venerdì 30 maggio 2014

21 persone transgender che hanno influenzato la cultura americana

Le trans che fanno la differenza nella vita di altre trans, e si comportano positivamente in modo da migliorare il futuro della comunità. Le statistiche della comunità trans sono preoccupanti: il 40% ha tentato il suicidio. Servono modelli forti e capaci di dare speranza…


Kye Allums è diventato il primo atleta apertamente trans ha giocare nella squadra femminile di basket NCAA. Presso la George Washington University nel 2010. Nella sua scheda di giocatrice della lega universitaria non è più presente il suo vecchio nome “Kay Kay”, bensì il più virile “Kye”.  Durante l’infanzia e l’adolescenza Kay Kay ha tenuto nascosto il suo vero genere a sua madre, che insisteva nel comprare vestiti molto femminili, ma ogni giorno, andando a scuola, cambiava look per poi ricambiarsi al ritorno e ritornare la piccola Kay Kay: “mi sono sempre sentito più a mio agio con vestiti da maschio. Io non ho scelto di nascere con questo corpo e per questo ho deciso di cambiare anche il mio nome, perché non voglio più nascondere quello che sono”.



Bellissima e dalle curve mozzafiato. Carmen Carrera, modella transgender, ha fatto la storia della terza stagione di "RuPaul Drag Race", il celebre reality statunitense, per aver portato a compimento la sua transizione proprio durante lo show. Da quel momento, la Carrera è diventata un'icona delle donne transgender, portando la sua voce e la sua esperienza in molti punti vendita comeGLAAD.


Dopo la sua recente apparizione alla sfilata “Marco Marco runway show”, una nuova petizione lanciata da Change.org chiede a Victoria’s Secret, il celebre marchio di lingerie femminile, che annovera fra le sue modelle, top del calibro di Gisele Bundchen, Adriana Lima, Miranda Kerr e Alessandra Ambrosio, di aggiungere anche Carmen Carrera alla schiera dei suoi “angeli”. Se la maison accettasse, Carmen Carrera sarebbe il primo caso di modella trasngender a sfilare per il noto marchio di biancheria intima.


Candis Cayne si è diplomata alla scuola cittadina di Baldwin nel 1989 e successivamente ha trascorso un anno a Los Angeles, dove si è formata come ballerina. 
La sua principale attività nel mondo del cinema è quella di interprete e tra i lavori più interessanti possiamo citare la partecipazione nel film Making the Boys(2009) di Crayton Robey dove ha interpretato la parte di Sé stessa. 
Nel 2014 ha inoltre lavorato con per la realizzazione del film Slate and Kelly.


Negli anni novanta del XX secolo ha iniziato a lavorare nel mondo dello spettacolo come coreografa edrag queen nei nightclub di New York.

Nel 1995 è apparsa nel film documentario e nella commedia edita dagli Universal Studios A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar (To Wong Foo, Thanks for Everything! Julie Newmar) per la quale è stata anche coreografa.

Nel 1998 ha recitato come protagonista nel film indipendente Mob Queen e nel 2001 ha vinto il premio Miss Continental, l'annuale concorso di bellezza transgender organizzato a partire dal 1980 dal fondatore del Baton Show Lounge di Chicago.. Nel 2007 è stata nel cast di Starrbooty il film a basso costo realizzato da RuPaul, con il nome di Annaka Manners.

È divenuta nota al grande pubblico recitando nella serie televisiva Dirty Sexy Money nel quale ha interpretato il ruolo di transessuale. In seguito ha avuto un ruolo nella sesta stagione di Nip/Tuck.


Lynn Conway (New York, 1938) è un'informatica statunitense. Ha lavorato alla IBM negli anni sessanta e a lei è attribuita l'invenzione dellaDynamic Instruction Scheduling (DIS), una caratteristica fondamentale dell'esecuzione fuori ordine, presente in quasi tutti i moderniprocessori per incrementare le performance.


Nel 1965 l'invenzione del sistema DIS rese possibile la creazione del primo computer superscalare. Lynn Conway contribuì alla sua costruzione.

Nel 1968 fu licenziata dalla IBM, dopo aver rivelato di essere transessuale e di voler transizionare. La Conway aveva già fatto un primo tentativo di transizione alla fine degli anni cinquanta, ma era fallito a causa dell'ignoranza e delle ritrosie dei medici. A partire dal 1967 si sottopose quindi alle cure di Harry Benjamin, pioniere nel trattamento dei disturbi dell'identità di genere, e completò il suo percorso di transizione con la riassegnazione chirurgica di sesso.

Da uomo la Conway si era sposata e aveva avuto due figli. Dopo aver perso il suo lavoro all'IBM e la possibilità di vedere i suoi figli ricominciò da zero, lavorando come programmatrice a contratto. Per paura di rivivere l'esperienza umiliante del licenziamento all'IBM, decise di non rivelare la propria transessualità. Nel 1973 entrò al Centro di Ricerca Xerox di Palo Alto (PARC) e cominciò a lavorare sulVLSI design. In quegli anni scrisse con Carver Mead Introduction to VLSI Systems, un lavoro fortemente innovativo destinato a diventare un punto di riferimento per migliaia di progettisti di chip.

Nei primi anni ottanta Lynn Conway lavorò per il DARPA e nel 1985 divenne professoressa emerita di ingegneria elettrica alla Università del Michigan; nel 1989 fu eletta allaNational Academy of Engineering per i risultati ottenuti nel VLSI design.

Nel 1999, dopo che venne ricostruita la storia dei suoi primi lavori alla IBM, Lynn Conway decise di uscire allo scoperto e di fare coming out come donna transessuale. Da allora ha cominciato a occuparsi a tempo pieno dei diritti delle persone transessuali e transgender.


Laverne Cox, Astro nascente dello spettacolo, star del dramedy acclamato da pubblico e critica Orange Is the New Black e vincitrice lo scorso mese dello Stephen F. Kolzak Award, Laverne Cox, attrice e attivista transgender, Laverne Cox è la nuova icona del movimento LGBT americano.


