«Io sarò sempre dalla parte di coloro che non hanno nulla e ai quali non è concesso nemmeno il diritto di godere della pace di ciò che non hanno.»— Federico García LorcaIl mese del Pride non è solo una celebrazione del presente, ma un profondo esercizio di memoria storica. Per questa ragione, inauguriamo sul blog una serie speciale dedicata alle figure della cultura, dell'arte e della politica che hanno lasciato un'impronta indelebile nella lotta per l'uguaglianza. E non potevamo che iniziare con un gigante nato proprio il 5 giugno 1898: Federico García Lorca.
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venerdì 5 giugno 2026
ORGOGLIO E MEMORIA: FEDERICO GARCÍA LORCA, LA VOCE DELLA LIBERTÀ CHE IL FASCISMO NON È RIUSCITO A ZITTIRE
Marjane Satrapi: la voce che l’Iran non potrà mai zittire
Marjane Satrapi non è più tra noi, ma la sua voce continua a risuonare.
Una voce che ha attraversato continenti, regimi, esili, rivoluzioni. Una voce che ha trasformato la memoria personale in memoria collettiva, il dolore in linguaggio, la resistenza in arte.
Con Persepolis, Satrapi ha aperto una finestra sull’Iran che molti non volevano vedere: l’Iran delle bambine costrette al velo, delle famiglie spezzate, degli esili forzati, dei sogni che resistono anche quando tutto sembra crollare. Ha raccontato ciò che la politica spesso nasconde: la vita quotidiana sotto un regime, la paura, la rabbia, la dignità.
Marjane Satrapi (1969–2026) è stata una fumettista, illustratrice, regista e scrittrice iraniana naturalizzata francese, considerata una delle voci più importanti della narrativa grafica contemporanea. Nata a Rasht e cresciuta a Teheran durante gli anni della Rivoluzione islamica, ha vissuto in prima persona la repressione del nuovo regime, l’imposizione del velo, la guerra Iran‑Iraq e l’esilio. Trasferitasi in Europa da adolescente, ha studiato arte a Vienna e poi si è stabilita a Parigi, dove ha iniziato la sua carriera artistica. La sua opera più celebre, Persepolis, è un’autobiografia a fumetti che racconta l’infanzia e la giovinezza sotto la dittatura iraniana: un libro tradotto in oltre 40 lingue e diventato un film d’animazione premiato a Cannes. Oltre a essere un’artista, Satrapi è stata una figura centrale della diaspora iraniana e una voce internazionale del movimento “Donna, Vita, Libertà”, impegnata nella difesa dei diritti delle donne e della libertà di espressione.
La sua morte arriva in un momento storico in cui le donne iraniane continuano a pagare con il corpo e con la libertà il prezzo della loro disobbedienza.
E proprio per questo la sua assenza pesa ancora di più.
Marjane Satrapi è stata un ponte: tra generazioni, tra culture, tra chi è rimasto e chi è dovuto partire. Ha dato forma a un immaginario che non appartiene solo all’Iran, ma a chiunque abbia conosciuto l’esilio, la censura, la nostalgia, la lotta.
Oggi la salutiamo sapendo che il suo lavoro non si spegne. Resta nelle mani di chi continua a disegnare, a scrivere, a denunciare. Resta nelle piazze dove si grida “Donna, Vita, Libertà”. Resta nei volti anonimi e collettivi che ricordano che la libertà non è mai un fatto individuale.
Grazie Marjane
Per averci insegnato che anche un tratto nero su bianco può diventare un atto politico. Per aver mostrato che la memoria è una forma di resistenza. Per aver trasformato la tua storia in un linguaggio che ci riguarda tutti. 💔
— vanessa mazza TLGBQI+
giovedì 4 giugno 2026
🔥 IL SUDAMERICA BRUCIA NEL SILENZIO: DAL CILE ALL’ARGENTINA, LA RESISTENZA CONTRO L’AGENDA TRUMP–KAST
4 giugno 2026 — di Vanessa Mazza TLGBQI+
Mentre i telegiornali italiani continuano a ignorare ciò che accade nel Sudamerica, l’intero continente è attraversato da una nuova ondata di proteste popolari. Quello che i media mainstream liquidano come “disordini locali” è in realtà una battaglia continentale contro lo smantellamento dello Stato sociale, la privatizzazione dei diritti e l’avanzata della destra radicale.
