domenica 30 settembre 2012

Lea T, la modella trans più famosa del mondo, sfila sulla passerella rock di Philipp Plein per la prossima PE 2013




Ad interpretare lo stile glamour-rock di Philipp Plein alla Milano Fashion Week in passerella un ospiti d'eccezione: Lea T, la modella transsessuale brasiliana, figlia del calciatore Toninho Cerezo. Tante borchie su abiti, scarpe e accessori, capelli cotonati in mood punk-rock-chic per le modelle che hanno sfilato indossando i capi che Philipp Plein ha immaginato per la donna della prossima Primavera Estate.

Il paradiso possibile



"Il paradiso possibile" di Maurizio Ghignatti.http://www.causeeffettisoluzioni.net/2012/09/il-paradiso-possibile.html


Vorrei invitarvi ad un sogno che ultimamente sempre più spesso mi capita di fare.

Sogno che l'umanità tutta sia riunita, senza divisioni di razze religioni e classi sociali, in un luogo bellissimo verde e dalla temperatura mite. Ogni rappresentate di gruppi residenti in diversi punti della terra, prende la parola ed illustra a tutti le necessità della sua gente. Un comitato contabile eletto da tutti i gruppi partecipanti all'assemblea, quantifica in unità di credito, la spesa necessaria all'assolvimento di queste necessità. L'assemblea discute le modalità e le priorità da rispettare, l'assemblea approva. La pratica passa all'ente erogatore che crea le unità di credito necessarie e le gira al gruppo.




Ora provate un attimo a trasferire questo sogno alla realtà in cui viviamo, non sarebbe il paradiso in terra?

Provate a chiedervi, "ma chi ci impedisce di fare tutto ciò ? ".

Siamo chiusi una specie di gabbia mentale, che ci impedisce di vedere la semplice soluzione dei nostri problemi. Noi non la vediamo perchè ci ostiniamo a cercare la soluzione all'interno della gabbia, ma dentro la gabbia la soluzione non c'è. Dentro la gabbia l'unica via di uscita è quella che ci indicano i domatori, fai quello che ti dico se vuoi mangiare altrimenti proverai la frusta. Ci sembra l'unica via di uscita, perchè alternative non ne vediamo.

Ma se riusciamo a uscire dalla gabbia, dai condizionamenti mentali di generazioni intere, ci rendiamo conto che un'altra via è non solo possibile, ma praticabile, basta volerlo. Basta pensare in termini di umanità intera dove nessuno si ponga la domanda: "cosa ci guadagno", semplicemente perchè questa domanda non avrà più senso, perchè fuori dalla gabbia chi fa, fa per volontà sua e non per un ritorno economico.

Fuori dalla gabbia non ci sono scuole, ospedali opere che non si possono fare, tutto ciò non avrà senso.

Fuori dalla gabbia non ci sarà un debito che opprime miliardi di persone, costringendole a sopravvivere, nel migliore dei casi. Fuori dalla gabbia non esisterà corruzione e opportunismo, perchè inutile e senza senso.

L'essere umano potrebbe vivere per dedicarsi a quello che più gli piace, coltivare le sue passioni in libertà, senza vincoli di nessun tipo. Un nuovo rinascimento culturale ci attenderebbe.




I domatori però questo non lo vogliono, perderebbero tutti i loro privilegi e scenderebbero dal loro Olimpo, di semi-dei. Quindi stanno rinforzando la gabbia, attraverso i loro organi ramificati nella società. Le loro propaggini sono molto ben pagate per continuare nell'opera di convincimento dell'unicità della soluzione proposta.

Quindi io sogno, ma sempre la realtà prima di diventarlo era un sogno.




Maurizio Ghignatti

domenica 23 settembre 2012

La quotidianità di una trans, e tema di cortometraggio brasiliano.


La ricchezza di dettagli quotidiani, che umanizza  e riunisce i personaggi di una storia di chi la legge/guarda, e  che muove il cortometraggio "Succhia quest'uva - ( If I were a boy ) Se fossi un ragazzo", che utilizza una canzone romantica della diva gay Beyoncé per presentarvi le giornate di una transessuale, Thalia.

