martedì 29 aprile 2008

Ronaldo, scandalo a luci rosse con tre transessuale a rio

Ronaldo, il fenomeno è stato accusato dal transessuale Andrea Albertine

di non aver mantenuto la promessa fatta la mattina di lunedi scorso con

altri due transessuali nel motel Papillon nel quartiere Barra da
Tijuca.
Andrea ha chiamato la polizia e l'attaccante del Milan ribatte che è
stato vittima di un raggiro.
Ronaldo è andato a deporre al distretto di polizia.
Testimonia affermano che Ronaldo dichiarò di temere per la fine della
sua carriera.
L'incontro accadde verso le 4/5 della mattina. Ronaldo dichiara che
voleva frequentare persone che non fossero del solito giro conosciuto.
Ronaldo afferma di aver scambiato un travestito per una ragazza di
compagnia, e la portò al motel.
Arrivato al motel chiede altre due ragazze. Rendendosi conto che erano
due transessuali cancella il programma e da 1000 real
alle due.
Andrea aggiunge che Ronaldo le aveva chiesto di procurare della droga
nella favela Cidade de Deus. Ritornando chiede 50.000
real per non raccontare la storia, inoltre si era impossessata dei
documenti di Ronaldo e disse di aver girato un video, come prova della
storia. Ronaldo afferma che non si drogò nell'incontro.
Ronaldo e gli altri transessuali saranno chiamati a deporre.

sabato 26 aprile 2008

The National Day of Silence. La Giornata Nazionale del Silenzio

E' successo venedì scorso 25 Aprile negli Stati Unidi durante il
Giorno Nazionale del Silenzio, una protesta pacifica contro le
persecuzioni ai giovani e agli adolescenti gay lesbiche transessuali
delle scuole americane.
In particolar modo quest'anno, il Giorno Del Silenzio, è dedicato a
Lawrence King, un ragazzo di 15 anni assassinato il 12 febbraio scorso,

da un suo compagno di scuola.
L'obbiettivo della protesta pacifica, è rendere cosciente tutta la
società del paese, delle ostilità, maltrattamenti, violenze fisiche e
psicologiche, che gli studenti soffrono a causa di un orientamento
sessuale o di un identità di genere diversa.

In tanti alla seconda edizione del Vaffa Day. Raccolte trentamila firmeai banchetti per i tre referendum sulla libera informazione

Beppe Grillo - Torino - Apertura V2-day


V2DAY.. quì non piovono più bombe, il nemico è lo stato...siamo noi i nuovi partigiani


TORINO - Torino spaccata in due: partigiani e festa tradizionale da una parte "Dedichiamo questa manifestazione - ha detto Beppe Grillo appena salito sul palco - a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera o quasi. Se avessimo un decimo di cuore di quelle persone o un centesimo di coglioni di quelli noi compiremo un lavoro per loro".

poi rivolto direttamente al capo dello Stato. "Il presidente Napolitano dovrebbe essere il presidente degli italiani, non dei partiti. I partiti non ci sono più", ha detto a proposito del mancato referendum sulla legge elettorale. "Il presidente della Repubblica, 'Morfeo' Napolitano, dorme, dorme, poi esce e monita - ha aggiunto Grillo -. Il referendum sulla legge elettorale andava fatto prima delle elezioni non dopo perché farlo dopo è come mettersi un preservativo dopo che si è trombato".

Poi sono arrivate le attese bordate sull'informazione. "Vorrei un giornale pagato da chi lo legge e non dai finanziamenti pubblici", ha detto il genovese. Grillo e i suoi grillini dall'altra per il Vaffa-day 2. In Piazza San Carlo, in una giornata praticamente estiva, sono accorsi in 40mila, per lo più giovani e giovanissimi.
Grillo, citando i tre referendum per l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti e della legge Gasparri, ha ricordato: "Non esiste e non può esistere un Ordine. Chiunque deve essere libero di scrivere. Perché mai ci deve essere un Ordine dei giornalisti e non un Ordine dei poeti?". Grillo ha poi urlato: "Basta con le cose del passato, se vogliamo un Paese giovane e dinamico dobbiamo dire basta".
Beppe Grillo è ritornato ad attaccare Berlusconi ("Testa d'asfalto") e la legge Gasparri: "Pensate - ha detto dal palco - se Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni". E ha aggiunto che "se Rete4 non va immediatamente sul satellite, come stabilito per legge, l'Unione Europea ci costringerà a pagare 300 mila euro al giorno da gennaio 2006". "Voglio tivù - ha affermato - come la televisione australiana, come la Bbc, pagata da chi la guarda".

"Siamo stufi - ha esternato Grillo - che nei giornali e nelle tivù comandino banche, Confindustria, che dicono ai giornalisti quello che devono fare o scrivere. Telefonano alla sera per dare le scalette". Grillo è ritornato a criticare la legge Gasparri: "Vorrei che nascesse un giornale pagato da chi lo legge e la stessa cosa vale per le televisioni".
Grillo ha anche puntato l'indice contro l'Ordine dei giornalisti: "Siamo gli unici al mondo ad avere un ordine dei giornalisti fondato nel 1925 da Mussolini per tenerli in braghe di tela. Già Einaudi diceva che non era necessario un Ordine dei giornalisti. L'informazione - ha aggiunto - deve essere libera e la rete li farà fuori tutti lo stesso. Via le cose del passato, mettiamolo nelle cantine se vogliamo essere un Paese dinamico e veloce".
"Abbracciamo e ringraziamo coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione", aveva detto in precedenza il leader del gruppo musicale Blau grana che ha aperto alle 15 in punto la manifestazione in piazza San Carlo a Torino. Poi è salito sul palco Caparezza, che ha detto di ispirarsi a Gaetano Salvemini "anche lui, come me di Molfetta, che non era gradito per quello che scriveva. Lui per me - ha detto Capareza - rappresenta il 25 aprile".
In piazza sventolano bandiere No-Tav e ovviamente gli striscioni degli Amici di Beppe Grillo. Migliaia le persone che in coda hanno atteso pazientemente per firmare i tre referendum promossi da Grillo sulla informazione. Finora sono state raccolte trentamila firme. Anche il ninistro uscente Antonio Di Pietro, si è presentato a Milano, in Largo Cairoli, per firmare i tre referendum. Tavoli per la raccolta di firme sono stati allestiti in molte città d'Italia.

"Sono d'accordo con Beppe Grillo. Non è un antipolitico", ha detto Adriano Celentano in un messaggio registrato e diffuso oggi pomeriggio dal palco del V2-day. "Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi - ha affermato il cantante - per controbattere le falsità che ogni giorno ci propinano". Un saluto a Grillo è stato portato anche dal magistrato di Catanzaro, Luigi de Magistris mentre non c'è Clementina Forleo. "Quella gran donna - ha annunciato il comico genovese - non è potuta venire a Torino".

(25 aprile 2008 ) [V2-day] L'imparzialità di Riotta

M. Travaglio - Perche' ha vinto Berlusconi

TRANSESSUALI: FRANCESCANI E CARITAS DI ROVIGO APRONO LO "SPORTELLO A COLORI"

Ha avviato le sue attività questa settimana a Rovigo lo “Sportello a colori”, una iniziativa dell’associazione di volontariato “Centro Francescano di Ascolto”, in collaborazione con la Caritas diocesana di Rovigo, per dare risposte alle tante richieste di aiuto che arrivano da persone transessuali, travestiti e transgender in questi ultimi tempi. Vi operano operatori volontari specializzati, psicologi e sessuologi, attraverso un’attività di ascolto, informazioni, consulenza, sostegno e orientamento. Lo sportello, spiegano i promotori, “si interessa della difesa dei diritti in campo lavorativo e assistenza per tutti coloro che per pregiudizio sono esclusi dai servizi riservati a tutti gli altri cittadini e lavoratori, sostegno ai familiari e agli eventuali soggetti reclusi nella Casa Circondariale di Rovigo”. Opera in collaborazione e in rete con agenzie pubbliche e organizzazioni private (come il Movimento identità transessuale di Bologna e il Gruppo Abele di Torino), per “dare risposta alle richieste che servano a migliorare ed elevare la qualità della vita delle persone transessuali”. Lo sportello è aperto il lunedì (ore 9-12) e il venerdì (15-18).

Luxuria e De Simone: "Ciarrapico pensi alla sua morale"


Le parole di Ciarrapico sulle unioni tra gay (ed etero non sposati), a Vladimir Luxuria e Titt de Simone proprio non sono andate giù. "Definire ciarpame milioni di conviventi etero e omosessuali in tutta Italia significa mantenere l'orologio del tempo fermo ad un passato bocciato dalla storia e ignorare l'evoluzione della società che oggi propone più forme di famiglia: etero e omosessuali, famiglie miste, monoparentali, e famiglie allargate", hanno dichiarato le deputate di Rifondazione Comunista (Sinistra L'Arcobaleno) de Simone e Luxuria, candidate rispettivamente in Basilicata e in Sicilia.

"Ciarrapico - continuano - non è solo un povero fascista, ma un ricco editore che grazie alla sua posizione economica ha potuto ottenere una candidatura in una destra che non disdegna alleanze con i nostalgici del ventennio; patti con il diavolo che neanche Sarkozy, rinunciando all'alleanza con Le Pen e non abrogando i Pacs, si è sentito di fare".
"Ognuno ha la sua etica - concludono le deputate - Ciarrapico ritiene immorale occuparsi di certi temi per noi è più immorale chi come lui è stato condannato in via definitiva per sfruttamento del lavoro minorile".


BLITZ NELLA SAUNA: COLTI SUL FATTO UN VESCOVO STRANIERO E UN EX SINDACO DI PROVINCIA

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TORINO - Il padre missionario. L’ex sindaco di Forza Italia, star del Cuneese. Il preside dell’istituto superiore, provincia di Torino. Gli avvocati. I medici. I giornalisti, tv e carta stampata. I manager. Poi il noto attore di teatro, ottuagenario. Tre grandi del palcoscenico, tutti e tre col «vizietto». Poi: l’intrepido eroe di mille spaghetti-western. Il professore universitario e lo scrittore, icona nazionale dei gay. Un alto prelato (forse) svizzero; un vescovo ortodosso e un paio di calciatori, vicini al tramonto. Il tempo di tirare il fiato, e vai con altri vip: un illustre docente di filosofia, poliziotti e anche carabinieri. Infine un congruo numero di pensionati.

La polizia di Torino scopre che una gay-sauna, l’Antares, nel cuore delll’elegante quartiere della Crocetta, si era trasformata in un «casotto». Denuncia il titolare per aver tollerato le marchette-pirata (sfruttamento della prostituzione) e sequestra il locale. Blitz nella tarda sera di venerdì, con decine di agenti che irrompono nel club. Dentro una decina di prostituti, italiani e stranieri, al lavoro con una trentina di clienti. Separè e lettini da massaggi. Candele profumate e preservativi gettati per terra, con gli agenti che fanno lo slalom. Asciugamano bianco in vita, le pantofole di pezza e il perizoma (non tutti). Molti erano già «operativi», un gruppetto ha cercato di re-infilarsi in fretta la grisaglia d’ordinanza.

