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domenica 7 giugno 2026

🌈🏳️‍⚧️ORGOGLIO E MEMORIA: MARCELLA DI FOLCO, DALLA DOLCE VITA DI FELLINI ALLA LOTTA PER I DIRITTI TRANS

Marcella Di Folco in uno scatto intenso degli anni '80, nel pieno della sua transizione e all'inizio della sua straordinaria vita da attivista e leader del MIT. 

Dopo aver ricordato il coraggio di Mariasilvia Spolato, la nostra rubrica speciale quotidiana per il mese del Pride prosegue con il ritratto di una donna che ha rivoluzionato la storia del movimento TLGBQI+ in Italia. Una figura straordinaria che ha dimostrato come la cultura, l'arte e lo spettacolo possano trasformarsi in uno strumento formidabile di militanza e di azione politica diretta: Marcella Di Folco.

Prima di diventare il faro dei diritti delle persone transessuali nel nostro Paese, Marcella ha vissuto una vita da grande protagonista del cinema d'autore. Notata per la sua presenza carismatica da registi del calibro di Roberto Rossellini e Dino Risi, fu scelta dal maestro Federico Fellini per interpretare ruoli iconici in capolavori immortali come Satyricon, Roma e, soprattutto, nei panni del memorabile Principe in Amarcord.
La transizione e la scelta della militanza
Nonostante il successo nel cinema della "Dolce Vita", la ricerca della propria autenticità spinse Marcella a compiere una scelta radicale. All'inizio degli anni '80 affrontò il suo percorso di affermazione di genere a Casablanca, allontanandosi definitivamente dai riflettori dello spettacolo per dedicare tutta la sua immensa energia alla causa dei diritti civili.
Marcella comprese subito che per sconfiggere l'emarginazione sociale e il bigottismo delle istituzioni non bastava la semplice visibilità artistica: serviva l'organizzazione politica. Nel 1988 entrò nel MIT (Movimento Identità Trans), diventandone in seguito la storica presidente e trasformandolo in una delle associazioni più importanti d'Europa per il supporto legale, medico e psicologico alle persone trans.
Una pioniera nelle istituzioni politiche
La sua determinazione la portò a rompere un altro storico soffitto di cristallo. Nel 1990, a Bologna, Marcella Di Folco venne eletta consigliera comunale, diventando a tutti gli effetti la prima donna apertamente transgender al mondo a ricoprire una carica istituzionale.
Dagli scranni del consiglio comunale, Marcella non ha mai smesso di lottare contro la discriminazione sul lavoro, per il diritto alla salute e per una piena dignità anagrafica e sociale delle persone storicamente relegate ai margini. La sua azione fu fondamentale per l'applicazione e la difesa della Legge 164 del 1982 in merito al cambiamento di sesso in Italia, guidando le istituzioni verso una visione più umana e giusta.
L'eredità di una guerriera
Marcella Di Folco ci ha lasciati nel dicembre del 2010, ma il suo esempio vive in ogni singola battaglia che la comunità transessuale e queer porta avanti oggi nelle piazze. In un momento storico in cui la destra reazionaria tenta continuamente di patologizzare le identità di genere, censurare i percorsi di transizione e colpire i diritti conquistati a caro prezzo, la memoria di Marcella ci ricorda che le istituzioni si cambiano occupando gli spazi con orgoglio, rabbia e intelligenza.
Marcella diceva sempre che la dignità non si baratta con il silenzio. E noi, su questo blog, continuiamo a darle voce.
— vanessa mazza TLGBQI+

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