Si tratta di sei minuti di scene reali come la felicità che si vede in faccia di Thalia, in piccoli gesti, nell' abbracciare il suo ragazzo, Janio. Il video è la sceneggiatura di Silverino Oju e la cinematografia di Alex Souzan, responsabile anche per la finalizzazione del  cortometraggio.

Realizzato dalla Parata Gay di Bahia, con il supporto di Apus Movies, Digitale e Inga S. Silvestrecomunicazione . potete guardare qui sotto.

 

Il primo Cardinale Rosso transgender

La natura stupisce sempre con dei colpi di scena formidabili e, dopo la scimmietta dalle colorazioni bluastre, è il turno del primo volatile transgender. O sarebbe meglio dire ermafrodita, perché geneticamente sia maschio che femmina, anche se entrambe le definizioni potrebbero sembrare fuorvianti così come spiegato di seguito. A scoprirlo un lettore del portale Evolution Is True, il quale ha inoltrato alla redazione le immagini di questo straordinario Cardinale.


Il Cardinale Rosso è un uccello prevalentemente diffuso nel Nord America, la cui peculiarità è un piumaggio di un rosso-porpora molto accesso. Il maschio assume queste colorazioni, mentre la femmina è solitamente sulle tonalità del marrone o del crema. L’esemplare fotografato, tuttavia, assume entrambi i toni e il suo corpo è sagittalmente diviso in due lati, quello maschile e quello femminile.


Il fenomeno non è di certo nuovo alla scienza zoologica: si chiama ginandromorfismo, ovvero una modifica cromosomica che porta gli esemplari affetti ad avere sia caratteri maschili che femminili. E il fatto curioso è che gli animali ginandromorfi – si ricordi il gatto Venus, idolo dei social network di qualche settimana fa – presentano sempre manti perfettamente suddivisi a metà, come se si trattasse di due soggetti distinti.

A livello di vita, nulla cambia per questi soggetti nel regno animale, se non in termini di riproduzione. Molti animali ginandromorfi subiscono la modifica genetica solo nei loro caratteri secondari, quali appunto piume e pelo, ma non tutti gli esemplari – di questo Cardinale Rosso, ad esempio, non è dato sapere – presentano genitali sia maschili che femminili. Inoltre, non tutti sono in grado di fecondare, di deporre uova oppure di sostenere una gravidanza. Ma nel mondo animale non vi è discriminazione, quindi i loro corpi sgargianti non possono che essere un valore aggiunto.

"Anch'io appartengo a questo Stato" La campagna del rispetto transgender .


Dopo alcuni episodi di transfobia, lo Stato americano del District of Columbia ha lanciato la sua campagna per l'integrazione delle persone transgender. La prima testimonial dei manifesti affissi per tutto il territorio dice: "Amo perdermi per il museo Smithsonian, mangiare con gli amici sulla H Street e andare agli spettacoli dell'Howard Theatre. Faccio parte di questo stato. Trattami come qualsiasi altra donna, con gentilezza e rispetto". 

"Faccio parte di questo Stato. Trattami come qualsiasi altra donna, con gentilezza e rispetto". E' lo slogan di uno dei manifesti della campagna di sensbilizzazione per l'integrazione delle persone transgender. Una foto e una breve biografia accompagnano i manifesti che saranno affissi in tutto lo Stato e anche sui bus. La campagna arriva come risposta ai diversi episodi di violenza e incompresioni che la comunità Lgbt subisce ogni giorno. "Abbiamo voluto dare un messaggio ottimista: i membri della comunità Lgbt ci hanno messo letteralmente la faccia - spiega Gustavo Velasquez, direttore dell'ufficio per i diritti civili del District of Columbia - ma anche perché il nostro scopo è ridurre la discriminazione dei transgender"