Mezza età
Il vice questore Silvia Governa, che comanda il commissariato di zona, ha fatto un po’ di fatica a identificare gli uomini, tutti di mezza età, tanti i sessantenni e anche qualche ultra. Nessuno è stato denunciato, saranno interrogati dal pm Monica Abbatecola. Temono lo scandalo e non hanno torto. Il più imbarazzato, in preda a una crisi nervosa, era il padre missionario. Ma per il preside e l’ex sindaco non sono stati momenti belli. Tremanti e impauriti. A casa li aspettano mogli e figli.

L’orario della sauna, «la prima a Torino, anzi in Italia, fondata nel 1981», dice orgoglioso il titolare Mario Lo Marco, 70 anni, era flessibile: 14-20 e ultimamente 16-24. Tappezzerie rosso sangue, la statua di Apollo color oro in grandezza naturale e persino un ritratto di Gesù, fuori luogo nonostante la costante presenza di sacerdoti. Una video-room per guardarsi in santa pace i film porno che in casa, nel salotto buono, non potresti. Titoli suggestivi, le foto sulle custodie delle cassette e di cd, mostrano ragazzi muscolosi, alcuni neri, con membri enormi ed espressioni decise. Il resto della «casa», divisa su due piani, ci svela uno stile decadente, con abat-jour gialli dalla luce bassa e ovattata, e stampe giapponesi. Poi l’area hard: lettini spartani, divisi da sottili paravento. Musica d’atmosfera, come nei fitness club.

I boys
I boys sono un po’ naif e ammettono candidamente di prostituirsi. Uno, un torinese che ha compiuto da poco 18 anni, è studente e si giustifica: «I libri costano, faccio le marchette per comprarli...». I romeni, giovanissimi, hanno un’aria più dura. Alcuni si sono «fidanzati» con gli habituè e dopo la sauna li seguono a casa. Qualche volta finisce male. Come a un importante manager milanese che, alla mattina, s’è accorto che l’amico di una notte gli aveva portato via il Rolex da 20 mila euro. «Non facevamo niente di male - hanno detto due dolci brasiliani - ci facevamo pagare». Clienti, soprattutto, «passivi», spiega uno degli animatori, un non più giovane omosessuale. I residenti del condominio della sauna non ne potevano più: «Andirivieni di giorno e di notte, gente stranissima, traffico convulso. Era ora che la chiudessero». Lo Marco li ascolta, non stupito, e commenta: «Non davamo fastidio a nessuno, ci hanno chiusi solo perchè è un locale per gay».

Il suo difensore, Raffaella Variglia, è sicura che l’Antares tornerà alla ribalta: «Le accuse contestate al titolare sono inconsistenti. Se all’interno della sauna i clienti prendevano accordi tra loro per incontrarsi, Lo Marco non c’entra nulla. Non vorremmo che, alla fine, sia in atto una crociata anti-gay».

Di MASSIMO NUMA
Fonte: la Stampa di Torino

giovedì 24 aprile 2008

Il governo del Bahrain vuole punire i "bambini


Il primo ministro del Bahrain ha commissionato uno studio per "sconfiggere" l'omosessualità nel suo paese. Una delle misure sarebbe quella di punire i bambini che manifestano segni di omosessualità

Il governo del Bahrain ha avviato una ricerca fra esperti del settore per cercare di debellare l'oosessualità in tutto il territorio dello statp. Nella grande serie di proposte ricevute da parte del gruppo di lavoro c'è anche quella di vietare l'ingresso ai turisti omosessuali e di chiedere agli insegnanti di far emergere eventuali tendenze "fuori dalla norma" dei loro studenti in modo che essi possano essere "duramente puniti".

Il Bahrain è una delle mete più tolleranti fra le nazioni musulmane del Medio Oriente. Tuttavia l'omosessualità rimane ancora un crimine da quando nel 1956 si è smarcata dall'Impero britannico per adottare il codice penale indiano.

mercoledì 23 aprile 2008

NESSUNA LEGGE CONTRO LE DISCRIMINAZIONI OMOFOBE: L`UE FA UN PASSO INDIETRO SUI DIRITTI LGBT


BRUXELLES - A causa dell'opposizione della Germania e di altri Paesi europei, i cittadini dell'Unione Europea non saranno protetti da alcuna direttiva contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale. La BBC rende noto che soltanto i portatori di handicap fisici saranno coperti dalla direttiva contro le discriminazioni. "La Commissione Europea avrebbe preferito una copertura totale verso ogni forma di discriminazione" riferisce Jan Jarab, del Dipartimento per la Tutela del Lavoro, di Bruxelles.
"Ma dobbiamo essere realistici; a causa dei segnali ricevuti dagli Stati membri e della necessaria unanimità per far passare il provvedimento, abbiamo dovuto escludere i termini più controversi. Siamo stati costretti ad un compromesso." Alla domanda sul perchè la Commissione Europea non abbia sfidato gli Stati membri, costringendoli a dichiarare la loro opposizione alla protezione di gay, lesbiche e transessuali, la risposta è stata: "per tutte le altre forme di discriminazione, età, sesso, religione, possiamo al massimo dare delle raccomandazioni". Non esistono direttive europee che proteggano le persone LGBT dalla discriminazione sulla fornitura di beni e servizi. Solo alcune nazioni hanno leggi a tutela degli individui LGBT e tra queste non rientra l'Italia. La tutela sul posto di lavoro è invece protetta a livello europeo, ma l'Italia ha approvato una legislazione in contrasto con tale tutela (Governo Berlusconi), per la quale dovrà rispondere alla Corte di Giustizia.

Giorgio Lazzarini
redazione@gay.tv

Lucca: il consiglio provinciale contro l'omofobia


Il consiglio provinciale di Lucca ha approvato un ordine del giorno, proposto dal Prc ed SD in cui si condanna l’omofobia. Il documento, sul quale ha espresso parere contrario l'opposizione di Palazzo Ducale, condanna le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale e chiede impegni precisi da parte delle istituzioni nazionali e della stessa amministrazione provinciale lucchese.

L'ordine del giorno letto in aula dal consigliere di Prc Mario Navari ed emendato in alcuni punti – “chiede al Parlamento italiano di assicurare che gli omosessuali, i bisessuali e i transessuali, vengano protetti da discorsi omofobici intrisi d’odio e da atti di violenza omofobici e di garantire che i partner dello stesso sesso godano del rispetto, della dignità e della protezione riconosciuti al resto della società”.

Il documento si rifà alle direttive comunitarie sull'argomento e intende sollecitare sia il Parlamento quanto il Governo "ad intensificare la lotta all’omofobia mediante un’azione pedagogica: ad esempio attraverso campagne condotte nelle scuole, nelle università e tramite i mezzi di informazione, nonché per via amministrativa, giudiziaria e legislativa".

Per quento riguarda l'amministrazione provinciale e il consiglio, il documento chiede "che si facciano promotori di uno studio sulle discriminazioni sessuali sul territorio e di un piano di interventi per lo sviluppo della cultura della tolleranza nelle scuole e nella società".

Nel corso dell’ultima seduta, infatti, l’assemblea consiliare di Palazzo Ducale ha approvato – con i soli voti della maggioranza (l’opposizione ha votato contro) - un ordine del giorno presentato dalla Sinistra Democratica e dalla Sinistra Arcobaleno in cui si condannano le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale, chiedendo precisi impegni da parte delle massime istituzioni nazionali e della Provincia.
" Da rappresentante delle istituzioni - ha dichiarato il presidente della Provincia Stefano Baccelli -, non possono non condividere le richieste di certe forme di riconoscimento, di pari dignità, di tutela sociale ed economica e ciò non è in contraddice la mia formazione cattolica e democratica".

di Gay.it
Martedì 22 Aprile 2008

martedì 22 aprile 2008

Giornata Mondiale della Terra


Il 22 Aprile 2008 ricorre la 38esima giornata mondiale della Terra. Lo stesso giorno del 1970 il senatore statunitense Gaylord Nelson scosso dal disastro petrolifero di Santa Barbara, riuscì a unire 20 milioni di cittadini americani in un appello vigoroso e insieme angosciato per la salvezza del nostro pianeta.
Da quel giorno ogni 22 aprile si celebra l'Earth Day - la Giornata Mondiale della Terra - un evento internazionale che coinvolge 174 paesi del mondo.

Obiettivo generale dell’evento è promuovere la conservazione dell’ambiente in cui viviamo e la sostenibilità delle politiche di sviluppo; sensibilizzare al contempo l’opinione pubblica e sollecitare un cambiamento nei comportamenti individuali. Ogni persona può diventare protagonista assumendo un atteggiamento consapevole e riconoscendo l’importanza del proprio ruolo per la tutela del pianeta Una giornata per riflettere da condividere con ogni cittadino del mondo interessato allo stato di salute del pianeta su cui vive.

L'earth day , è l'unico esempio di evento celebrato in tutto il mondo contemporaneamente, da persone di tutte le origini, fedi e nazionalità al fine di far crescere e diversificare il movimento ambientalista in tutto il mondo, e di renderlo il più efficace veicolo di promozione, per una sana e sostenibile permanenza di ogni essere umano sul pianeta.

