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Il volto di Abderrahim Fakir. Titolare di una ditta di logistica e residente nel Bolognese da 35 anni, l'uomo è morto a 42 anni in via Svevo. (Foto: Agenzia / Archivio familiare)
Davanti ai commenti cinici che riducono una vita umana a un elenco di precedenti penali o a uno stato di alterazione, abbiamo il dovere di fare un passo indietro e ristabilire due cose fondamentali: l’umanità di chi non c’è più e la verità scientifica. Abderrahim Fakir non era un fantasma della strada né un bersaglio da abbattere. Era un uomo, e la sua morte non può essere archiviata come un banale incidente.
💼 La vita di Abderrahim: la famiglia, la logistica e i 35 anni in Italia
Le informazioni emerse in queste ore cancellano ogni tentativo di sciacallaggio sulla sua figura. Abderrahim Fakir, 42 anni, è arrivato in Italia dal Marocco quando era solo un bambino di sette anni, insieme alla sua famiglia. Ha trascorso l’intera esistenza nel nostro Paese, crescendo e lavorando nel Bolognese.
- Il lavoro: Abderrahim era pienamente integrato nel tessuto economico locale. Viveva a Borgonuovo di Sasso Marconi ed era il titolare di una ditta di facchinaggio attiva nel settore della logistica. Aveva anche un passato di iscrizione e vicinanza al sindacato di base SI Cobas.
- La famiglia: Era sposato e circondato da una famiglia unita e stimata — composta da fratelli, sorelle e nipoti — che oggi piange un uomo descritto da tutti come un grande lavoratore, pacifico, che si era recato in via Svevo al Pilastro semplicemente per fare visita ad alcuni conoscenti.
- Il paradosso della cittadinanza: Nonostante 35 anni di vita, lavoro e radicamento sul territorio italiano, Abderrahim si trovava ancora nell'assurda condizione burocratica di attendere una risposta per la cittadinanza.
🩺 Il crollo emotivo e il giallo dei soccorsi: cosa è successo in via Svevo
Nessuno nega che Abderrahim si trovasse nei garage di via Svevo in un forte stato di agitazione psicofisica. Ma i testimoni sul posto e le prime ricostruzioni escludono qualsiasi reato predatorio o violenza contro persone: l'uomo stava sfogando un malessere profondo e personale da solo.
Soffriva di patologie croniche, tra cui asma e problemi cardiaci. Quello che i cinici da tastiera definiscono "fare casino" era con ogni probabilità una gravissima crisi di panico respiratoria e psichiatrica, una condizione di vulnerabilità estrema in cui il corpo, privato dell'ossigeno, entra in un meccanismo di agitazione incontrollabile.
La cronaca cronologica dei 38 minuti dell'intervento pubblicata dai quotidiani è agghiacciante:
- La chiamata: La Polizia chiama il 118 alle 12:15 segnalando esplicitamente una "crisi psichiatrica", ma richiedendo un "codice verde" (bassa gravità).
- L'attesa fatale: L'ambulanza arriva sul posto alle 12:30. Tuttavia, secondo i riscontri, i soccorritori sanitari rimangono fermi a guardare per lunghi minuti senza intervenire dal punto di vista medico, attendendo che i poliziotti finiscero di "mettere in sicurezza" l'uomo a terra.
- L'arresto cardiaco: Quando ai sanitari viene dato il via libera per avvicinarsi e somministrare un sedativo, Fakir si trova in posizione prona da troppo tempo e ha già smesso di respirare.
🧬 La trappola mortale: l'effetto letale di stress, alcol e posizione prona
I sostenitori della linea dura affermano che "la polizia non c'entra, è morto di infarto". La medicina legale e i protocolli scientifici spiegano invece l'esatto contrario: l'immobilizzazione prona prolungata trasforma lo stress e l'alterazione in una vera e propria trappola mortale.
Ecco perché dal punto di vista didattico-scientifico questa pratica causa la cosiddetta Asfissia Posizionale:
- La meccanica della respirazione impedita: Quando una persona viene schiacciata a pancia in giù sull'asfalto, con le mani legate dietro la schiena e il peso degli agenti sopra, il torace non può espandersi. Il polmone non riesce a incamerare ossigeno.
- La tempesta di adrenalina: Lo stato di agitazione innesca un aumento spaventoso del battito cardiaco. Se in quel momento si blocca la respirazione, il cuore va rapidamente in debito di ossigeno (ipossia), accelerando l'arresto cardiaco.
- Il fattore spray al peperoncino: Lo spray utilizzato dagli agenti provoca un broncospasmo immediato. In un soggetto asmatico come Abderrahim, questo restringe le vie respiratorie già prima del blocco a terra, rendendo la posizione prona una condanna a morte matematica.
Tenere una persona in forte delirio psicofisico schiacciata a terra per quasi 40 minuti viola le stesse linee guida del Ministero dell'Interno, che vietano categoricamente la compressione del torace dopo aver ammanettato il soggetto.
📉 Bologna respira tensione: la notte di scontri in centro
La rabbia per questa tragedia è esplosa drammaticamente nella notte a Bologna. Dopo un presidio pacifico indetto nel pomeriggio in Piazza Nettuno, un'ala della manifestazione (composta da reti studentesche e collettivi per i diritti dei migranti) si è mossa in corteo verso la Prefettura e la Questura.
La situazione è degenerata in violenti scontri e guerriglia urbana con le forze dell'ordine in assetto antisommossa, con un bilancio provvisorio di 11 feriti tra manifestanti e agenti. La famiglia di Abderrahim Fakir ha preso ufficialmente e nettamente le distanze dalle violenze della notte, ribadendo con dignità di volere unicamente verità e giustizia per via legale.
⚖️ Restituire dignità
L'inchiesta della Procura di Bologna, che vede indagati due poliziotti e quattro sanitari per condotte colpose, stabilirà le responsabilità legali. Ma a noi spetta il compito culturale di rifiutare la narrazione secondo cui certe vite valgono meno di altre. Abderrahim Fakir era un marito, un fratello, un imprenditore della logistica e un cittadino cresciuto nella nostra terra. Merita verità, merita giustizia, e merita che la sua morte serva a fermare una volta per tutte queste pratiche disumane.
💬 ORA DICCI LA TUA NEI COMMENTI:
- Conoscere la storia lavorativa e familiare di Abderrahim cambia il modo in cui percepite la narrazione mediatica di questa tragedia?
- Ritenete che l'attesa dei sanitari del 118, rimasti fermi mentre l'uomo veniva immobilizzato a terra, evidenzi un difetto strutturale nei protocolli di soccorso per le crisi psichiatriche?
— Vanessa Mazza, TLGBQI+
📌 Fonti consultate e approfondimenti giornalistici:
- Il profilo biografico, la famiglia e l'azienda di logistica: Corriere di Bologna - Biografia e storia di Abderrahim Fakir
- La cronologia dei 38 minuti dell'intervento e l'attesa dei soccorsi: Corriere della Sera - La ricostruzione dettagliata dei 38 minuti e il ruolo del 118
- Gli scontri della notte in centro e la posizione ufficiale della famiglia: Il Resto del Carlino - Notte di tensioni e scontri davanti alla Questura
- I dettagli sull'inchiesta e la violazione dei protocolli: Il Resto del Carlino - L'indagine a catena e il nodo dei sanitari del 118