Produttrice televisiva e attrice, Laverne è riuscita a conquistare la cover della prestigiosa rivista Time per rivendicare i diritti dei transessiali. "Un anno dopo la sentenza della Corte Suprema che ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso, un altro movimento sociale sfida gli stereotipi radicati nella società": così il magazine americano presenta il servizio sulla Cox.


Laverne Cox è la protagonista della nuova serie tv americana Orange Is The New Black, targata Netflix, che vedremo nel nostro paese il prossimo autunno in Italia.

Caroline “Tula” Cossey (al secolo Barry Kenneth Cossey) è una modello inglese ed è una delle più note donne transessuali del mondo. Cossey ha avuto un piccolo ruolo nel film di James Bond The Living Daylights , ha posato per Playboy, e scritto un’autobiografia “I Am A Woman” (Io sono una donna), dove ha raccontato delle sue esperienze come modella e attrice transessuale



Fallon Fox è il primo atleta transgender nella storia dell’MMA.
Nato nell’Ohio come Boyd Burton, Fallon, classe 1976, ha attraversato l’inevitabile confusione che affligge ogni persona con una disforia di genere, prima di poter capire come risolvere il suo problema. Per molto tempo si è sentito “semplicemente” gay, poi si è reso conto che non era esattamente così, nel frattempo ha sposato una donna, ha avuto una figlia, è entrato in marina per sostenere la sua famiglia e infine si è iscritto all’università, per poi crollare psicologicamente sotto il peso di un conflitto non risolto.




Presa coscienza definitiva del suo stato, ha cominciato a lavorare come camionista per mettere da parte i soldi necessari ad affrontare l’iter di transizione da uomo a donna, completato a Bangok nel 2006.
Ha fatto coming out nel 2013, nell’ambito di un’intervista rilasciata a Cyd Zeigler per Sports Illustrated.

Christine Jorgensen, nata George William Jorgensen Jr. (New York, 30 maggio 1926San Clemente, 3 maggio 1989), è divenuta famosa per essere stata una delle prime persone al mondo ad essersi sottoposte al cambio di sesso: nel suo caso, da uomo a donna.



George Jorgensen, Jr., prima studente di fotografia e poi al servizio dell’esercito americano, dopo due anni dal congedo militare, a 26 anni, è diventata Christine, portavoce della visibilità delle persone transgender e divenuta un personaggio pubblico per il suo attivismo a favore dei diritti delle transessuali.
Eletta donna dell’anno nel 1953, Mrs Jorgensen ha educato gli Stati Uniti d’America alle tematiche su sesso e genere.

Avvicinatasi alle prime cure ormonali grazie al supporto dell’amico medico Giuseppe Angelo, Christine Jorgensen ha successivamente incontrato a Copenaghen l’endocrinologo danese Christian Hamburger, per poi iniziare una terapia più avanzata e una prima di una serie di operazioni chirurgiche in Danimarca. Nel 1952, ritornata negli Stati Uniti, si è sottoposta alla vaginoplastica sotto la direzione del Dott. Angelo e del più noto Harry Benjamin.


legante e aggraziata, Christine Jorgensen, divenuta una reginetta della tv e della radio, si è cimentata come attrice e ballerina, ispirandosi a Marlene Dietrich, Talullah Bankhead e Doris Day. Molti artisti dell’epoca sono stati prima suoi fan e poi suoi amici, fino alla sua morte nel 1989 per cancro

Isis King, nata Darrell Walls (contea di Prince George, 1 ottobre 1985), è una modella e stilista statunitense.



Fu una delle concorrenti dell' 11ª e della 17ª stagione del reality show America's Next Top Model. È stata la prima transgender a partecipare al programma e una delle più viste in televisione.

La storia di Lana Lawless, un ex poliziotto, 61 enne giocatrice di golf della California ha del singolare. Nel 2005 è diventata donna dopo aver subito un'operazione di cambio di sesso e nel 2008 ha vinto il titolo del Woman Long Drive Association.


Lana non ha indugiato a fare causa alla Lpga (l’associazione del golf pro femminile) per averle impedito di partecipare al campionato del mondo del drive più lungo che aveva vinto nel 2008. Le sue pretese sembrerebbero non fare una piega, perché in California, lo Stato dove vive, discriminazioni per questioni di sesso sono proibite dalla legge.



La soldatessa Chelsea Manning l'ex analista dell'intelligence, in precedenza all'anagrafe Bradley, è stata condannata a 35 anni di detenzione per aver diffuso documenti riservati di esercito e dipartimento di Stato al sito WikiLeaks. Un generale dell'esercito ha poi convalidato le sentenze, aprendo la strada al ricorso alla Corte d'appello penale militare. A seguito della condanna, Manning ha annunciato la volontà di vivere come una donna e di chiamarsi Chelsea, cambiamento di nome approvato da un tribunale civile e non contrastato dall'esercito.


A Manning è stata diagnosticata più volte dai medici militari una disforia di genere, nel suo caso la condizione di sentirsi una donna in un corpo di uomo. Il Pentagono sta cercando di trasferire Chelsea Manning dal carcere militare in cui è detenuto in un carcere civile, in modo che possa poi ricevere le cure ormonali necessarie per il suo disturbodiagnosticato dell’identità di genere.


Janet Mock, autrice, conferenziera e attivista per i diritti delle persone transessuali. Autrice del libro Redefining Realness. My Path to Womanhood, Identity, Love & So Much More, uno dei best stelle del New York Times. Oltre per i suoi scritti, Janet Mock è nota per la difesa dei dritti delle persone transessuali.




Mike Penner (Christine Daniels), redattore sportivo per il Los Angeles Times, nel 2007 pubblicò un articolo in cui annunciava "Mi prendo una vacanza di qualche settimana dal mio lavoro di giornalista, quando tornerò, riprenderò a scrivere col nome Christine Daniels."


Ma la benevolenza che i suoi capi hanno dimostrato d'avere riaccogliendolo nella redazione, non è bastata a rendere Mike una donna felice.

