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giovedì 18 dicembre 2014

Movie Legends - Virna Lisi





"E' arrivata l'età delle rughe? Pazienza. Le rughe rappresentano il passato di ciascuno, e fanno parte della vita." Virna Lisi.



ELEGANTE , RAFFINATA , BELLA , PROFESSIONALE , AFFASCINATE , INSOMMA .....VIRNA LISI !!! R.P


mercoledì 19 novembre 2014

Kalena Rios, la rappresentanti della Russia e la vincitrice di Miss Trans Universo 2014

Laviny Holanda Miss trans 2013 ,Kalena Rios Miss Trans 2014 . Nicole Fontanelle Miss trans 2012

Kalena Rios, 25 anni, rappresentanti della Russia , originaria dal Brasile. E la nuova Miss Trans Universo 2014. Che si è svolto il 16 Novembre al "TEATRO BERTOLT BRECHT"nella cita di Perugia. Organizzazioni: Caroline D' Lamark. 
Caroline D' Lamark e la modello trans Carol Marra,

Caroline D' Lamark




Kalena Rios Miss Trans Universo 2014 rappresentante Russia
In una serata total glamour dove si e visti arrivare trans di ogni parte di italia e del mondo, per Prestigiare questo evento che non si vedeva dagli anni 80. Con l"interruzione del leggendario Miss Universo Transex diretto da Safira Bengel.


Qui per voi, una breve intervista alla nostra giovane Miss. Vincitrice 2014 di questo concorso diventato un vero festival. Con interviste, servizi fotografico e l'attesissima presentazione del calendario "Preciosas 2015" dedicato alle trans più' note e conosciute duranti un cocktail.


https://www.facebook.com/profile.php?id=100005123147132&fref=photo


Vanessa Mazza.

mercoledì 10 settembre 2014

Patrizia Mirigliani vuole aprire Miss Italia alle trans: una vittoria di uguaglianza e civiltà.


Patrizia Mirigliani vuole aprire Miss Italia alle trans: una vittoria di uguaglianza e civiltà.

Presto anche le trans potranno partecipare a Miss Italia. Questa è il senso della dichiarazione inattesa di Patrizia Mirigliani, patron della tradizionale kermesse della bellezza femminile made in Italy, che si dice pronta a cogliere i cambiamenti della società e 

cambiare il regolamento di Miss Italia che, a tutt’oggi, prevede che la miss sia donna dalla nascita.

Si tratta di una significativa vittoria sociale e culturale del movimento transessuale italiano, come giustamente sottolinea la Responsabile del Consultorio Transgenere della Regione Toscana, Regina Satariano, figura storica del mondo trans e ideatrice ed organizzatrice di Miss Trans Italia, kermesse alternativa nata nel 1992 in seguito all’esclusione dal concorso di una ragazza transessuale che voleva indossare l’ambita fascia di Miss Italia.

Evidentemente, se anche Patrizia Mirigliani si dichiara disposta a cambiare lo statuto del noto concorso di bellezza, vuol proprio dire che l’immaginario collettivo è profondamente mutato e anche il legislatore dovrà presto aggiornare le leggi del belpaese e risolvere le drammatiche criticità di un diritto ancora poco sensibile alle rivendicazioni di parità e uguaglianza della comunità transessuale italiana.

Intanto, mentre auspichiamo l’annunciato cambio di regolamento per il concorso del 2015, anche quest’anno sarà designata la regina italiana della bellezza trans. Così, il prossimo sabato 13 settembre, Napoli ospiterà la 22° edizione di Miss Trans Italia e la 6°edizione di Miss Trans Sudamerica. Per la prima volta la finale del concorso si è spostata dalla sede tradizionale di Torre del Lago, inaugurando un nuovo corso della manifestazione che da quest’anno diventa itinerante per dare maggiore visibilità e attenzione alle istanze di una realtà, quella delle persone transessuali, fatta non solo di lustrini e sfilate ma anche di urgenze normative e necessità concrete.




Infatti, proprio in quest’ottica, sul palco di Miss Trans Italia, palco che sarà montato sabato13 settembre nella centralissima via Diaz, l’organizzatrice Regina Satariano ha organizzato anche un dibattito pubblico, dalle 11 alle 13, sulla questione trans, dibattito a cui parteciperà il Prof. Paolo Valerio (Presidente dell’ONIG), Andrea Morniroli (Presidente della Cooperativa DEDALUS), Ottavia Voza (Presidente diArcigay Salerno), Daniela Falanga (Responsabile Arcigay Napoli per i diritti delle persone transessuali), Loredana Rossi (Presidente ATN) e un delegato dell’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Napoli.
L’attesissimo concorso di bellezza, realizzato grazie al patrocinio del Comune di Napoli e alla collaborazione di ATN e Arcigay Napoli avrà, invece, luogo la sera di sabato 13 settembre, sempre a via Diaz, e sarà presentato da Stefania Zambrano, Elkim, Ciro Cooper e Giò.

Regina Satariano


mercoledì 13 agosto 2014

buone #vacanze !!!

Ragazzi (e) sarò via per qualche giorno, non posterò molto perché sarò molto impegnata a fare "NULLA" , spero ;p . Risponderò a tutti i messaggi appena potrò, vi abbraccio tutti. ciaociaociao .E buone #vacanze !!! — ;-)

Lauren Bacall, una delle ultime dive RIP



L'attrice americana Lauren Bacall è morto all'età di 89 anni, ha annunciato questo Martedì l'agenzia della famiglia Bogart.

"Con profonda tristezza, ma con enorme gratitudine per la sua vita fantastica, ha confermato la morte di Lauren Bacall," ha detto l'agenzia in un messaggio pubblicato sul social network Twitter e Facebook. Lauren Bacall era sposato con Humphrey Bogart tra il 1945 e il 1957 . 

Avevano due figli. Secondo TMZ, venuta al mondo come Betty Joan Perske, il 16 settembre 1924, a New York. Anni dopo ha adottato il nome d'arte :. Bacall era il nome da nubile della madre e Lauren è stato suggerito da un regista, ma per Humphrey Bogart era semplicemente "Baby" "The Look", nel film Acque del Sud (1944), tratto dal romanzo Avere e non averedi Ernest Hemingway (più tardi, dopo la morte di Bogart, conobbe personalmente Hemingway, stringendo con il famoso scrittore e sua moglie una profonda amicizia).

Fu proprio sul set di questo film che tra Bogart e la Bacall, appena diciannovenne, nacque l'amore e, nonostante l'attore avesse venticinque anni più di lei, fu un sentimento molto profondo, che le lasciò un segno indelebile. Bogart fu l'unico amore della sua vita, come ebbe lei stessa a dire molte volte e al quale rimase accanto fino alla morte.

I due si sposarono nel 1945 e dal matrimonio nacquero due figli, Stephen (1949) e Leslie (1952). Tra il 1946 e il 1949 la Bacall e Bogart recitarono insieme in altri tre film: Il grande sonno (1946) ancora di Howard Hawks, La fuga (1947) di Delmer Daves e L'isola di corallo (1949) di John Huston.

Negli anni cinquanta l'attrice interpretò diversi film, eccellendo in particolare nelle commedie Come sposare un milionario (1953) accanto a Marilyn Monroe e Betty Grable, e La donna del destino (1957) al fianco di Gregory Peck.

Il 14 gennaio 1957, dopo una lunga malattia, Bogart morì.

In teatro recitò nella stagione 1970 in Applause!, rifacimento musicale del film Eva contro Eva (1950), riscuotendo un enorme successo personale nella parte di Margo Channing, ruolo che le consentì di ottenere il premio Tony Award alla miglior attrice protagonista in un musical.

L'interpretazione nel film L'amore ha due facce (1996), per la regia di Barbra Streisand, le valse la sua prima e unica nomination all'Oscarcome attrice non protagonista; con lo stesso film ha vinto il Golden Globe. Sempre nel 1996 fu diretta dal filosofo Bernard-Henri Lévy nel film Le Jour et la Nuit (Il giorno e la notte), accanto a un partner d'eccezione, Alain Delon.

