la transessualità

Fu il sessuolo ed endocrinologo Harry Benjamin ad ipotizzare per primo che la persona transessuale dovesse ricevere un supporto psicologico e psichiatrico per affrontare correttamente le terapie endocrinologiche e chirurgiche e concludere in sicurezza il percorso di transizione di genere.

La nuova Classificazione Internazionale delle Malattie, che sarà effettiva dal gennaio 2022, oltre a sdoganare l’idea pregressa sugli individui transgender e ad aumentare l’accettazione sociale degli stessi, mira anche a fornire quanto più supporto possibile a chi decide di intraprendere un percorso di transizione garantendo loro l’accesso agli adeguati trattamenti sanitari.

giovedì 15 marzo 2018

Marielle Franco è stata giustiziata a Rio de Janeiro, per la sua lotta contro le violenze della polizia. È stata assassinata a colpi di pistola .

Brasile. Leader significativa e simbolo di attivismo nel campo dei diritti umani, Marielle ha svolto un ruolo decisivo nella difesa dei diritti di tutti i cittadini, con le lotte significative nella sicurezza pubblica e nelle cause delle donne, neri e Lesbiche, Gay, Bisessuali, transessuali e transgender .


Marielle Franco, 38 anni, era consigliera comunale, attivista del Partito Socialista e della Libertà (PSOL) è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco nel quartiere centrale di Estácio mercoledì sera (14) a Rio de Janeiro. Quando tornava da un evento chiamato "Giovani nere muovendo le strutture", per la difesa dei diritti delle donne di colore. Anche il suo autista è stato ucciso mentre un'altra donna che era in macchina è rimasta illesa. Secondo i primi elementi dell'inchiesta, i colpi fatali sono stati esplosi da un'altra macchina che ha affiancato l'auto della consigliera.

L'inizio del suo attivismo per i diritti umani ha un fattore in comune con la fine della sua vita: la violenza. Poco dopo essersi iscritta a una scuola comunitaria, ha perso un'amica, vittima di un proiettile vagante, in una sparatoria tra polizia e trafficanti nel Complesso Maré, un gruppo di favelas nella parte settentrionale della capitale. Il corso è stato l'inizio della sua carriera accademica, che l'ha portata a diventare sociologa e poi master in pubblica amministrazione.



La militanza le ha garantito i 46.502 voti che l'hanno resa la quinta consigliera più votata a Rio de Janeiro nel 2016. Prima della Camera, ha lavorato in organizzazioni della società civile come la Fondazione Brasil e il e il Centro de Acione Solidárias da Maré. Inoltre, ha coordinato la Commissione per la difesa dei diritti umani e la cittadinanza di Alerj (Assemblea legislativa dello Stato di Rio de Janeiro), a fianco dell'attuale rappresentante di Stato Marcelo Freixo, anch'egli membro del PSOL. Marielle era nel suo primo mandato come parlamentare.

La leggenda per la quale Marielle è stata eletta con il quinto maggior voto del comune nel 2016, con oltre 46 mila voti, rafforza l'ipotesi di matrice politica. Vale a dire un'esecuzione. Marielle aveva appena denunciato l'azione brutale e truculenta della PM( polizia militare) nella regione di Irajá una comunità( Favelas) di Acari.
Con il coraggio con cui Marielle ha affrontato chi pensa che " bandito buon è bandito morto" e per la sua lotta in difesa della pace nelle favelas è che lei e Anderson sono morti. Sono stati uccisi dalla crescente criminalizzazione dei movimenti popolari. Uccisi dal discorso di odio che considera ogni residente un criminale. Uccisi da coloro che cercano a tutti i costi di mettere a tacere la voce dei più poveri. Uccisi dall'impunità ereditata dalla dittatura militare. Uccisi dall'avanzata del fascismo.
La sua esecuzione ieri sera è un attacco diretto a tutti coloro che si battono per la fine della violenza della polizia contro la popolazione nera e periferica e per una società giusta ed equa. Ecco perché non possiamo tacere di fronte a questo crimine, né possiamo raffreddare la lotta per la quale Marielle ha dato la vita. Che gli mandante ed autori principali della sua morte possono essere identificati e puniti immediatamente!