Il momento in cui Penner ha rivelato la sua situazione personale è stato difficile tanto per lui quanto per i suoi lettori. "Sono un transessuale e ho deciso di cambiare sesso" aveva scritto il giornlista all'interno di un pezzo intitolato "Vecchio Mike, Nuova Christine". Nell'articolo il reporter annunciava che al rientro da una vacanza di due settimane sarebbe tornato al desk con un nuovo nome, Christine Daniels. "Mi ci sono voluti più di 40 anni, un milione di lacrime e centinaia di ore di autoanalisi per trovare il coraggio di scrivere queste poche parole" aveva sottolineato Penner.

La rivelazione creò un vero e proprio terremoto nel ristretto mondo sportivo americano. Negli ultimi tempi aveva deciso di rinunciare al suo blog ed era tornato a firmarsi Mike Penner. Una decisione rivelatasi forse fatale, segno di una intolleranza impossibile da sopportare. Fino al gesto estremo. Si è tolto la vita nel 2009, due anni dopo essere finito sulle prime pagine dei giornali americani quando, nel 2007, aveva annunciato che stava per diventare donna.


Renée Richards ( Richard Raskind) nacque a New York il 19 Agosto del 1934. Capitano della squadra di tennis del suo liceo, l’ Horace Main School, a 15 anni vinse il torneo di singolare del campionato interscolastico tra istituti privati della East-Coast. All’università di Yale fu ancora capitano del team di tennis e si laureò poi alla Medical School di Rochester, divenendo un chirurgo oculista; servì nella marina americana come tenente capitano e nel 1972 vinse i campionati americani over 35.


Renée Richards è diventata famosa dopo la sua transizione chirurgica mtf nel 1975 e la battaglia legale contro l'United States Tennis Association per poter competere nell'US Women's Open. Per oltre trent'anni è stata l'unica tennista transessuale ad aver giocato nelle gare femminili di alto livello.


A metà degli anni Sessanta cominciò a vestirsi da donna e asottoporsi a una terapia ormonale, e viaggiò in Europa e poi a Casablanca per intraprendere un intervento di cambiamento di sesso. 

Ma poi gli mancò il coraggio: tornò a New York, dove si sposò e adottò un figlio. Dopo aver
conosciuto negli Stati Uniti un chirurgo disponibile a sottoporla all'operazione, nel 1975 la effettuò, a quarant'anni, diventando legalmente donna. Cominciò una nuova vita: lavorava come oculista in California e giocava nei tornei femminili di tennis professionalmente, come Renée Richards. 

Ma quando la sua precedente identità maschile venne scoperta, l'associazione tennistica americana le vietò di partecipare all' US Open del 1976 con la motivazione che, poichè la riassegnazione chirurgica del genere sessuale non può cambiare il corredo genetico di una persona, non avrebbe superato il test cromosomico richiesto alle Olimpiadi. La reazione di Renée fu intentare una causa che si concluse a suo favore con una storica sentenza della Corte Suprema di New York, fondamentale per i diritti delle persone trans nel
mondo dello sport.

Nel 1977 Richards arrivò nella finale del doppio donne dell'US Open con Betty Ann Stewart e perse di stretta misura contro Martina Navratilova (con la quale ebbe una relazione) che era in coppia con Betty Stove. Nella sua carriera femminile collezionò da allora molte vittorie e titoli, e diventò anche l'allenatrice della Navratilova. Si è ritirata nel 1981, tornando alla medicina e ammettendo: "Ero migliore come medica che come tennista". Nel 1986 ha pubblicato l'autobiografia "Second Serve" (1983), dalla quale è stato tratto l'omonimo film per la televisione interpretato da Vanessa Redgrave. Una seconda autobiografia uscita nel 2007 è "No Way Renée: The Second Half of My Notorious Life".



Sylvia Rae Rivera (New York, 2 luglio 1951New York, 19 febbraio 2002) è stata un'attivista statunitense. Transgender, è divenuta un'icona del movimento omosessuale in seguito ai moti di Stonewall del 1969


Nata a New York in un taxi di fronte al Lincoln Hospital ma di origini portoricane e venezuelane Sylvia Rivera viene abbandonata dal padre José Rivera quando era ancora neonata e diventa presto orfana dopo il suicidio della madre dopo tre anni dalla sua nascita. Da allora cresce con la nonna venezuelana che presto si accorge dei suoi modi femminili, e li disapprova, così all'età di 11 anni Sylvia inizia a vivere in strada ed entra in contatto con la comunità di Drag queen della sua città.

Diviene nota dopo che, nella notte fra il 27 ed il 28 giugno 1969, allo "Stonewall Inn", un locale gay di New York, partecipò alla rivolta contro la polizia ricordata ancora oggi in tutto il mondo con la marcia del Gay Pride come l'inizio del Movimento di liberazione omosessuale. In particolare, nonostante ancora oggi i racconti dell'episodio risultino contraddittori, la Rivera viene ricordata per essere stata la prima ad aver lanciato una bottiglia contro i poliziotti che avevano già fatto numerose volte irruzione nel locale di Christopher street. Nel febbraio1970 si unisce alla Gay Activists Alliance. Nello stesso anno, memore delle sue esperienze passate, fonda, insieme a Marsha P. Johnson, lo STAR (Street Transvestite Action Revolutionaries), un gruppo dedicato ad assistere ed aiutare le persone T* di strada senzatetto, che aveva visto morire giovani per una coltellata o un'overdose, ma la mancanza di fondi e altri problemi portano alla sospensione del progetto. Fra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni novanta si trasferisce a Tarrytown, dove organizza degli spettacoli drag nei locali della zona.

Pur rimanendo in contatto col movimento gay, da questo momento si limita a partecipare ai Gay Pride annuali. Successivamente l'uso di sostanze stupefacenti determinano un tracollo nella sua vita ed il suo ritorno a New York, come senzatetto. Nel 1994, sempre più delusa dall'emarginazione delle persone transgender da parte della comunità gay, decide, durante il venticinquesimo anniversario della rivolta di Stonewall, di mettersi alla testa della cosiddetta marcia "illegale", un gruppo di manifestanti respinti dagli organizzatori del Gay Pride (i gay non volevano marciare insieme all'associazione degli "amanti dei ragazzi" ovvero il NAMBLA, North American Man Boy Love Association). Il 24 maggio 1995 tenta il suicidio, camminando nel fiume Hudson. Sylvia Rivera è stata spinta al suicidio più volte, in seguito alle discriminazioni e alle forti delusioni, in particolare quelle dovute al movimento gay, che ha più volte preso le distanze da transessuali, travestiti e drag queen, che rappresentano talvolta nella comunità LGBT una sorta di minoranza nella minoranza.

