Translate

giovedì 16 luglio 2026

RAINBOW WASHING A PALAZZO: IL SIRACUSA PRIDE SVENDE I CORPI TRANS PER 25 MILA EURO

Documento ufficiale della Deliberazione della Giunta Comunale di Siracusa numero 84 del 6 luglio 2026 relativo al Siracusa Pride.
Il frontespizio della Deliberazione della Giunta Comunale n. 84 del 06/07/2026: il documento ufficiale che svela il prezzo dell'accordo commerciale dietro il Siracusa Pride 2026.

SIRACUSA
– Può un Pride, il simbolo storico della rivolta e della liberazione nata dai sampietrini di Stonewall, voltare le spalle alla comunità transessuale per trasformarsi in una sfilata commerciale? È la domanda dolorosa che si stanno ponendo attivisti e collettivi dopo la decisione del Siracusa Pride 2026 di nominare come madrina della manifestazione la showgirl Heather Parisi. Una scelta scellerata che ha sollevato un'ondata di proteste, culminata con l'uscita sdegnata dal comitato organizzatore di realtà storiche del territorio come Stonewall, Agedo e persino del sindacato CGIL Siracusa.
Per capire le radici di quella che molti definiscono una vera e propria farsa politica, basta scorrere i documenti ufficiali dell'amministrazione. La chiave di tutto è scritta nella Deliberazione della Giunta Comunale n. 84 del 06/07/2026.
Il "Teatro degli Orrori": Una madrina contro le donne trans
Scegliere Heather Parisi come volto e madrina di un Pride non è solo una scelta infelice: per molti attivisti rappresenta un insulto diretto alla memoria di chi il movimento lo ha fondato, come Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson. Parisi, infatti, ha più volte espresso pubblicamente posizioni nettamente contrarie alle istanze della comunità transgender. Come ricordato dalle testate di informazione come Open, la showgirl ha sostenuto visioni escludenti secondo cui "se hai un pene non puoi essere una donna", si è schierata contro la presenza delle donne trans nello sport e ha ribadito che l'identità trans sarebbe un semplice capriccio individuale.
Ma con quali criteri queste persone che invitano certi personaggi — già tristemente conosciuti per la loro omotransfobia — vengono scelti per partecipare o sono addirittura premiati nel mese del Pride?
Qualcosa non va nella testa di chi propone, senza alcuna vergogna, figuri che tripudiano quotidianamente sui nostri corpi e sui nostri diritti fondamentali. Questo "teatro degli orrori", purtroppo, lo abbiamo già visto recitare sul palcoscenico dell'attivismo italiano. Non è la prima volta.
I militanti ricordano bene la ferita del 2019, quando gli organizzatori del Milano Pride nominarono come madrina la conduttrice Caterina Balivo, sommersa dalle critiche a causa delle sue storiche uscite omofobe e stereotipate pronunciate in televisione. In quel caso, però, la reazione compatta della base militante costrinse l'organizzazione a fare un immediato passo indietro. A Siracusa, invece, la protesta è stata ignorata e si è preferito tirare dritto pur di non disturbare lo show.
Sulla vicenda è intervenuta duramente anche Vladimir Luxuria su Repubblica, lanciando una provocazione sacrosanta: "Essere transfobe fa curriculum per diventare madrina di un Pride?". Assistere a festival in cui la transfobia viene sdoganata in cambio di un briciolo di visibilità pop dimostra come certi comitati abbiano totalmente smarrito la propria sanità politica e il rispetto per la comunità trans, ridotta a un accessorio sacrificabile.
Il trucco burocratico: i sogni di parità traditi sulla carta
Analizzando le carte della delibera, l'ipocrisia istituzionale salta all'occhio sin da pagina 3. Nelle premesse, la Giunta Comunale si fa scudo citando solennemente l'Articolo 3 della Costituzione Italiana, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea e le linee strategiche del Comune sulla "Parità di genere". L'atto dichiara l'impegno istituzionale verso la "prevenzione e rimozione di ogni forma di discriminazione".
Peccato che, poche righe sotto, la teoria ceda il passo al business. Il documento rivela che il Presidente del Comitato Arcigay Siracusa (beneficiario formale dell'atto) ha presentato un preventivo totale da ben 35.000,00 euro per il "Siracusa Pride 2026", incassando dal Comune un finanziamento diretto di 25.000,00 euro e il supporto logistico gratuito (palco, transenne e permessi ZTL) nella prestigiosa cornice dell'Area Maniaca (Castello Maniaca).
Carte alla mano: i soldi arrivano dal bilancio delle vacanze
La vera e propria "pistola fumante" si trova a pagina 4, dove viene indicata l'esatta copertura finanziaria del budget. I soldi pubblici non arrivano da capitoli destinati alle pari opportunità, all'inclusione o alle politiche sociali. Vengono prelevati interamente dai cassetti dell'intrattenimento estivo e delle vacanze:
  • 21.000,00 euro dal capitolo 12353.1 denominato "Estate Siracusana - Spese Per Eventi Estivi".
  • 4.000,00 euro dal capitolo 12353.2 denominato "Iniziative e Manifestazioni Turistiche".
Nelle motivazioni della Giunta, il Pride viene promosso ed elogiato non come momento di protesta o di tutela delle minoranze, bensì come progetto di "promozione turistica", capace di "attrarre flussi di visitatori non residenti e a generare ricadute sul sistema ricettivo, della ristorazione e dei servizi locali".
In cambio dell'assegno, l'organizzazione ha promesso al Comune lo "Star Show", un evento musicale civetta studiato per fare grandi numeri, garantendo la presenza di una formazione musicale d'autore e di una giovane attrice protagonista di serie tv di successo. Una casella commerciale che è stata poi completata dal nome nazionalpopolare di Heather Parisi. Il comitato si accolla le spese commerciali (tra cui i diritti SIAE) e le responsabilità civili e penali (pagina 5), blindando l'accordo con il Comune a discapito della coerenza politica.
Se il Pride diventa un carnevale estivo
Il quadro che emerge dai documenti ufficiali è desolante. I 25.000 euro del Comune hanno di fatto comprato il silenzio e la linea politica dell'evento, trasformando una marcia di liberazione in un pacchetto turistico per la stagione estiva.
Quando un Pride smette di ascoltare il grido di dolore delle persone transessuali pur di non far saltare i fondi di uno show musicale già concordato a bilancio con le istituzioni, significa che la politica ha ceduto il passo al marketing. Per 25.000 euro presi dal capitolo "Spese per eventi estivi", la dignità e la tutela delle vite trans sono state messe in secondo piano, riducendo la complessità delle esistenze queer a un intrattenimento da spiaggia.
Le strade di Siracusa vedranno sfilare i carri, ma senza pezzi importanti della comunità che hanno preferito la dignità delle proprie esistenze ai finanziamenti turistici di Palazzo.
By Vanessa Mazza, TLGBQI+
Questo blog è il mio spazio di resistenza, poesia e verità. Non scrivo per chi si nasconde. Scrivo per chi vuole vedere, sentire, cambiare.
📚 Fonti e Approfondimenti Nazionali ed Editoriali

Nessun commento: