domenica 10 aprile 2011

La sessualità nascosta

di Paola Giura

Incontro con l’autore del libro “Transgender. Le sessualità disobbedienti”


Bari - Dagli studi di genere alla mitologia. È questo il percorso che ha portato alla stesura del libro “Transgender. Le sessualità disobbedienti” edito da Palomar, presentato nella Sala La Polla dell’Expolibro. “Si tratta di un viaggio di uno spessore umano” afferma Antonio d'Itollo, preside del liceo Orazio Flacco, introducendo l’autore del libro, Gianfranco Meneo e Laura Marchetti, antropologa e politica. Attraverso il topos del viaggio e l’idea della transizione ad esso legato, l’autore, secondo d’Itollo, ha scritto un libro “a metà espressione tra il grido e l’appello”: in un‘Italia in cui le escort sono quasi coperte di gloria, i problemi relativi alla sessualità vengono nascosti.
La Marchetti presenta l’autore come “assolutamente matto, perchè poteva fare l’avvocato nella vita”. Il filo conduttore del libro, racconta l’antropologa, è il dolore che nasce dal desiderio, perchè si tratta di un desiderio represso, “condannato al misconoscimento” perchè diverso. Non a caso, sono storie di dolore quelle che permeano la prima parte del libro. Un dolore addizionato, causato dalla "norma che decide per quali vite valgono la pena di essere vissute". La sessualità “non convenzionale”, ricorda la Marchetti, anche nel periodo del catto-comunismo, era accettata per personaggi eccentrici e famosi come Visconti, ma non per gli operai, che invece dovevano essere l’emblema della sessualità della norma. La Norma che ti definisce in base alla genitalità. La seconda parte del libro verte maggiormente sul concetto di “sessualità polimorfa”. È insomma un libro che passa dalla cronaca, alla teoria, alla sociologia, alla proposta politica.
Ultimo ad intervenire è stato l’autore Meneo che ha speso le sue parole per raccontare il suo incontro con Luana Ricci (all'anagrafe Marco della Gatta), la cui intervista è stata inserita all’inizio del libro. Dopo 18 anni nella Curia leccese come direttore del coro, l'allora Marco è stato cacciato per le sue “stranezze”. Meneo è stato profondamente colpito da questa esperienza. “Noi pensiamo al riconoscimento del transessuale come ad un mero riconoscimento culturale ma è anche un problema economico”. La Ricci, gli ha fatto notare come l’immagine del transessuale sia, nella cultura comune, legato alla prostituzione. “Quale lavoro può avere una transessuale nella società?”. La prostituzione, così diventa una questione di sopravvivenza e di maggiore retribuzione.
La proposta politica finale è ripresa da Meneo. Oggi più che mai il corpo viene utilizzato per fini politici. Il corpo è osannato se usato “secondo natura”, mentre i transessuali sono visti come qualcosa di scandaloso. Per questo l’autore sarebbe a favore delle unioni di fatto, attraverso l’accettazione da parte del potere politico. Senza diritto non c’è possibilità di tradurre in concreto i sentimenti. Dunque la proposta riguarda la rivendicazione e l'accettazione del diritto di costruire la propria vita (anche economica). Si ricorda, infine, che il “quotidiano è diverso dalla persona speciale”: il personaggio televisivo non viene trattato alla stessa stregua della persona comune, nella sua specialità. “Ma quando si spengono le luci che succede?"

Fonte:http://www.go-bari.it/notizie/dalla-puglia/1959-la-sessualita-nascosta.html

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