Nella filmografia recente di Lauren Bacall vi sono parti di rilievo nei film di Lars Von Trier Dogville (2003) e Manderlay (2005).

Ha scritto due autobiografie, Io, Lauren Bacall (Lauren Bacall By Myself, nel 1974) e Now (nel 1996).

Lauren Bacall è cugina di primo grado dello statista israeliano Shimon Peres (il cui vero nome è Shimon Perske).

Il 14 novembre 2009 le è stato conferito il premio Oscar alla carriera dalla Academy of Motion Picture Arts and Sciences. È stata la prima premiata a ricevere questa onorificenza al di fuori della cerimonia ufficiale, che si è svolta il 7 marzo 2010. Era dal 1994 che non veniva conferito un Oscar alla carriera ad una donna: l'ultima vincitrice era stata infattiDeborah Kerr (sei volte candidata al premio senza mai riceverlo, come Thelma Ritter e Glenn Close).

È scomparsa nell'agosto 2014 a seguito di un ictus, circa un mese prima del suo 90-esimo compleanno.

La morte di Robin Williams


Robin Williams è stato trovato morto nella sua casa a Tiburon, in California, nel pomeriggio di lunedì 11 agosto, quando in Italia era notte. Aveva 63 anni ed era uno degli attori americani più conosciuti e apprezzati al mondo. Durante una conferenza stampa Keith Boyd, un coroner della contea di Marin,ha detto che le indagini preliminari hanno confermato l’ipotesi più circolata nelle scorse ore, e cioè che Williams si sia suicidato.

Robin Wlliams vinse un premio Oscar nel 1988 per Will Hunting, genio ribelle; fu nominato altre tre volte per Good Morning Vietnam, L’attimo fuggente e La leggenda del re pescatore.

Adoro questo attori...
Emozioni....ci fanno vivere...grazie...  RIP

mercoledì 23 luglio 2014

Riattribuzione chirurgica del sesso: in Italia si può - Di Laura Denu.

RIATTRIBUZIONE CHIRURGICA DEL SESSO: IN ITALIA SI PUÒ - UNA CLASS ACTION INDISCRIMINATA RISCHIA DI AFFOSSARE 30 ANNI DI LAVORO, IMPEGNO E CONQUISTE


Perchè la volontà di riaffermare questo dato di fatto? Per contrappormi all'ondata di disinformazione, mistificazione e strumentalizzazione a cui sto/stiamo assistendo per mano e volontà di alcuni personaggi del mondo transgender e non solo, che hanno ritenuto proficuo fare azione di terrorismo, distribuendo sul territorio nazionale l'informazione secondo cui in Italia sarebbe azzardato se non addirittura pericoloso, rivolgersi ai diversi centri sparsi nel territorio, per accedere all'intervento per cambiare sesso.


“Non esistono centri autorizzati e sufficientemente specializzati” a cui rivolgersi per vedere tutelata la propria salute psico-fisica, e per scongiurare danni e mutilazioni irreversibili, sarebbe opportuno rivolgersi in Thailandia o negli USA. Affermazioni del genere danno il via a sentimenti diffusi di diffidenza e paura, che destabilizzano chi serenamente coltivava questo tipo di progetto.

Tutto si sviluppa da alcuni episodi di cronaca dell'ultimo anno, in particolare mi riferisco al caso del policlinico Umberto I di Roma e alle quattro pazienti che sarebbero state “usate come cavie” all'interno di un protocollo sperimentale a loro insaputa. Il caso vuole che io, per altre problematiche, frequenti il dipartimento di chirurgia plastica ricostruttiva del policlinico di Roma da ben 16 anni e per questo posso tranquillamente fare una considerazione personale in merito all'altissimo livello di professionalità, competenza, disponibilità e umanità degli operatori, di cui ho goduto in questi anni, anche nei momenti più difficili da gestire, al di là di ogni possibile aspettativa. Come testimone diretta, posso dunque contestualizzare questa mia personale esperienza.

Ora, si potrebbe fare un manuale vero e proprio su storia, termini, forma e sostanza, ma diventerebbe estenuante. Mi limito a mettere il punto su poche ma fondamentali questioni centrali.


L'intervento di riattribuzione chirurgica del sesso oggi è un intervento iper collaudato, che vede l'uso di tecniche chirurgiche raffinatissime ed ottimizzate a livelli altissimi, sia dal punto di vista estetico che funzionale, ma in soltanto tre o quattro centri sparsi nel territorio. In Italia si effettuano circa 150 interventi l'anno, con un aumento del 25% negli ultimi 5 anni. Per lo più si tratta di conversione andro-ginoide (da maschio a femmina). I numeri relativi alla riuscita dell’intervento chirurgico di RCS, stando alle percentuali fornite dai centri specializzati e associazioni, su 10 operazioni 8 hanno un buon esito, 2 hanno esito parzialmente o totalmente negativo (stenosi e fibrosi delle pareti vaginali, fistole, infezioni, prolasso della cute peniena che riveste la neo-vagina). Le seconde hanno altrettanto peso se si tratta della vita delle persone. Non esistono, in realtà, dati e statistiche precise che riportino i numeri esatti, ma le tendenza pare essere questa stimata. Dati confermati anche in questo studio presentato al Congresso Nazionale SIA.

Qui riprendo una considerazione, a mio parere equilibrata, di Porpora Marcasciano, presidente del MIT (Movimento Identità Transessuali), che si è espressa in un articolo su Italialaica.it in merito alla questione sollevata dall'avvocata Alessandra Gracis secondo cui in Italia non esistono centri affidabili a cui rivolgersi per cambiare sesso: “Facciamo nostre tutte le denunce di mala sanità sollevate da Alessandra e da tutte le persone trans che hanno subito dei danni reali e drammatici, con la speranza e l’invito a far rientrare le loro richieste in una strategia comune, intelligente, concordata e di rete. Facciamo molta attenzione perché il rischio di perdere quello che abbiamo conquistato è molto alto e su questo credo e spero che ognuno si assuma le proprie responsabilità, quelle di una popolazione di circa 50000 persone in Italia, della loro dignità, delle loro possibilità, dei loro diritti, compreso quello di cambiare sesso.”


Testimonianze dirette, che vengono dalla lunga frequentazione personale del Policlinico di Roma che esegue la RCS da almeno 20 anni, riferiscono esiti chirurgici soddisfacenti. E' evidente che nel mondo Trans, tutti/tutte sanno dove si può e dove non si può andare, quale chirurgo è più accreditato di altri o meno. E bisogna considerare che le reazioni biologiche ad un qualsiasi intervento chirurgico sono altamente soggettive, anche se fatto da mani esperte. Di questo una mente consapevole dovrebbe tenerne conto.


Questo è un punto centrale: la consapevolezza, l'informazione e le aspettative spesso poco realistiche che le persone danno a questo tipo di interventi. L'approccio a volte sembra essere al limite del “mi cambio il taglio di capelli”. Nell'articolo di Repubblica citato sopra si dichiara: “Nessun consenso informato presentato alle pazienti relativo al carattere sperimentale di quel tipo di operazione”. Eppure da qualche anno esiste l'obbligo di un consenso informato specifico, che spiega nei dettagli e in merito all'intervento a cui si sta per essere sottoposti, rischi, controindicazioni, eventuali complicazioni, ecc.

Per questo a seguire mi limiterò a stendere una lista di cose che spesso non fate ma che dovreste fare per auto-tutelarvi da brutte sorprese. Tenendo conto comunque delle ragioni per cui si arriva all'intervento oppresse e sfiancate da anni di attese, di rinvii, di ingerenze burocratiche e coatti protocolli pseudo-scientifici (Onig). Se abbracciate la scelta di autodeterminarvi, deciderete voi se, come, dove e quando.

