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| "La campagna del gruppo S&D al Parlamento Europeo per la definizione di stupro basata sul consenso." |
Svolta a Strasburgo: il Parlamento sfida i governi nazionali e chiede che ogni atto non consensuale sia reato in tutta l'UE. Irene Montero in prima linea, mentre l'Italia si divide.
Oggi, 28 aprile 2026, l’Eurocamera ha inviato un segnale inequivocabile alla Commissione Europea e agli Stati membri. Con l’adozione di una risoluzione cruciale, il Parlamento chiede che ogni atto sessuale non consensuale sia classificato come stupro in tutta l’Unione.
Il cuore della proposta, sostenuta con forza da Irene Montero (GUE/NGL) vicepresidente del gruppo della Sinistra e già promotrice della legge spagnola, ha guidato questa carica política. Che mira a superare l’attuale Direttiva UE 2024/1385, che pur essendo un passo storico, aveva lasciato fuori la definizione comune di stupro a causa del veto di alcuni governi nazionali. "Senza consenso è stupro", non è solo uno slogan, ma l'obiettivo di una battaglia di civiltà che vuole eliminare l'onere della prova dalle spalle delle vittime.
I numeri del voto: l'Aula si spacca
Il testo è stato approvato con una maggioranza significativa, ma non unanime:
- Voti a favore: 447
- Voti contrari: 160
- Astensioni: 43
Chi ha votato SÌ (I favorevoli)
La coalizione a sostegno della risoluzione è stata guidata dai gruppi progressisti e parte dei popolari:
- The Left (La Sinistra): Gruppo di riferimento di Irene Montero, promotore della linea più dura sul consenso.
- S&D (Socialisti e Democratici): Hanno sostenuto compatti la necessità di armonizzare le leggi europee.
- Renew Europe: I liberali hanno votato favorevolmente, puntando sui diritti individuali.
- Verdi/ALE: Storicamente a favore di una legislazione basata sul modello "Solo sì è sì".
- PPE (Partito Popolare Europeo): La maggior parte del gruppo ha votato sì, definendolo un "forte appello politico" per colmare il vuoto legislativo attuale.
Chi ha votato NO (Gli oppositori)
L'opposizione si è concentrata principalmente nei gruppi della destra conservatrice e sovranista, spesso citando motivi di "competenza nazionale":
- ECR (Conservatori e Riformisti) e ID (Identità e Democrazia): Molti deputati di questi gruppi hanno espresso dubbi sulla base giuridica, ritenendo che la definizione dei reati penali debba restare prerogativa dei singoli Stati.
- Delegazioni nazionali critiche: Francia e Germania avevano già mostrato resistenze a livello di Consiglio, riflettendosi in parte nei voti contrari di alcuni loro rappresentanti.
Il caso Italia: come si è mossa la nostra delegazione?
L'Italia si è presentata profondamente divisa:
- Hanno votato SÌ: Gli eurodeputati di PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva. Per loro, il voto di oggi è una vittoria necessaria per allineare l'Italia alla Convenzione di Istanbul.
- Hanno votato NO / Astenuti: La maggioranza di governo (Fratelli d’Italia e Lega) ha mantenuto una linea scettica. Il punto di attrito principale resta la modifica dell'articolo 609-bis del codice penale italiano; il centrodestra ha finora bloccato l'inserimento esplicito del "consenso" a livello nazionale, preferendo mantenere l'attuale formulazione basata su violenza o minaccia.
Cosa succede ora?
Il voto odierno è un "appello politico" vincolante moralmente. La palla passa ora alla Commissione Europea, che dovrà decidere se presentare una nuova proposta legislativa per integrare la definizione di stupro basata sul consenso nella legislazione comunitaria, sfidando nuovamente i governi nazionali più conservatori.
Guardando a questo voto, non posso fare a meno di pensare che, mentre l'Europa corre verso il futuro, l'Italia sembra frenare per paura di scuotere equilibri passati. La legge spagnola di Irene Montero ha dimostrato che cambiare si può. È ora che anche il nostro Parlamento nazionale ascolti il grido che arriva da Strasburgo: il silenzio non è assenso, e la paura non è consenso.
Voi cosa ne pensate? L'Italia dovrebbe adeguarsi subito o ha ragione chi vuole difendere l'autonomia delle nostre leggi? Parliamone nei commenti!
— Vanessa Mazza TLGBQI+

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