Moggi contro i gay: "Nel calcio non possono stare"


Secondo moltissime persone farebbe bene a tacere. Invece Luciano Moggi non perde occasione per dire la sua e seminare argomenti di polemica. L'ultima volta che ha aperto bocca, per esempio, ha parlato degli omosessuali esprimendo tutta la sua avversione ad averli nel mondo del calcio. "Non mi risulta ci siano gay nel mondo del pallone, non so se i giocatori siano contrari ad averli in squadra - ha detto durante una intervista a Klaus Davi - maio certamente sì". L'ex ds della Juve ha poi aggiunto che a suo avviso "nell'ambiente calcistico non può vivere uno che è omosessuale. Sono all'antica - ha precisato - ma conosco il mondo del pallone. E' un ambiente particolare, si sta nudi sotto la doccia".
La risposta dell'Arcigay - Le reazioni alle affermazioni di Big Luciano non sono mancate, soprattutto dagli ambienti interessati. L'Arcigay ha reagito alle affermazioni del protagonista di calciopoli per bocca del suo presidente nazionale Aurelio Mancuso mettendo in rilievo come "queste asserzioni siano ridicole. Moggi sa benissimo - ha detto Mancuso - che sono tanti i giocatori professionisti di calcio omosessuali. Ed è risaputo in tutto l'ambiente che gli omosessuali negli spogliatoi sono tanti. Il motivo per cui non è possibile contarli è semplicemente perché nascondono la loro sessualità solo per un discorso commerciale di immagine, da 'bello da vetrina' da vendere". Il presidente dell'Arcigay ha poi aggiunto che le "frasi di Moggi sono offensive dell'intelligenza dei gay e delle lesbiche che praticano l'agonismo, perché si tende ad affermare che l'omosessualità è un elemento invalidante, quasi una malattia. Voglio solo ricordare a Moggi e a quelli che la pensano come lui - ha aggiunto - che sono tante le stelle dello sport che si dichiarano orgogliosamente gay o lesbiche".
Grillini rincara la dose - Un altro esponente storico del movimento omosessuale italiano, Franco Grillini, rincara la dose: "Il signor Moggi è un omofobo con le fette di salame sugli occhi e con problemi con la giustizia: vada in pensione".
Luxuria: "Certe scelte si vivono in segreto - Mentre Vladimir Luxuria, ex parlamentare, precisa che "il problema è che nel calcio non esiste un clima ideale per dichiararsi, e certe scelte a volte si vivono in segreto".
Il giudizio di Mastrangelo - Prende le distanze dalle uscite di Moggi anche il pallavolista Luigi Mastarngelo, definito spesso, anche dai gay, icona sexy dello sport: "Gli omosessuali nello sport ci sono - afferma l'atleta - e non danno fastidio a nessuno purchè, come tutti, si comportino correttamente".

lunedì 21 aprile 2008

DIRITTI GAY IN AMERICA LATINA: MEGLIO CHE IN ITALIA



In America Latina progressi in merito ai diritti LGBT. In Uruguay viene celebrata la prima unione civile tra due omosessuali. In Colombia, invece, la Corte Costituzionale estende i benefici pensionistici e i diritti relativi alla sanità alle coppie omosessuali. E in Italia?

MONTEVIDEO - L’unione civile di una coppia omosessuale è stata celebrata l’alltro ieri in Uruguay, primo Paese dell’America Latina ad aver votato una legge che autorizza questo tipo di patto tra conviventi. Un giudice uruguaiano ha celebrato l’unione di un direttore di teatro di 67 anni con un suo dipendente di 38, nell’aula di un tribunale di Montevideo.

L’Uruguay ha adottato all’inizio dell’anno una legge che consente alle coppie omosessuali o eterosessuali di stringere un patto civile, dopo almeno cinque anni di convivenza. Questo documento offre ai conviventi diritti simili a quelli del matrimonio per la successione, la pensione o anche per la sicurezza sociale.

UE, GRUPPO EVERYONE: ‘NO ALLA CANDIDATURA DI TAJANI E ALLE CARICHE DI EURODEPUTATI PER FIORE E ROMAGNOLI


Il Gruppo EveryOne esprime la più ferma protesta contro la decisione del PDL, vincitore delle elezioni politiche 2008, di mandare al Parlamento Europeo, in sostituzione degli eurodeputati eletti per il centrodestra, i due neofascisti, propugnatori di ideologie razziali e negazionisti dell'Olocausto Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, e Luca Romagnoli (La Destra-Fiamma Tricolore). L'ideologia xenofoba ed estremista di Roberto Fiore è nota universalmente. Ecco alcune recenti dichiarazioni di Romagnoli: "Le camere a gas? Devo dire francamente che non ho elementi per dire che siano esistite o no"; "Hitler? Fu uno statista che commise degli errori". E riguardo al suo partito: "Chiamarci fascisti è molto riduttivo. Ma del fascismo siamo portatori di alcuni valori, come la socializzazione. Poi, se fascismo significa onestà, dirittura morale, capacità di riconoscere prima lo Stato e poi l'individuo...".

Il Gruppo EveryOne protesta con altrettanta decisione contro la candidatura di Antonio Tajani quale sostituto di Franco Frattini, vicepresidente della Commissione Europea. Antonio Tajani è infatti noto sia per le sue posizioni omofobe che per la sua avversione nei riguardi dei Rom, ideologie che contrastano con le convenzioni internazionali per i diritti umani e con la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. "E' davvero inquietante che il centrodestra favorisca irresponsabilmente l'inserimento di personaggi legati a ideologie pericolose in ruoli di grande responsabilità politica e civile," affermano i leader del Gruppo EveryOne, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau "ed è altrettanto inquietante l'ipotesi, avanzata quest'oggi dal PDL, di affidare il Ministero italiano dell'Interno alla Lega, un partito che non ha mai nascosto posizioni xenofobe e razziali: sarebbe come dare il via a purghe etniche e campagne di discriminazione razziale incontrollabili, proprio quest'anno,” continuano gli attivisti “in cui il Parlamento Europeo e la Commissione contro le discriminazioni razziali delle Nazioni Unite hanno ammonito ufficialmente e ripetutamente l'Italia per le sue politiche intolleranti. La Lega, inoltre, con il suo accanito antimeridionalismo, non rappresenta tutto il Popolo italiano, condizione essenziale per un ministero come quello degli Interni".

Esprimendo viva preoccupazione per la deriva fascista, xenofoba, omofoba, antizigana e antisemita in cui le Istituzioni italiane stanno scivolando, il Gruppo EveryOne chiede alle Organizzazioni per la tutela dei diritti delle minoranze, alle Comunità ebraiche e a tutti coloro che ritengono di portare la fiaccola dei valori dell'antifascismo, della Memoria dell'Olocausto e della solidarietà sociale di unirsi alla nostra protesta e di chiedere che a rappresentare il Popolo italiano presso le Istituzioni nazionali e internazionali siano scelti candidati esemplari, in possesso di comprovati requisiti di integrità, civiltà e tolleranza.


Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527
www.everyonegroup.com

V2 DAY - LIBERA INFORMAZIONE IN LIBERO STATO

Vday
Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato "crede" di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l'eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset.

Beppe Grillo

Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria

Il finanziamento pubblico ai giornali costa al cittadino italiano quasi un miliardo di euro all'anno. L'editoria, può quindi, a pieno titolo essere definita editoria di Stato. Ci sono buoni e anche ottimi giornalisti, quelli che scrivono rischiando la pelle, quelli emarginati, quelli sotto pagati. Il 25 aprile non è contro di loro, ma contro l'ingerenza della politica nell'informazione.
Il lettore non conta nulla per l'editore di un giornale, contano di più i finanziamenti pubblici (partiti), la pubblicità (Confindustria, ABI, Confcommercio) e i gadget (dvd, fumetti, eccetera).
Beppe Lopez ha scritto un libro: "La Casta dei giornali", un viaggio nella disinformazione. Ogni giorno ne pubblicherò un estratto fino al 25 aprile.

Abolizione dell'ordine dei giornalisti

Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L'albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell'epoca.
Nel 1963 l'albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 è scritto che: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Einaudi scrisse: "L'albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell'albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti"
Berlinguer aggiunse: "Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni".
L'informazione è libera e l'ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il loro unico punto di riferimento è il lettore.



Abolizione della legge Gasparri

La Corte europea di giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze radiotelevisive.

La Corte ha dato ragione a Europa 7, le cui frequenze sono occupate dalla rete di propaganda di Arcore, detta anche Rete 4. La Corte ha evidenziato che il regime di assegnazione delle frequenze nel nostro Paese:
- non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi
- non ha criteri di selezione obiettivi – trasparenti – non discriminatori – proporzionati (poi ha finito gli aggettivi)

La sentenza europea segue quelle a favore di Europa 7 della Corte costituzionale, del Consiglio di Stato e dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia europea del 12 settembre 2007 (che ha bocciato la legge Gasparri).
Mi aspetto che si faccia applicare la sentenza senza invocare la Nato e l’ONU. Ma sono sicuro che non succederà. Con il solito trucco: cambieranno la legge.
Le frequenze radiotelevisive sono in concessione, significa che sono di proprietà dello Stato, che può decidere, liberamente, a chi assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra proprietà.
Le leggi che hanno regolamentato il sistema radiotelevisivo, dalla Mammì alla Gasparri, hanno creato un mostro: il Testo Unico. Cambiarlo solo in parte è inutile, va eliminato per poter definire, da zero, nuove regole che garantiscano una vera informazione.

Fonte: www2.beppegrillo.it/v2day/

sabato 19 aprile 2008

Silvia: "Non chiamatemi trans"di Michele Sabia


Indiscussa protagonista del Grande Fratello 8, Silvia Burgio è anche la vincitrice morale di questa edizione, come lei stessa ama definirsi. E a Gay.it dice: «Sono Silvia, non "la trans"»
La tua partecipazione al Grande Fratello cosa ti ha lasciato di bello?
Il grande calore della gente, che mi ferma per strada, mi abbraccia e vuole sapere.

Qual è la curiosità più grande che le persone hanno nei tuoi confronti?
Quello che ho notato nella gente è che è stanca di sentire affibbiare etichette. Il pubblico si è stancato e dice basta. La gente ha bisogno di essere svegliata, di uscire dal letargo e sente forte l'esigenza di andare avanti.

Ma la tua transessualità non credi sia vista dai gay, più che come un'etichetta, come un incentivo positivo a cambiare e ad abbattere le discriminazioni?
Ma questo sicuramente. Ciò che contesto è quello scrivere sui giornali: "La trans del Gf". Questa è un'etichetta! Io sono Silvia Bugio con un passato, che sono disposta a raccontare, però non accetto etichette, perché prima di tutto sono una persona. È ora che inizino a trattarci come persone con un vissuto ed un essere. Ognuno è diverso dall'altro, non per questo bisogna catalogare.

Pensi comunque che la tua presenza sia servita a chi si trova a vivere la tua condizione, e più in generale al mondo gay?
Mi auguro che sia servita anche al mondo omosessuale. È giusto e sacrosanto vivere la propria vita in trasparenza e fin dove c'è amore nulla è contestabile. È giusto che la gente abbia ogni tipo di diritto e si senta libera di essere quello che vuole.

La transgender Vladimir Luxuria in questi ultimi due anni si è fatta portavoce delle battaglie per le libertà civili e sessuali. Ora però è fuori dal nuovo Parlamento. Ti dispiace?
Mi dispiace che non ce l'abbia fatta ad andare in Parlamento. L'ho vista diverse volte ma non la conosco di persona. Mi piacerebbe incontrarla e poter parlare con lei, credo che abbiamo molto da raccontarci. Non ho altro da aggiungere, anche perché non voglio parlare di politica.

Non volevo che parlassi di politica, quanto conoscere la tua idea sul personaggio, politico e non, Luxuria... ma andiamo avanti
Credo che abbia portato avanti con successo una questione di cui oggi si parla tanto, anche grazie al suo contributo. Vladimir ha fatto molto rumore, e questo va bene. Ha veicolato il giusto messaggio. E non è semplice, anche perché spesso la parola "gay" rischia di essere associata ad immagini grottesche, a parrucche, a pailletes. Questo non è giusto.

