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sabato 11 luglio 2026

Il tradimento del privilegio: perché il patriarcato odia le donne trans

https://en.wikipedia.org/wiki/Transmisogyny

  1. Uscire dall'ombra del pregiudizio e della clandestinità: l'affermazione della propria identità è il primo, radicale atto di insubordinazione contro il patriarcato.

Ci sono risvegli che portano una lucidità politica spietata.

Questa notte il mio inconscio ha messo in scena la realtà nuda della nostra oppressione, costringendomi a una domanda che troppi governi evitano: come può una società pretendere pace e prosperità se una parte dei suoi cittadini è condannata alla clandestinità, al rifiuto familiare e alla precarietà lavorativa? La verità è semplice: non esiste pace sociale dove l’esistenza delle persone trans è trattata come un crimine ideologico.

Ma in quel sogno c’era un dettaglio che merita di essere analizzato con gli strumenti della sociologia di genere: l’asimmetria della violenza. Perché il fango mediatico, il panico morale e l’efferatezza dei crimini d’odio colpiscono in modo così sproporzionato le donne trans? Perché il mondo sembra ossessionato da chi transita verso il femminile, mentre gli uomini trans vengono spesso resi invisibili?

La risposta è nel cuore del machismo strutturale.

La lente di Julia Serano: la transmisoginia

Per nominare questa violenza mirata dobbiamo affidarci alla biologa e teorica transfemminista Julia Serano, che nel suo saggio Whipping Girl (2007) ha coniato un termine fondamentale: transmisoginia.

Serano spiega che il sessismo occidentale si regge su due pilastri:

  • Sessismo tradizionale: la convinzione che la mascolinità sia superiore alla femminilità.

  • Sessismo opposizionale: l’idea che “maschio” e “femmina” siano categorie rigide, immutabili e reciprocamente esclusive.

Quando una donna trans afferma la propria identità, fa saltare entrambi i pilastri. E la punizione del patriarcato è immediata.

Il “delitto” di rinnegare il potere del fallo

Nelle società modellate sul privilegio maschile, la mascolinità cisgender rappresenta l’apice del potere e dello status. Quando un uomo trans transita verso il maschile, il patriarcato — nella sua ottica distorta — interpreta quel gesto come un “salire” verso il genere privilegiato. Gli uomini trans subiscono discriminazioni feroci, ma non innescano nel maschio cis quel senso di minaccia esistenziale che scatena la violenza contro le donne trans.

Perché per il machismo strutturale, la transizione di una donna trans è il tradimento supremo.

Agli occhi del patriarcato, una donna trans rinnega volontariamente il “privilegio dei dominatori” per abbracciare l’identità dei “dominati”. Sceglie di spogliarsi del potere maschile per assumere una femminilità che la cultura maschilista considera debole, frivola, inferiore. Questo manda in cortocircuito la mente del carnefice: il rifiuto della mascolinità viene percepito come un insulto diretto all’ordine naturale delle cose.

Corpi da usare, esistenze da punire

Come teorizzato da Serano, la cultura dominante risponde a questo “tradimento” iper-sessualizzando e disumanizzando le donne trans. Se hai osato abbandonare la fortezza del privilegio maschile, allora — secondo la logica patriarcale — meriti di essere degradata a “puro corpo”, ridotta a feticcio o a minaccia sociale.

I dati epidemiologici globali, come quelli del Williams Institute della UCLA School of Law, confermano questa analisi: le donne trans, soprattutto se migranti, nere o sex worker, affrontano livelli di violenza fisica e omicidi infinitamente più alti rispetto al resto della comunità LGBT+. Una violenza che conserva una matrice sadica e punitiva. Il messaggio dei carnefici è chiaro: chi rifiuta la mascolinità deve pagare con la marginalizzazione o con la vita.

La nostra esistenza è l’antidoto

I sogni non mentono. Ci ricordano che la lotta delle persone trans non è un capriccio identitario: è la minaccia più radicale alle fondamenta del patriarcato.

Finché la femminilità sarà considerata un disonore per chi nasce con un corpo maschile, finché l’autodeterminazione sarà vista come una minaccia, finché la nostra vita sarà trattata come un terreno di punizione,

la nostra esistenza rimarrà un atto di insubordinazione politica.

Non stiamo chiedendo il permesso di esistere. Stiamo smantellando, pezzo dopo pezzo, la cultura del possesso e del privilegio maschile.

E da questa barricata, sorelle mie, non arretreremo di un millimetro.

By Vanessa Mazza, TLGBQI+ — luglio 11, 2026 🕯️✊🏾🏳️‍🌈🏳️‍⚧️
Fonti e Approfondimenti
  • Sulla teoria della transmisoginia:
    • Scopri l'analisi originale di Julia Serano sul concetto di transmisoginia e sessismo tradizionale su Juliaserano.com.
    • Leggi l'approfondimento sull'impatto culturale del libro 'Whipping Girl' nell'intervista di Julia Serano sul The New York Times.
  • Sui dati statistici della violenza di genere:

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