Governo e politici condannano Il governo brasiliano ha annunciato che chiederà alla polizia federale di assistere le autorità di Rio nelle indagini. Il governatore di centro-destra dello stato di Rio, Luiz Fernando Pezão, ha parlato di "vigliaccheria estrema", e il sindaco evangelista della città ha condannato questo "brutale assassinio".

Amnesty: "Indagine rigorosa" L'associazione per i diritti umani Amnesty International ha ha chiesto "un'indagine immediata e rigorosa", in modo che "non ci sia dubbi sul contesto, le motivazioni e gli autori "dell'assassinio della consigliera comunale.

Il PCB( partito comunista brasiliano) di Rio de Janeiro ha sottolineato in un messaggio che l'omicidio "amplifica più fortemente la piaga della violenza urbana che è esposta ai poveri brasiliani e alla popolazione nera". 



Il Movimento dei lavoratori rurali senza terra (Mst) ha emesso un messaggio di dolore e sofferenza per l'omicidio di Marielle e del suo autista. "Marielle, era una amica e militanti del MST,. schierata in difesa dei diritti umani e l'uguaglianza sociale, lascia un'eredità di lotta a favore della classe operaia", dice il movimento.

In 15 mesi al municipio, ha presentato 16 progetti di legge. Due di essi sono stati approvati come leggi concrete: uno sulla regolamentazione delle motociclette, un importante mezzo di trasporto nelle favelas e un altro sui contratti del municipio con le organizzazioni sanitarie sociali, frequenti obiettivi di indagini sulla corruzione.

Alla fine di febbraio di quest'anno, è diventata la relatrice per un consiglio Comunale che accompagna il lavoro dei militari nell'intervento federale nell'area della sicurezza a Rio. Si era posizionata pubblicamente contro la misura.

La parlamentare ha denunciato sui suoi social, durante il fine settimana, un'azione della polizia militare nella favela degli Acari. "Il 41esimo battaglione della polizia militare di Rio de Janeiro sta terrorizzando e violentando i residenti di Acari ... È sempre successo ma con l'interversione è diventato anche peggio", ha scritto.

La PM di Rio ha confermato l'operazione e ha affermato che i criminali hanno sparato alla polizia e li hanno affrontati.

Donna, nera, madre, Lesbica ,era figlia della favela da Maré. Era Così che la consigliera Marielle Franco (PSOL), assassinata nella notte di questo mercoledì (14) , nel centro di Rio de Janeiro....Si definiva . Marielle Lascia una figlia di 17 anni.

l'8 marzo

Giovedì (8), Giornata internazionale della donna, Marielle si è rivolta alla plenaria del municipio e ha parlato della resistenza contro "i comandi e i desmandos che influenzano le nostre vite" e ha elencato i dati sulla violenza contro le donne subito dopo essere stata interrotta dalla consegna di una rosa. "L'uomo che fa i compiti" si lamentò.

Poi interrotta da un uomo che gridò dalla galleria durante il suo discorso, difendendo la dittatura, la consigliera si irritò e disse che non gli fermava l'interruzione dei consiglieri e quindi, non avrebbe accettato lo stesso "da un cittadino che viene qui e non sa ascoltare la posizione di una donna eletta.



Le fonte :https://g1.globo.com/rj/rio-de-janeiro/noticia/freixo-faz-homenagem-a-vereadora-marielle-em-rede-social.ghtml

https://g1.globo.com/rj/rio-de-janeiro/noticia/os-ultimos-momentos-de-marielle-franco-antes-de-ser-morta-com-quatro-tiros-na-cabeca.ghtml

https://istoe.com.br/batalhao-alvo-de-denuncias-de-marielle-franco-e-o-que-mais-mata/

http://www.redebrasilatual.com.br/

mercoledì 12 aprile 2017

Cecenia: aperto un campo di concentramento per omosessuali



#IoNonEsisto 

Purtroppo l'uomo non impara nulla dalla storia, in Europa nel mondo siamo di nuovo di fronte allo spettacolo dei muri innalzati, dei diritti umani calpestati e di queste vicende che avvengono nel silenzio aspettando che qualcuno intervenga per assistere poi al finto spettacolo dell'indignazione e dello sdegno della comunità internazionale. 