La simpatia nei confronti del tuo personaggio è forte, e coinvolge tutti, mamme e bambini compresi. Sorpresa?
Ti racconto un episodio che mi è successo ieri. Ho avuto modo di parlare con un bambina che ha un grande complesso generato dal fatto che i suoi compagni a scuola la chiamano "cicciona". La mamma mi ha chiesto di parlare con lei per rassicurarla. Questo spiega quanto la gente sia avanti. Finito di parlare con la bambina le sue lacrime hanno lasciato spazio ad un meraviglioso sorriso. Uscendo dalla casa temevo i giudizi della gente, invece ho trovato un mondo aperto, un altro mondo.

C'è qualcuno che in passato ti ha preceduto esponendosi e dando un forte segnale di rottura. Parlo dell'indimenticata protagonista di "Mery per sempre", Alessandra Di Sanzo, anche lei trans, che in una intervista a Mattino5 condotto da Barbara D'Urso ha detto di essere una tua grande fan. Cosa le rispondi?
Sono felicissima che Alessandra abbia detto questo. Non ho avuto ancora modo di vedere l'intervista ed appena potrò la guarderò, ma mi avevano riferito delle sue parole meravigliose nei miei confronti. La Di Sanzo mi piace davvero molto come persona e come personaggio.

Se ti dovessero chiedere di essere la madrina del 'Gay pride' piuttosto che di un evento gay, cosa risponderesti?
Perché no!

Come va la storia d'amore con il tuo compagno?
Molto bene. Non posso lamentarmi di nulla.

E con tua suocera?
Anche con lei va molto bene.

Le paure si vincono a volte anche ascoltando musica. Quale prediligi?
Chi mi dà veramente tanta emozione con la sua voce è Mina. In ogni caso la musica mi piace a 360 gradi e la scelgo anche in base al mio stato emotivo.

Madonna ti piace?
È una bravissima ballerina, più che una bravissima cantante. Ciò che di lei mi colpisce è la sua forza ed il suo coraggio. È una donna con le palle. Vendeva patatine nei fast food e guarda cosa è diventata.

Un personaggio maschile che ti piace molto?
Vabbè... Raoul Bova!

Cosa vorresti dire ai nostri lettori?
Non aver paura e trovare sempre la forza di vivere.

Infine, proposte lavorative te ne sono arrivate?
Stiamo scremando le tante proposte che sono arrivate, ma posso anticiparvi che ne vedrete delle belle.

di Michele Sabia
Venerdì 18 Aprile 2008
Gay.it

venerdì 18 aprile 2008

CIRCOLO MARIO MIELI: SUBITA IRRUZIONE FASCISTA


Un folto gruppo di ragazzi di eta' compresa tra i 20 e i 25 anni ha fatto irruzione presso la sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli in via Efeso 2/a, mettendo a soqquadro l'ingresso dell'associazione, rovesciando scrivania, estintori, divano, quadri e il materiale informativo dell'Associazione". Lo comunica in una nota lo stesso circolo.

"Solo grazie all'intervento dei soci presenti al primo piano dell'Associazione- si legge- i vandali si sono allontananti gridando improperi come 'froci di merda' e inneggiando al Duce e ai campi di sterminio. Temiamo che questa situazione sia collegata al clima elettorale. Se cosi' fosse ci verrebbe da dire, amareggiati e preoccupati, 'cominciamo bene'".

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli "si augura che questo sia stato solo un episodio isolato, anche se grave, e che non si tratti invece di un'azione 'programmata', una sorta di 'spedizione pilotata' che potrebbe riproporsi in futuro e che metterebbe a rischio le attivita' del Circolo Mario Mieli (che opera nella capitale da 25 anni) e l'incolumita' e la sicurezza delle persone all'interno dell'Associazione".

mercoledì 16 aprile 2008

RATZINGER CONTESTATO PRIMA DEL SUO VIAGGIO NEGLI USA


Con l'arrivo del Papa in terra americana, i media nazionali si sono dati da fare per raccogliere umori e pensieri dei fedeli cattolici d'oltreoceano. Solo due anni fa, quando divenne Pontefice, il 52% dei cattolici statunitensi pensava che Benedetto XVI vivesse distaccato dalla realtà. Oggi, la percentuale è salita al 62%. Il Papa, che visiterà New York e Washington fino al 20 aprile prossimo, incontrerà il presidente George W. Bush e parlerà all'ONU.
Il network ABC, che ha condotto un'inchiesta interpellando gli americani cattolici, ha rivelato che il 60% di questi sono in disaccordo con il divieto di matrimonio per i preti e che lo stesso numero non condivide il divieto alle donne prete. Nonostante il 30% degli americani venga educato alla fede cattolica, soltanto il 22% vi resta legato per tutto l'arco della vita. Molti, con l'età, passano a congregazioni cristiane alternative. Le associazioni di cattolici LGBT accoglieranno il Papa con cenere al posto dei fiori, perchè le ceneri "erano un antico e appropriato modo di accogliere i peccatori che creavano divisone e sofferenza nella Chiesa" e con fischietti "il metodo con cui gli operai polacchi protestavano per le violazioni dei diritti umani sotto il governo comunista. Un modo per protestare contro le mancate riforme, che questo Papa è incapace di portare avanti".
DignityUsa, associazione americana LGBT cattolica, si appresta a sponsorizzare una serie di eventi pubblici di contestazione, in occasione del prossimo viaggio apostolico del Papa negli Stati Uniti. Il Pontefice sarà in visita prima a Washington e sucessivamente a New York, dal 15 al 20 aprile.

Le manifestazioni organizzate da DignityUsa si terranno nelle due città visitate da Benedetto XVI. "Tutti i nostri eventi sono programmati per essere pacifici, pieni di preghiera e positivi - ha reso noto Marianne Duddy Burke, direttrice esecutiva di dell'associazione LGBT - ma allo stesso tempo dobbiamo far conoscere i danni che gli attacchi alla nostra comunità, da parte di questo Papa, hanno causato a un numero enorme di individui e famiglie".

Giorgio Lazzarini
redazione@gay.tv

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Yemen: la sposa-bambina, Nojoud Muhammed Nasser, ottiene il diritto alla sua libertà


E’ una storia a lieto fine, ma non è una favola. Anzi. Nojoud Muhammed Nasser ha vinto la sua battaglia. Il tribunale ha finalmente emesso la sentenza che ha permesso la liberazione da un vincolo troppo grande per questa piccola donna dello Yemen.

“Gli abusi del marito e il fatto che non era ancora matura sono una ragione sufficiente per annullare il matrimonio”.

L’annullamento su richiesta della donna, secondo la legge yemenita, prevede che la famiglia restituisca la somma pagata dal marito come dote per le nozze, che ammonta a 100.000 rial (316 Euro). Oggi la cifra è stata ripagata grazie alla commozione dell’animo umano, che in questo caso si chiama Emirati Arabi Uniti.

Nojoud è la prima ad aprire il vaso di Pandora: chiedere il divorzio dal marito, in una società tribale dove i matrimoni precoci sono consuetudine. In un Paese arabo come lo Yemen, tra i più poveri al mondo, queste unioni combinate sono determinate spesso dalle difficili condizioni economiche delle famiglie, malgrado la legge nazionale fissi a 15 anni l’età minima per il matrimonio. C’è da dire che allo stesso tempo, il codice civile yemenita lascia impuniti i tutori delle minorenni che le danno in spose.

E’ un cane che si morde la coda. Il padre si è pentito. E non è stato incriminato. Il marito, ormai ex-sposo, Faez Ali Thamer, ha accettato indietro la dote ed è tornato libero. Diverse associazioni per i diritti umani e delle donne, insieme a 61 deputati del parlamento yemenita, hanno sollecitato una legge che imponga l’età di 18 anni come limite minimo per il contrare il matrimonio. Ma la Commissione di Giustizia dello Yemen sostiene che non ci sono le basi per modificare la legge secondo i dettami dell’Islam.
Il matrimonio precoce, così come le gravidanze premature, il lavoro e la prostituzione minorile, l’analfabetismo appartengono alle patologie del cosiddetto “malsviluppo”, la cui soluzione ottimale parla di sviluppo, ma soprattutto di istruzione. Quando si parla di diritto all’istruzione occorre ricordarsi di coniugarlo al femminile, perché la discriminazione verso le bambine e le ragazze è l’ostacolo principale alla realizzazione del progresso.

Il principale ostacolo alla realizzazione di questo obiettivo è rappresentato spesso dalla dubbia volontà politica dello Stato, che antepone all’istruzione - diritto inalienabile - altre priorità. E’ un discorso che vale tanto per i Paesi ricchi, che danno meno di quanto potrebbero e dovrebbero dare, quanto per quelli in Via di Sviluppo, che adottano politiche sociali miopi e senza futuro.

Ritenere che l’istruzione sia superflua per le figlie, che il loro ruolo non sia destinato a cambiare, contribuisce solo ad allontanarci da quel traguardo intelligente che è l’educazione e lo sviluppo. L’istruzione femminile, non solo restaura un diritto sancito dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia, ma più di ogni altra cosa, porta innegabili benefici all’intera società. Una bambina istruita sarà in grado di aumentare il suo livello di vita. Avrà la possibilità di acquistare indipendenza economica, di ricoprire posti di rilievo. Comprenderà l’importanza del diritto alla salute. Riuscirà ad adottare misure preventive contro l’AIDS. Non incontrerà i pericoli della prostituzione e dello sfruttamento. Avrà più coscienza del futuro, per se stessa e per i suoi figli. Perché dovrà viverci dentro.

martedì 15 aprile 2008

L'Italia verso il terzo governo Berlusconi


Alla fine ce l'ha fatta. Per la terza volta. Silvio Berlusconi si appresta a formare il suo terzo, e forse ultimo, governo.

Il dato di per sé non è sorprendente. Chi aveva in mano i sondaggi, pur non potendoli pubblicare, si aspettava una vittoria abbastanza netta del centrodestra. Abbastanza netta. Il fatto è che qua si tratta di una mezza Caporetto. Di sicuro dei partiti laici. Non entreranno infatti, in nessuna delle due camere, tutte quelle formazioni che hanno rivendicato con orgoglio e tenacia i propri valori laici, che a volte sfioravano l'anticlericalismo.

Rimangono fuori i Socialisti di Boselli che avevano stampato quei manifesti così diretti (lo slagan era "Sono incazzato") ma così scarsamente efficaci. Rimane fuori il coraggioso esperimento che si è chiamato Sinistra Arcobaleno e che da domani si scioglierà per formare chissà cos'altro. Rimangono ai margini, prevedibilmente, i mini-partiti neocomunisti.

Ma sopratutto rimangono fuori gay, lesbiche e transgender, compresa la prima rappresentante di questi ultimi, Vladimir Luxuria. Un'altra Caporetto: non siederanno in Parlamento nomi eccellenti come Franco Grillini, deputato da anni. Rimane fuori il verde Gianpaolo Silvestri e con lui il suo leader Alfonso Pecoraro Scanio. Rimane fuori la grintosa Titti De Simone.