Per avviare il percorso di transizione non occorre affidarsi necessariamente a consultori e associazioni. Basta cercarsi un buon avvocato ed un bravo endocrinologo che non sia legato a protocolli pseudo-scientifici.

Non occorre nessuna diagnosi di DIG (disturbo dell'identità di genere): sarà il giudice del tribunale di appartenza, una volta presentato il ricorso, se lo riterrà opportuno, a nominare un consulente tecnico d'ufficio (CTU), che deciderà per una indagine di tipo psicologico. Sta a voi stabilire la necessità di una relazione da allegare al ricorso (sono sufficienti due incontri) che confermi il DIG.
Le terapie ormonali possono essere prescritte da un endocrinologo di fiducia, meglio se in una struttura pubblica, senza l'autorizzazione di nessuno.
I trattamenti estetici di base (come l'epilazione) si fanno negli ospedali. Diversi fanno anche la mastoplastica additiva: chiedete, informatevi.
Stabilite il più possibile un rapporto di fiducia con i professionisti che vi seguono, dialogate con loro, chiedete, esigete risposte. Con il chirurgo che vi siete scelte non abbiate timori reverenziali, cercate un rapporto paritario di scambio emotivo e di informazioni. Se qualcosa non andrà proprio come previsto (capita), cercate un dialogo ed un confronto onesto e diretto per decidere insieme come comportarsi, anziché viverlo come un fallimento e chiudervi nell'irrisolvibile. È possibile, se vi siete scelte il medico giusto, che vi ascolta e che parla con voi perchè voi lo avete preteso.
Capisco che dopo anni di negazione di sé, la fretta di concludere un percorso, che in realtà non si chiude mai, prenda il sopravvento. Proprio per questo non mettetevi in lista per l'intervento in tre/quattro ospedali secondo il principio “chi mi chiama, prima vado”. A meno che non abbiate le possibilità economiche per andare all'estero, pagare e fare tutto in tempi ragionevoli per le vostre esigenze.
Non caricate l'intervento di aspettative poco realistiche: la vostra neo-vagina non è un organo “naturale” ma ri-costruito e che presenta dei limiti strutturali e anche di tipo biologico. Capacità di cicatrizzazione, tempi di guarigione, strutture cutanee, quantità di tessuto utilizzabile per la ricostruzione. Non esiste una neo-vagina profonda 20 cm, ma si può ottenere il meglio se ci si attiene scrupolosamente a tutte le indicazioni del caso. Il tutore vaginale per gli esercizi di dilatazione va usato tutta la vita, tranne se avete rapporti continuativi e “regolari”. La neo-vagina anche dopo 20 anni tende per natura alla fibrosi e al restringimento. Se un chirurgo non vi trasmette tutti questi dati, non è quello giusto. Cercatene un altro!
Il corpo è solo un corpo, non deve rappresentare nessuno tranne voi stesse/stessi, non esistono modelli e stereotipi a cui assomigliare, non dobbiamo diventare “normali e uguali” a nessuno. Pensare di fare la RCS se non si hanno motivazioni strutturate, realistiche e consapevoli, che non vadano oltre l'intimo perimetro del proprio sentire sarebbe un rischio in ogni caso. Anche se il vostro intervento avrà esiti strabilianti. Ma non fatevi strumentalizzare da personaggi senza scrupoli in cerca di potere e visibilità. Cercate soluzioni col vostro medico, se avete costruito e preteso un rapporto diretto, c'è sempre una soluzione se c'è stata quella consapevolezza come fondamento.
All'atto del ricovero vi viene chiesto di leggere e firmare il consenso informato. Se ve ne consegnano uno soltanto non lo firmate, chiedete il consenso informato specifico per l'intervento che state per fare, dove vengono elencati con chiarezza pro e contro. Ma soprattutto leggeteli e rileggeteli, non li legge nessuno, lo so. “Che mi frega di leggere tutti questi fogli, firmo e basta”! È un classico che si ripete sempre. In caso contrario non potrete recriminare nulla, se non lo avete letto ma lo avete firmato.
Non state dietro al “si dice in giro che”....cercate fonti di informazione attendibili, esistono ovunque, finchè non trovate il meglio per le vostre aspettative. Un protocollo sperimentale si chiama sperimentale perchè non è stato mai fatto ed è primario essere consapevoli del fatto che può andare a buon fine o meno. Nel caso dell'Umberto I non era sperimentale la tecnica chirurgica, già applicata da anni alle problematiche genitali femminili (sindrome di Mayer-Rokitansky-Kuster-Hauser) con successo. E' l'applicazione alla riattribuzione sessuale ad essere sperimentale, e non sempre con esiti negativi.
Non si accede alla RCS per le richieste del compagno di turno, oppure nell'illusione di una maggior integrazione socio-lavorativa o di una vita “normale” e meno marginalizzata. La tendenza alla prassi del respingimento e dell'esclusione sociale non avrà fine con un intervento chirurgico, ma forse avrà fine con la nostra lotta quotidiana per il diritto come “persona” all'affermazione delle nostre aspirazioni e dei nostri talenti personali.
Laddove è stato impossibile, invece, assicurarsi tutta una serie di tutele e garanzie, a causa di scelte sbagliate, affrettate o non dipendenti dalla propria volontà, e i danni subiti sono stati irreversibili, invalidanti, proprio a causa dell'incompetenza accertata del medico che vi ha operate, e dove viene a mancare la volontà da parte dei sanitari e della struttura a cui vi siete rivolte di collaborare nella ricerca di una qualche soluzione, allora diventa d'obbligo rivolgersi ad un legale e denunciare. E' falso che la classe medica sia inattaccabile, se si è stati attenti al fatto che regole, procedure e documentazioni siano state effettuate ed applicate correttamente.

Infine, il vero problema in Italia è rappresentato dalle lunghe liste di attesa nei centri migliori, perchè anche nei pochi centri specializzati si fanno pochi interventi in quanto classificati di bassa priorità. Siamo considerate “malate” (DSM), ma per curarci ci impiegano anni, questo è la contraddizione di fondo. Siamo tutte e tutti vittime di un sistema economico-politico-sociale che non funziona ed è innegabile, ma lavorare su noi stessi/stesse per imparare ad auto-tutelarci ed autodeterminarci diventa fondamentale per sopravvivere e resistere ad una macchina infernale pronta a schiacciare, ostacolare e distruggere. Quindi a ciascuno le proprie responsabilità, che si denunci la malasanità laddove esiste, ma attenzione a chi approfittando di questo polverone, non aspetta altro che toglierci anche quel poco che abbiamo conquistato. Poi altro che diritto alla salute!


Per questo a noi persone Trans, ma non solo, non è concesso improvvisare se vogliamo difendere e proteggere il nostro diritto ad essere e ad esserci, come meglio crediamo. Attraverso l'unico strumento che ci occorre: l'orgoglio di essere ciò che siamo, senza che nessuna istituzione scientifica e giuridica si arroghi il diritto di scegliere e decidere per noi. A qualsiasi prezzo, tranne quello della propria salute psico-fisica.

La normalizzazione non è mai una risposta!




Brevi cenni storici


La tecnica chirurgica di riattribuzione sessuale viene introdotta dal dott. Christian Hamburger che per la prima volta, nel 1951, portò a termine tale intervento. Pochi anni più avanti, nel 1956, il ginecologo francese Georges Burou, inizia presso una clinica nel centro di Mers Sultan, la sua lunghissima e storica esperienza medico/chirurgica di riattribuzione sessuale. Sarebbero più di 1000 gli interventi all'attivo di Burou, e la sua tecnica viene ancora oggi insegnata nel mondo, a quasi 30 anni dalla morte.