Stiamo assistendo a qualcosa che é già avvenuto, tutte le giornate della memoria dei fiori e dei discorsi in piazza pieni di buoni propositi a nulla servono.


In Cecenia, 100 persone omosessuali sembrano essere state rapite e confinate in lager dove continuano ad essere malmenate e torturate. Anche adesso.
Le autorità Cecene negano: “non puoi arrestare o reprimere persone che semplicemente non esistono nella nostra repubblica”. Tre di queste persone “inesistenti” pare siano già state uccise.

Diamo voce agli omosessuali ceceni che stanno rischiando la vita. Fermiamo insieme questo assurdo ritorno alla peggiore pagina della storia europea.


Cambia la tua foto profilo su https://twibbon.com/Support/io-non-esisto e mostra alle autorità Cecene e a tutto il mondo che l’amore non può essere sterminato.

Firma la petizione internazionale preparata da @AllOut qui: https://go.allout.org/it/a/chechen-100/


#VoglioCredere in un mondo migliore (#Cecenia inclusa) in cui nessuno debba più ripetersi "#IoNonEsisto"! #StopOmofobia!

venerdì 31 marzo 2017

31 Marzo, Giornata internazionale della visibilità transgender.

,

La Giornata internazionale della visibilità transgender è una ricorrenza annuale che cade il 31 marzo dedicata alla sensibilizzazione contro le discriminazioni verso le persone transgender in tutto il mondo.

La Giornata fu fondata dall'attivista transgender statunitense Rachel Crandall nel 2009 evidenziando il fatto che non esistevano giornate specifiche per la visibilità della comunità transgender all'interno della comunità LGBT, dato che l'unica data dedicata era il Transgeder Day of Remembrance, che ricorda le vittime di odio transfobico ma non è specificamente indirizzata alla visibilità transgender.

Nel 2014 la Giornata fu adottata dagli attivisti LGBT a livello internazionale.

martedì 14 marzo 2017

Si chiama Jiratchaya Sirimongkolnawin, è la più bella di tutte. Lo ha stabilito la giuria a Pattaya, in Thailandia, che l'ha incoronata transessuale più bella del mondo.


Si chiama Jiratchaya Sirimongkolnawin, è la più bella di tutte. Lo ha stabilito la giuria a Pattaya, in Thailandia, che l’ha incoronata transessuale più bella del mondo. Il secondo e il terzo posto è andato alla Brasiliana Náthalie de Oliveira e la Venezuelana Andrea Collazo .



Sono le tre donne trans, più belle al mondo.


La Thailandese 25 anni, modella e stilista Jiratchaya Sirimongkolnawin, è stata incoronata venerdì 10/3/2017 Miss International queen 2016, scelta tra 24 candidate selezionate in tutto il mondo. Il secondo e il terzo posto è andato a Náthalie de Oliveira (Brasile) e Andrea Collazo (Venezuela). Miss International queem è il più grandi è prestigioso concorso di bellezza al mondo per le persone transessuale e transgender MtF (maschio a femmina) che ogni anno dal 2004 si tieni a Pattaya, proprio in Thailandia.

Il concorso è stato rinviato da novembre dello scorso anno a marzo di quest'anno, a causa della morte de re Bhumibol Adulyadej, nel mese di ottobre dello scorso anno. La Thailandia era in luto.


Il concorso è trasmesso in diretta è raccoglie ogni anno 15 milioni di telespettatori. Per la prima volta in 12 edizioni L’Italia stata rappresentata da una concorrente Italiana di nascita e provenienza. La cantante transgender Roberta Marten Roberta Martinazzo che porta a casa il titolo di BEST TALENT In MISS INTERNATIONAL QUEEN 2016 .


la Thailandia è diventata il paese che possiede più titoli, per le più belle transessuali con 4 signorine. Seguito da Filippine al secondo posto, il Venezuela, il Brasile, la Corea, il Giappone, il Messico e gli Stati Uniti hanno ciascuno una bella corona.

