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giovedì 22 gennaio 2026

Massacro e resistenza: le donne curde sotto attacco


Con l’attenzione globale concentrata su altri fronti, le violenze contro le donne curde nel nord della Siria continuano quasi senza copertura mediatica.

Una combattente è stata violentata, uccisa e poi umiliata: le hanno tagliato le trecce, quelle stesse trecce che le guerriere intrecciano tra loro prima della battaglia come simbolo di unità femminile. Nella foto che circola in queste ore si vede Rami Dahsh, l’uomo che avrebbe compiuto l’atrocità, mentre sorride tenendo in mano la treccia della donna come fosse un trofeo.

 Rami Dahsh

Non è un episodio isolato. È un metodo. È la firma dell’ISIS e dei gruppi jihadisti che da anni usano il corpo delle donne come campo di battaglia. È una strategia di terrore patriarcale contro un popolo che ha osato mettere le donne al centro della rivoluzione.

Organizzazioni internazionali come Human Rights Watch, Amnesty International e diversi rapporti delle Nazioni Unite hanno documentato negli anni violenze sistematiche contro donne curde e yazide da parte dell’ISIS e di altri gruppi armati: – violenze sessuali, – esecuzioni, – rapimenti, – umiliazioni simboliche.

Gli attacchi contro donne combattenti e attiviste sono parte di una strategia più ampia volta a colpire la struttura sociale e politica del Rojava, dove le donne ricoprono ruoli centrali nelle forze di autodifesa e nelle istituzioni civili.

Nel nord-est della Siria, la rivoluzione del Rojava — fondata su democrazia dal basso, ecologia e liberazione di genere — continua a essere bersaglio di attacchi armati che colpiscono villaggi, infrastrutture civili, comunità LGBTI+ e popolazione curda. Le combattenti YPJ, simbolo globale di autodifesa femminile, resistono da anni contro ISIS, HTS e milizie sostenute dalla Turchia.

Ma le donne curde resistono. Resistono con le armi, con le comuni, con le scuole, con le assemblee. Resistono perché la loro libertà non è negoziabile. Resistono per sé, per le loro sorelle, per un mondo che ancora non le guarda.

Jin. Jiyan. Azadî. 


Donna. Vita. Libertà.

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