Il dott.re Georges Burou


In Italia fa da pioniere di questa tecnica chirurgica il prof. Angelo Salvini, urologo di fama europea che iniziò a praticarla clandestinamente a metà anni '70, alle persone che ne facevano richiesta e che non avevano la possibilità di recarsi a Londra (Charing Cross Hospital) o a Casablanca. L'attività del Prof. Salvini si sviluppa in modo esponenziale come unico punto di eccellenza italiano per il cambio di sesso, in quegli anni, a Milano.


In seguito, nei primi anni '90, altri due centri si sono uniti all'Ospedale di San Donato Milanese dove operava Salvini, l'ospedale Sant'Eugenio di Roma, dove operava il dott. Alfredo Palmisano, e il SAIFIP diretto e fondato nel '91 dal prof. Aldo Felici. Ma anche a Pietra Ligure (dott. Bormioli), a Trieste (dott. Trombetta), a Roma (prof. Scuderi), a Milano (prof. Austoni), a Perugia (prof. Dominici), a Bari (prof. Selvaggi).


Nel 1982 arriva il supporto della regolamentazione giuridica con la legge 164/82 – Norme in materia di riattribuzione sessuale – legge De Cataldo, voluta fortemente dal M.I.T. di quegli anni – Movimento Italiano Transessuali – e dal Partito Radicale, accolta ed approvata in tempi brevissimi dal Parlamento in modo trasversale.


E' proprio di questi mesi, dopo 30 anni, la proposta - ddl 405 - di ridiscussione della legge 164/82, che, pur essendo uno strumento giuridico rilevante, presenta alcuni aspetti di restrizione rispetto all'autodeterminazione delle persone, nella volontà, che dovrebbe essere riconosciuta, di non voler accedere alla riassegnazione chirurgica del sesso per vedere invece legittimato il diritto alla rettifica anagrafica del genere di appartenenza, senza dover essere obbligate/i alla medicalizzazione forzata, laddove non ve ne sia volontà e necessità.



Fonte: laura denu

giovedì 3 luglio 2014

SEATTLE: La Drag Queen Mama Tits affronta fanatisci cristiani al Pride - VIDEO

Seattle 30 Giugno, Gay Pride . Un gruppo di fanatici cristiani cercano di distruggere la manifestazione con cartelli che riportavano frasi della Bibbia sui gay: inferno, peccato, abominio… . Ciò che forse non si aspettavano è la reazione della Drag queen locale che gli ha risposto per le rime.

Sentite il fantastico discorso improvvisato di Mama Tits, hai manifestanti anti-gay.


“Se loro seguissero tutti gli insegnamenti di questo libro che usano per odiare – ha esordito Mama Tits – loro stessi sarebbero dei peccatori”.

Ha continuato a dire:

" Loro indossano tessuti di cotone e poliestere: questo è un abominio! Uccidete i vostri figli che fanno sesso fuori dal matrimonio?
Dormite con la vostra moglie? Quando per lei arrivano quei giorni del mese, non potete condividere il letto con lei. Dovremmo forse lapidarvi per questo?
Perché non vi leggete il vostro libro e iniziate a seguire alla lettera gli insegnamenti del vostro dio e imparate a accogliere e ad amare?
Non vi resta che abbandonare l’odio. Siete un triste, mi spiace, siete un triste aborto per degli esseri umani.
Una volta che avrete imparato a eliminare l’odio, anche voi potrete trovare la felicità perché noi vi accoglieremo a braccia aperte se saprete aprire le vostre menti. Non oggi, Satana. Non oggi!"



C'è una differenza enorme tra una marcia di odio e retorica vile e offensivo di questi falsi cristiani.  E una marcia di inclusione e rispetto per tutti.


 Amo il messaggio non violento che lei ha fatto sentire, coraggiosissima Mamma Tits!.

"Non oggi Satana, non oggi!"

Splendido, dovrebbe essere il nostro nuovo motto per tutti questi eventi.

mercoledì 11 giugno 2014

Mentre l’Italia si interroga sul “divorzio imposto”, la Danimarca è il primo Paese europeo a permettere il cambio di genere senza diagnosi clinica

Oggi il Parlamento danese ha approvato una legge che rimuove vari ostacoli al riconoscimento legale del genere divenendo il primo Paese europeo dove la diagnosi di «Disturbo dell’identità di genere» o altro esame psicologico è necessario per poter scegliere il proprio genere.

Non sarà più necessario nessun intervento medico né tantomeno la sterilizzazione chirurgica per vedersi riconosciuto legalmente il proprio genere di appartenenza.

Le nuove regole entreranno in vigore il primo settembre 2014. Da quel momento la persona interessata sarà l’unica a dover decidere: si dovrà fare una prima domanda che dovrà essere confermata dopo 6 mesi. Punto.

In Italia la legge 164/82 lascia un certo margine di interpretazione, poiché non specifica se la rettifica del sesso debba riguardare i tratti sessuali primari o anche quelli secondari e se il solo trattamento farmacologico sia sufficiente a garantire il cambio di sesso o se piuttosto sia necessario l’intervento chirurgico. Tuttavia, la pratica comune consiste nel considerare la rimozione delle gonadi come il requisito fondamentale per riconoscere il cambio di sesso, anche se alcune sentenze hanno permesso di modificare l’indicazione del sesso sui documenti di identità anche a delle persone transessuali che non si erano sottoposte ad alcun intervento chirurgico.

Questa situazione si traduce nella difficoltà da parte delle persone transgender di trovare un’occupazione, di accendere un mutuo e nel verificarsi di frequenti violazioni della privacy ogniqualvolta, ad esempio, la persona transgender si ritrova a dover esibire in pubblico il documento di identità, i cui dati sul genere non corrispondono all’aspetto fisico del/la transgender in questione.

La legge 164/82, inoltre, prevedrebbe lo scioglimento automatico del matrimonio in caso di mutamento di sesso di uno dei coniugi, previsione passata ieri al vaglio della Corte Costituzionale (si attende di conoscere l’esito dell’udienza pubblica) per sospetta illegittimità costituzionale poiché, ha detto la Corte di Cassazione che ha eccepito la costituzionalità della legge, configurerebbe «una compressione del tutto sproporzionata dei diritti della persona legati alla sfera relazionale intersoggettiva, mediante un’ingerenza statuale diretta».

Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, dichiara: «mentre si attende di conoscere l’esito dell’udienza pubblica alla Corte Costituzionale sull’obbligo di divorzio in caso di mutamento di sesso di uno dei coniugi, la Danimarca rimuove tutti gli ostacoli al riconoscimento legale del genere. Quasi 8.000 persone hanno firmato una petizione per chiedere la calendarizzazione di una proposta di legge che rimuova i dubbi interpretativi che gravano sulla legge 164/82 e ristabilisca i diritti umani e la dignità delle persone transessuali. La Corte Costituzionale renderà presto note le sue decisioni, ma le cittadine e i cittadini italiani trans non possono aspettare in eterno per vedere riconosciuti i propri diritti umani, anche il Parlamento deve prendersi le sue responsabilità in fretta. I tempi della politica devono rispettare quelli degli individui che nascono, vivono e muoiono senza diritti. Questa dev’essere la generazione che vede riconosciuti i propri diritti umani fondamentali, anche in Italia!».

Comunicato stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti

martedì 3 giugno 2014

Può un uomo che ha varato delle leggi che limitano la libertà delle persone omosessuali, diventare presidente dell'ONU, un'istituzione in prima linea nelle battaglie contro l'omofobia?

NEW YORK - Polemiche all'Onu dove l'11 giugno il prossimo presidente dell'assemblea generale Sam Kutesa sarà eletto presidente dell'Assemblea Generale. L'elezione è un atto dovuto: Kutesa, che erediterà il posto dall'attuale presidente John Ashe, è il candidato designato dall'Unione Africana a cui spetta l'incarico per il prossimo mandato. Ma è anche il ministro degli esteri dell'Uganda, Paese che solo quattro mesi fa ha scritto nei codici la più severa legge antigay del mondo.