Nel 1997 si unì alla Transy House Collective. Nel 1999 venne invitata in Italia dal M.I.T. e partecipò al World Pride 2000 a Roma. Nel 2000, insieme ad altri attivisti, riattivò lo STAR. È morta a 50 anni, il 19 febbraio 2002, al St. Vincent's Manhattan Hospital di New York, per un tumore al fegato. Nel 2005, durante il Transgender Day of Remembrance, New York le ha dedicato una strada

Amanda Simpson, membro del consiglio d’amministrazione del National Center for Transgender Equality, è stata scelta da Obama come Consigliere Capo del Ministero del Commercio Usa. Una nomina immediatamente applaudita dalle organizzazioni gay e transgender americane. “Obama è il primo presidente della storia ad aver nominato ad un’alta carica dello stato un individuo apertamente transessuale”, afferma sul suo sito web il Gay & Lesbian Victory Fund, uno dei gruppi gay più antichi e autorevoli del paese. Amanda Simpson, che negli anni ’90 si è operata per diventare una donna, è stata nominata consulente tecnica del ministero del commercio. 


La Simpson, di 49 anni, prima di diventare donna, aveva lavorato come pilota di prototipi per la Raytheon. Nel suo incarico rafforzerà la sicurezza nazionale in questioni relative al settore degli scambi commerciali.

Tra le regine di bellezza spicca sicuramente Lea T! Nata Leandro Medeiros Cerezo il 22 marzo 1981 a Belo Horizonte, la top model brasiliana è la figlia dell’ex calciatore Toninho Cerezo.

Il direttore creativo di Givenchy la vuole come assistente, la osserva e capisce, prima di lei, le sue potenzialità come modella. Si conoscono da quando lei ha 17 anni, e la famiglia dello stilista è la prima in cui Lea si sente davvero a suo agio così com’è, tanto che la T. dopo il suo nome sta proprio per Tisci, come se l’avessero (non ufficialmente) adottata. L’idea dell’amico Riccardo di farla posare come una modella donna le offre anche un modo per vivere a pieno la sua transessualità. “Iniziò tutto facendomi mettere un tacco, e poi un vestito da sera. E il resto venne da sé”. Tisci costruisce la campagna invernale 2010 sul suo volto..


Nell’agosto 2010 posa per Mert&Marcus su Vogue Francia, senza veli. La sua bellezza androgina si impone sia in passerella che sui servizi delle riviste di moda, e lei diventa un’icona.


Carriera che va a gonfie vele: la rivista Lurve le dedica la copertina, con le foto di Carlotta Manaigo, che consacrano ufficialmente la sua popolarità. Un’altra scelta che fa scalpore è quella della rivista Love, che sul n.5 di febbraio scorso pubblica in copertina il bacio “saffico” tra Lea e Kate Moss, fotografate in bianco e nero da Mert&Marcus. Ormai la modella brasiliana è richiestissima, arriva al quarantesimo posto della classifica delle top model internazionali e sfila finalmente nel suo paese, il Brasile, accanto alla conterranea Gisele Bündchen, per lo stilista Alexandre Herchcovitch, durante la settimana della moda di San Paolo. Il pubblico delle sfilate, solitamente freddino, si è alzato in piedi per applaudirla.


Lea T è la dimostrazione vivente di come l'amore di una madre e un padre possa accompagnare il percorso di vita di un figlio''. Perché la modella di questo parla continuamente, di come cioè la famiglia, e quel padre straordinario, l'abbiano aiutata a trovare la sua strada.


La transessuale Jenna Talackova, è stata riammessa al concorso di Miss Universo Canada grazie a una petizione online che ha raccolto 41.000 firme.




Jenna Talackova, era stata espulsa dal concorso Miss Universo Canada dopo aver rivelato di essere nata uomo.

Gli ufficiali avevano riconosciuto la 23enne Jenna (che si è sottoposta a interventi di chirurgia circa quattro anni fa per diventare donna) come una "vera ragazza", ma l’avevano in seguito squalificata perché le regole stabiliscono che tutte le partecipanti devono “essere nate naturalmente donne”. La decisione ha suscitato scalpore nei fan dello show – di proprietà di Donald Trump – che su Facebook e Twitter hanno espresso tutta la loro rabbia. Jenna, che sosteneva di essere nata donna nel modulo d’iscrizione al concorso e che in un secondo tempo ha ammesso di essere nata uomo, ha partecipato a numerose edizioni di Miss Universo e concorsi per transessuali in passato.



Jenna Talackova passa alla storia, ma ha perso la corona (finita nella top 12 a contendersi il titolo di Miss Simpatia con altre tre concorrenti) . La Talackova, che ha convinto Donald Trump e il suo concorso Miss Universo Canada a eliminare il divieto di partecipazione alle concorrenti transgender, - 


Brandon Teena (Lincoln, 12 dicembre 1972Humboldt, Nebraska, 31 dicembre 1993) è stato un ragazzo transgender statunitense. Il suo assassinio, in seguito a violenza e stupro, è stato uno dei più noti casi di transfobia degli Stati Uniti d'America degli anni novanta. La sua storia ha ispirato il documentario The Brandon Teena Story (1998) ed il filmBoys Don't Cry (1999), per il quale Hilary Swank ha ricevuto il Premio Oscar alla miglior attrice nel 2000.


Brandon Teena nasce a Lincoln, Nebraska con il nome di Teena Renae Brandon. Viene violentato sessualmente da un suo parente quando veste ancora i panni di una donna. Secondo la madre di Brandon, il parente in questione è Joann Brandon, ricercato dalle autorità nel 1991.