Gay.it - L'Italia verso il terzo governo BerlusconiIn compenso entra un volto nuovo, Paola Concia, fino ad ora nota solo agli addetti ai lavori.

Non resta - e ci fa piacere - che sperare in lei, e confidiamo che sia consapevole della enorme responsabilità che dovrà portare sulle spalle: essere la sola rappresentante dichiaratemente lesbica del parlamento italiano. L'unica a cui spetterà l'ingrato compito di mediare con l'ala teodem del suo partito, il Partito Democratico.

Un'ultima considerazione. Tre milioni di voti gay non sono stati in nessun modo decisivi. Neanche questa volta. Per l'ennesima volta. Sono andati "dispersi" a questo o quel partito. Quello gay sì, sarebbe stato un voto utile per davvero.

ARNOLD SCHWARZENEGGER: COMBATTERO` IL DIVIETO AI MATRIMONI GAY


Il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha dichiarato pubblicamente che combatterà l'iniziativa di emendare la costituzione della California per introdurre il divieto di matrimonio per le coppie omosessuali. Schwarzenegger ha finora posto il veto sulle leggi approvate dal Parlamento che introducevano anche in California l'istituzione del matrimonio civile per le coppie gay e lesbiche. Ora si dice contrario al divieto assoluto in Costituzione.
"Sarò sempre contrario e combatterò la discriminazione" ha detto il governatore, parlando ad una folla entusiasta di gay repubblicani. Schwarzenegger ha ribadito il suo appoggio alla legge che estende alle coppie gay i benefici legali riservati a quelle sposate e che contrasterà il suo tentativo di abrogazione da parte dei conservatori. Entusiaste le associazioni gay, che vedono nel supporto del governatore la chiave per impedire le iniziative referendarie del prossimo novembre. Esiste un precedente nella storia del partito repubblicano: nel 1979 Ronald Reagan, governatore della California si schiero' con gli omosessuali, bloccando un referendum che voleva impedire a gay e lesbiche di fare gli insegnanti.

Giorgio Lazzarini
redazione@gay.tv

PIPPA BACCA: ARRIVATA SALMA AD AEROPORTO MALPENSA


La salma di Giuseppina Pasqualino, in arte Pippa Bacca, e' arrivata in serata all'aeroporto milanese di Malpensa. Ad accompagnare il feretro dell'artista 33enne, uccisa a 22 chilometri da Istambul dopo essere stata violentata, e' stata la sorella Antonietta. Il volo Alitalia su cui viaggiavano le spoglie della donna era atteso dalla madre, Elena Manzoni, dalle sorelle Valeria e Rosalia, dal fratello Giuseppe e da alcuni amici. I funerali di Pippa Bacca sono previsti per sabato.

'Reparto trans': cinque storie trans e gay dentro Rebibbia



Dal prossimo 16 aprile ogni mercoledì andrà in onda alle 22:00 su Cult - Fox Channel 'Reparto Trans', la nuova docu-story raccontata dagli autori di Residence Bastoggi, Liberanti e Hotel Helvezia. Dopo Liberanti, gli autori tornano tra le mura di Rebibbia per raccontare le storie dei detenuti del reparto riservato ai trans, certamente il meno noto.

Gay.it - 'Reparto trans': cinque storie trans e gay dentro Rebibbia Nel reparto si intrecciano le storie di Perla e Manolo (che in carcere si sono innamorati), Cinzia, Ginevra e Angelo, alle prese con passioni, conflitti e libertà negata. Angelo è l'unico gay del gruppo e del reparto, costretto a convivere con i trans con i quali non ha mai avuto buoni rapporti. E poi c'è ancora la storia d'amore, naufragata, tra Cinzia e Ginevra, che mina l'equilibrio dell'intera sezione.

Gay.it - 'Reparto trans': cinque storie trans e gay dentro Rebibbia Le condanne che li costringono a stare a Rebibbia sono le più varie: dalla rapina all'omicidio, dal furto alle lesioni, qualunque sia la ragione, le loro cinque vite si sono intrecciate e adesso vanno avanti tra le quattro mura del carcere. Un mondo che nessuno ci ha mai raccontato.
Ecco il trailer della trasmissione.

La coppia gay Rick e Steve è serie tv dell'anno


"Benvenuti nel più gay dei ghetti gay, West Lahunga Beach, un quartiere trendy con un fuso orario tutto suo. È qui che abitano Rick e Steve, in una favolosa casa due-ingressi-nessun-bambino: volano gli insulti, niente viene taciuto, e la spaventosa, amara verità sul paradiso domestico non è mai apparsa tanto affascinante". Così i creativi canadesi dei Cuppa Coffee Studios presentano il cartone "Rick and Steve, la coppia gay più felice del mondo", vincitore ieri a Salerno del Pulcinella Awards, l'Oscar dell'animazione televisiva internazionale assegnato all'interno della rassegna Cartoons on the Bay, organizzata da Rai Trade in collaborazione con Rai e Rai Fiction.

Non propriamente un cartone, facendo muovere pupazzi di plastica nella tecnica dello stop motion, "Rick e Steve" era stato apertamente criticato nei giorni scorsi per i suoi argomenti ritenuti scabrosi dall'amministratore delegato di Rai Trade Carlo Nardello e dalla curia di Salerno, che aveva ritirato dal festival in segno di protesta i giornalisti e la troupe della sua tv locale. Con un'opinione del tutto diversa si è espressa la giuria internazionale di cui facevano parte tra gli altri Patricia Hidalgo di Walt Disney Italia, il pluripremiato autore inglese Barry Purves e lo statunitense Eric Shaw, sceneggiatore di "SpongeBob".

I quali hanno deciso di premiare "Rick e Steve" come Serie tv dell'anno "per la spinta ad allargare i confini sociali, tenendo conto degli stereotipi con uno stile ricco di umorismo e irriverenza". Ieri l'amministratore delegato di Rai Trade Nardello ha precisato che le sue riserve su "Rick e Steve", un cartone che si rivolge comunque a un pubblico adulto, riguardavano l'eventuale messa in onda: "La mia unica preoccupazione era sul target: non lo manderei mai in onda in fascia protetta".

L'edizione di quest'anno di "Cartoons on the bay" segna anche il boom della produzione italiana. La giuria internazionale ha premiato per la prima volta con due Pulcinella due cartoni animati prodotti dalla Rai. "Acqua in bocca", realizzato dai Maga Animation Studios e prodotto da Rai Trade, racconta la storia di una famiglia italiana vista da due pesci che nuotano in un acquario e ha vinto come Miglior serie tv per tutte le età; "Gladiatori", prodotto da Rai Fiction e ambientato nell'antica Roma, ha vinto nella sezione Azione e avventura.

"Questi premi sono la testimonianza del grande sviluppo che l'animazione italiana, ormai tra le realtà più brillanti del panorama internazionale, ha compiuto in questi anni" ha commentato Luca Milano, responsabile dell'Animazione di Rai Fiction.

Tra gli altri premi, la Giuria degli abbonati Rai composta da ragazzi di età compresa tra i 13 e i 16 anni ha indicato Miglior serie tv per bambini il cartone "Uffa che Pazienza", prodotto da Rai Fiction e tratto dai fumetti realizzati dal compianto Andrea Pazienza, uno dei più prolifici e inventivi disegnatori italiani che qui racconta una favola politica con le vicende di un branco di amici animali, tra cui il leone Pancrazio Sonsazio.

Il premio Unicef per il Miglior programma Educativo e sociale è stato assegnato all'indiano "BBC Chunnilal", uno spot animato che promuove il test dell'Hiv. Il presidente di Rai Trade Renato Parascandolo l'ha considerato "un segno che con il linguaggio dell'animazione è possibile non solo divertire, ma anche informare".
di CARLO MORETTI

Lombardia, Penati: «Sì ai quartieri gay nelle città»

Come avviene a Londra, con Soho, e a Parigi, con il Marais. «Ma purché non concepiti come dei ghetti». Dunque un sì deciso da parte del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, all’idea di costruire quartieri a forte concentrazione gay nelle grandi città italiane. Il timore che possano diventare dei ghetti di emarginazione c’è, e talvolta è accaduto in quelle aree delle metropoli in cui si è provato a concentrare esercizi commerciali indirizzati ai gay, come attorno alla stazione centrale di Milano. Penati proprio su questo punto insiste, «li immagino come Castro, il
bellissimo e vecchio quartiere gay di San Francisco, tenuto bene sia sul piano estetico che su quello urbanistico. Un punto di attrazione turistica anche per gli eterosessuali».
Quanto a Milano se si presentasse l’opportunità di lavorare in questa direzione, Penati si dichiara favorevole fin da subito.

Suor Cristina, prima era un uomo

La castità non le pesa. La solitudine, invece, un po’ sì. Suor Cristina è oggi una quarantenne, ma 20 anni fa si chiamava Marco ed aveva una gran voglia di entrare in convento. Oltre che di cambiar sesso. E per essere se stessa fino in fondo occorreva fare entrambe le cose.
Una volta operata, donna a tutti gli effetti fu ammessa ad un corso per le vocazioni, ad Assisi. Ma da cattolica, lo spazio per lei non c’era: « il mio vescovo, saputa la verità, ha detto parole terribili: "Sei nata uomo, non potrai né sposarti né prendere i voti". Sono scappata in Inghilterra, in un monastero anglicano». Ed oggi, da suora della chiesa della Riconciliazione, vicina al mondo anglicano, Cristina è felice. E se stessa anche nella fede.

giovedì 10 aprile 2008

“Da Sodoma a Hollywood” 23° Torino International Glbtq FilmFest. Il programma completo.


“Da Sodoma a Hollywood” Torino International GLBT Film Festival si avvia verso la XXIII edizione, la terza sotto il tetto della Mole, con il Museo Nazionale del Cinema per la gestione e l’organizzazione: 23 anni di ricerca di un cinema che esplora e costruisce l’immaginario queer. Grazie a uno sguardo acuto e sensibile, anno dopo anno il Festival è cresciuto diventando una delle principali finestre e occasioni di dialogo per la comunità glbt e il grande pubblico.

Il Festival ha inoltre il merito di aver fatto conoscere in Italia le prime opere di registi come François Ozon, Gus Van Sant, Derek Jarman, Todd Haynes e, recentemente, Eytan Fox, Apichatpong Weerasethakul, Alain Guiraudie, Auraeus Solito e Brillante Mendoza.

A vent’anni dalla morte di Divine, icona per eccellenza del camp,
scomparsa prematuramente a soli 43 anni nel 1988 (e già omaggiata
indirettamente con i film di John Waters nel 2005) il Festival la
ricorda attraverso l’immagine-regalo di Francesco Vezzoli e con la
proiezione di un film di Paul Bartel, Lust in the Dust (1985), dove
appare in coppia con Tab Hunter: fu il loro più grande successo.