Le Nazioni Unite sono in prima linea nelle battaglie contro l'omofobia: l'ultima iniziativa dell'Alto Commissario per i Diritti Umani è un video a favore dei "gay rights" coreografato da Longi di Slumdog Millionnaire.

Partite dall'Uganda, voci di disapprovazione sono arrivate al Palazzo di Vetro e al Congresso americano. "Sarebbe inquietante vedere il ministro degli esteri di un Paese che ha passato una legge ingiusta e discriminatoria sulla base dell'orientamento sessuale che diventa presidente dell'Assemblea generale dell'Onu", ha detto la senatrice di New York Kirsten Gillibrand mentre in Gran Bretagna l'attivista per i diritti dei gay Peter Tatchell ha fatto appello al governo di David Cameron di intervenire per bloccare la candidatura.

Ad oggi ci sono pochi dubbi che la nomina di Kutesa passi e il successore di Ashe dovrebbe essere eletto, come consuetudine, per acclamazione. Intanto però una petizione su Change.org che fa appello al segretario di Stato John Kerry perché revochi a Kutesa il visto di ingresso e ai paesi membri dell'Onu perché' votino contro il ministro ha ottenuto finora alcune migliaia di firme. L'autore, Milton Allimadi, un giornalista ugandese a New York, ha argomentato che Kutesa "rappresenta l'antitesi di quel che simbolizzano globalmente le Nazioni Unite: pace, sicurezza e tutela dei diritti umani per tutti".

La legge ugandese contro l'omosessualità punisce con l'ergastolo i gay "recidivi", vale a dire le coppie omosessuali che impegnati in una relazione e con sette anni di carcere chi li aiuta a non essere scoperti. Cinque anni di prigione toccano invece a chi promuove l'omosessualità. Come ministro degli esteri, Kutesa ha contribuito a difendere le norme del suo paese a fronte della condanna internazionale sia pure con toni meno violenti del presidente dell'Uganda Yoweri Museveni: "La maggioranza degli africani aborrisce questa pratica", ha dichiarato, aggiungendo che l'omosessualità è "sbagliata e offende la nostra cultura".

Ats Ans

venerdì 30 maggio 2014

21 persone transgender che hanno influenzato la cultura americana

Le trans che fanno la differenza nella vita di altre trans, e si comportano positivamente in modo da migliorare il futuro della comunità. Le statistiche della comunità trans sono preoccupanti: il 40% ha tentato il suicidio. Servono modelli forti e capaci di dare speranza…


Kye Allums è diventato il primo atleta apertamente trans ha giocare nella squadra femminile di basket NCAA. Presso la George Washington University nel 2010. Nella sua scheda di giocatrice della lega universitaria non è più presente il suo vecchio nome “Kay Kay”, bensì il più virile “Kye”.  Durante l’infanzia e l’adolescenza Kay Kay ha tenuto nascosto il suo vero genere a sua madre, che insisteva nel comprare vestiti molto femminili, ma ogni giorno, andando a scuola, cambiava look per poi ricambiarsi al ritorno e ritornare la piccola Kay Kay: “mi sono sempre sentito più a mio agio con vestiti da maschio. Io non ho scelto di nascere con questo corpo e per questo ho deciso di cambiare anche il mio nome, perché non voglio più nascondere quello che sono”.



Bellissima e dalle curve mozzafiato. Carmen Carrera, modella transgender, ha fatto la storia della terza stagione di "RuPaul Drag Race", il celebre reality statunitense, per aver portato a compimento la sua transizione proprio durante lo show. Da quel momento, la Carrera è diventata un'icona delle donne transgender, portando la sua voce e la sua esperienza in molti punti vendita comeGLAAD.


Dopo la sua recente apparizione alla sfilata “Marco Marco runway show”, una nuova petizione lanciata da Change.org chiede a Victoria’s Secret, il celebre marchio di lingerie femminile, che annovera fra le sue modelle, top del calibro di Gisele Bundchen, Adriana Lima, Miranda Kerr e Alessandra Ambrosio, di aggiungere anche Carmen Carrera alla schiera dei suoi “angeli”. Se la maison accettasse, Carmen Carrera sarebbe il primo caso di modella trasngender a sfilare per il noto marchio di biancheria intima.


Candis Cayne si è diplomata alla scuola cittadina di Baldwin nel 1989 e successivamente ha trascorso un anno a Los Angeles, dove si è formata come ballerina. 
La sua principale attività nel mondo del cinema è quella di interprete e tra i lavori più interessanti possiamo citare la partecipazione nel film Making the Boys(2009) di Crayton Robey dove ha interpretato la parte di Sé stessa. 
Nel 2014 ha inoltre lavorato con per la realizzazione del film Slate and Kelly.


Negli anni novanta del XX secolo ha iniziato a lavorare nel mondo dello spettacolo come coreografa edrag queen nei nightclub di New York.

Nel 1995 è apparsa nel film documentario e nella commedia edita dagli Universal Studios A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar (To Wong Foo, Thanks for Everything! Julie Newmar) per la quale è stata anche coreografa.

Nel 1998 ha recitato come protagonista nel film indipendente Mob Queen e nel 2001 ha vinto il premio Miss Continental, l'annuale concorso di bellezza transgender organizzato a partire dal 1980 dal fondatore del Baton Show Lounge di Chicago.. Nel 2007 è stata nel cast di Starrbooty il film a basso costo realizzato da RuPaul, con il nome di Annaka Manners.

È divenuta nota al grande pubblico recitando nella serie televisiva Dirty Sexy Money nel quale ha interpretato il ruolo di transessuale. In seguito ha avuto un ruolo nella sesta stagione di Nip/Tuck.


Lynn Conway (New York, 1938) è un'informatica statunitense. Ha lavorato alla IBM negli anni sessanta e a lei è attribuita l'invenzione dellaDynamic Instruction Scheduling (DIS), una caratteristica fondamentale dell'esecuzione fuori ordine, presente in quasi tutti i moderniprocessori per incrementare le performance.


Nel 1965 l'invenzione del sistema DIS rese possibile la creazione del primo computer superscalare. Lynn Conway contribuì alla sua costruzione.

Nel 1968 fu licenziata dalla IBM, dopo aver rivelato di essere transessuale e di voler transizionare. La Conway aveva già fatto un primo tentativo di transizione alla fine degli anni cinquanta, ma era fallito a causa dell'ignoranza e delle ritrosie dei medici. A partire dal 1967 si sottopose quindi alle cure di Harry Benjamin, pioniere nel trattamento dei disturbi dell'identità di genere, e completò il suo percorso di transizione con la riassegnazione chirurgica di sesso.

Da uomo la Conway si era sposata e aveva avuto due figli. Dopo aver perso il suo lavoro all'IBM e la possibilità di vedere i suoi figli ricominciò da zero, lavorando come programmatrice a contratto. Per paura di rivivere l'esperienza umiliante del licenziamento all'IBM, decise di non rivelare la propria transessualità. Nel 1973 entrò al Centro di Ricerca Xerox di Palo Alto (PARC) e cominciò a lavorare sulVLSI design. In quegli anni scrisse con Carver Mead Introduction to VLSI Systems, un lavoro fortemente innovativo destinato a diventare un punto di riferimento per migliaia di progettisti di chip.

Nei primi anni ottanta Lynn Conway lavorò per il DARPA e nel 1985 divenne professoressa emerita di ingegneria elettrica alla Università del Michigan; nel 1989 fu eletta allaNational Academy of Engineering per i risultati ottenuti nel VLSI design.

Nel 1999, dopo che venne ricostruita la storia dei suoi primi lavori alla IBM, Lynn Conway decise di uscire allo scoperto e di fare coming out come donna transessuale. Da allora ha cominciato a occuparsi a tempo pieno dei diritti delle persone transessuali e transgender.