Il giovane Brandon non fatica a stringere amicizie, sua madre però non accetta il suo transgenderismo e per tale motivo continua a riferirsi a lui come "mia figlia".


Nel 1993, dopo alcuni problemi di carattere giuridico, Brandon si trasferisce a Falls City, nella contea di Richardson, dove stringe amicizia con alcuni abitanti del luogo, dove si identifica come uomo al pubblico. Si trasferisce a casa di Lisa Lambert dove Brandon conosce Lambert, amico di vecchia data di Lana Tisdel, oltre a due ex-cons John Lotter e "Tom" Nissen, stringendo amicizia anche con loro. Nissen è sposato e ha due figli. Tisdel e Lotter sono amici fin dall'infanzia ed in passato sono stati anche fidanzati. Intanto un altro uomo, Filippo, diventa amico di Brandon.

Il 15 dicembre del 1993 Brandon viene arrestato per contraffazione. Lana Tisdel paga la sua cauzione e, andata in carcere, vede che Brandon è stato assegnato al reparto femminile, scoprendo così che Brandon in realtà è biologicamente una donna. Dinanzi ad una richiesta di spiegazioni, Brandon dice che intende sottoporsi ad un intervento per cambiare sesso.


La morte

Durante una festa di Natale, Nissen e Lotter afferrano Brandon e lo costringono a togliersi i pantaloni, mostrando a Lana che Brandon non è biologicalmente un uomo. Lotter e Nissen hanno una colluttazione con Brandon e lo costringono a salire su un'auto, dove lo violentano. Infine lo riportano di nuovo a casa di Nissen.

Brandon sfuggito dalla casa di Nissen riesce ad andare a casa di Tisdel, arrampicandosi sulla finestra. Egli denuncia l'accaduto alla polizia, la quale per mancanza di prove non riesce ad incastrare e arrestare i due stupratori. Tom Nissen e Lotter John vanno così a casa di Lisa Lambert in cerca di Brandon e, trovatolo, lo uccidono assieme a Devine e Lisa Lambert.

Nissen in seguito testimonia contro Lotter, ottenendo così l'ergastolo. Lotter, invece, viene condannato alla pena di morte, ed ora il suo caso è sotto revisione.


Si chiamava Billy Tipton, era un pianista e sassofonista, era nato nel 1914 e morì nel 1989 per un’emorragia causata da un’ulcera non curata.




Quel che si scoprì dopo la morte, e che Billy era riuscito a tenere segreto per quasi cinquant’anni, è che non si trattava di un uomo, ma di una donna. Nata, per la precisione, Dorothy Lucille Tipton, e vissuta en travesti per buona parte della sua esistenza.

Dorothy Lucille Tipton era nata ad Oklahoma City, figlia di una casalinga e di un pilota che avevano divorziato quando lei aveva quattro anni. Era stata cresciuta da una zia di Kansas City: lì aveva fatto gli studi fino alle superiori e aveva cominciato ad appassionarsi al jazz, dato che negli anni ’20 e ’30 la città aveva una delle scene jazzistiche più ricche d’America.



Billy Tipton (1914-1989), il musicista americana che riuscì a passare da uomo per cinquantasei anni, con cinque mogli e tre figli, fino alla morte: il suo outing venne effettuato dal medico legale, e rimbalzò subito sulle pagine dei giornali di tutto il mondo.

Billy non è stata l'unica. Nel regime patriarcale, le donne che si sono travestite da uomo per vari motivi, spesso rischiando la morte o l'arresto, sono sempre state numerosissime. [...] La misoginia e la repressione dei primi secoli del cristianesimo hanno prodotto un'ondata di sante-maschio[...] Donne che si travestivano da monaci per poter studiare, o da eremiti per vivere nella solitudine senza sposarsi, o da pellegrini per potersi muovere liberamente.


Lana Wachowski,  regista sceneggiatrice, produttrice cinematografico e autrice di comics americano che, assieme a suo fratello minore Andy, è la  creatrice di una delle trilogie cinematografiche del genere fantascientifico più rivoluzionarie della storia del cinema, tanto per gli effetti speciali quanto per i contenuti offerti: Matrix, un vero e proprio compendio filosofico formato pellicola. 


La Human Rights Campaign’s Visibility ,hanno premiato il suo coraggio con un riconoscimento ufficiale: Lei a ritirato il premio„ pronunciando un discorso di ringraziamento che ha svelato il suo animo al pubblico e commosso più di uno spettatore:

“Sono qui perché la mia maestra Mr. Henderson mi ha insegnato che ci sono alcune cose che facciamo per noi stessi, ma ci sono alcune cose che facciamo per gli altri. Sono qui perché quando ero giovane, stavo male perché ero una scrittrice e volevo essere una regista, ma non c’era al mondo una regista transgender che potesse capirmi, tutti i miei sogni erano stati preclusi semplicemente perché la mia identità di genere era meno tipica di altri. Se posso essere quella persona per qualcun altro, allora il sacrificio della mia vita privata e civica può avere valore”.

Lana non ha compiuto gesti eroici per salvare vite in pericolo e non si è resa protagonista di fatti eclatanti, ma il suo atto di coraggio è stato affermare se stessa e perseguire fino in fondo la sua vera natura, affrontando a testa alta tutte le conseguenze della sua decisione.

Per la prima volta nella storia, "TIME", settimanale di informazione pubblicato negli Stati Uniti d'America dal 1923. Dedica la copertina a una trans.


Il "TIME" è un settimanale di informazione pubblicato negli Stati Uniti d'America a partire dal 1923.

Fondato da Briton Hadden e Henry Robinson Luce, fu il primo news magazine settimanale del Paese. È attualmente considerato uno dei più autorevoli e prestigiosi settimanali del mondo, in particolare per quanto riguarda la politica e l'economia internazionale.

Oltre all'edizione statunitense esistono edizioni regionali che, a partire da una struttura comune, approfondiscono tematiche di rilevanza continentale. A Londra viene stampata l'edizione europea (Time Europe, un tempo conosciuta come Time Atlantic). Esistono inoltre l'edizione asiatica (con base ad Hong Kong), quella canadese (edita a Toronto) e quella del Sud Pacifico (edita aSydney).

