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mercoledì 8 luglio 2026

Militanza e cuore fino all'ultimo respiro: l'addio a Victoria Cruz e Marcelly Malta, giganti della resistenza trans

Per Marcelly: Marcelly Malta – La memoria è resistenza.  Per Victoria: Victoria Cruz – La memoria è resistenza.
Marcelly Malta, Victoria Cruz – pioniera della resistenza trans brasiliana. La memoria è resistenza.

La memoria storica non è un semplice elenco di date: è un filo vivo che lega le sofferenze del passato alle conquiste del presente. E all’inizio di questo luglio 2026, la comunità internazionale LGBTQI+ si è svegliata più sola, colpita da un doppio lutto che tocca il cuore stesso della nostra storia. Ci hanno lasciato Victoria Cruz e Marcelly Malta.

Due pioniere nate lontane, ma unite dalla stessa, incrollabile determinazione. Hanno speso ogni giorno della loro vita per strappare la comunità trans e travesti dalla marginalità, restituendole dignità, cittadinanza e rispetto. Se oggi possiamo godere anche solo dei diritti minimi, lo dobbiamo a giganti come loro, capaci di trasformare il dolore in una resistenza fiera e instancabile.

Victoria Cruz: la voce e la memoria di Stonewall

Nata a Porto Rico e cresciuta a New York, Victoria Cruz è stata testimone diretta dei moti di Stonewall del 1969, la rivolta che ha dato vita al moderno movimento di liberazione queer globale.

In un’epoca in cui i media tentavano di cancellare il ruolo cruciale delle donne trans — soprattutto nere e latine — Victoria ha custodito la memoria di Marsha P. Johnson e Sylvia Rivera, impedendo che il loro sacrificio venisse riscritto o dimenticato. Per oltre 18 anni ha militato nell’Anti-Violence Project, consumando cuore ed energie per dare ascolto, supporto e giustizia alle vittime dei crimini d’odio transfobici.

Marcelly Malta: la “Traviarca” che ha sfidato la dittatura

In Brasile, Marcelly Malta è stata un faro di speranza e un pilastro di umanità indomabile. Sopravvissuta alla persecuzione morale e fisica della dittatura militare e alla devastante epidemia di HIV/AIDS degli anni ’80, ha trasformato la vulnerabilità dei margini in una forza collettiva senza precedenti.

Come assistente infermieristica ha curato i corpi e le anime degli ultimi. Come attivista ha guidato organizzazioni storiche come Rede Trans Brasil e Igualdade RS. Nel 2011 ha conquistato un primato epocale: è stata la prima travesti a ottenere la rettifica legale del proprio nome sociale nello stato del Rio Grande do Sul, scardinando barriere burocratiche che opprimevano migliaia di persone.

Una eredità preziosa da difendere

Victoria e Marcelly sono riuscite a raggiungere l’anzianità — un traguardo che, a causa della violenza sistemica, resta ancora un privilegio raro per le persone trans nel mondo. La loro stessa vecchiaia è stata l’ultimo, grandioso atto di militanza.

Il modo migliore per onorare il vuoto che lasciano non è solo il pianto, ma la promessa di non arretrare di un millimetro. In un presente minacciato da ipocrisie, clericalismi e rigurgiti reazionari, la loro lezione ci impone di continuare a fare contro-informazione, presidiare i territori e difendere quella libertà che loro hanno pagato a caro prezzo.

Oggi le nostre bandiere sventolano a mezz’asta e i nostri cuori sono avvolti da un silenzio pesante. La scomparsa di Victoria e Marcelly non è solo la perdita di due straordinarie attiviste: è la fine di un’era. Con loro se ne va un pezzo della nostra memoria vivente, lasciandoci più soli davanti a un mondo che ancora fatica ad accettare la nostra esistenza.