Concorso Internazionale
Tre sezioni competitive: lungometraggi, corti e documentari. Tre giurie internazionali (una per sezione) assegnano il Premio Ottavio Mai al miglior lungometraggio e un premio alla miglior opera delle altre sezioni. Per ogni sezione competitiva è previsto anche un premio del pubblico.

Panorama
Tre sezioni non competitive (lunghi, corti e doc) con la più recente e interessante produzione in pellicola e in video.

La Retrospettiva: “ j-ender: big bang love in Japan”
Una immersione inedita, nell'impero dei segni e dei sensi. Da Sodoma a Hollywood e NEO(N)EIGA presentano per la prima volta in Europa una retrospettiva che percorre, lungo le trame del genere e dei generi, la storia del cinema giapponese dagli anni 60 a oggi e di riflesso la cultura del Sol Levante.
Dalla libertà artistica e di costumi della cosiddetta nuberu bagu (la nouvelle vague giapponese) passando attraverso il teatro tradizionale ed il soft core politico e spiazzante dei pinku eiga, il travestitismo e schegge deliranti di cultura pop, fino ad arrivare ad Anime dove attraverso i cartoon viene aperto un mondo di desideri e passioni che difficilmente potrete trovare altrove.
Il cinema si fa lente capace di avvicinare il nostro sguardo di “osservatori distanti” a un Paese e a una cultura la cui complessità si svela negli infiniti paradigmi della sua auto-rappresentazione.

Gli Omaggi
Sébastien Lifshitz: L’eterno road movie
Uno dei personaggi più interessanti del cinema contemporaneo francese, Sébastien Lifshitz, sarà a Torino per raccontare le storie dei suoi film: quelle di giovani dal passato inquieto e alla continua ricerca dell’equilibrio; quelle di giovani in fuga, protagonisti di road movie esistenziali pieni di spiritualità, ma anche di fisicità, a volte unico mezzo d’espressione per il contatto umano. La gioventù, sradicata e ridotta a piccoli frammenti di vita, diventa l’unico tempo possibile della manifestazione dell’Io e delle illusioni non consolabili. Dai primi cortometraggi, tra cui Il faut que je l'aime (1996) e Les Corps ouverts (1998), vincitore del premio Jean Vigo, fino a Presque rien (Quasi niente, 2000), uno dei film più amati dalla comunità gay, e Wild Side (2004), titolo-omaggio ai drop-out di Lou Reed, una delle massime rappresentazioni del cinema queer non rivendicato come genere ma come cinema d’appartenenza alla totalità dei sentimenti.

Stanley Kwan: identità e desiderio
Documentario o fiction, la produzione di Stanley Kwan traccia un percorso unico e fondamentale nella cinematografia di Hong Kong nei due decenni a cavallo dell’annessione alla Cina Popolare. I protagonisti dei suoi film raccontano la Storia in chiave intima, ne vivono in prima persona le lacerazioni, ce la restituiscono attraverso intarsi di storie personali. I corpi attraversano il passaggio del tempo e il mutamento delle città (Hong Kong, Pechino, Shanghai), forti dell’antico sogno di preservare la bellezza e, per amore, infondono alle immagini la struggente magia del desiderio. La passione che alimenta il cinema di Stanley Kwan si insinua come una brezza leggera da una finestra socchiusa che silenziosa cresce, crea assuefazione e all’improvviso scardina gli equilibri precari dell’esistenza. Tra i film dell’omaggio, presentati a Torino dal regista stesso, Hold You Tight (1997), Lan yu (2001) e Everlasting Regret (2006).

Joe Oppedisano
Uno dei personaggi più interessanti del fashion world statunitense. Inizia la sua carriera come assistente di Robert Bryan e si fa conoscere nell’ambiente lavorando per riviste come Vanity Fair, L’Uomo Vogue e W. Ha vestito star come Ricky Martin e Carol King. Diventa famoso come fotografo sia nel campo della moda, come collaboratore del New York Times Magazine e di Vibe, che dell’editoria gay, firmando servizi regolarmente per BUTT, Gay Times, Pref e Männer Aktuell. I suoi lavori fotografici sono pubblicati anche su prestigiosi volumi d’arte come Self Exposure (2005, Rizzoli) e History of Photography 1840-2005. La sua ultima monografia, Testosterone (2006, Bruno Gmünder) è un best-seller negli USA, dove è andata esaurita nel giro di poche settimane. Al Festival, Joe Oppedisano presenta i suoi due ultimi lavori video: il videoclip That’s Me (2008), singolo dell’ultimo album di Colton Ford, ex attore hard ora cantante dance di successo, anch’egli presente al Festival, e Knockout (2008), making of di uno dei calendari più desiderati dalla comunità gay di tutto il mondo.

Parker Williams
Amato e desiderato da tutti i numerosi estimatori dei suoi film, prima solo attore ora anche regista, Parker Williams, star dell’industria XXX americana e volto di case come Raging Stallions Studios, Falcon e Titan sarà a Torino a presentare il suo lavoro d’esordio alla regia, Lube Job (2005), e la sua performance d’attore nella commedia teatrale Cell Block Q. Dopo otto anni dall’inizio della sua carriera, e dopo gli studi in campo cinematografico, insieme a Matthew Rush, sta creando una sua casa di produzione chiamata Savage Monkey, dedicata all’intrattenimento e al cinema gay a 360 gradi.

Music & Movie Icons: Alaska, la Reina del Glam
Nel film Pepi, Luci, Bom y otras chicas del montón (Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio, 1980) Olvido Gara interpreta la parte di una giovane artista che scarica una lluvia dorada, una pioggia di pipì, sulla moglie masochista di un poliziotto.
Una scena rimasta per sempre nella memoria del cinema spagnolo e non.
Olvido Gara, meglio conosciuta come Alaska, è l’enfant prodige della Movida madrileña. Più tardi sarà considerata la musa del movimento. Nata in Messico, nel 1963 e trasferitasi a Madrid nel 1973, a soli 15 anni fa parte del gruppo musicale Kaka de Luxe, dalle cui ceneri all’inizio degli anni ‘80 nasce il gruppo Alaska y los Pegamoides. In quel periodo i bambini spagnoli ricorderanno Alaska nella presentazione di gusto tutto gotico dell’innovativo programma pomeridiano per ragazzi La Bola de Cristal (La sfera di cristallo), trasmesso dalla Televisión Española. Oggi insieme al compositore Nacho Canut è la cantante del gruppo electro-pop Fangoria, figlio del gruppo Alaska y Dinarama. Il loro ultimo disco, El extraño viaje, del 2006, ha scalato le classifiche spagnole. Il Festival vuole ripercorrere la carriera di questa artista completa che, insieme ad Almodóvar, è una dei protagonisti dell’epoca che meglio si è saputa adattare e reinventare nel post-Movida, come cantante, attrice, presentatrice, imprenditrice e influente intellettuale.

Europa Mon Amour: “Fantasmas do amor”
Un viaggio in Portogallo, terra di confine d’Europa, territorio d’amore e di desiderio imprigionato. La scoperta di un cinema-garage, pre-almodovariano e fuori legge nei lavori di Óscar Alves, realizzati tra la metà e la fine degli anni settanta; il cinema degli anni ottanta, con i film di Joaquim Pinto, tra cui Onde Bate o Sol (1989) con Laura Morante, uno dei titoli più significativi della cinematografia portoghese queer, e Na pedra no bolso (1988), uno dei più belli; i fiammeggianti ritratti notturni di Paulo Rocha nel suo A Raíz do Coração (2000); fino a João Pedro Rodrigues, a Torino con O Fantasma (2000), uno dei più amati-odiati dalla comunità gay, e Odete (2005). In collaborazione con Queer Lisboa.

Classici & Moderni: scelti da Giovanni Minerba
Poco o quasi mai visti; o forse troppo, ma mai abbastanza. Una selezione di 9 film, scelti tra i più belli, o semplicemente per ricordi personali. Immagini sparse: a volte casuali, altre necessarie. Come quelle dei film scelti per ricordare Philippe Noiret (Gli occhiali d’oro, 1987, di Giuliano Montaldo) o Michel Serrault (La cage aux folles-Il vizietto, 1978, di Edouard Molinaro) entrambi scomparsi durante l’anno scorso. O ancora Malanoche in versione restaurata (1986), il film d’esordio di Gus Van Sant e primo vincitore del Festival, la poesia della Trilogia di Terence Davies (The Terence Davies Trilogy) fino al folgorante Madame Satã (2002) di Karim Ainouz, davvero troppo poco visto.

Voice Over
La sezione, nata tre anni fa per promuovere il cinema più sperimentale, anti-narrativo e la video-arte, dà spazio a una serie di artisti e registi di fama internazionale, del passato e del presente, il cui lavoro analizza i vari aspetti e caratteri dell’identità queer.

Terence Koh: Uno dei giovani artisti più rappresentativi del panorama contemporaneo statunitense. Nella sua breve carriera ha già raccolto numerose mostre personali nei più prestigiosi spazi museali del mondo tra cui The Whitney Museum of American Art, The Royal Academy of Arts e Kunsthalle Zürich. Le sue opere sono già presenti nelle più rappresentative collezioni di arte contemporanea, pubbliche e private, come ad esempio quella di Charles Saatchi. Il Festival rende omaggio a Terence Koh, con il supporto della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, presentando God (2007), che si può considerare un vero e proprio film-manifesto di tutta la poetica dell’artista, sempre in bilico tra una forte sensibilità decadente e l’estetica della contro-cultura giovanile.

Guy Maddin: Con il suo progetto intitolato Workbooks, il regista canadese offre piccole perle di bellezza cinematografica attraverso una serie di cortometraggi ricchi di spunti estetici e melodramma.

Vincent Dieutre: L’ultimo film di Vincent Dieutre, Después de la revolución (2007), sarà presentato a Torino dal regista stesso: video-diario di un viaggio in Argentina tra ricordo e desiderio.

Patrick Carpentier: Uno dei registi più promettenti di oggi, torna al Festival a presentare due video d’esordio e i primi due capitoli della trilogia L’Irrégularité de la déchirure, dopo averne presentato il terzo, Combat, in concorso, nel 2006.

Peter de Rome: Un particolare omaggio viene reso a Peter De Rome, con la presentazione dei suoi The Erotic Films (1969-1972). Immagini in Super 8 dove convivono arte ed erotismo, i piccoli film di Peter De Rome, acclamati dalla critica e apprezzati da importanti personaggi come Andy Warhol e William Burroughs, sono ancora oggi considerati una vera e propria rarità.

