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| un’immagine simbolica per denunciare la criminalizzazione dell’identità e l’attacco ai diritti LGBTQIA+. Nel 2026, la luce della dignità non può essere spenta. |
Il Senegal ha compiuto un passo indietro drammatico nei diritti umani.
Ancora una volta, religione e politica si intrecciano per colpire esseri umani il cui unico “peccato” è essere nati come sono.
Siamo nel 2026 e stiamo ancora assistendo a leggi che criminalizzano l’orientamento sessuale e l’identità di genere. La nuova normativa approvata dal Parlamento senegalese equipara omosessualità, bisessualità e transessualità a pratiche che nulla hanno a che vedere con la sessualità umana, e impedisce ai giudici di ridurre le pene o concedere sospensioni. È ignoranza istituzionalizzata. È un grave passo indietro per l’Africa occidentale, in un momento in cui i diritti umani vengono attaccati su più fronti nel mondo.
I diritti LGBTQIA+ sono diritti umani. Non sono negoziabili. Non sono un crimine.
Colpire persone che non hanno scelto di essere come sono, che non fanno male a nessuno, significa ripetere gli stessi meccanismi di esclusione che hanno segnato le pagine più buie della storia: discriminare per ciò che si è, non per ciò che si fa.
Mentre il Paese affronta fame, instabilità, mancanza di cure, lavoro e sicurezza, si sceglie di usare una minoranza come capro espiatorio. È una strategia antica: distogliere l’attenzione dai problemi reali colpendo chi è più vulnerabile.
Forza e solidarietà alle persone LGBTQIA+ senegalesi, che vivono in un contesto ostile e vengono trasformate in bersagli politici. La loro esistenza non è un crimine. La loro dignità non è negoziabile. La loro libertà non può essere cancellata.
— vanessa mazza TLGBQI+
✦ Fonti e approfondimenti
Notizie e aggiornamenti da media internazionali
Organizzazioni per i diritti umani in Africa occidentale
apporti su criminalizzazione dell’orientamento sessuale nel continente africano
Osservatori internazionali sui diritti LGBTQIA+

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