🇨🇱 Cile: studenti feriti, diritti calpestati
A Santiago, durante la mobilitazione nazionale indetta dalla Confech, una studentessa di Giurisprudenza dell’Università del Cile è stata aggredita brutalmente dalle forze dell’ordine. Il video circolato su X mostra la ragazza con fratture al volto, colpita durante le cariche della polizia .
Migliaia di studenti erano scesi in piazza per difendere il diritto allo studio contro i tagli del governo Kast. La risposta? Lacrimogeni, manganelli, repressione sistematica.
Secondo i dati del Instituto Nacional de Derechos Humanos, solo nell’ultimo mese si contano oltre 120 feriti durante le manifestazioni studentesche. Il governo continua a minimizzare, ma le immagini raccontano altro: lo Stato preferisce colpire gli studenti piuttosto che finanziare l’istruzione pubblica.
🇺🇸 L’asse Kast–Trump: austerità per il popolo, fedeltà a Washington
La repressione non è un incidente: è una strategia politica.
Il governo Kast è pienamente allineato all’agenda ultra-conservatrice degli Stati Uniti di Donald Trump.
Negli ultimi mesi il Cile ha:
tagliato del 22% il budget per l’istruzione superiore
ridotto i fondi per la sanità pubblica
accelerato privatizzazioni nel settore energetico
approvato misure di ordine pubblico che ampliano i poteri della polizia
Una ricetta che ricorda gli anni più bui del neoliberismo latinoamericano.
🇦🇷 Argentina: “Vive, libere e senza debiti ci vogliamo”
A Buenos Aires, l’undicesimo anniversario di Ni Una Menos si è trasformato in una mobilitazione oceanica contro il governo Milei.
Il femminicidio della quattordicenne Agostina Vega ha riacceso la rabbia. Le attiviste hanno unito la lotta contro la violenza di genere alla denuncia della violenza economica:
«Senza debiti ci vogliamo» uno slogan che punta dritto ai tagli del governo, che ha azzerato i fondi per i centri antiviolenza.
Secondo l’Observatorio de las Violencias de Género “Ahora Que Sí Nos Ven”, nei primi cinque mesi del 2026 si contano un femminicidio ogni 28 ore. La crisi economica — inflazione oltre il 280%, salari crollati — colpisce soprattutto le donne, che perdono autonomia e possibilità di fuga.
🇨🇴 🇧🇴 Colombia e Bolivia: tensioni interne e crisi sociale
In Colombia, le proteste contro le riforme del governo e le tensioni tra comunità indigene e forze armate stanno crescendo. Secondo la Defensoría del Pueblo, nel 2026 sono già stati registrati più di 70 episodi di violenza politica.
In Bolivia, come hai già raccontato nel tuo articolo precedente, la crisi dei carburanti e l’aumento dei prezzi stanno generando proteste diffuse, soprattutto nelle regioni rurali. Il governo risponde con militarizzazione e silenzi.
🔴 Riflessione: la destra radicale e la memoria corta
Il ritorno della destra radicale in America Latina ripropone gli stessi fantasmi del passato:
autoritarismo
disuguaglianza feroce
privatizzazione dei diritti
repressione del dissenso
Dimenticare cosa ha significato il neoliberismo repressivo per questo continente significa ripetere gli stessi errori, consegnando il potere a chi considera i diritti un lusso.
🌐 Un filo rosso: rompere il muro del silenzio

Le proteste antigovernative continuano in #Bolivia.
Cile, Argentina, Colombia, Bolivia: contesti diversi, stessa radice.
La resistenza dei popoli contro la restaurazione conservatrice.
I media occidentali tacciono perché raccontare queste piazze significherebbe ammettere il fallimento delle politiche economiche che difendono da decenni.
Ma il silenzio non può cancellare ciò che accade. Gli studenti, le donne, i movimenti sociali del Sudamerica hanno scelto di non arretrare. E noi abbiamo il dovere di rompere il muro mediatico e amplificare la loro lotta.