Ci stringiamo nel dolore, uniti come comunità globale, per salutare queste due madri coraggiose che hanno protetto i nostri corpi e illuminato i nostri passi quando intorno c’era solo buio. Il vuoto che lasciano è immenso, ma la terra che hanno seminato con amore, lacrime e determinazione continuerà a dare frutti.

Riposate in pace, Victoria e Marcelly. La terra vi sia lieve. Il vostro viaggio è finito, ma il vostro ricordo resterà scolpito per sempre nella nostra storia e nella nostra carne.

Buon viaggio, madri della nostra libertà. Non vi dimenticheremo mai. 🕯️🖤🏳️‍⚧️

Vanessa Mazza TLGBQI+

Fonti e Approfondimenti (Link Attivi):
  • Sulla vita e le battaglie di Victoria Cruz:
    • Leggi il necrologio storico ufficiale sul The New York Times.
    • Consulta la biografia dell'attivista e la sua partecipazione al documentario su Wikipedia (EN).
    • Leggi l'approfondimento giornalistico sulla sua eredità politica su The Advocate. 
  • Sull'eredità e i traguardi di Marcelly Malta:
    • Leggi la notizia della scomparsa e la ricostruzione della sua carriera su G1 Globo.
    • Consulta l'articolo speciale sul suo impatto politico a Porto Alegre su Sul21.
    • Guarda il video e i dettagli sul suo ruolo istituzionale tramite la pagina ufficiale della Rede Trans Brasil su Instagram. 

I mercanti del tempio: la caduta del "soldato di Cristo" e il grande inganno di Dio, Patria e Famiglia

Mario Adinolfi al centro di una folla in piazza a Roma mentre tiene sollevato un crocifisso e una bandiera italiana, circondato da sostenitori con bandiere tricolori.
Mario Adinolfi a Roma durante una manifestazione conservatrice, simbolo dell'ostentazione dei valori tradizionali.

All'alba di questa mattina, 8 luglio 2026, il velo dell'ipocrisia si è squarciato definitivamente. Mario Adinolfi, il giornalista e leader del movimento ultra-conservatore "Il Popolo della Famiglia", è stato arrestato dalla Guardia di Finanza su mandato della Procura di Roma e posto agli arresti domiciliari.