LE FOTO INTERGENDER DI DEL LAGRACE VOLCANO A NEW YORK

di Roberto Schinardi
“Un’abolizionista del genere”. Così si definisce la/il fotografa/o Del LaGrace Volcano, nata 55 anni fa in California con identità femminile (all’anagrafe risulta Debra Anne Wood e inizialmente si faceva chiamare Della Grace) per intraprendere un lungo percorso di esplorazione intersessuale iniziato come transessualismo FtoM, ma che sembra non interrompersi, come testimoniato dalla sua opera fotografica, all’insegna di una continua ricerca di sé e dell’altro in una sorta di fluidità queer che annulla le barriere tra i generi passando dall’ermafroditismo al fenomeno dei drag kings. Il museo Leslie-Lohman di New York gli dedica "Del LaGrace Volcano: A Mid-Carreer Retrospective" ("Del LaGrace Volcano: Una Retrospettiva a Metà Carriera") che verrà inaugurata mercoledì 19 settembre, prima esaustiva ricomposizione del corpus di opere realizzato in tre decenni da un artista non incasellabile, pioniere della fotografia lgbt ma poco esposto negli Stati Uniti, come ricordato nell’introduzione alla mostra (attualmente Del LaGrace vive in Svezia).


“Attraverso lo studio di ritratti e autoritratti con disarmante sincerità, spiegano i curatori Jonathan David Katz e Julia Haas, Volcano realizza una mappatura della relazione spesso complicata fra trasformazione fisica e slittamento identitario. Il punto di forza del lavoro di Volcano è la sua dimestichezza con le categorie e le strutture della sessualità, del genere e dell’identità, una spinta per ridefinire il corpo in un processo incessante, un contenitore mutevole di carne viva”.

“Volcano mobilita il suo genere e la sua identità intersessuale come un’alternativa alle norme di genere binario – continuano i curatori – riconoscendo che nel genere, come nella sessualità, non si tratta di bianco o nero. Ma l’opera di Volcano, soprattutto, non è transgender, almeno non nel termine normalmente utilizzato per spiegare la progressione constatabile da un genere all’altro, quanto piuttosto riguarda l’intersesso, lo spazio interstiziale fra i generi, condividendo nello stesso momenti aspetti di entrambi. Come evidenziato anche dall’uso alternato dei pronomi, Volcano interpreta il suo lavoro come una continua sfida alle norme di leggibilità e comprensibilità dei generi.

Quando fotografa un modello di colore in sgargianti abiti da operetta in un desolato panorama antartico, interamente bianco e senz’anima viva, tutti i simboli identitari visibili si cancellano a vicenda: il bianco incontra il nero, la cultura incontra la natura, il maschile incontra il femminile. Il rifiuto di Volcano di aderire agli standard tradizionali si estende a ogni livello del suo lavoro, espletandosi in immagini che riguardano il genere ma anche la razza, la sessualità e la bellezza”.


“La mia intenzione è smontare la nozione di ‘corpo veritiero’”– spiega Del LaGrace Volcano –. Il mio lavoro dimostra come il sessofisiologico sia un costrutto culturale inteso come genere. Anche se sappiamo che la relazione fra una fotografia e la verità non è affidabile, vogliamo ancora credere a ciò che ci dicono i nostri occhi”.


L’artista sarà presente sabato 22 settembre al museo Leslie-Lohman per un incontro pubblico in programma dalle 14 alle 16. La mostra è visitabile fino all’11 novembre.

FtM o F2M (Female to Male) è un acronimo inglese indicante una persona che opta per una transizione del proprio corpo da femmina a maschio. In inglese viene anche usato il termine transman o trans man, cioè uomo trans.


martedì 11 settembre 2012

I risultati del Congresso di Arcigay Salerno.Ottavia Voza, primo presidente transessuale di un circolo Arcigay.

10 settembre 2012 · Sabato 01.settembre.2012, si è tenuto, presso la sede associativa, il Congresso provinciale del Comitato Arcigay Marcella di Folco di Salerno. Presenti circa un centinaio di persone di cui 76 associate/i aventi diritto al voto.

Il Congresso ha eletto all’unanimità a presiedere i lavori il Presidente uscente Antonello Sannino.

