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| Il vento si prende i nostri colori e li porta in alto, dove nessuno potrà più oscurarli. Questa è la mia bandiera, questa è la mia casa, questo è il mio orgoglio che non si nasconderà mai più. |
Oggi le strade di Milano si riempiono dei nostri corpi, delle nostre voci e delle nostre esistenze libere.
Sotto un cielo che scotta e stringe l’Europa in un’estate torrida — mentre in città come Parigi le marce vengono rimandate o cancellate — noi siamo qui. Camminiamo anche per loro, uniti in un’unica, enorme onda universale che non conosce confini.
Questo Pride non è solo una parata di colori. È un altare a cielo aperto, dedicato a chi ha pagato con la vita il diritto di essere semplicemente se stesse.
🖤 La Memoria che Diventa Resistenza
Il nostro pensiero corre a chi ci ha preceduti e a chi ci è stato strappato troppo presto:
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| Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson: le fiamme della nostra rivoluzione. Oggi camminiamo sulle strade che loro hanno aperto con coraggio e rabbia a Stonewall. La loro memoria vive in ogni nostro passo. |
Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson, che a Stonewall hanno lanciato i primi mattoni contro l’oppressione, insegnandoci che la visibilità è un atto di guerra contro l’ingiustizia.
Deborah Lambillotte, madre e pioniera del movimento trans italiano, a cui Milano deve l’onore di una via, di un luogo, di una memoria pubblica degna della sua storia.
Mirko Moriconi e sua madre Kety Andreoni, vittime del piombo dell’odio patriarcale proprio in questo giugno. La loro storia ci ricorda che la violenza domestica è una ferita aperta che richiede la mobilitazione di tutta la società civile.
Osh-Tisch, leader indigena Badé (Two-Spirit) della nazione Crow, che già nel XIX secolo sfidava il binarismo e la colonizzazione, dimostrando che la nostra esistenza non è una “moda moderna”, ma una verità antica e resistente.
Oggi marciamo anche per loro. Perché la memoria non è nostalgia: è resistenza.
✊ Il Nostro Manifesto: Persona tra Persone
Non chiediamo privilegi. Chiediamo la restituzione di una dignità ovvia.
Da questa piazza, da questo caldo che ci scioglie ma non ci spegne, urliamo i punti fermi del nostro Manifesto Politico:
Tutela totale sul lavoro, dove vogliamo essere valutate per professionalità, competenza e titoli — mai per il genere espresso.
Sicurezza e rispetto sociale, perché nessuna persona deve più subire mobbing, discriminazione o esclusione nella propria quotidianità.
Non chiediamo il permesso di esistere. Pretendiamo giustizia.
🌊 Dall’Esilio al Riscatto: La Mia Voce, La Nostra Voce
Sono cresciuta in una famiglia umile in Brasile, la prima di sette figli, e a tredici anni già lavoravo per aiutare a casa. Ho lasciato la mia terra per cercare un futuro diverso, più giusto, più mio.
L’Italia mi ha accolta per scelta, e in questo cammino ho trasformato il dolore dell’esilio in un riscatto politico, poetico e personale.
Non scrivo per chi si nasconde. Scrivo per chi ha fame di giustizia e sete di senso.
Oggi cammino a testa alta insieme alle mie sorelle, ai miei fratelli e alle mie famiglie elette. Abbiamo attraversato il fango, abbiamo pianto chi non ce l’ha fatta, ma oggi sappiamo di non essere più sole.
Siamo qui. L’ambiguità non è vizio: è verità. E la nostra verità merita voce.
🌈 **Buon Pride di lotta e d’amore.
La nostra resistenza continua. Sempre. ✊**






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