«The Transgender Tipping Point» (il punto di non ritorno) titola il magazine, parlando di «nuova frontiera per i diritti civili in America».

Quella del numero in uscita, infatti, è dedicata per la prima volta a una transgender. Si tratta di Laverne Cox, attrice e produttrice televisiva afroamericana che negli Stati Uniti è divenuta una delle leader del movimento per la difesa dei diritti Lgtb. «The Transgender Tipping Point» (il punto di non ritorno) titola il magazine, parlando di «nuova frontiera per i diritti civili in America». Time, infatti, spiega la sua scelta sottolineando come a circa un anno dalla sentenza della Corte Suprema a favore delle nozze gay la nuova sfida sul fronte dei diritti sia proprio quella legata alla condizione delle persone trans.
Così il magazine americano presenta, il servizio sulla Cox, protagonista della serie Orange Is The New Black, targata Netflix, in arrivo il prossimo autunno in Italia. “Mi sono sentita una donna per la prima volta in terza elementare - ha raccontato l’attrice al Time -. La maestra all’epoca disse a mia madre: ‘Signora suo figlio finirà a New Orleans vestito da donna’.

"[Per i bambini trans nelle scuola media e ora] c'è un modo per collegare attraverso Internet che non ho avuto. Quindi è possibile connettersi con persone che sono come te, che possono essere in un'altra parte del paese. Che non esistevano quando ero un ragazzino. Penso che ci siano altre rappresentazioni mediatiche che i giovani trans possono guardare e dire, che io sono cosi , in modo affermativo. Ci sono così tante risorse là fuori ora che ti fa sentire come se fossi meno soli e dà una sorta di senso di, okay, questo è quello che sono e questo è quello che sto passando , invece di essere 'Cosa f *** è sbagliato essere come me '? che era quello con cui sono cresciuto. -E penso che anche sui media le giovani trans possano trovare più modelli a cui accostarsi rispetto al passato”.

Ecco il video delle riprese per la copertina:

giovedì 29 maggio 2014

Mondiali di calcio 2014 in Brasile: Il murale dell'artista Paulo Ito, che denuncia e condanna con la sua opera l’ennesima presa di forza dei potenti nei confronti dei meno abbienti.


Il murale dell'artista  che denuncia e condanna con la sua opera i mondiali di calcio 2014 in Brasile.

Ciò che l’artista condanna con la sua opera è l’ennesima presa di forza dei potenti nei confronti dei meno abbienti.

La metafora del bambino che piange in quanto nel suo piatto si trova un pallone esprime appieno quanto ormai il calcio sia tutto fuorché sport.

E esattamente questo il problema. La popolazione vieni sommessa di tasse assurde, senza alcuna considerazione sulle principali pilastri di una società. Che sono la sanità, l'istruzione, i trasporti e la SICUREZZA( non esistono in Brasile).

Tutto questo, insieme con le spese astronomiche relative ai stadi di calcio. Ma io mi chiedo, perché? In una società seria, prima di organizza eventi di questa grandezza, Devono fornire un'infrastruttura adeguata ai suoi cittadini ,ora vogliono convincervi che la coppa andrà a beneficio della popolazione...questo e una gran presa per il culo agli elettori, ma penso sia una cosa anche voluta perché sempre eleggiamo le stesse persone, quelle stesse, che stano lucrando con questo Mondiale.

arrabbiata.

venerdì 23 maggio 2014

Dal 22 al 25 maggio a Bologna la settima edizione del festival di cinema trans Divergenti



Si svolgerà al cinema Lumière di Bologna da giovedì 22 a domenica 25 maggio 2014 la VII edizione di Divergenti, l’unico festival cinematografico in Italia dedicato alla narrazione e rappresentazione dell’esperienza transessuale e transgender.



Il festival, organizzato dal M.I.T., Movimento Identità Transessuale, con la direzione di Porpora Marcasciano e la direzione artistica di Luki Massa, propone alcune tra le migliori produzioni narrative e documentaristiche internazionali, ed è dedicato quest’anno al tema del transito e al complesso intreccio tra percorso medico ed esperienza reale. A/TRAVERSAMENTI...verso la felicità, oltre il bisturi i sogni, le storie, l’amore è il titolo di questa edizione, che si interroga sulla relazione tra la sala operatoria e la vita con tutti i suoi risvolti. A questo tema è dedicata la Simposia, seminario aperto al pubblico, dal titolo "Oltre il bisturi i sogni, le storie, l’amore", venerdì 23 dalle 14.30 alle 17.30 e sabato 24 maggio dalle 11.30 alle 17.30 presso il Centro sociale anziani G. Costa (via Azzo Gardino 48). Allo stesso tema e alla questione della medicalizzazione si ricollega anche la campagna "Un altro genere è possibile" che mira a ottenere la possibilità di cambio del nome e del sesso anagrafico senza l’obbligo dell’intervento chirurgico, diversamente da quando sancito dalla legge italiana.

Novità di quest'anno lo spazio dedicato ai Talenti trans. Nella serata inaugurale si assisterà all’esibizione di due performances di alto livello: Emily De Salve, la prima cantante lirica transessuale baritono al mondo, protagonista anche del docufilm italiano Unique, e lo show di Margot Minnelli dedicato alle grandi dive da Marilyn Monroe a Liza Minelli.

Sabato 24 maggio verrà assegnato il riconoscimento Mit-Cassero ad una presenza ormai storica del festival, Vladimir Luxuria, campionessa LGBTQ a Sochi.

Divergenti proporrà al pubblico 16 proiezioni, tra documentari, fiction e cortometraggi, e diversi appuntamenti nell’arco delle quattro giornate (il teaser goo.gl/XyIUZ9).

