Doppio libretto agli studenti trans


Padova, via libera dal Senato accademico: il Bo riconosce il cambio di sesso

PADOVA — È ufficiale: dall’anno prossimo, gli studenti padovani che decideranno di cambiare sesso potranno chiedere un «doppio libretto» , per sostenere gli appelli d’esame con la loro nuova identità. Lo ha deciso nella sera del 6 maggio il Senato accademico del Bo, che ha approvato la proposta di delibera sulla tutela degli studenti «in caso di rettificazione di attribuzione del sesso». La delibera è stata presentata dal prorettore per la condizione studentesca e il diritto allo studio Guido Scutari, e approvata con il solo voto contrario dei rappresentanti di Ateneo Studenti, vicini a Cl. Il provvedimento, richiesto con una lettera al rettore Giuseppe Zaccaria dall’associazione Lgbti Antéros, vuole agevolare la vita accademica degli studenti transgender, e a risolvere i loro problemi di privacy dovuti al cambio di nome. In pratica, gli studenti avranno una carriera «alias» e potranno impiegare una nuova identità, prima ancora che il processo di transizione sessuale venga completato e riconosciuto dall’anagrafe.

Oltre al doppio libretto (e al doppio badge), dal 2013/14 gli studenti trans avranno a disposizione anche un docente tutor, che seguirà il loro percorso accademico valutando pro e contro del nuovo provvedimento, e un referente della segreteria studenti, che gestirà le pratiche del caso. Il Bo segue dunque l’esempio del Politecnico di Torino, dell’università della Mole e di Bologna, dove il «doppio libretto» è già realtà da alcuni anni. Negli scorsi mesi, il dibattito attorno all’argomento aveva generato reazioni contrastanti. A gennaio, il prorettore Scutari aveva espresso la propria perplessità sull’introduzione del doppio libretto, dicendo che avrebbe preferito valutare «caso per caso»; a marzo, il rettore Giuseppe Zaccaria aveva preferito rinviare il dibattito, per approfondire la questione con lo staff legale del Bo.

Colpo di scena, invece, per quanto riguarda la riduzione del numero di appelli, che almeno per adesso resteranno 5 in tutte le Scuole di Ateneo. La proposta di delibera (contestata dagli esponenti di Studenti per-Udu, che durante la seduta hanno esposto un «papiro» con più di mille firme nel Cortile nuovo del Bo) è stata rimandata per mancanza di motivazioni didattiche, e per un errore procedurale da parte delle Scuole di Scienze ed Economia, che avrebbero presentato la domanda al Senato bypassando i consigli di dipartimento interessati. Un vizio di forma che ha «compattato» studenti e professori, e che ha messo in salvo i 5 appelli d’esame introdotti dal nuovo regolamento di Ateneo. Almeno fino alla prossima riunione del Senato.

Alessandro Macciò
07 maggio 2013 (modifica il 08 maggio 2013)
Fonte:http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/7-maggio-2013/bo-riconosce-cambio-sesso--2121014065280.shtml

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