Le accuse che pendono sulla testa del fustigatore pubblico della morale sono pesantissime e descrivono uno scenario agghiacciante: truffa aggravata e continuata, abusivismo finanziario ed evasione fiscale. Secondo gli inquirenti, il danno causato ai danni di ignari risparmiatori si aggira attorno ai 5 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 400mila euro sottratti al fisco.
Quello che per anni è stato presentato come un circolo esclusivo per "buoni cristiani" era, secondo la magistratura, un gigantesco inganno basato sul gioco d'azzardo.
La blasfemia del profitto: i bonifici con la causale "Cristo regna"
Per capire il livello di totale mancanza di vergogna di questi personaggi, basta guardare il meccanismo con cui veniva alimentato il sistema della cosiddetta "Scommessa collettiva". Adinolfi raccoglieva ingenti quote di denaro (fino a decine di migliaia di euro a persona) direttamente sui suoi conti correnti personali. E qual era il dettaglio fondamentale per partecipare? I risparmiatori, molti dei quali persone fragili, anziane o invalide — come svelato anche dalle drammatiche inchieste giornalistiche de Le Iene — dovevano inserire nei bonifici la causale "Cristo regna".
La fede usata come esca. Il nome di Dio utilizzato come paravento per mascherare la raccolta abusiva di denaro e i debiti da gioco. Quando i risparmiatori hanno iniziato a chiedere indietro i propri soldi, Adinolfi ha risposto con i soliti e continui rinvii, giustificandosi dietro presunti "controlli antiriciclaggio" e "ritardi burocratici" per prendere tempo, mentre i risparmi di una vita sparivano nel nulla.
I dettagli dell'ordinanza di custodia sono stati riportati integralmente in queste ore nei lanci di agenzia di ANSA e negli speciali di Repubblica e de Il Fatto Quotidiano.
Il pulpito dei moralisti: condannare gli altri per nascondere il proprio fango
Ciò che fa salire la rabbia è la totale discrepanza tra il personaggio pubblico e l'uomo privato. Per anni, Mario Adinolfi ha pontificato in televisione, sui giornali e nelle piazze d'Italia, alzando il crocifisso al cielo per decidere chi avesse il diritto di amare e chi no. Ha vomitato odio e intolleranza contro la comunità LGBTQI+, ha condannato le famiglie non tradizionali, ha spiegato all'opinione pubblica quali fossero i comportamenti "immorali" e chi meritasse di andare all'inferno.
Oggi scopriamo che mentre usava la Bibbia come un manganello contro i diritti civili delle minoranze, intascava i risparmi dei disabili e dei pensionati evadendo le tasse dello Stato.
Non è il primo e non sarà l'ultimo sotto questo immenso ombrello della falsa moralità reazionaria. La retorica del "Dio, patria e famiglia" si conferma ancora una volta per quello che è: uno specchietto per le allodole, un marchio commerciale usato dai peggiori fustigatori per costruirsi una carriera politica e nascondere le proprie miserie personali.
Un curriculum perfetto per la politica dei "bulli"
La cosa più amara è che, nell'Italia politica di oggi, un simile curriculum non rappresenta affatto la fine di una carriera, ma rischia di diventare il perfetto lasciapassare. Con una condanna morale del genere, unita alla capacità di manipolare le masse attraverso il fanatismo religioso, Adinolfi ha le carte in regola per entrare a far parte di certi partiti della destra sovranista e identitaria, dove la fedina penale sporca e l'ipocrisia elevata a sistema non sono un limite, ma un vanto per dichiararsi "vittime della magistratura politicizzata".
La caduta di Adinolfi è la caduta di un intero sistema culturale che vuole imporre la purezza agli altri mentre sguazza nel torbido. Di fronte a questa ennesima dimostrazione di finta devozione, la nostra resistenza culturale, laica e indipendente deve farsi ancora più dura. Non lasciamoci incantare dai loro crocifissi esibiti nelle piazze: dietro ogni finto santo c'è quasi sempre un mercante pronto a vendersi l'anima.
Contro ogni ipocrisia, clericalismo e finta morale: RESISTENZA! ✊🏾🏳️‍🌈🏳️‍⚧️
⚙️Rompiamo il silenzio!
Cosa ne pensate di questa clamorosa bufera giudiziaria? Credete che i paladini del moralismo tradizionale abbiano finalmente mostrato la loro vera faccia, o la propaganda di regime riuscirà a insabbiare anche questo?
Lasciate un commento qui sotto. Condividete questo post sulle vostre bacheche e facciamo crollare il loro castello di bugie!
— Vanessa Mazza TLGBQI+
Fonti storiche, inchieste e approfondimenti giornalistici:
  • I dettagli dell'ordinanza di custodia cautelare: Per leggere i dati emessi dalla Procura di Roma relativi alla raccolta abusiva di risparmio e al danno stimato in 5 milioni di euro, consulta il lancio d'agenzia ufficiale di Sky TG24 e l'approfondimento in tempo reale della redazione di Open Online. 
  • Il funzionamento della "Scommessa collettiva": L'analisi dettagliata sul meccanismo dei bonifici personali e sulle causali religiose utilizzate per mascherare il sistema è ricostruita nell'inchiesta giudiziaria di La Repubblica e nella rassegna curata da Il Post. 
  • Le denunce dei risparmiatori e i precedenti: Per guardare i servizi video originali e leggere le testimonianze dirette delle vittime che hanno dato il via al caso giudiziario, puoi consultare i dossier d'archivio de Il Fatto Quotidiano e le inchieste territoriali pubblicate da Il Messaggero.