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venerdì 8 febbraio 2013

Appello al Governo e ai partiti italiani su legge Russa contro i gay


Al Presidente del Consiglio

Alle forze politiche italiane

La Duma Federale Russa ha approvato in prima lettura una legge che renderà illegale scrivere un articolo, organizzare eventi o parlare in pubblico di omosessualità. Analoghe leggi sono già state approvate nelle regioni di Rjazan’ nel 2006, Archangel’sk nel 2011 e Kostroma e San Pietroburgo nel 2012, e anche le regioni di Novosibirsk, Samara, Kirov, Krasnojarsk e Kaliningrad stanno considerando l’adozione di norme simili.

L’omosessualità è stata depenalizzata nella Federazione Russa nel1999 ora ritorna ad essere una condizione perseguita, e purtroppo le opposizioni pubbliche sono sistematicamente represse attraverso fermi e licenziamenti.

Un forte segnale di protesta è giunto negli scorsi giorni dal Consiglio Comunale di Venezia, che all’unanimità ha denunciato questi fatti e impegnato la Giunta a sospendere ogni accordo di cooperazione con la città di San Pietroburgo. Il Consiglio Comunale di Milano ha deciso nei mesi scorsi la sospensione del gemellaggio con la stessa città.

L’Unione Europa attraverso una dichiarazione di Catherine Ashton, rappresentante per la politica estera europea, ha sottolineato come ”la messa in atto di questa legge può rafforzare la discriminazione contro lesbiche, gay, bisessuali e transessuali così come contro chi difende le loro scelte, in particolare limitando le loro libertà d’espressione, di associazione e di riunione”. Nella dichiarazione inoltre si fa specifico riferimento agli impegni internazionali della Russia ”nel quadro del Consiglio d’Europa, come firmataria della Convenzione dei diritti umani”

Non stiamo parlando di un Paese che non ha mai conosciuto l’alfabeto dei diritti civili ma di una pericolosa regressione che a dispetto di scienza e cultura si attesta su crinali di pericolosità a noi storicamente noti. Alla stato di fatto non valgono le migliaia di studi scientifici in materia di orientamento sessuale e identità di genere e nemmeno l’attestarsi della battaglia per i diritti civili in tutti i programmi politici di rilevanza internazionale. E dal prossimo voto, quello definitivo, a cui seguirà solo la firma del Presidente Putin, in una parte dell’Europa gli omosessuali non potranno più vivere e parlare liberamente.

Chiediamo al Governo italiano e a tutte le forze politiche, di attivarsi immediatamente nei confronti del Federazione Russa affinché vi sia un ripensamento rispetto a una legge che reintroduce in Europa provvedimenti che si sperava, viste le persecuzioni dei decenni passati non riemergessero più, e di agire nelle istituzioni Europee al fine di costruire un’azione politico diplomatica adatta a far sentire la voce di tutti i Paesi del nostro Continente.

Primi firmatari:

Camilla Seibezzi Consigliera Comunale di Venezia

Guido Allegrezza Sel Lazio

Lucia Annunziata giornalista

Ritanna Armeni, giornalista scrittrice

Natalia Aspesi giornalista

Angela Azzaro, vice direttore settimanale gli Altri

Laura Balbo, sociologa

Riccardo Barena

Imma Battaglia presidente Di’Gay Project

Donatella Becattini portavoce Equality Italia Livorno

Andrea Benedino, portavoce Equality Italia Piemonte

Irene Bignardi giornalista e critico cinematografico

Paola Brandolini presidente nazionale Arcilesbica

Laura Callegaro

Antonio Capitani giornalista astrologo

Fabio Cerasi

Massimo Cirri psicologo

Anna Paola Concia, deputata

Lella Costa, attrice

Eleonora Dall’Ovo, conduttrice Radio Popolare

Domenico D’Orsogna professore ordinario Universita’ di Sassari

Adele Falabella

Flavio Favelli artista

Giovanna Frene

Maria Luisa Frisa curatore e critico d’arte

Germana Galli editor Mu6

Franco Grillini presidente nazionale Gaynet

Yuri Guaiana segretario nazionale Associazione Radicale Certi Diritti

Graziella Guglielimino

Cecilia d’Avos, co-presidente Rete Genitori Rainbow

Rita De Santis presidente Agedo

Giuseppina La Delfa presidente nazionale Famiglie Arcobaleno

Cathy La Torre, Avvocata – Vice Presidente MIT

Milovan Farronato curatore e critico d’arte

Raffaele Lelleri sociologo

Barbara Leolini, Fotogiornalista

Gad Lerner, giornalista

Matteo Levaggi

Vladimir Luxuria, artista

Andrea Maccarrone presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

Aurelio Mancuso presidente nazionale Equality Italia

Marta Mantelli

Sveva Maraggia

Fabrizio Marrazzo portavoce Gay Center

Simonetta Moro presidente Polis Aperta

Daniela Iride Murgia artista illustratrice

Luigi Oppido Segretario Generale ass. cult. Maison des Artistes

Marco Oppido Maison des Artistes

Fabrizio Paoletti, co-presidente Rete Genitori Rainbow

Anna Poma Festival dei matti

Ileana Piazzoni, Resp. Welfare e Lavoro di SEL Lazio

Alfredo Pirri artista

Federica Rampa

Roberta Rizzo/ Moony Witcher scrittrice

Nicola Rizzella

Stefano Rodotà giurista

Flavio Romani presidente nazionale Arcigay

Daniele Romeo

Barbara Romarri

Antonio Rotelli avv. Presidente Rete Lenford

Piero Sansonetti, direttore Calabria Ora e gli Altri

Tara Santoro, Medico Chirurgo

Chiara Saraceno, sociologa

Massimiliano Scuderi curatore e critico d’arte

Cristina Sereno

Marinella Senatore artista

Marcello Smarrelli curatore e critico d’arte

Maria Rosa Sossai curatore e critico d’arte

Nunzio Roberto Valenza avvocato

Elena Toffolo presidente ArciLesbica Treviso

Daniela Tomasino, presidente Arcigay Palermo

Davide Valenti, giornalista

Angela Vettese curatore e critico d’arte

Simona Viaggio

Valeria Vigano scrittrice

Patrizia Viviani portavoce Equality Italia Massa Carrara

Valentina Violino, consigliere Rete Genitori Rainbow

Circolo di cultura e iniziativa Glbtq Maurice di Torino


Per adesioni presidente@equalityitalia.it

Oppure compila il seguente modulo on-line:http://www.equalityitalia.it/appello.html#

mercoledì 5 ottobre 2011

Una transessuale al parlamento polacco?

Anna Grodzka si candida alle politiche con la lista Palikot

Si chama Anna Grodzka ed è la prima transessuale polacca candidata a Cracovia per le politiche in calendario domenica nella lista del Movimento anarchico-liberale di Januzs Palikot. LA

STORIA - Anna Grodzka, 57 anni, è fondatrice e presidente della Fondazione Trans-Fusion, è una psicologa, un’attivista per la responsabilizzazione dei transgender e produttore cinematografico. Laureata all’Università di Varsavia, la Grodzka si è formata per combattere ogni sorta di discriminazione con l’organizzazione e la conduzione di un gruppo di sostegno per le persone transgender. Oltre ad essere nota per il suo impegno politico (sempre a sinistra) e sociale, la donna è nota anche per aver deciso di cambiare sesso solo recentemente: l’operazione, avvenuta a Bangkok nel 2010, è stata oggetto di un documentario girato da un canale tv privato. Da allora la Grodzka, che prima si chiamava Ryszard, si è sposata con un uomo e ha avuto un figlio. La donna abbraccia la posizione di Palikot, 47 anni, un uomo d’affari e ex deputato del partito del premier Donald Tusk Piattaforma civica (Po), ha fondato un Movimento che secondo gli ultimi sondaggi potrebbe diventare la terza forza del parlamento polacco (dopo Po e il partito di Jaroslaw Kaczynski Pis).

IL PROGRAMMA - Anna diventa quindi la prima persona apertamente transessuale nella storia politica polacca e ha presentato un importante programma elettorale: la Grodzka propone l’equiparazione dei diritti delle persone GLBT a quelli delle persone eterosessuali, la separazione tra Chiesa e organizzazioni statali, l’interruzione dei finanziamenti pubblici alle organizzazioni religiosi, pari opportunità per le donne, ampliare la disponibilità di asili e asili nido per venire incontro alle madri lavoratrici, l’aumento del salario minimo e l’eliminazione dei contratti spazzatura, oltre alla cessazione del finanziamento delle iniziative dei partiti politici con i soldi presi dal bilancio statale. Parliamo di una donna forte, con una grande personalità e con la priorità di innovare, di combattere per una vera e propria rivoluzione culturale in Polonia. I fari sono puntati su di lei: ripongono in lei molte speranze i membri della comunità LGBT, ma non solo.

Di Claudia Santini
Fonte:http://www.giornalettismo.com/archives/154985/una-transessuale-al-parlamento-polacco/