
"Infografica a cura di La Luce"
Nel dibattito pubblico contemporaneo si assiste sempre più spesso a un fenomeno frustrante: la totale impossibilità di condurre un confronto basato sul merito, sui dati e sulla logica. Quando un’analisi strutturata viene liquidata con accuse personali, benaltrismo o etichette sbrigative (come definire "paroloni inutili" i concetti della Costituzione), non siamo davanti a una semplice divergenza di opinioni. Siamo davanti a un preciso limite strutturale e cognitivo.
I dati scientifici dimostrano che esiste un legame diretto tra le basse competenze cognitive di una parte della popolazione e la vulnerabilità alla propaganda autoritaria.
I Dati OCSE PIAAC: Come si misura l'Analfabetismo Funzionale
I dati emersi dalle rilevazioni internazionali della Survey of Adult Skills dell'OCSE PIAAC, coordinate in Italia dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali tramite l'Inapp, fotografano una realtà critica per il nostro Paese, posizionandolo purtroppo agli ultimi posti tra le nazioni industrializzate per competenze degli adulti.
L'indagine internazionale non misura l'analfabetismo strumentale (l'incapacità assoluta di leggere o scrivere), bensì l'analfabetismo funzionale, ovvero l'incapacità di usare in modo efficace le competenze alfabetiche e numeriche nelle situazioni di vita quotidiana. Il calcolo si basa su prove empiriche standardizzate:
- Literacy (Comprensione del testo): Il 35% degli adulti italiani si colloca al Livello 1 o inferiore. Significa che un individuo è in grado di leggere solo testi brevi, liste organizzate e identificare informazioni esplicite, ma fatica a comprendere testi complessi, a valutarne l'attendibilità e a sintetizzare concetti che richiedono un pensiero critico o un'inferenza logica.
- Adaptive Problem Solving (Risoluzione di problemi): Il 45,6% della popolazione mostra gravi carenze nel gestire problemi dinamici o con più variabili in contesti digitali. Manca la flessibilità cognitiva per elaborare informazioni provenienti da fonti diverse e formulare soluzioni complesse.
Il Cortocircuito sui Social Media: Dalla Carenza Cognitiva allo Slogan
Questi dati scientifici smettono di essere semplici percentuali e si trasformano in realtà tangibile non appena si analizzano le dinamiche digitali e le sezioni commenti delle piattaforme social. L'analfabetismo funzionale applicato alla comunicazione digitale produce tre schemi comportamentali fissi, rigidi e prevedibili:
1. Il rifiuto del "parolone" e la semplificazione forzata
Per chi sperimenta una limitata capacità di comprensione testuale, un'analisi articolata (che mette in luce i legami tra geopolitica, strutture sociali e diritti civili) risulta inaccessibile. La reazione difensiva del cervello è la svalutazione dell'interlocutore. La terminologia precisa e i richiami alla legalità ordinaria o costituzionale vengono aggrediti come "paroloni inutili per nascondere la verità". Lo slogan elementare sostituisce il ragionamento perché è l'unico strumento cognitivo gestibile dall'analfabeta funzionale.
2. Il "Benaltrismo" come scudo logico
Quando un utente non possiede le competenze strutturali per contestare un argomento nel merito (ad esempio, le palesi contraddizioni tra la retorica identitaria e l'effettivo smantellamento dei diritti civili), sposta sistematicamente il focus. Si risponde a una tesi politica citando fatti di cronaca nera o scontri di piazza del tutto slegati dal tema principale. È il disperato tentativo di creare un'associazione emotiva immediata ("tu difendi i diritti, quindi proteggi i criminali") per sopperire all'incapacità di gestire più variabili logiche contemporaneamente.
3. Il feticismo del "Potere Eterno" e l'illusione di appartenenza
I dati dei sondaggi d'opinione sul consenso ai modelli identitari si sposano perfettamente con la retorica del "Governeremo per altri 40 anni" o del "Questo è il volere del popolo". Chi fatica a interpretare la complessità del mondo tende a cercare rifugio in narrazioni binarie, identitarie e rassicuranti. L'appartenenza a una presunta "maggioranza forte" e il richiamo all'autorità sostituiscono la necessità di comprendere lo stato sociale, l'economia reale, il carovita o il collasso della sanità pubblica.
Il pericolo del fascismo camuffato e l'urgenza del dissenso
Dobbiamo smettere di cercare l'autoritarismo e il fascismo solo nei libri di storia o nelle sue vecchie manifestazioni coreografiche del secolo scorso. Oggi il fascismo si è camuffato: ha dismesso gli stivali e le camicie nere per indossare i panni della "volontà popolare", del populismo digitale e degli slogan da social. Questo fascismo camuffato si riconosce da segni inequivocabili: l'ossessione per il controllo dei corpi liberi, la criminalizzazione del dissenso, lo sciacallaggio sui drammi sociali e la pretesa autoritaria di decidere chi sia "normale" e chi no.
La propaganda autoritaria parte avvantaggiata perché sfrutta l'analfabetismo funzionale come un’autostrada: laddove manca la capacità di analizzare la complessità, lo slogan identitario e il binario "noi contro loro" attecchiscono con estrema facilità. Rivendicare la precisione del linguaggio, l'accuratezza dei dati e il rifiuto di farsi trascinare nel fango del benaltrismo non è un esercizio di stile. È l'unico vero atto di resistenza culturale possibile. Chi non ha argomenti continuerà a urlare e a pretendere che si passi avanti; noi continuiamo a difendere la realtà, i fatti e la libertà dei corpi.
Di Vanessa Mazza
Libera pensatrice e attivista per i diritti civili
Libera pensatrice e attivista per i diritti civili
Fonti e Note Metodologiche
- Competenze degli adulti (Analfabetismo funzionale): I dati fanno riferimento all'indagine internazionale PIAAC (Programme for the International Assessment of Adult Competencies) promossa dall'OCSE. In Italia, la rilevazione è coordinata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed eseguita dall'Inapp (Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche). I report completi e i framework di calcolo sono consultabili sul portale ufficiale dell'Inapp - Progetto PIAAC.
- Dati sui flussi di opinione e orientamenti politici: Le percentuali relative alla percezione della "remigrazione" e dell'indulgenza verso i modelli autoritari storici derivano dalle rilevazioni demoscopiche nazionali condotte dagli istituti di ricerca Euromedia Research e SWG.
- Elementi grafici: Infografica a cura della testata giornalistica La Luce.