IL concorso è nella sua 12 edizione. Miss International Queen è aperto a donne transgender, che possono essere pre e post intervento chirurgico di riassegnazione chirurgica del sesso, di età compresa tra 18 e 36 anni.

Come in qualsiasi concorsi di bellezza le ragazze hanno sfilato in abiti da sera, costumi da bagno e costumi nazionali. 



Jiratchaya Sirimongkolnawin

Andrea Collazo (Venezuela)


Náthalie de Oliveira (Brasile) 

È interessante notare che la vincitrice proviene da Thailandia, un paese che rimane ancora una società molto conservatrice senza leggi importanti che riconoscono la comunità LGBTQ.


Congratulazioni! Miss Jiratchaya Sirimongkolnawin La nuova International Queen 2016.

giovedì 9 marzo 2017

Arrestati cinque coinvolti nell'omicidio della transessuale Dandara in Brasile.


Quattro sospettati di essere coinvolti nella uccisione della transessuale, Dandara dos Santos , a Bom Jardim, sono stati catturati Martedì, 7 a Fortaleza, Brasile. Nel pomeriggio di Lunedi, altri 6 coinvolti erano già stati catturati. L'informazioni sul caso è stata data in una conferenza stampa con la partecipazione del segretario di sicurezza, André Costa, e l'ufficiale responsabile delle indagini, Bruno Ronchi, titolare del Distretto di Polizia 32 ° (PD).

I sospettati catturati sono 3 adolescenti, 16 e 17 anni, e due uomini, ha detto, il delegato Bruno Ronchi. Gli adulti sono Isaias da Silva Camurça, 25, alias "Zaza", che già risponde per omicidio,e crimine di transito e contro la amministrazione pubblica, e Giulio Cesare Braga da Costa, 19, senza fedina penale, individuati per aver partecipanti al crimine. Tra coloro che sono coinvolti, e stato arrestato dalla polizia, il responsabili per la registrazione del video del delitto, che viralizou sui social, e uno dei ragazzi che appare nel video picchiando Dandara.

Secondo il segretario André Costa, le indagini mostra che l'uomo responsabile per il filmato è un noto trafficante di droga nella regione. "L'evidenza mostra questa persona. Una esperienza di riconoscimento vocale sarà fatto", ha detto il investigare.

Dopo l'arresto dei cinque sospetti, la polizia continua la ricerca di altre persone coinvolte nell'omicidio. Il delegato Bruno Ronchi non ha rivelato il numero di persone che sono ricercati per non ostacolare l'avanzamento delle indagini. Il titolare del 32 ° DP ha anche detto che sta ancora indagando su l'uomo armato che ha ucciso Dandara. "Ci sono alcune indicazioni di persone che possono aver effettuate i dispari, ma non diremo al momento nulla. L'indagine è in corso", ha detto il delegato.

Una delle questioni ancora aperte sul caso è la motivazione del delitto. "Per quanto riguarda la motivazione è ancora parte dell'inchiesta. Nel caso di omicidio è importante per scoprire il motivo per cui, a seconda del motivo può generare qualificazione per questo crimine", ha detto il segretario.

Gli arresti e sequestri di coloro che sono coinvolti sono il risultato di un'operazione congiunta delle forze di sicurezza do Ceará - Polizia Civile e Militare, Vigili del Fuoco, Forense e agenti del Coordinamento della Segreteria della Pubblica Sicurezza e Difesa Sociale (PDSS).

mercoledì 8 marzo 2017

La Giornata internazionale della donna ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo.

Buon 8 marzo.
La Giornata internazionale della donna ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo. Che questa giornata ci ispiri ad approfondire in ogni giorni dell'anno ha riflettere sulle condizioni sociali vissute dai diversi gruppi di donne esclusi e oppresse ( madre, sorella, nonne, immigrate, insegnanti. Alle donne transessuali, neri e lesbiche che battagliano per riconoscimento di diritti ,rispetto! Alle tante donne in situazioni di violenza.


Meno mimose, e più rispetto 💖

sabato 4 marzo 2017

HORROR! VIDEO MOSTRA trans torturata fino alla morte, poi gettata nella spazzatura. in Brasile, nella cita de Fortaleza.



