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| Grafica di Rai Radio 1 sul voto del Parlamento Europeo per la stretta sui rimpatri dei migranti, con la bandiera dell'Unione Europea in primo piano e un gommone di migranti in mare sullo sfondo. |
Esiste un filo conduttore che unisce l’applauso del Senato italiano che nel 2021 ha affossato il Ddl Zan e il coro "Send them back" intonato dai banchi della destra al Parlamento europeo dopo il voto sui rimpatri. Al di là delle passioni politiche, analizzare questi due eventi attraverso i dati ufficiali ci mette di fronte a una realtà che merita una riflessione seria e non ideologica.
- Il Regolamento Rimpatri UE: È stato approvato a Strasburgo con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni, come riportato nel resoconto sul voto di Sky TG24. La votazione ha visto compattarsi l'intera area di destra ed estrema destra (Popolari, Conservatori, Patrioti). Tra gli eurodeputati italiani, hanno espresso voto favorevole i partiti dell'attuale maggioranza di governo (Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia), mentre hanno votato contro le opposizioni di centro-sinistra e sinistra (PD, M5S, AVS).
- La "tagliola" al Ddl Zan (2021): Il testo che estendeva le tutele della legge Mancino alle discriminazioni per sesso, genere, orientamento sessuale e disabilità è stato affossato in Senato con 154 voti favorevoli al blocco e 131 contrari, come documentato dal lancio d'agenzia ANSA sul voto segreto. Il voto segreto ha permesso una celebrazione collettiva con applausi in aula alla negazione di una tutela giuridica fondamentale.
- L'irregolarità non è un reato penale: Sotto il profilo puramente giuridico, la mancanza di un permesso di soggiorno costituisce un illecito amministrativo, non un reato penale. Equiparare un cittadino non documentato a un criminale per il solo fatto di non avere una carta contrasta con i principi basilari del diritto moderno. Un individuo è criminale se commette un reato previsto dal codice penale, indipendentemente dalla sua nazionalità.
- Cosa dicono le statistiche del Ministero dell'Interno? Le analisi storiche fornite dal Viminale sull'andamento dei reati dimostrano che, a fronte dell'aumento della popolazione straniera residente negli ultimi decenni, i reati in Italia sono in costante e drastico calo. Inoltre, il report del Ministero dell'Interno sulla criminalità tra realtà e percezione evidenzia come la devianza statistica non sia legata alla nazionalità o all'etnia, ma alla marginalità socio-economica. Gli immigrati regolari e stabilmente integrati nel tessuto lavorativo presentano tassi di criminalità del tutto sovrombili a quelli dei cittadini italiani.
- La creazione della marginalità: Il nuovo testo europeo introduce un forte inasprimento, estendendo la detenzione amministrativa nei centri di permanenza fino a un massimo di 30 mesi e aprendo ai cosiddetti "return hubs" extra-UE. Tuttavia, quando la politica ostacola l'integrazione, spinge le persone nell'ombra dell'irregolarità, trasformandole involontariamente in manovalanza vulnerabile per lo sfruttamento del caporalato e della criminalità organizzata.
Autrice e attivista per i diritti civili
resoconto sul voto di Sky Tg24
lancio d'agenzia ANSA sul voto segreto
Viminale | Ministero dell‘Interno sull'andamento dei reati