Due i programmi speciali della sezione:
Die Young Stay Pretty
Programma video che indaga le inquietudini e l’estetica del mondo giovanile. Gli spunti arrivano dalla musica con tra gli altri il videoclip Elvis (2007) dei These New Puritans, pupilli del fashion designer della maison Dior, Hedi Slimane; dall’arte con Bruce LaBruce e Slava Mogutin; dal cinema con Pascale Robitaille, giovane cineasta canadese che si è fatto conoscere in numerosi festival internazionali con il suo Dogme 41: Lonely Child, primo film canadese realizzato secondo le regole del manifesto Dogma 95 di Lars von Trier, che al Festival presenterà in anteprima il suo ultimo lavoro Le Gout de néant (2007) e una piccola selezione di cortometraggi.

Lovett/Codagnone: A Personal Shout
John Lovett e Alessandro Codagnone, il duo italo-americano già omaggiato al Festival nella passata edizione, sono quest’anno invitati come curatori a presentare una selezione di video. Il programma, dal titolo A Personal Shout, include tra gli altri lavori di artisti come Shahryar Nashat, Glen Fogel, Monica Bonvicini e Assume Vivid Astro Focus.

Tra gli altri lavori spiccano Brüder, laßt uns lustig sein (2006) del regista austriaco Ulrich Seidl, autore dei bellissimi Canicola e Import-Export, La Camera (2006) di Rä di Martino, con Filippo Timi, Entracte (2007) di Yann Gonzalez, Induction (2006) di Nicolas Provost, Patterns Trilogy (2005-2006) di Jamie Travis, menzione speciale al Festival lo scorso anno con The Saddest Boy in the World, e New York Story (2007) di Nicolas Jenkins, documentario poetico sulla vita di Genesis P-Orridge.

Compagne di scuola
Un excursus da Mädchen in Uniform (1931) di Leontine Sagan a Naissance des pieuvres (2007) di Céline Sciamma sul visitatissimo tema letterario e cinematografico dell'amore che sboccia tra le mura di scuola. Al suo interno, e introdotto dal documentario It's Still Elementary di Debra Chasnoff e Johnny Simons, sarà organizzato un workshop per educatori e insegnanti impegnati ad affrontare le tematiche LGBTQ nelle scuole. Alcuni titoli: Olivia (Jaqueline Audry, 1951), The Children's Hour (William Wyler, 1961), Loving Annabelle (Katherine Brooks, 2006).

Jodie: un'icona
Una serata dedicata al talento di Jodie Foster, attrice capace da sempre di incarnare un'icona lesbica pur non avendo mai interpratato film a esplicita tematica. Il documentario di Pratibha Parmar Jodie: An Icon racconta come questo sia avvenuto nel corso di più di trent’anni di carriera. Hotel New Hampshire di Toni Richardson, maestro del Free Cinema inglese, è a torto uno dei titoli meno noti in Italia e mostra una giovane Jodie ben disposta a giocare con l'identità queer.

The Angelic Conversation: A Live Performance in Memory of John Balance
In collaborazione con Musica 90, un omaggio dedicato al connubio artistico Derek Jarman/Coil e alla figura di John Balance, uno dei membri fondatori del gruppo, scomparso nel 2004. L’appuntamento è incentrato sulla proiezione di The Angelic Conversation, capolavoro di Derek Jarman, per il quale i Coil composero le musiche originali nel 1985.
Per l’occasione Peter Christopherson and The Threshold HouseBoys Choir accompagna la proiezione del film, rimusicandolo in una live performance appositamente creata per questo progetto e supportata dal prezioso intervento di amici storici del gruppo come David Tibet dei Current 93 e Ivan Pavlov/COH. L’appuntamento è previsto per il 16 aprile 2008, come serata di pre-apertura del Festival.

Da Sodoma a Hollywood 23
TORINO GLBT Film Festival
17 - 25 Aprile 2007
Via Montebello, 15 - 10124 Torino
tel. 011.813 88 47 - fax 011.813 88 93
www.tglff.com

martedì 8 aprile 2008

Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?


Partito per partito, le dichiarazioni dei leader su coppie di fatto, diritti individuali e adozioni. E tutte le parti dei programmi che ci riguardano da vicino. Per votare conoscendo.

Walter Veltroni (Partito democratico)
Ha detto:«Nella campagna elettorale per l’elezione diretta del segretario del Pd ho preso pubblicamente un impegno che intendo onorare. Ho detto che il Partito democratico lavorerà, in Parlamento e nel Paese, per contrastare, con la legge, con le buone pratiche amministrative, con l’impegno culturale e civile, ogni forma di intolleranza e discriminazione, tanto più se violenta, correlata con l’orientamento sessuale delle persone. Il primo impegno è il sostegno in Parlamento al disegno di legge del governo contro la violenza sessuale, nel testo di larga convergenza approvato dalla Commissione Giustizia della Camera.
Allo stesso modo, il Partito democratico lavorerà per dare seguito al preciso impegno assunto nel 2006 da tutta l’Unione davanti agli elettori: il riconoscimento con legge nazionale dei diritti delle persone che vivono nelle unioni di fatto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.» (fonte: La Stampa del 27/12/2007)
Nel Programma c'è scritto:
"Il Pd promuove il riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.» «È indispensabile riprendere e approvare il disegno di legge contro lo stalking e l'omofobia, già approvato dalla Commissione Giustizia della Camera nella XV Legislatura."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Silvio Berlusconi (Partito del Popolo delle libertà)
Ha detto:

«I gay stanno tutti dall'altra parte (a sinistra, ndr.)» (fonte: discorso di apertura della campagna elettorale del sindaco di Monza del 6/02/2007)
«Apertissimo per quanto riguarda i diritti individuali, chiuso per quanto riguarda l'equiparazione alla famiglia tradizionale. La famiglia ha una funzione sociale che le altre forme di convivenza non hanno. L'orientamento sessuale non può essere né un motivo di discriminazione, né di particolare tutela». (fonte: Chi del 12/03/2008)
«Noi, i nostri valori sono fondati sul cristianesimo e una famiglia è formata da un uomo e una donna.» (fonte: discorso alla manifestazione di lancio del Pdl del 8 marzo 2008)
Nel Programma c'è scritto:
"La famiglia è al centro del nostro programma; per noi la famiglia è la comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna; e per sostenere la famiglia noi proponiamo: meno tasse, una casa per tutti, migliori servizi sociali, mettere i giovani in condizione di costruire il loro futuro."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Flavia D'Angeli (Sinistra critica)
Ha detto:


«A una settimana dal voto, il Papa va all'attacco dei diritti di donne e omosessuali, del diritto all'aborto, del divorzio, delle unioni civili. Serve una politica libera dalle ingerenze del Vaticano. Occorre costruire una sinistra davvero femminista, che abbia il coraggio di dire no al papa, e a chi lo osanna, da Berlusconi a Veltroni. Una sinistra che risponda alle donne e ai giovani che contestano ovunque, dalla Sapienza a Bologna, la linea fondamentalista promossa dalla Chiesa. Serve una politica libera dal Vaticano».
«Abbiamo deciso per questo che concluderemo la nostra campagna elettorale con un'iniziativa contro le ingerenze del Vaticano e per i diritti di donne e omosessuali». (fonte: Aduc.it del 5 aprile 2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Siamo per diritti civili, non negoziabili e non subordinabili a nessuna gerarchia ecclesiastica. Diritto alla libera sessualità, diritto all’autodeterminazione delle donne, difesa della 194, diritto ai PACS, rifiuto delle ingerenze e diritto al dissenso contro ogni dogma imposto. Per questo siamo al fianco degli studenti e dei professori che hanno contestato il Papa, delle donne che si battono contro la violenza maschile dei gay lesbiche, trans che vogliono vedere affermato il proprio diritto alla libera sessualità."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Fausto Bertinotti (La Sinistra l'arcobaleno)
Ha detto:


«Nel programma del centrosinistra avevamo il riconoscimento delle unioni di fatto che non è stato realizzato per la pressione delle forze centriste e moderate. Se andassimo al Governo riprenderei da lì, proponendo certamente il nostro sì alle unioni gay. Penso che i diritti della persona siano una frontiera necessaria all'Europa per il presente e il futuro, e che su questo terreno ci voglia un riconoscimento delle diversità e dei diritti della persona come elemento fondativo della nuova cittadinanza». (fonte: Aprile online del 11/02/2008)
«Il governo Prodi ha tradito gli impegni presi sui diritti delle coppie di fatto» (fonte: Invasioni Barbariche su La7 del 16/02/2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Nei Paesi europei più avanzati, e non solo in Europa, i fondamentali diritti della persona sono tutelati e garantiti da una legislazione che ne salvaguarda la sfera personale, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuna e di ciascuno. Da noi non è così. La Sinistra l’Arcobaleno afferma l’uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e propone il riconoscimento pubblico delle unioni civili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita e propone una legge sul testamento biologico."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Pier Ferdinando Casini (UDC)
Ha detto:


«Le adozioni gay? Un'aberrazione» (fonte: puntata di AnnoZero del 14/02/2008)
«Nessuno vuole discriminare le coppie di fatto o i gay. Ma deve essere chiaro che in nessun modo le coppie omosessuali possono essere parificate nella nostra legislazione alle famiglie.» (fonte: puntata di Speciale Tg1 del 24/02/2008)
«Sono contento che tanti gay votino il mio partito. Lo ritengo importante e conferma la mia tesi: che gli omosessuali non chiedono un fac simile di famiglia, che e' tra un uomo e una donna, ma il rispetto dei diritti individuali.» (fonte: videochat su Corriere.it del 7 aprile 2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Rispetto della famiglia, intesa come società naturale fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Enrico Boselli (I Socialisti)
Ha detto:


«Il Gay Pride, in programma a Bologna il 28 giugno è un fatto positivo perché è un’occasione di libertà». «In questo paese quello che fa crescere la libertà è un fatto positivo, perché solo in Italia si vogliono ridurre i diritti e la libertà. Io non ho motivi di polemica con il cardinale Caffarra, ma un principio irrinunciabile è la distinzione fra religione e affari pubblici». (fonte: Il Resto del Carlino del 30/03/2008)
Nel Programma c'è scritto:Le famiglie italiane sono cambiate come dimostrano i dati statistici più recenti. Aumentano i single e le coppie di fatto. La politica non può ignorare queste nuove realtà e deve riconoscere pari dignità giuridica a tutte le cittadine e a tutti i cittadini. I diritti delle coppie composte da persone dello stesso sesso debbono essere garantiti; è urgente approvare efficaci norme antidiscriminatorie e antiomofobia e permettere alle persone transessuali di ottenere la rettifica del sesso con regole meno restrittive, in sintonia con la legislazione europea. Occorre regolamentare le unioni civili riconoscendo alle coppie stabili di poter formalizzare il proprio rapporto con un contratto che abbia natura personale e patrimoniale, con effetti anche rispetto ai terzi. In questo contesto si deve riconoscere alle coppie formate da persone dello stesso sesso un rafforzamento di questo istituto.