Dopo un ampio ed articolato dibattito, con 49 voti a favore e 13 voti contrari il Congresso approva il progetto associativo, dal titolo “Eguaglianza e territorio-la comunità dei diritti diffusi”(http://www.arcigaysalerno.it/documenti%20sito/Documento%20politico%202012.pdf) presentato dall’Arch. Ottavia Voza.

Vengono elette le seguenti cariche sociali:

Presidente Arch. Ottavia Voza
Vicepresidente Prof. Edoardo Palescandolo
Tesoriere Cosimo Pastore

Consiglieri: Lorenzo Forte, Dario Aliberti, Annarita Solpietro, Giovanni Frasci

Il collegio dei revisori dei conti sarà composto da:

Carlo Oneto, Filomena D’elia, Nunzio Carnale.

Inoltre:

Ottavia Voza viene indicata dal Congresso quale candidata per il Comitato Arcigay di Salerno al Consiglio Nazionale di Arcigay

Vengono eletti come delegati al XIV Congresso Nazionale di Arcigay :Ottavia Voza, Lorenzo Forte e Giovanni Frasci.

Il Comitato dedicato a Marcella di Folco e presieduto da oggi, da una persona transessuale e questo per noi ha un valore simbolico notevole per tutta la nostra Associazione ed è un ulteriore riconoscimento importante per l’universo transessuale/transgender, da sempre avanguardia per l’intero movimento di liberazione omosessuale del nosto Paese.
Nel nuovo direttivo ci sono persone validissime, che rappresentano la continuità con quanto fatto in questi due anni (Lorenzo Forte, ex Consigliere comunale, Giovanni Frasci, Dario Aliberti, Annarita Solpietro e Cosimo Pastore sono stati fondamentali nell’organizzazione del Pride di Salerno e membri dell’uscente CD provinciale) e con la storia del movimento a Salerno ed in campania (Edoardo è stato il fondatore del FUORI a Salerno nel 1976, Carlo Oneto è stato uno dei primi presidenti del Circolo Arcigay G. Lorca di Salerno, ora Comitato Marcella di Folco).

Transgender arrivano alla Convention democratica per sostenere Obama.

Eravamo sei nel 2004, otto nel 2008 e oggi siamo in 13 ", ha detto AFP, con una voce profonda, Melissa Sklarz , per evidenziare il crescente numero di delegati transgender nelle ultimi tre convention Democratiche.

Primo presidente nero degli Stati Uniti , Obama è visto come un progressiva sui diritti dei transessuali, facendo Amanda Simpson , nel 2009, la prima persona transessuale nominata a una posizione politica nel governo.

Mara Keisling , 52 anni, non è delegato, ma come direttore esecutivo del Centro Nazionale per l'uguaglianza delle persone transessuale, era al convegno per parlare di quello che Obama aveva idealizzato per i diritti della comunità LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) .

" Sono così felice di essere qui ", ha detto AFP , mentre circa 6.000 delegati si stavano preparando per confermare Obama come candidato per la rielezione a novembre.

" Il presidente ha fatto molti progressi nei confronti delle persone LGBT. (Ma) il lavoro non è finito ", ha aggiunto.

Kylar Broadus , delegato transessuale di Columbia, Missouri, è nata donna, ma ora vede se stessa come uomo. Ha spiegato che i problemi economici con cui affrontano gli americani si sono fatti sentire in modo più acuto dalle minoranze povere alla quale appartiene.

" L'occupazione è il problema numero uno per la comunità transgender", ha detto AFP Kylar, 49. " C'e una povertà estrema nella comunità transgender. La maggior parte di noi non sono impiegabili, non ha un lavoro ", ha aggiunto.

Fonte:http://portal.cenag.com.br/noticias_ler.php?id=MTAyODU=

Top Tracks for Corinne Bailey Rae (playlist)



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“Senza rosa né celeste". Diario di una madre sulla transessualità della figlia”: di Mariella Fanfarillo, prefato da Cirinnà.

«Ho imparato a mie spese la differenza tra vedere e guardare: ora so che da sempre io vedevo mio figlio ma guardavo mia figlia».  È da...