Fonti (con link)
• INDH – Instituto Nacional de Derechos Humanos (Cile) Rapporti sulle violazioni dei diritti umani durante le proteste studentesche. https://www.indh.cl
• T13 – Tele13 (Cile) Notizia e video della studentessa ferita durante la mobilitazione Confech. https://www.t13.cl
• Observatorio “Ahora Que Sí Nos Ven” (Argentina)
Dati aggiornati sui femminicidi e la violenza di genere in Argentina.
https://ahoraquesinosven.com.ar (ahoraquesinosven.com.ar in Bing)
• Defensoría del Pueblo (Colombia) Report sugli episodi di violenza politica e sociale nel 2026. https://www.defensoria.gov.co
• Media locali latinoamericani (Cile, Argentina, Bolivia, Colombia) Copertura delle proteste e delle crisi sociali. https://www.eldesconcierto.cl https://www.pagina12.com.ar https://www.la-razon.com https://www.elespectador.com
— vanessa mazza TLGBQI+
📝 "Ai miei tempi certe cose non esistevano!"... Sicuri? Parliamo del Battaglione Sacro di Tebe 🏳️🌈🏛️

La copertina del saggio "Il Battaglione Sacro" di James Romm, edito da Keller, che ricostruisce la storia del leggendario corpo militare tebano.
Mentre in questo momento sono immersa nella lettura de "La canzone di Achille" 🏛️✨, ho trovato questo splendido saggio di James Romm, "Il battaglione sacro" (Keller Editore). Mi incuriosisce tantissimo e non ho potuto fare a meno di pensare a come la storia, a volte, smonti i pregiudizi con un pizzico di ironia.
Non parliamo di un gruppo qualunque, ma del corpo militare d'élite più letale, temuto e rispettato di tutta la Grecia antica, capace di sconfiggere persino gli invincibili spartani.
Questo esercito era composto esattamente da 300 soldati, ovvero 150 coppie di uomini legati da un profondo legame sentimentale. I generali antichi avevano capito una verità psicologica straordinaria: un soldato che combatte fianco a fianco con la persona che ama non si ritirerà mai, non mostrerà vigliaccheria e combatterà con un coraggio sovrumano pur di proteggere il proprio partner o di non sfigurare davanti ai suoi occhi.
Oggi iniziano le celebrazioni del Pride Month, un momento di visibilità, orgoglio ma anche di profonda consapevolezza. Spesso, mentre noi in Italia ed Europa possiamo parlarne e manifestare, dimentichiamo quanto questi eventi siano un privilegio e un dovere collettivo. Nel mondo ci sono ancora troppi paesi in cui l'esistenza stessa di una comunità LGBT+ non è permessa, dove amare liberamente o essere se stessi è un reato punito con il carcere o con la vita.
🚨 Il silenzio dei media, i miliardi di Kushner e la rivolta in Albania: la grande frode costiera che nessuno vi racconta
C’è un silenzio assordante sui telegiornali e sui grandi quotidiani tradizionali. Mentre le piazze di Tirana e i villaggi della costa albanese bruciano tra proteste, idranti e lacrimogeni, i media scelgono di voltare lo sguardo dall'altra parte. Perché? Perché toccare questa storia significa andare a scoperchiare un intreccio pericoloso che lega la geopolitica globale, il turismo di lusso sfrenato e i vertici del potere americano.
L'Inchiesta: Esportare gli "Accordi di Abramo" sulla costa balcanica
- Atti Giudiziari (SPAK): Ordinanza di sequestro preventivo emessa il 2 giugno 2026 dalla Procura Speciale contro la Corruzione e la Criminalità Organizzata dell'Albania (SPAK). Il provvedimento ha disposto il blocco di 200 milioni di dollari sui conti correnti della società Albania Land Development e perquisizioni a carico dell'amministratore Redi Struga, nell'ambito di un'indagine per alienazione illecita e appropriazione indebita di proprietà costiere a Zvërnec guidata dal sospettato Artur Shehu.
- Reportage di Cronaca e Proteste: Cronache in tempo reale delle manifestazioni del 2-3 giugno 2026 a Tirana e Zvërnec, documentate da agenzie di stampa e testate internazionali come The Guardian, Al Jazeera, Reuters e NPR, che hanno registrato gli scontri con la polizia, l'uso di idranti e gli slogan dei cittadini ("La nostra terra, i nostri diritti", "Ivanka go home").
- Dossier Finanziari ed Esteri: Documentazione sulle attività di Affinity Partners (il fondo di private equity di Kushner finanziato dai Paesi del Golfo) e sui suoi investimenti strategici in Israele (es. Phoenix Holdings), tracciati da inchieste di Politico Europe e dai monitoraggi della commissione d'inchiesta del Senato degli Stati Uniti sulle attività finanziarie estere della famiglia Trump.



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