Laverne Cox, Astro nascente dello spettacolo, star del dramedy acclamato da pubblico e critica Orange Is the New Black e vincitrice lo scorso mese dello Stephen F. Kolzak Award, Laverne Cox, attrice e attivista transgender, Laverne Cox è la nuova icona del movimento LGBT americano.


Produttrice televisiva e attrice, Laverne è riuscita a conquistare la cover della prestigiosa rivista Time per rivendicare i diritti dei transessiali. "Un anno dopo la sentenza della Corte Suprema che ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso, un altro movimento sociale sfida gli stereotipi radicati nella società": così il magazine americano presenta il servizio sulla Cox.


Laverne Cox è la protagonista della nuova serie tv americana Orange Is The New Black, targata Netflix, che vedremo nel nostro paese il prossimo autunno in Italia.

Caroline “Tula” Cossey (al secolo Barry Kenneth Cossey) è una modello inglese ed è una delle più note donne transessuali del mondo. Cossey ha avuto un piccolo ruolo nel film di James Bond The Living Daylights , ha posato per Playboy, e scritto un’autobiografia “I Am A Woman” (Io sono una donna), dove ha raccontato delle sue esperienze come modella e attrice transessuale



Fallon Fox è il primo atleta transgender nella storia dell’MMA.
Nato nell’Ohio come Boyd Burton, Fallon, classe 1976, ha attraversato l’inevitabile confusione che affligge ogni persona con una disforia di genere, prima di poter capire come risolvere il suo problema. Per molto tempo si è sentito “semplicemente” gay, poi si è reso conto che non era esattamente così, nel frattempo ha sposato una donna, ha avuto una figlia, è entrato in marina per sostenere la sua famiglia e infine si è iscritto all’università, per poi crollare psicologicamente sotto il peso di un conflitto non risolto.




Presa coscienza definitiva del suo stato, ha cominciato a lavorare come camionista per mettere da parte i soldi necessari ad affrontare l’iter di transizione da uomo a donna, completato a Bangok nel 2006.
Ha fatto coming out nel 2013, nell’ambito di un’intervista rilasciata a Cyd Zeigler per Sports Illustrated.

Christine Jorgensen, nata George William Jorgensen Jr. (New York, 30 maggio 1926San Clemente, 3 maggio 1989), è divenuta famosa per essere stata una delle prime persone al mondo ad essersi sottoposte al cambio di sesso: nel suo caso, da uomo a donna.



George Jorgensen, Jr., prima studente di fotografia e poi al servizio dell’esercito americano, dopo due anni dal congedo militare, a 26 anni, è diventata Christine, portavoce della visibilità delle persone transgender e divenuta un personaggio pubblico per il suo attivismo a favore dei diritti delle transessuali.
Eletta donna dell’anno nel 1953, Mrs Jorgensen ha educato gli Stati Uniti d’America alle tematiche su sesso e genere.

Avvicinatasi alle prime cure ormonali grazie al supporto dell’amico medico Giuseppe Angelo, Christine Jorgensen ha successivamente incontrato a Copenaghen l’endocrinologo danese Christian Hamburger, per poi iniziare una terapia più avanzata e una prima di una serie di operazioni chirurgiche in Danimarca. Nel 1952, ritornata negli Stati Uniti, si è sottoposta alla vaginoplastica sotto la direzione del Dott. Angelo e del più noto Harry Benjamin.


legante e aggraziata, Christine Jorgensen, divenuta una reginetta della tv e della radio, si è cimentata come attrice e ballerina, ispirandosi a Marlene Dietrich, Talullah Bankhead e Doris Day. Molti artisti dell’epoca sono stati prima suoi fan e poi suoi amici, fino alla sua morte nel 1989 per cancro

Isis King, nata Darrell Walls (contea di Prince George, 1 ottobre 1985), è una modella e stilista statunitense.



Fu una delle concorrenti dell' 11ª e della 17ª stagione del reality show America's Next Top Model. È stata la prima transgender a partecipare al programma e una delle più viste in televisione.

La storia di Lana Lawless, un ex poliziotto, 61 enne giocatrice di golf della California ha del singolare. Nel 2005 è diventata donna dopo aver subito un'operazione di cambio di sesso e nel 2008 ha vinto il titolo del Woman Long Drive Association.


Lana non ha indugiato a fare causa alla Lpga (l’associazione del golf pro femminile) per averle impedito di partecipare al campionato del mondo del drive più lungo che aveva vinto nel 2008. Le sue pretese sembrerebbero non fare una piega, perché in California, lo Stato dove vive, discriminazioni per questioni di sesso sono proibite dalla legge.



La soldatessa Chelsea Manning l'ex analista dell'intelligence, in precedenza all'anagrafe Bradley, è stata condannata a 35 anni di detenzione per aver diffuso documenti riservati di esercito e dipartimento di Stato al sito WikiLeaks. Un generale dell'esercito ha poi convalidato le sentenze, aprendo la strada al ricorso alla Corte d'appello penale militare. A seguito della condanna, Manning ha annunciato la volontà di vivere come una donna e di chiamarsi Chelsea, cambiamento di nome approvato da un tribunale civile e non contrastato dall'esercito.


A Manning è stata diagnosticata più volte dai medici militari una disforia di genere, nel suo caso la condizione di sentirsi una donna in un corpo di uomo. Il Pentagono sta cercando di trasferire Chelsea Manning dal carcere militare in cui è detenuto in un carcere civile, in modo che possa poi ricevere le cure ormonali necessarie per il suo disturbodiagnosticato dell’identità di genere.


Janet Mock, autrice, conferenziera e attivista per i diritti delle persone transessuali. Autrice del libro Redefining Realness. My Path to Womanhood, Identity, Love & So Much More, uno dei best stelle del New York Times. Oltre per i suoi scritti, Janet Mock è nota per la difesa dei dritti delle persone transessuali.




Mike Penner (Christine Daniels), redattore sportivo per il Los Angeles Times, nel 2007 pubblicò un articolo in cui annunciava "Mi prendo una vacanza di qualche settimana dal mio lavoro di giornalista, quando tornerò, riprenderò a scrivere col nome Christine Daniels."


Ma la benevolenza che i suoi capi hanno dimostrato d'avere riaccogliendolo nella redazione, non è bastata a rendere Mike una donna felice.

Il momento in cui Penner ha rivelato la sua situazione personale è stato difficile tanto per lui quanto per i suoi lettori. "Sono un transessuale e ho deciso di cambiare sesso" aveva scritto il giornlista all'interno di un pezzo intitolato "Vecchio Mike, Nuova Christine". Nell'articolo il reporter annunciava che al rientro da una vacanza di due settimane sarebbe tornato al desk con un nuovo nome, Christine Daniels. "Mi ci sono voluti più di 40 anni, un milione di lacrime e centinaia di ore di autoanalisi per trovare il coraggio di scrivere queste poche parole" aveva sottolineato Penner.

La rivelazione creò un vero e proprio terremoto nel ristretto mondo sportivo americano. Negli ultimi tempi aveva deciso di rinunciare al suo blog ed era tornato a firmarsi Mike Penner. Una decisione rivelatasi forse fatale, segno di una intolleranza impossibile da sopportare. Fino al gesto estremo. Si è tolto la vita nel 2009, due anni dopo essere finito sulle prime pagine dei giornali americani quando, nel 2007, aveva annunciato che stava per diventare donna.


Renée Richards ( Richard Raskind) nacque a New York il 19 Agosto del 1934. Capitano della squadra di tennis del suo liceo, l’ Horace Main School, a 15 anni vinse il torneo di singolare del campionato interscolastico tra istituti privati della East-Coast. All’università di Yale fu ancora capitano del team di tennis e si laureò poi alla Medical School di Rochester, divenendo un chirurgo oculista; servì nella marina americana come tenente capitano e nel 1972 vinse i campionati americani over 35.