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Daniela Santanchè (La Destra)
Ha detto:



«Sono disponibile a difendere i loro diritti individuali, ma nessun Pacs e nessun DiCo, sia chiaro» (fonte: Diacoblog del 19/03/2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Tutela della famiglia tradizionale: consapevoli della necessità di regolamentare i rapporti di Diritto privato che scaturiscono dalle diverse forme di unione di fatto, vogliamo ribadire la nostra ferma opposizione a formule tipo DICO e PACS, che investono il Diritto pubblico oltre alle finanze dello Stato."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Roberto Fiore (Forza nuova)


Ha detto:«In un Italia dove non si fanno più figli, dove si abortisce, dove si promuovono unioni di fatto e gay , la priorità di FN è stata sempre il ripristino del diritto naturale e la restaurazione della famiglia come unica fonte di vita e di valori della società. Oggi i valori del diritto naturale sono nuovamente considerati dalla maggioranza degli italiani, come imprescindibili e Forza Nuova ha sicuramente fatto la sua piccola parte in questo processo di risanamento.» (fonte: intervista sul sito ufficiale di Forza Nuova del 20/10/2007)
«La famiglia è attaccata da tutto e da tutti: da chi vuole distruggerla attraverso disvalori e mistificazioni come i matrimoni e le adozioni per omosessuali, o attraverso stili di vita egoisti e materialisti.» (fonte: homepage di www.robertofiore.org)
Nel Programma c'è scritto:
"Forza Nuova considera la FAMIGLIA il caposaldo della Società, la prima tappa per la rigenerazione della Nazione e dei singoli individui che la compongono. Essa è primario soggetto sociale, e forma la spina dorsale della Comunità e dello Stato. Contemporaneamente la Famiglia è il luogo per eccellenza dove l’essere umano riceve l’insieme dei valori e di coordinate spirituali che dovranno guidarlo per tutta la vita e farne un cittadino. La validità di queste valutazioni e la previsione che la Battaglia decisiva si dovrà svolgere su questo campo sono dimostrate con lampante evidenza dalla quantità e dalla gravità degli attacchi che i nemici dei valori tradizionali portano incessantemente contro la struttura naturale e le fondamenta morali della famiglia. Le principali direttive di questo attacco sono il tentativo di sovvertire i Valori naturali, promuovendo la Denatalità, l’aborto e l’omosessualità."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Giuliano Ferrara (Aborto? No, grazie)
Ha detto:


«La completa equiparazione tra matrimonio tradizionale e nozze gay non c'entra niente. Il matrimonio è un'istituzione importante, se la si equipara, la si decostruisce assimilandola ad altro si fa solo una bella sceneggiatura di un film del regista Pedro Almodovar ma non si fa un gesto laico». (fonte: Rimini, discorso al meeting di Comunione e Liberazione, agosto 2007)

di Gay.it
Lunedì 7 Aprile 2008

Ultima cena» omosessuale in Austria


VIENNA - È l'«Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo Pasolini», l'opera che di gran lunga ha suscitato il maggior scalpore a Vienna. Esposta all'interno del Museo della Cattedrale cattolica, si vedono gli apostoli, sdraiati sulla tavola mentre si masturbano gli uni con gli altri. Pur sapendo che avrebbero dovuto affrontare pesanti critiche esponendo una versione omosessuale dell'«Ultima cena», i curatori del museo non erano pronti a una reazione così forte. Oggetto della discussione - che i media austriaci hanno paragonato alla vicenda delle vignette di Maometto - è una retrospettiva dedicata a uno dei più grandi artisti del Paese: Alfred Hrdlicka, che quest'anno ha compiuto 80 anni. Il direttore del museo della Cattedrale e il cardinale Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna, sono stati oggetto di pesanti critiche da parte di alcuni visitatori e siti Web cattolici.

La Chiesa ha rapidamente tolto dall'esposizione l'opera che rappresentava «un'orgia omosessuale» tra gli apostoli, come lo stesso Hrdlicka l'ha definita. Ma il gesto non è bastato a placare le polemiche. Il direttore del museo difende sia l'opera di Hrdlicka che la sua decisione di esporre il lavoro nelle sale di un museo con forti legami con la Chiesa cattolica. «Crediamo che Hrdlicka abbia le credenziali per rappresentare le persone in questo modo così carnale, così drastico», ha spiegato Bernhard Boehler.

Boehler ha detto che il museo non aveva intenzione di offendere nessuno aggiungendo che l'arte serve anche per dare vita a un dibattito e discutere. Hrdlicka, invece, ha affermato che gli uomini sono stati rappresentati in questo modo perché non ci sono donne nell'affresco di Leonardo da cui ha tratto ispirazione.

domenica 6 aprile 2008

Donna, di colore e lesbica: è il sindaco di Cambridge


La città si Cambridge, nela Massachussets, sta vivendo un passaggio storico dal momento che il consiglio comunale ha scelto Denise Simmons come sindaco. Denise è la prima sindaco donna, di colore e lesbica a capo di una città statunitense. La più famosa e omonima città inglese ha vissuto una svolta simile lo scorso anno quando a ricoprire il ruolo di sindaco è stata chiamata una donna diventata tale dopo essersi sottoposta all'operazione per il cambio di sesso. Gli attivisti gay negli Stati Uniti hanno plaudito alla decisione degli altri consiglieri di scegliere Mrs Simmons come sindaco. Il suo predecessore era un uomo di colore, Ken Reeves, gay anche lui.

Il 'Gay and Lesbian Victory Fund, che si batte per incrementare il numero di persone LGBT elette, dichiara: "Siamo davvero molto orgogliosi del Sindaco Simmons. Come il Sindaco Reeves prima di lei, Denise fa da battistrada per la nostra comunità. E' il caso di celebrare l'abbattimento di un'altra barriera".

La popolazione di Cambridge, 101.000 abitanti è se de di due dei migliori centri d'istruzione di tutti gli Stati Uniti: l'Università di Harvard e il Massachusetts Institute of Technology. Inoltre, il Massachusetts è l'unico stato degli USA in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso è legale. "E' stata una bellissima sensazione- ha raccontato Denise Simmons al Cambridge Chronicle - quando per la prima volta ho messo piede allo 'School Committee'. Una delle cose che ho sempre detto è che avrei voluto diventare sindaco".

Binetti: non voterò leggi per coppie gay


RUTELLI: "IN QUESTA CITTA' O SI GOVERNA CON IL CENTRO-SINISTRA O VINCE UNA DESTRA PERICOLOSA"

Il Manifesto - 5 Aprile 2008 (stralcio dell'intervista sulla parte inerente alla comunità glbt)

Purché non pretendano di imporre loro quel che si deve fare. Registro delle unioni civili: "né ora né mai". Hai detto.

Cito dal mio programma: Saranno garantiti pari opportunità alle persone che vivono in unioni di fatto. Nei regolamenti del Comune si dovrà fare riferimento alle risultanze delle convivenze anagrafiche, a prescindere dalle scelte sessuali liberamente adottate dai cittadini e dalle cittadine. L'amministrazione comunale dovrà garantire loro sia il diritto di accesso ai servizi, comprese le graduatorie per l'accesso alle case popolari, sia il diritto ai programmi di agevolazione. L'amministrazione promuoverà iniziative per sottrarre la condizione omosessuale a qualunque discriminazione". I registri li decide il governo. Ma è Rutelli che ha scritto che intendiamo istituire a Roma un Centro internazionale della cultura omosessuale. Come fu Rutelli a dare il via al Gay Village, così come a finanziare la Casa internazionale delle donne.

Gay Pride: gli darai il patrocinio?

Gliel'ho già dato e darò il patrocinio a tutte le manifestazioni, Gay Pride incluso, a condizione che non siano contro qualcuno, né contro una maggioranza, né contro una minoranza. Quello del 2000 fu un Gay Pride contro, perciò non ebbe il patrocinio, che è un marchio che rappresenta la città intera. Ma la libertà di manifestare non sarà mai in discussione.


Binetti: «Sto nel Pd, voterei anche i Cus...»

Intervista di Maria Zegarelli - L'Unità - Sabato 5 Aprile 2008

È di nuovo nella bufera. Solo che adesso c'è la campagna elettorale e allora diventa tutto più complicato.
La senatrice teodem Paola Binetti dice, che alla fine di tutto, ancora una volta c'è stato un tentativo di strumentalizzare le sue posizioni su diritti civili e patto con i radicali soltanto per fini elettorali. Ieri con una lettera ha diffidato Ecotv: «Non dovete mandare in onda l'intervista».

Come è andata davvero?
«Ero stato invitata a una trasmissione televisiva che doveva avere come contenuto una serie di riflessioni sul Pd. Mi sono invece resa conto che c'era un'attenzione su una serie di problemi che mi sembrava non costituissero il nerbo del problema. C'era un'insistenza su temi che preferivo rimanessero fuori dal dibattito televisivo. Per questo ho detto che avrei interrotto la registrazione perché non mi sembrava fosse quello il cuore del Pd. E per questo li ho diffidati».

Ecotv smentisce: afferma che lei è rimasta fino alla fine e ha risposto a tutte le domande.
«Non è vero. Sanno perfettamente che ho detto che mi sarei rifiutata. Non so se hanno spento la telecamera in quel momento. Ma dicono il falso».

Il problema resta: è vero o no che lei ha detto quelle frasi sui gay? Il programma del Pd parla di riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto. Lei dissente?
«La mia posizione è chiara: seguirò quanto è scritto nel programma. Lavorando per il riconoscimento dei diritti individuali dei conviventi».

Ma voterebbe i Cus?
«Il Pd ha detto che rispetterà alcune scelte personali su temi particolari. Ma se il Ddl intende davvero tutelare le persone io lo voto con sicurezza e con convinzione: se ingiustizie ci sono le ingiustizie vanno riparate. Se invece c'è un'equiparazione di fatto al matrimonio non voto la legge, perché per me il matrimonio è quello riconosciuto dalla Costituzione».

La sua intervista ha creato tensioni anche con i radicali...
«Anche a me non piacciono molte cose dei radicali, questo fa parte della complessità di un grande partito e del dialogo democratico. Loro, poi, non stanno nel Pd, sono iscritti nelle nostre liste per le elezioni.
La Bonino stessa, d'altra parte, ha distinto tra le posizioni dei radicali e quelle dell'associazione Luca Coscioni. Credo che bisogna finirla di pensare che il dibattito nel Pd si esaurisca attorno a questi temi.
Ci sono mille cose del mio partito che condivido. Veltroni sta facendo uno sforzo enorme per dare risposte alle istanze della società, dagli stipendi degli operai, alla precarietà, alla sicurezza, allo sviluppo.
Tutti temi che condivido fino in fondo e per questo voglio essere giudicata. Pretendo che il mio impegno nel Pd venga eletto in questa chiave specifica».

“Senza rosa né celeste". Diario di una madre sulla transessualità della figlia”: di Mariella Fanfarillo, prefato da Cirinnà.

«Ho imparato a mie spese la differenza tra vedere e guardare: ora so che da sempre io vedevo mio figlio ma guardavo mia figlia».  È da...