Tra i diversi film che approfondiscono l'esperienza del transito grande spazio alle produzioni italiane, con ben 4 documentari che raccontano storie e vissuti di persone trans nel nostro Paese: apre il festival Fuoristrada (goo.gl/aQ7ykK) storia del meccanico romano Pino/Beatrice, venerdì alle 22.15 è la volta di Unique (goo.gl/o157Fl), racconto di 5 storie uniche al mondo, fra cui quella di Emily De Salve, sabato alle 22.15 I fantasmi di San Berillio (goo.gl/Eh32u4), storia di un quartiere di Catania ormai scomparso e delle persone che lo hanno abitato, e in chiusura domenica alle ore 18 Lei è mio marito sulla storia dell'avvocata transessuale Alessandra Gracis (goo.gl/iyz5k7).

La scelta di intraprendere un percorso di cambiamento di genere, lungamente meditata, è spesso intrapresa in età adulta e coinvolge, inevitabilmente, anche le persone più vicine. Uno de temi affrontati dal festival è il rapporto con i famigliari, come narrato ad esempio nel toccante 52 Tuesdays (goo.gl/wvV3jA), film australiano vincitore di diversi premi internazionali, in programma in anteprima italiana venerdì alle ore 20, che racconta la storia del percorso di trasformazione FtoM di Jane vista attraverso gli occhi della figlia adolescente Billie, o nel corto You're Dead To Me dove si indaga il rapporto madre/figlio (sabato ore 18). Ma cosa accade dopo l'operazione chirurgica? A darcene uno spaccato il film finlandese Open up to me (goo.gl/aaG7Ij) proiettato sabato alle ore 20, dove la bella quarantenne Maarit, prima di proiettarsi in un futuro da donna tanto desiderato, è costretta a fare i conti con il proprio passato da uomo.

Tra i filoni che emergono dalla VII edizione del festival anche il ritratto di persone trans che svolgono un ruolo importante nella mobilitazione politica e nella costruzione comunitaria trans. Venerdì 24 dalle 20 appuntamento con due documentari statunitensi: Loving The Bony Lady (goo.gl/GvLEJM), testimonianza di Arely Gonzalez che, attorno al culto della Santa Muerte, ha raccolto la comunità trans latina newyorkese, e Transvisible: The Bamby Salcedo Story (goo.gl/xIvIVH), storia di Bamby Salcedo, attivista transgender nella comunità messicana di Los Angeles.

Il tema dell’intersessualità viene invece affrontato in Bruno & Earlene Go To Vegas, un road movie in programma domenica alle 20.00 che sfida con ironia e grande poesia la percezione delle identità e dei ruoli di genere.


Durante le giornate del festival verrà presentata presso il Cortile del Cinema Lumière la mostra fotografica Con gli occhi di Marcella. 30 anni di storia LGBTQ vista attraverso una delle sue protagoniste: Marcella Di Folco a cura di MIT, Circolo Pink (VR) e Circolo Maurice (TO).

Si riconferma in questa edizione l'importante presenza di una Giuria di qualità, che assegnerà i premi al “Miglior documentario”, “Miglior lungometraggio narrativo, “Miglior cortometraggio”. I membri sono: Monica Dall'Asta, Daniele Del Pozzo, Mona Lisa Tina, Davide Turrini e Jonny Costantino.


La VII edizione di Divergenti è organizzata con il contributo, il sostegno e il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna, Comune di Bologna, Ambasciata di Finlandia – Roma, SES - Finnish Film Foundation, CGIL Emilia-Romagna, Cineteca di Bologna, ONIG, Fondazione Genere Identità Cultura, Some Prefer Cake Bologna Lesbian Film Festival, Gender Bender, TGLFF Torino Gay e Lesbian Film Festival, Florence Queer Festival, Comunicattive, XM24, Fuoricampo Lesbian Group, Barattolo, Smaschieramenti, Cassero, Radio Kairos, TPO, Consultorio Transgenere, Libreria Igor e Modo Infoshop.



Immagine Divergenti 2014: Mini Mbatha, Durban, glebelands, Jan. 2010 di Zanele Muholi. Courtesy of Stevenson, Cape Town and Johannesburg.


Proiezioni giovedì 22 maggio ore 20.00 e 22.15, da venerdì 23 a domenica 25 maggio ore 18.00, 20.00 e 22.15.

Ingresso per ogni ciclo di proiezioni 6,00 € | Amici e sostenitori della Cineteca 4,50 € | Agis 5,00 € (escluso sabato e festivi)


Info e programma su http://www.divergentifestival.com

Hashtag ufficiale del Festival: #Divergentiff


Ufficio stampa


Francesca Bartoli

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sabato 17 maggio 2014

Il 17 maggio, in tutto il mondo, si celebra la Giornata contro l'omofobia e la transfobia, per combattere l'odio .


Il 17 maggio di ogni anno – si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia e la trans-fobia. Per ricordare tutte le persone vittime, in ogni parte del mondo, e soprattutto in quei paesi in cui l’odio è voluto proprio dallo Stato (come in Uganda, in Iran, in Russia e in molte altre nazioni)

Questa giornata servi anche per incoraggiare azioni che promuovono il dibattito sull'omofobia e la libertà e diritto delle persone lesbiche, gay transessuali. Interventi contro la discriminazione dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere . Favorendo così una cultura di pace nel rispetto della diversità e lavorare insieme affinché L'Italia diventi un Territorio Libero di questa bruta malattia chiamata "omofobia"! che uccide le persone.

"Mille Conchita Zero Gasparri" 

;-) — speranzosa.

mercoledì 14 maggio 2014

#ddl405 per i diritti delle persone transessuali e intersessuali



Pubblicato in data 11/mag/2014


seguici su http://disegnodilegge405.blogspot.it, facebookhttp://www.facebook.com/ddl405 e twitter http://twitter.com/ddl405
e manda tuoi contributi in sostegno alla nostra petizione a disegnodilegge405@gmail.com



La proposta di legge in breve:

Sparisce il tribunale dal percorso di transizione, con un netto risparmio in termini economici, di tempo, di uso della pubblica amministrazione. Nessuno è chiamato a giudicare. La procedura di modificazione dell'attribuzione di sesso e del nome di nascita andrà presentata al prefetto, che in 30 giorni dispone il cambio. Sarà possibile cambiare nome e sesso o anche solo il nome. Occorre solo la relazione di disforia di genere per richiedere il cambio anagrafico. Il cambio anagrafico viene richiesto quando il diretto interessato lo desidera, non quando lo concede il giudice (situazione attuale).