Renée Richards è diventata famosa dopo la sua transizione chirurgica mtf nel 1975 e la battaglia legale contro l'United States Tennis Association per poter competere nell'US Women's Open. Per oltre trent'anni è stata l'unica tennista transessuale ad aver giocato nelle gare femminili di alto livello.


A metà degli anni Sessanta cominciò a vestirsi da donna e asottoporsi a una terapia ormonale, e viaggiò in Europa e poi a Casablanca per intraprendere un intervento di cambiamento di sesso. 

Ma poi gli mancò il coraggio: tornò a New York, dove si sposò e adottò un figlio. Dopo aver
conosciuto negli Stati Uniti un chirurgo disponibile a sottoporla all'operazione, nel 1975 la effettuò, a quarant'anni, diventando legalmente donna. Cominciò una nuova vita: lavorava come oculista in California e giocava nei tornei femminili di tennis professionalmente, come Renée Richards. 

Ma quando la sua precedente identità maschile venne scoperta, l'associazione tennistica americana le vietò di partecipare all' US Open del 1976 con la motivazione che, poichè la riassegnazione chirurgica del genere sessuale non può cambiare il corredo genetico di una persona, non avrebbe superato il test cromosomico richiesto alle Olimpiadi. La reazione di Renée fu intentare una causa che si concluse a suo favore con una storica sentenza della Corte Suprema di New York, fondamentale per i diritti delle persone trans nel
mondo dello sport.

Nel 1977 Richards arrivò nella finale del doppio donne dell'US Open con Betty Ann Stewart e perse di stretta misura contro Martina Navratilova (con la quale ebbe una relazione) che era in coppia con Betty Stove. Nella sua carriera femminile collezionò da allora molte vittorie e titoli, e diventò anche l'allenatrice della Navratilova. Si è ritirata nel 1981, tornando alla medicina e ammettendo: "Ero migliore come medica che come tennista". Nel 1986 ha pubblicato l'autobiografia "Second Serve" (1983), dalla quale è stato tratto l'omonimo film per la televisione interpretato da Vanessa Redgrave. Una seconda autobiografia uscita nel 2007 è "No Way Renée: The Second Half of My Notorious Life".



Sylvia Rae Rivera (New York, 2 luglio 1951New York, 19 febbraio 2002) è stata un'attivista statunitense. Transgender, è divenuta un'icona del movimento omosessuale in seguito ai moti di Stonewall del 1969


Nata a New York in un taxi di fronte al Lincoln Hospital ma di origini portoricane e venezuelane Sylvia Rivera viene abbandonata dal padre José Rivera quando era ancora neonata e diventa presto orfana dopo il suicidio della madre dopo tre anni dalla sua nascita. Da allora cresce con la nonna venezuelana che presto si accorge dei suoi modi femminili, e li disapprova, così all'età di 11 anni Sylvia inizia a vivere in strada ed entra in contatto con la comunità di Drag queen della sua città.

Diviene nota dopo che, nella notte fra il 27 ed il 28 giugno 1969, allo "Stonewall Inn", un locale gay di New York, partecipò alla rivolta contro la polizia ricordata ancora oggi in tutto il mondo con la marcia del Gay Pride come l'inizio del Movimento di liberazione omosessuale. In particolare, nonostante ancora oggi i racconti dell'episodio risultino contraddittori, la Rivera viene ricordata per essere stata la prima ad aver lanciato una bottiglia contro i poliziotti che avevano già fatto numerose volte irruzione nel locale di Christopher street. Nel febbraio1970 si unisce alla Gay Activists Alliance. Nello stesso anno, memore delle sue esperienze passate, fonda, insieme a Marsha P. Johnson, lo STAR (Street Transvestite Action Revolutionaries), un gruppo dedicato ad assistere ed aiutare le persone T* di strada senzatetto, che aveva visto morire giovani per una coltellata o un'overdose, ma la mancanza di fondi e altri problemi portano alla sospensione del progetto. Fra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni novanta si trasferisce a Tarrytown, dove organizza degli spettacoli drag nei locali della zona.

Pur rimanendo in contatto col movimento gay, da questo momento si limita a partecipare ai Gay Pride annuali. Successivamente l'uso di sostanze stupefacenti determinano un tracollo nella sua vita ed il suo ritorno a New York, come senzatetto. Nel 1994, sempre più delusa dall'emarginazione delle persone transgender da parte della comunità gay, decide, durante il venticinquesimo anniversario della rivolta di Stonewall, di mettersi alla testa della cosiddetta marcia "illegale", un gruppo di manifestanti respinti dagli organizzatori del Gay Pride (i gay non volevano marciare insieme all'associazione degli "amanti dei ragazzi" ovvero il NAMBLA, North American Man Boy Love Association). Il 24 maggio 1995 tenta il suicidio, camminando nel fiume Hudson. Sylvia Rivera è stata spinta al suicidio più volte, in seguito alle discriminazioni e alle forti delusioni, in particolare quelle dovute al movimento gay, che ha più volte preso le distanze da transessuali, travestiti e drag queen, che rappresentano talvolta nella comunità LGBT una sorta di minoranza nella minoranza.

Nel 1997 si unì alla Transy House Collective. Nel 1999 venne invitata in Italia dal M.I.T. e partecipò al World Pride 2000 a Roma. Nel 2000, insieme ad altri attivisti, riattivò lo STAR. È morta a 50 anni, il 19 febbraio 2002, al St. Vincent's Manhattan Hospital di New York, per un tumore al fegato. Nel 2005, durante il Transgender Day of Remembrance, New York le ha dedicato una strada

Amanda Simpson, membro del consiglio d’amministrazione del National Center for Transgender Equality, è stata scelta da Obama come Consigliere Capo del Ministero del Commercio Usa. Una nomina immediatamente applaudita dalle organizzazioni gay e transgender americane. “Obama è il primo presidente della storia ad aver nominato ad un’alta carica dello stato un individuo apertamente transessuale”, afferma sul suo sito web il Gay & Lesbian Victory Fund, uno dei gruppi gay più antichi e autorevoli del paese. Amanda Simpson, che negli anni ’90 si è operata per diventare una donna, è stata nominata consulente tecnica del ministero del commercio. 


La Simpson, di 49 anni, prima di diventare donna, aveva lavorato come pilota di prototipi per la Raytheon. Nel suo incarico rafforzerà la sicurezza nazionale in questioni relative al settore degli scambi commerciali.

Tra le regine di bellezza spicca sicuramente Lea T! Nata Leandro Medeiros Cerezo il 22 marzo 1981 a Belo Horizonte, la top model brasiliana è la figlia dell’ex calciatore Toninho Cerezo.

Il direttore creativo di Givenchy la vuole come assistente, la osserva e capisce, prima di lei, le sue potenzialità come modella. Si conoscono da quando lei ha 17 anni, e la famiglia dello stilista è la prima in cui Lea si sente davvero a suo agio così com’è, tanto che la T. dopo il suo nome sta proprio per Tisci, come se l’avessero (non ufficialmente) adottata. L’idea dell’amico Riccardo di farla posare come una modella donna le offre anche un modo per vivere a pieno la sua transessualità. “Iniziò tutto facendomi mettere un tacco, e poi un vestito da sera. E il resto venne da sé”. Tisci costruisce la campagna invernale 2010 sul suo volto..


Nell’agosto 2010 posa per Mert&Marcus su Vogue Francia, senza veli. La sua bellezza androgina si impone sia in passerella che sui servizi delle riviste di moda, e lei diventa un’icona.


Carriera che va a gonfie vele: la rivista Lurve le dedica la copertina, con le foto di Carlotta Manaigo, che consacrano ufficialmente la sua popolarità. Un’altra scelta che fa scalpore è quella della rivista Love, che sul n.5 di febbraio scorso pubblica in copertina il bacio “saffico” tra Lea e Kate Moss, fotografate in bianco e nero da Mert&Marcus. Ormai la modella brasiliana è richiestissima, arriva al quarantesimo posto della classifica delle top model internazionali e sfila finalmente nel suo paese, il Brasile, accanto alla conterranea Gisele Bündchen, per lo stilista Alexandre Herchcovitch, durante la settimana della moda di San Paolo. Il pubblico delle sfilate, solitamente freddino, si è alzato in piedi per applaudirla.