Sedici giorni sono passati da quando la transgender Dandara dos Santos, 42 anni, è stata torturata a morte nel quartiere di Bom Jardim, nella cita di Fortaleza in Brasile. Un'altra morte violenta di una persona trans, brutalmente uccisa diventata invisibili, se questo video non fosse reso pubblico. Video che registra l'azione criminale che viralizou nelle reti sociali, con ripercussioni nazionali in tutta la giornata di ieri. Finora nessuno è stato arrestato.

"SALI, SALI! Non voi salire, non?! "Gridano con molta aggressività tre uomini che appaiono all'inizio del video, mentre Dandara, seduta per terra, a malapena in grado di muoversi. Vogliono che lei salga su una vecchia carriola. lei piange. "IN FRETTA! Il 'O SCHIFOSO STA CON MUTANDINE'', la deride altro che riprende la barbarie.


Una sequenza di offese di genere. Gli insulti servono proprio per ferire, per offendere. calci, schiaffi, colpi con il legno, pietre. La maggior parte delle aggressione sono i testa, già piene de sangue. Dandara cerca di salire sulla carriola, ma non e in grado di stare in piede. Fino quando i carnefici gli alzano e la giocano sopra. e la portano via. È morta il 15 febbraio è stata gettata nella spazzatura.




Sono almeno cinque giovani nel video di 1 minuto e 20 secondi di tortura, che circolano su internet.


Per la ricercatrice di genere e sessualità Helena Vieira, le storie che coinvolgono gli attacchi contro le persone trans hanno molteplici contesti. "A volte le violenze sono puramente transfobica. Ma il odio è grande. Includi sempre torture, percosse, smembramento ", ha sottolineato.



La investigazione 
Secondo questore della 32a DP (Bom Jardim) Bruno Ronchi, coloro che sono coinvolti nel crimine sono stati identificati, ma non sono ancora stati arrestati. Oltre alle persone che hanno partecipato nel video, altri criminali sono visti come responsabili dell'omicidio. Il questore ha detto che sta aspettando il potere giudiziario. "Due giorni dopo il delitto, abbiamo ricevuto il video e stiamo cercando di identificare. Non solo le persone che appaiono nel video. E 'stato necessario indagare sull'omicidio. C'era dettagli del crimini che dovevano essere chiariti ", dice.

Secondo Ronchi, il reato è stato motivato da Omo-transfobia. "Un'altra ipotesi è stata sollevata, ma la causa principale e la transfobia. La causa e la continuità delle aggressione era transfobiche", dice.

Dopo che la Divisione di omicidio e la protezione delle persone (DHPP) eseguire le prime indagini del crimini, il caso è stata rinviata al 32 DP, che sono state nel posto dove stata assassinata Dandara.

Bruno Ronchi ha detto che il caso non era stato ampiamente riportato per non ostacolare le indagini e che la virilizzazione dl video è dannoso, perché gli autori hanno facile accesso al materiale e fuggono. Secondo il questore, i soggetti coinvolti sono adolescenti che hanno già passaggio dei passaggi nelle polizia dei bambini e dell'Adolescente (DCA) e sono noti per infrazioni violente nella Grande Bom Jardim.

I residenti del quartieri Ceará, dove Dandara abitava, hanno detto che la rabbia e la tristezza si sentiva ieri, sui social. Hanno detto Dandara era una figura carismatica nel quartiere. Secondo Rede Trans , Dandara è stata la quinta trans ad essere uccisa il mese scorso.

Il coordinatore della diversità sessuale di Fortaleza, Paulo Diógenes, pubblico su Facebook che il centro di referenza LGBT Janaina Dutra hanno già contattato l'avvocato Hélio Leitão, che si e reso disponibile a seguire le indagini da parte del pubblico ministero e la polizia civili .


In occasione del mese dell'orgoglio gay, Sky vi consiglia una serie di film, documentari a tema: da non perdere per celebrare.

  In occasione dei festeggiamenti del mese dell'orgoglio LGBT "gay pride "marcia" (o  manifestazione") "d...