Resta il ricorso al tribunale per i minori che, non essendo maggiorenni, possono comunque usare questa via per accedere al percorso, al cambio anagrafico e all'operazione. Sarà possibile ricorrere ad un tutore speciale in caso i genitori si oppongano alla volontà del minore.

È specificato che, in caso di disforia di genere, l'asportazione di organi sani (apparato genitale) non rientra tra le mutilazioni, ma un normale procedimento di tutela della salute della persona. Non è più necessario ricorrere al giudice per l'autorizzazione all'intervento.

Il matrimonio non può più essere sciolto automaticamente ma segue la normale procedura di separazione/divorzio.

È vietato qualsiasi intervento chirurgico cosmetico, di riattribuzione forzata del sesso, sui bambini nati con genitali atipici (intersessuali).

Tutte le procedure e i trattamenti sono gratuiti

È attivato un programma di sensibilizzazione riguardo la transessualità per il personale sanitario.


Uno speciale ringraziamento va a Matteo Tortora (regista), Sandra Garuglieri (attrice), Alessandro Baldinotti (attore) e a tutti gli attori del Laboratorio Nove di Sesto Fiorentino (voci) senza i quali questo video non sarebbe stato realizzato. Grazie!

domenica 11 maggio 2014

La vittoria della Drag Queen Austriaca, Conchita Wurst all’Eurofestival

Un trionfo per i diritti arcobaleno e la libertà d’espressione. "Una vittoria in Europa della tolleranza e del rispetto", ha commentato il ministro austriaco della Cultura. La finale dell’Eurovision, il festival musicale che riunisce in gara tutte le nazioni del vecchio continente, ha visto per plebiscito il successo dell’Austria rappresentata da Conchita Wurst, drag queen con la barba che ha strabiliato pubblico e critica non solo per il suo aspetto ma anche per la classe con cui è salita sul palco di Copenaghen.

La sua canzone, dal titolo “Rise like a Phoenix”, è stata la più votata dal pubblico europeo (37 paesi, tra cui l’Italia, ne avevano diritto) che ha dimostrato, con un semplice clic, quanto sia più aperto ed evoluto di quanto si pensi.




Alla fine , sono rimasti impressionati dalla sua performance vocale con l'interpretazione di “Rise like a Phoenix” , una canzone vibrante , accompagnata da violini . Era quasi possibile dimenticare la barba nera , che curiosamente , copriva il suo viso delicato .


La sua vittoria è stata indiscutibile , con 290 punti contro i 238 punti della candidata Olandese, secondo posto con una canzone country .

Conchita Wurst , che diventava sempre più emozionata ogni volta che veniva assegnati i punti , scoppiando in lacrime sul palco.


-“Questa notte è dedicata a chi crede in un futuro di pace e libertà. Non ci fermerà nessuno”.! - Ha detto al pubblico prima di cantare la canzone vincitrice per la seconda volta nella notte.


" Congratulazioni Conchita ! Votazione Formidabile . Cittadini dell'UE ora utilizzino il loro diritto di voto per un'Europa aperta ", ha scritto sul sito di micro-blog  Twitter la ministra svedese per gli Affari europei , Birgitta Ohlsson , in allusione alle elezioni europee , che si terranno tra 22:25 maggio .

L' Eurovision è molto popolare tra il pubblico gay e la città di Copenhagen ha celebrato il matrimonio di tre coppie dello stesso sesso russi, per il 25 ° anniversario del matrimonio gay in Danimarca .


Russia , Bielorussia e Ucraina , hanno fato circolare petizioni per protestare contro la partecipazione del travestito nella competizione, illustrando il divario tra Europa occidentale e orientale sulla visibilità data ai gay . Conchita ha portato l’attenzione su temi su cui l’Europa si trova spesso divisa, diventando un simbolo della campagna a favore dei diritti della comunità LGBT. Inoltre ha fatto aumentare le antipatie nei confronti della Russia: basti pensare che le sue rappresentanti sono state fischiate spesso e volentieri dal pubblico, complici anche le manovre politiche poco ortodosse di Vladimir Putin in politica estera.


Secondo la tradizione , dopo la vittoria di Conchita , l'Austria dovrebbe ospitare la 60 ° edizione di Eurovision nel 2015 . Loro unico vittoria risale al 1966 , con la canzone "Merci , cherie , " cantata da Udo Jürgens .

Drag queen è un termine inglese per definire attori o cantanti (detti Drag singer), in prevalenza (ma non necessariamente) gay , che si esibiscono nei spettacoli di canti e balli, indossando abiti femminili. Già le donne che recitano in abiti maschili sono invece dette drag king.

Il termine non si applica alle persone Transessuale ho transgender.


Filmografia. Drag Queen
The Rocky Horror Picture Show (Regno Unito 1975), regia Jim Sharman, film commedia musicale, durata (min.) 100
Amici, complici, amanti (USA 1988), regia Paul Bogart, film commedia, con Anne Bancroft, Matthew Broderick, Harvey Fierstein, Ken Page, durata 120 minuti
Priscilla, la regina del deserto (Australia 1994), regia Stefan Elliot, film commedia, durata (min.) 92, MGM
A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar (USA 1995), regia Beeban Kidron, film commedia, durata (min.) 108, Universal
Hedwig - La diva con qualcosa in più (USA 2001), regia John Cameron Mitchell, film drammatico, durata (min.) 95, FineLines Features
Kinky Boots - Decisamente diversi (Gran Bretagna, 2005), regia Julian Jarrold, film drammatico, durata (min.) 107, Miramax Films
Connie & Carla (USA 2004), regia Michael Lembeck, film commedia, durata (min.) 98, Spyglass Entertainment.



Grande Conchita! Voce spettacolare e canzone magnifica!

Il cervello dei bambini trans assomiglia alla loro identità di genere, non al sesso biologico

Un nuovo studio condotto da un neurologo belga ha scoperto che l'attività cerebrale nelle persone transgender assomiglia a quella risc...