Lea T è la dimostrazione vivente di come l'amore di una madre e un padre possa accompagnare il percorso di vita di un figlio''. Perché la modella di questo parla continuamente, di come cioè la famiglia, e quel padre straordinario, l'abbiano aiutata a trovare la sua strada.


La transessuale Jenna Talackova, è stata riammessa al concorso di Miss Universo Canada grazie a una petizione online che ha raccolto 41.000 firme.




Jenna Talackova, era stata espulsa dal concorso Miss Universo Canada dopo aver rivelato di essere nata uomo.

Gli ufficiali avevano riconosciuto la 23enne Jenna (che si è sottoposta a interventi di chirurgia circa quattro anni fa per diventare donna) come una "vera ragazza", ma l’avevano in seguito squalificata perché le regole stabiliscono che tutte le partecipanti devono “essere nate naturalmente donne”. La decisione ha suscitato scalpore nei fan dello show – di proprietà di Donald Trump – che su Facebook e Twitter hanno espresso tutta la loro rabbia. Jenna, che sosteneva di essere nata donna nel modulo d’iscrizione al concorso e che in un secondo tempo ha ammesso di essere nata uomo, ha partecipato a numerose edizioni di Miss Universo e concorsi per transessuali in passato.



Jenna Talackova passa alla storia, ma ha perso la corona (finita nella top 12 a contendersi il titolo di Miss Simpatia con altre tre concorrenti) . La Talackova, che ha convinto Donald Trump e il suo concorso Miss Universo Canada a eliminare il divieto di partecipazione alle concorrenti transgender, - 


Brandon Teena (Lincoln, 12 dicembre 1972Humboldt, Nebraska, 31 dicembre 1993) è stato un ragazzo transgender statunitense. Il suo assassinio, in seguito a violenza e stupro, è stato uno dei più noti casi di transfobia degli Stati Uniti d'America degli anni novanta. La sua storia ha ispirato il documentario The Brandon Teena Story (1998) ed il filmBoys Don't Cry (1999), per il quale Hilary Swank ha ricevuto il Premio Oscar alla miglior attrice nel 2000.


Brandon Teena nasce a Lincoln, Nebraska con il nome di Teena Renae Brandon. Viene violentato sessualmente da un suo parente quando veste ancora i panni di una donna. Secondo la madre di Brandon, il parente in questione è Joann Brandon, ricercato dalle autorità nel 1991.

Il giovane Brandon non fatica a stringere amicizie, sua madre però non accetta il suo transgenderismo e per tale motivo continua a riferirsi a lui come "mia figlia".


Nel 1993, dopo alcuni problemi di carattere giuridico, Brandon si trasferisce a Falls City, nella contea di Richardson, dove stringe amicizia con alcuni abitanti del luogo, dove si identifica come uomo al pubblico. Si trasferisce a casa di Lisa Lambert dove Brandon conosce Lambert, amico di vecchia data di Lana Tisdel, oltre a due ex-cons John Lotter e "Tom" Nissen, stringendo amicizia anche con loro. Nissen è sposato e ha due figli. Tisdel e Lotter sono amici fin dall'infanzia ed in passato sono stati anche fidanzati. Intanto un altro uomo, Filippo, diventa amico di Brandon.

Il 15 dicembre del 1993 Brandon viene arrestato per contraffazione. Lana Tisdel paga la sua cauzione e, andata in carcere, vede che Brandon è stato assegnato al reparto femminile, scoprendo così che Brandon in realtà è biologicamente una donna. Dinanzi ad una richiesta di spiegazioni, Brandon dice che intende sottoporsi ad un intervento per cambiare sesso.


La morte

Durante una festa di Natale, Nissen e Lotter afferrano Brandon e lo costringono a togliersi i pantaloni, mostrando a Lana che Brandon non è biologicalmente un uomo. Lotter e Nissen hanno una colluttazione con Brandon e lo costringono a salire su un'auto, dove lo violentano. Infine lo riportano di nuovo a casa di Nissen.

Brandon sfuggito dalla casa di Nissen riesce ad andare a casa di Tisdel, arrampicandosi sulla finestra. Egli denuncia l'accaduto alla polizia, la quale per mancanza di prove non riesce ad incastrare e arrestare i due stupratori. Tom Nissen e Lotter John vanno così a casa di Lisa Lambert in cerca di Brandon e, trovatolo, lo uccidono assieme a Devine e Lisa Lambert.

Nissen in seguito testimonia contro Lotter, ottenendo così l'ergastolo. Lotter, invece, viene condannato alla pena di morte, ed ora il suo caso è sotto revisione.


Si chiamava Billy Tipton, era un pianista e sassofonista, era nato nel 1914 e morì nel 1989 per un’emorragia causata da un’ulcera non curata.




Quel che si scoprì dopo la morte, e che Billy era riuscito a tenere segreto per quasi cinquant’anni, è che non si trattava di un uomo, ma di una donna. Nata, per la precisione, Dorothy Lucille Tipton, e vissuta en travesti per buona parte della sua esistenza.

Dorothy Lucille Tipton era nata ad Oklahoma City, figlia di una casalinga e di un pilota che avevano divorziato quando lei aveva quattro anni. Era stata cresciuta da una zia di Kansas City: lì aveva fatto gli studi fino alle superiori e aveva cominciato ad appassionarsi al jazz, dato che negli anni ’20 e ’30 la città aveva una delle scene jazzistiche più ricche d’America.



Billy Tipton (1914-1989), il musicista americana che riuscì a passare da uomo per cinquantasei anni, con cinque mogli e tre figli, fino alla morte: il suo outing venne effettuato dal medico legale, e rimbalzò subito sulle pagine dei giornali di tutto il mondo.

Billy non è stata l'unica. Nel regime patriarcale, le donne che si sono travestite da uomo per vari motivi, spesso rischiando la morte o l'arresto, sono sempre state numerosissime. [...] La misoginia e la repressione dei primi secoli del cristianesimo hanno prodotto un'ondata di sante-maschio[...] Donne che si travestivano da monaci per poter studiare, o da eremiti per vivere nella solitudine senza sposarsi, o da pellegrini per potersi muovere liberamente.


Lana Wachowski,  regista sceneggiatrice, produttrice cinematografico e autrice di comics americano che, assieme a suo fratello minore Andy, è la  creatrice di una delle trilogie cinematografiche del genere fantascientifico più rivoluzionarie della storia del cinema, tanto per gli effetti speciali quanto per i contenuti offerti: Matrix, un vero e proprio compendio filosofico formato pellicola. 


La Human Rights Campaign’s Visibility ,hanno premiato il suo coraggio con un riconoscimento ufficiale: Lei a ritirato il premio„ pronunciando un discorso di ringraziamento che ha svelato il suo animo al pubblico e commosso più di uno spettatore:

“Sono qui perché la mia maestra Mr. Henderson mi ha insegnato che ci sono alcune cose che facciamo per noi stessi, ma ci sono alcune cose che facciamo per gli altri. Sono qui perché quando ero giovane, stavo male perché ero una scrittrice e volevo essere una regista, ma non c’era al mondo una regista transgender che potesse capirmi, tutti i miei sogni erano stati preclusi semplicemente perché la mia identità di genere era meno tipica di altri. Se posso essere quella persona per qualcun altro, allora il sacrificio della mia vita privata e civica può avere valore”.

Lana non ha compiuto gesti eroici per salvare vite in pericolo e non si è resa protagonista di fatti eclatanti, ma il suo atto di coraggio è stato affermare se stessa e perseguire fino in fondo la sua vera natura, affrontando a testa alta tutte le conseguenze della sua decisione.